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Commenti
#29
11:29, 19 dicembre, 2006
Licenziamento del Poeta: Forse non sono arrivato ancora alla tua "pace dei sensi" e ti auguro veramente la migliore carriera, ma non pensi che il "modello" di vita che hai descritto ti abbia scelto e non viceversa?
Personalmente sto seguendo un percorso "moderno": laurea, master, tirocini e scuole varie. Benissimo, il "nemico" bisogna conoscerlo dall'interno. Vivo molto bene paragonandomi a tantissima gente più sfortunata.
Eppure, alla mia età, sento ancora, anzi lo sento di più con il passare del tempo, un oscuro disagio. La vita che tu hai descritto, con qualche variante dovuta alla professione, potrebbe essere la mia. Eppure, c'è qualcosa di profondo che non va.
Insomma la vita "borghese" è un'iniezione di morfina giornaliera. In azienda si impara a dire "sissignore" per l'avanzamento (con ficus e segretaria), nella professione si cerca la conventicola buona per raccogliere qualche briciola.
Invidio alcune esistenze di uomini profondamente ricchi di idee e di ideali, con il coraggio di rischiare. Non posso farci nulla, rispetto di più un Napoleone (uno da niente, ma lo stesso vale per un Gandhi;), o uno dei suoi soldati, che il CEO di una grossa multinazionale o il pacioso dentista del Circolo Canottieri che è felice se rubicchia qualcosa sull'IVA.
E' più forte di me. La dimensione priva di sogni e antieroica di oggi mi opprime. Considerati molto fortunato se riesci a trovare un'intima soddisfazione nella tua dimensione.
Giggimassi: F. Cardini è l'unico di cui mi sento sposare integralmente la visione delle cose e della politica. Se si candidasse lo voterei con convizione vera (e sarebbe la prima volta della vita!).
AndyCapp: E' vero: la guerra mondiale persa, le due civili e tangentopoli. Nel primo caso è stata un'immane tragedia che però ha lasciato, con il suo carico di idealità, qualcosa fino ai giorni nostri. Il "boom" e la rinascita dei '50 e '60 è stata la risposta degli italiani al Trauma. Ed è stata una grande risposta.
Basterebbe un bel, piccolo Trauma anche oggi. Forse qualcosa da raccontare e in cui credere lo avremmo anche noi, fra 40 anni.
P.S.
Di Cardini consiglio a tutti gli amanti dei viaggi il libro "In Terrasanta". Storie di pellegrini e mercanti alle prese con un viaggio che a noi sembra quasi impossibile. Scritto benissimo e adatto anche a chi non ha una grande dimestichezza con la storia medievale.
Salvs!
il Vicerè
noantri
#28
23:40, 18 dicembre, 2006
Leggo solo ora. Bel post.
Non sono d'accordo al 100%, ma sulla necessità di un trauma convengo pienamente.
Ci vuole solo Coraggio!
iopensosempre
#27
12:13, 16 dicembre, 2006
Urca! La descrizione di licenziamentodelpoeta è notevole! E'... da paura. Scusami, la summa di tutto quello che io non vorrei mai essere, il top di ciò che disprezzo nei miei amici piccolo-borghesi (perdonami, niente di personale, naturalmente!)
Io la vedo esattamente come Ste.
Sai, mentre lo sto scrivendo forse mi rendo conto che "noi" stiamo male/vorremmo darci da fare perché pensiamo che "voi" (parlo p.es. di una mia ex, probabile scienziata, divenuta dipendente INAIL) viviate male, e che potreste ambire a qualcosa di più. Invece non è così: voi state bene come state.
E' come quando ne "L'invasione degli ultracorpi" i pochi rimasti vogliono far tornare umani i "convertiti". Ma, loro, non vogliono..
Dario
adpm
#26
23:00, 15 dicembre, 2006
Bell'esercizio di stile.Il rischio è che non serva a niente se non a sfogarsi e basta.
xgigimassi
Per quanto riguarda lo studio sulla destra "sociale".già fatto.
Se vuoi mi puoi trovare sul mio blog e ne possiamo parlare.
considerazione:
se uno vive così bene che bisogno ha di frequentare certi argomenti?
utente anonimo
#25
09:12, 15 dicembre, 2006
Mi pare che l'Italia ABBIA voglia di traumi e tiranni! E' vero però, alla fine sono tiritere con la sottoscrizione indignata del popolo degli indignati. A parole, poi nessuno è disposto a cedere il proprio, presunto privilegio(?)
Meglio di Cardini è l'ultimo libro di Antonio Negri "Goodbye mr. socialism". Non ti indignerà, ma almeno, un pò di lucida analisi politica.
A proposito di idiologie e confusione cito: "La seconda repubblica è corruzione, da qualsiasi punto la si guardi, è il postmoderno neoliberale, fondato sulle privatizzazioni e l'approppriazione di tutti i beni pubblici da parte privata, e sulla perversione dell'etica pubblica", nella prefazione del libro citato.
