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Commenti
#22
16:31, 07 dicembre, 2006
La scrittura é una forma di esistenza come un'altra, e utilizza l'essere umano per manifestarsi. Per questo NESSUNO può dirsi autore di alcunché, come la radio o la televisione non possono dirsi autrici delle cose che trasmettono.
Rossegal
#21
00:05, 07 dicembre, 2006
caro dellefragili, questa è 1 di 2 in cui parlerò della mia scrittura: poi, basta
non è questo il modo in cui mi piace scrivere
ps: non ho parti migliori, sono - come dire - come il porco verdiano
EvaCarriego
#20
23:28, 06 dicembre, 2006
Devo dire che sentirti raccontare della tua scrittura in maniera cosi' disinvolta e' stato piacevole. Credo che la parte migliore di te, la tieni per te stessa.
un dfc serio. di tanto in tanto
utente anonimo
#19
11:26, 04 dicembre, 2006
Eva----- "tutti avemo da murì", chi al primo, chi al secondo, chi all'ultimo capitolo.
**
metallicafisica
#18
11:10, 04 dicembre, 2006
scrivere su un blog è già un modo per essere letti, anche senza l'editore... pubblicare è un sogno scrivere è un BIsogno! l'importante non demordere! (Ot: è ovvio che l'incarnato serico del suo avatar, roseo e setato, è pari solo al suo talento letterario!)
zop
#17
09:59, 04 dicembre, 2006
Scrivere per essere letti e leggere per essere scritti?
Madame, stamattina sono un po' confuso, lo riconosco.
C'è del buonissimo in ciò che lei sostiene, anche se in alcuni momenti della mia vita pensai di scrivere perché il mondo potesse essere più felice (ma questi inconsulti vagiti da messia un po' snob pargoleggiamo sempre più raramente, per fortuna).
Resta il fatto che io avrei anche tutto da dire, ma a pensarci bene non muta di una virgola ciò che lei asserisce qui.
E' sempre un piacere, Madame.
RobertoTossani
#16
08:41, 04 dicembre, 2006
Dottore', casomai l'Editore dovesse incastrarsi in una ruga di disaccordo, lei, che mi vuol bene, intercederà per me?
(Va bene, non lo faccio più)
bacetti
Rrr
ritabonomo
#15
15:10, 02 dicembre, 2006
Certo che leggerti fa passare la voglia di scrivere....
(Max Potter)
...ma scrivere non fa passare la voglia di leggerti, eheh.
triana
#14
21:09, 01 dicembre, 2006
Ora che leggo delle doglianze in ordine alle fastidiose domande preliminari alla lettura del libro, ricordo che proprio la sera della presentazione io ho, ma sempre discretamente, ficcanasato nella breve conversazione che Eva ha tenuto con due anziane e pensose signore.
Una conversazione estremamente interessante (e mi scuso con le due interlocutrici qualora fossero frequentatrici di questo blog – anche se lo escluderei, considerata l’anagrafica – o amiche della scrittrice, ma devo citarle).
Prima Signora, discorrendo su dove Eva abitava da bambina:
- “oh, ma davvero, anche io abitavo li”;
poi, sempre discorrendo su dove ha abitato Eva negli anni seguenti:
- “uhh, ma guardi, siamo state sempre vicine di casa, anche io abitavo in quella via, proprio li, vicino a lei. Ma io a lei non l’ho mai vista e nemmeno la conoscevo. Ma lei cosa è, una insegnante?”
A quella domanda Eva ha seriamente pensato di estrarre la pattadese dalla sua borsetta per sfregiare quella signora (glielo ho letto negli occhi), ma si è limitata ad un dolcissimo: “sono cardiologa”, detto con una soavità direttamente proporzionale all’ira scatenatasi in lei.
Sempre la prima Signora, continuando:
- “ma quindi questo cosa è, una raccolta di poesie?”
Eva (l’ho captato, e non negarlo) voleva mollare un calcio nei denti alla distinta signora per vederla rotolare giù per lo scalone di accesso all’auditorium, tuttavia ha risposto, con maggior delicatezza:
-“si tratta di una serie di racconti legati tra di essi”.