Angela
utente anonimo
#24
20:06, 14 dicembre, 2006
@ valerio: ahem, mi accomuni al caro licenziamento (col quale peraltro mi scanno da stamane su altri lidi ;-), ma non mi sembra che abbiamo detto la stessa cosa...
io ho solo detto che le tesi di cardini non sono nuove (a me per la mia formazione politico-culturale), e che non sono nuove in assoluto (ripeto: minoranza di sinistra del Msi anni '60-'70, mondialista, antiatlantica, e con forti critiche al capitalismo più che al comunismo)
@ ste: posso pure concordare sulla necessità del "trauma", ma ho un po' timore di scoprire quale possa essere, questo trauma. O Cardini intende solo un trauma morale?
giggimassi
#23
19:58, 14 dicembre, 2006
Infatti, Ste, il punto è tutto lì. Io non voglio rischiare. Ho un lavoro ben pagato in un posto dove non hanno mai licenziato nessuno (con quindici mensilità + premio di produzione), dove il venerdì pomeriggio non si lavora, dove entri alle 8 del mattino, esci alle 16 e 15, e hai ancora mezzo pomeriggio e tutta la sera per farti i cazzi tuoi. E' vero ch'è un posto dove devo dare ragione al mio capo anche se non ce l'ha, dove se hai un'idea nuova è meglio che te la tieni per te o vieni accusato di
non esserti attenuto alle procedure aziendali
, ma sticazzi: io non pretendo che il mio lavoro mi offra un ambiente stimolante dal punto di vista intellettuale, ma che mi riempia il portafogli. In questo posto, ho una carriera spianata: mi basta evitare di far cazzate mostruose e so che arriverò ai vertici.
Tu dici che non riesci ad allontanarti di 6 km da casa tua: sarà. Io riesco a muovermi così agevolmente che non ho difficoltà a prendere tranquillamente un aereo per andare a cena a Monaco di Baviera oppure a Vienna, e tornare nel weekend. Da bravo pendolare, mi faccio la mia mezz'ora di treno tutte le mattine e tutte le sere per andare e tornare dall'ufficio, ma non mi pesa più di tanto. A Roma, vado in giro chì'è una bellezza e la conosco come le mie tasche. Gli ospedali, quando ci son dovuto andare, mi han curato abbastanza bene; la scuola non mi è servita a niente, ma la cultura è una cosa che ti puoi fare anche da solo (io l'ho fatto); della politica me ne sbatto per quel che posso: a 'ste elezioni ho votato, ma sto ben pensando di smettere. Siccome per avere le cose che ho adesso mi son dovuto fare un culo così, capirai bene perché ho rinunciato a ogni idealismo. In un mondo diverso da quello in cui vivo, io avrei un sacco di cose da perdere.
licenziamentodelpoeta
#22
19:33, 14 dicembre, 2006
Ma anche io sono d'accordo con loro. Cioè, sono d'accordo con nessuno, nemmeno con me stesso: non volevo enunciare tesi
atte a
(anche se probabilmente l'ho fatto). Quello che io penso (quello che penso analizzando, annusando, riconsiderando il sostrato della MIA esperienza umana) è che io
così
non è che ci vivo tanto bene.
Davide
sì e io sono convinto che lui lo pensi veramente. Forse anche
Giggimassi
: d'altra parte anche io vivo bene, guardatemi, vivo benissimo, tò, anche senza mani, financo all'indietro. Sono un grande del vivere bene; però - ripeto - vivo bene quando? Dove? Tra un portone e l'altro? Tra il pranzo e la cena? E se si intromette
un quid
tra questo portone e quest'altro?
Io voglio rischiare. Rischiare di bruciarmi il culo; rischiare di uscire da un portone e non riuscire più ad arrivare ad un altro. E dunque sarei pronto al tiranno; sarei pronto alla Rivoluzione, sarei pronto al trauma auspicato da Cardini. Però non so come si fa; non so che bottoni devo premere. A malapena so l'autobus che serve per arrivare da qui a là. Non ditemi che sto attraversando anche io la fase dell'armiamoci e partiTE!
[Ste]
noantri
#21
19:29, 14 dicembre, 2006
"Quello che leggo nei tanti commenti. è una sorta di malessere generale di vivere.Nonostante la merce accessibile,nonostante le luci sfavillanti ci sono un sacco di persone che di fronte a tutto ciò esprimono un vuoto(ma un'enorme carica della ricerca) ed una solitudine che dovrebbe (forse) essere canalizzata in altro modo. "
ecco, mi sembra inecepibile
mokia
#20
18:56, 14 dicembre, 2006
Anche questa frase fa molto parte di me: la dico spesso.