È intervenuta allora la seconda signora, incappottata e pettinatissima (o Eva, ma era una parrucca?):
- “e di cosa tratta il romanzo”?
Prima che Eva potesse reagire con una capocciata alla base del naso (perché volevi dargliela, non mentire a te stessa), è intervenuta di nuovo la prima signora dicendo:
- “ah, le presento la mia amica, la moglie di *********.
Eva quindi – considerata l’augustità del coniuge dell’interlocutrice – ha frenato la sua reazione tipicamente barbaricina e, ancor più leggiadra e radiosa, ha spiegato a grandi linee il contenuto della sua opera, ma dentro di se pensava: “o befana, ma se si intitola la famiglia immaginaria, ma di cosa vuoi che parli, ahn, di erotismo medioevale?”
Con il pretesto di allontanarsi perché doveva presentarmi messiè Birambai, la Carriego si è disfatta elegantemente, quanto bellamente, delle due ottuagenarie e, per sfogare la sua rabbia, credendosi non vista, ha divelto un grosso vaso di fiori in cemento armato, che abbelliva il vialetto di accesso alla biblioteca.
Siccome sono educato non ho chiesto: “o Eva, ma Ramsete e Nefertari da quale reparto sono fuggite, ‘ste due disinformate.”
A parte gli scherzi, quelle due signore non ci avevano proprio capito una beneamata.
Stranoforte
#13
17:40, 01 dicembre, 2006
a me talvolta viene da chiedere:
ma dai, tu non scrivi? e perché?
di solito mi guardano strano.
Synesius
#12
16:48, 01 dicembre, 2006
metalla:va' che se Orrù viene a sapere della domanda si suicida al secondo capitolo, eh
No se preocupe, scrivere come Melissa P. non è più conveniente: l'operazione commerciale ha funzionato solo la prima volta, pare che il suo secondo libro non abbia avuto successo nemmanco tra i sesso-dipendenti
andrea: questo è un punto di vista interessante che molti condividono, e certamente più romantico del mio. Non sento lo scrivere come una condanna, non mi pesa e ben mi guarderei dal sottrarmene: considero una vera e propria fortuna estrarre il palmare dalla fondina e scrivere ovunque e non appena ne senta il bisogno.
Sull'editoria molto ci sarebbe da dire - anche se sospetto che sia stato detto di tutto e di più, e comunque, non farmi venire un'idea per un altro post, eh - : sta di fatto che non credo di avere la capacità di autoprodurmi. Questo tipo di riproduzione, sulla terra, appartiene solo a alcune specie di anfibi, mentre la specie umana necessita ancora della sana e fattiva collaborazione delle controparti.
Piuttosto, bando alle celie, dimmi di ciò che avviene dalle parti dell'autogestione - collettiva? individuale? -, mi interessa.
maxpotter: il tuo commento mi strasmette, come dire?, una certa inquietudine
justine: secondo me hai ragione, abbiamo troppi scrittori e pochi lettori: il problema è che non me la sento di rimanere in panchina e limitarmi a leggere, perché più leggo e più scrivo (pare che si chiami sindrome da scrittura di contaminazione, patologia che ho testè inventato). Però hai ragione: viandante: smetti di scrivere, una buona volta!
sw4n: ciao, ci si legge, dunque: Evviva ciò che è altro da me. Sono veramente stanca di aver sempre ragione, vivaddìo.
tittyna: mio bel donnino intelligente, che le devo dire? E' quello che mi sono chiesta anch'io, eppòi mi sono anche risposta
77: mioddìo, hai letto tutto, dicesi tutto, il blog? Basisco e trasecolo. Permetto, permetto - ma cos'è, l'unico in rete a non sapere del mio leggendario vanesiume? -, si colleghi pure. Dal canto mio, la pura pigrizia mi ha impedito di farlo, accedo a lei tramite il nostro ottimo amico dellefragilicose, ma mi riprometto di francobollarlo ( che se lo meriterebbe solo per la dichiarazione d'intenti del suo blog)
madàm Bonomò: le suggerirei maggior rispetto, in questo blog, quando parla dell'Editore ( sempre perché non sissammài)
beloved Petarda: che fa, perculeggia? Eppure già ci siamo incontrate di persona,già: come mai vuol sapere il mio numero di scarpe? ( comunque, ehm, è un trentasei scarso, come Cenerentola)
ot: se mi scrive un commento buffo come quello di libri lame e baci le invierò una discreta somma di danaro presso il suo domicilio
EvaCarriego
#11
15:40, 01 dicembre, 2006
PETARDA!!!!!!!! no, e comunque ora che mi ci fai pensare...:)))
metallicafisica
#10
14:12, 01 dicembre, 2006
metallica, ma a quegli asterischi corrispondono mica delle lettere?
Petarda
#9
09:58, 01 dicembre, 2006
"Qual è, Orrù, il tuo messaggio?”
E io adesso cosa ti scrivo, qui? Ti sei fatta le domande, ci hai dato le risposte...
spero solo che tu non cominci a scrivere come Melissa P!*****
metallicafisica
#8
09:27, 01 dicembre, 2006
Lo scrivere è un male incurabile e congenito che non si sceglie... triste è il destino di chi vi è condannato, ma ancor più triste sarebbe il sottrarvisi!
P.S.
Gli Editori sono dinosauri condannati all'estinzione (di cui oltretutto sono tragicamente responsabili)! il futuro è di chi riuscirà ad autoprodursi... e qualcosa già si inizia a vedere!
Saluti D
utente anonimo
#7
21:45, 30 novembre, 2006
Certo che leggerti fa passare la voglia di scrivere.
maxpotter
#6
19:28, 30 novembre, 2006
il problema sorge quando tutti vogliono scrivere e quelli che leggono sono sempre meno... un po' come se in una partita di calcio tutti volessero fare i portieri.
justine
#5
18:52, 30 novembre, 2006
Incidi, e anche parecchio. Sono rimasto incollato al post.
Mi scappello. Più volte pure.
sw4n
#4
18:17, 30 novembre, 2006
Lo scrittore scrive. Il narratore narra. Il lettore, quindi, dovrebbe limitarsi al leggere.
Ordunque cos'è, di grazia, questa smania di far domande?
Tittyna
#3
17:57, 30 novembre, 2006
Ossequi, cara signora. Sono giunto alla fine della lettura di questo blog, che ho affrontato, con metodo, dall'inizio. Come per tutte le cose di qualità e passione, ne valeva la pena. Mi permetto - sperando di non essere inopportuno - di inserire un collegamento, detto anche link, così da agevolarmi le letture future, e ti faccio i miei più sinceri complimenti.
settantasette
#2
16:26, 30 novembre, 2006
madame Carriego, che Dio la benedica, anche lei -devo dire- è stata piuttosto attenta alla risposta, quella sera, ché ritrovo passo passo il lungo discorso fatto sull'argomento qui, dopo quasi una settimana.
-ma attenta, che era-
A quel santo tommaso, comunque gli ho già girato il link.
Quant'è saggia, lei!
Rrr
ritabonomo
#1
14:22, 30 novembre, 2006
che bello leggerti anche così.
vien voglia di sapere di più, di sapere quel che pensi su un sacco di cose, e in questo non ti discosti dagli autori (registi o scrittori che siano) che prediligo: persone in grado di affascinare e di sedurre col loro modo di dar giri alle cose, e delle quali si vorrebbe sapere non solo che ne pensano delle cose della vita, e in fondo come se la sfangano, ma anche quanti cucchiaini di zucchero mettono nel caffè, e se dormono col piumone o con le coperte, ecc.
chissà, forse se avessi beccato cervantes in tv da costanzo o a condividere su un quotidiano la posizione della destra sulla fecondazione assistita (come fece ad esempio il solare lindo ferretti prima del referendum sul fogliaccio di ferrara) non l'avrei amato così tanto. vassapère.
Petarda
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