Quindi io vivo bene così, se mi limito a vivere tra il portone della mia abitazione il portone dell'edificio dov'è sita la redazione in cui lavoro.
Gli amici, compresi quelli "buoni/di lunga data", mi guarda come compatendomi e con l'aria da "vabbe', ma che altro vuoi fare?" e poi accendono la TV.
Dario
adpm
#19
18:26, 14 dicembre, 2006
Stavolta sono d'accordo con
giggimassi
e con
licenziamentodelpoeta
.
Non vi ci abituate...
Valerio
utente anonimo
#18
17:50, 14 dicembre, 2006
@ pensareinprofondo: esiste, esiste ed è esistita, solo che tu non la conosci. Studiare, please.
giggimassi
#17
17:32, 14 dicembre, 2006
I leader, gli uomini vengono fuori nel momento in cui tra tanti che parlano uno dice qualcosa che libera energie e compatta tensioni.
Quello che leggo nei tanti commenti. è una sorta di malessere generale di vivere.Nonostante la merce accessibile,nonostante le luci sfavillanti ci sono un sacco di persone che di fronte a tutto ciò esprimono un vuoto(ma un'enorme carica della ricerca) ed una solitudine che dovrebbe (forse) essere canalizzata in altro modo.
Se con i tuoi post susciti dibattiti così viscerali forse uno degli uomini lo abbiamo trovato.
Rimane da stabilire la bussola e la direzione di marcia.
Secondo me sarebbe molto più interessante e bello.
Non sono concetti da destra sociale.Perchè non esiste una destra "sociale".
utente anonimo
#16
17:14, 14 dicembre, 2006
Oh sta a vedere che mo' torna di moda la destra sociale :|
giggimassi
#15
17:08, 14 dicembre, 2006
Licenziamento
: bisogna definire cosa significa
vivere bene così
. Io vivo bene così, manco per un cazzo. A partire dall'infinitamente piccolo (non posso raggiungere nessun posto, nella mia città, che disti più di sei chilometri da casa mia. Perché è fisicamente impossibile), per passare all'infinitamente grande: gli ospedali non curano, le strutture non servono, le scuole non insegnano, la politica non costruisce.
Io vivo bene fin quando limito la mia esistenza al mangiare/bere/dormire/trombare/ oppure cazzeggiare/viaggiare/ o ancora leggere/andare al cinema/visitare musei/cagare/pisciare
Se mi guardo intorno, se mi stacco dal mio
favo da quattro soldi
mi accorgo che si vive una merda. Mi accorgo che non posso neanche rifare la patente con facilità se per caso me la inculano o se sono stronzo io che me la perdo.
Quindi io
vivo bene così
, se mi limito a vivere tra il portone della mia abitazione il portone dell'edificio dov'è sita la redazione in cui lavoro.
Per rispondere anche alla brillante riflessione di
pensare in profondo
(commento #9) io sarei pronto a
farmi il culo
, a rinunciare a queste quattro stronzate che mi fanno dire "vivo bene così" (mentre sarebbe giusto dire: "Ho sempre vissuto così e me lo tengo"). Il problema è che non esiste una "comunità" in tal senso, non esiste un Grande Uomo che concili tali idee, raduni le forze e dica "andiamo".
Per gli altri
che lo hanno chiesto: quello che ho riportato qui è un estratto da una lettera che Cardini ha scritto e che è consultabile per intero sul suo sito: www.francocardini.net
[Ste]
noantri
#14
16:16, 14 dicembre, 2006
PS: (posto qui così si vede di più :-) )
toronews.net: Romagranata festeggia il centenario
Grande cena a Zagarolo venerdì 15.
Mi raccomando, domenica fate i bravi... !
adpm
#13
16:15, 14 dicembre, 2006
Io son d'accordo con *tutto* il testo e quasi tutti i commenti (a parte forse Licenziamento...).
Sull'atomica, lo dico spesso anch'io, Ste.
Forse anche qui, stiamo volendo l'eccezione per noi e le regole x gli altri? Boh.
Dario
adpm
#12
16:09, 14 dicembre, 2006
Perché un dittatore, una guerra mondiale persa e una guerra civile dimenticata (forse due) e Tangentopoli ancora non bastano? Io questo mi chiedo. Gli italiani sono troppo attaccati ai loro privilegi.
concordo. Fin quando non la smetteremo di fare le regole per gli altri e le eccezioni per noi, non ne usciremo.
utente anonimo
#11
16:05, 14 dicembre, 2006
vorrei saperlo anche io da dove è tratto. condivido quasi tutto. campare bene con quest'andazzo generale? spiegami come.
dearM
#10
15:56, 14 dicembre, 2006
da dove è tratto questo estratto?
condivido quello che hai riportato, e credo che l'unica possibilità sia davvero che il paese esploda...
buon lavoro
amoramaro
utente anonimo
#9
15:13, 14 dicembre, 2006
E' la sintesi di un popolo che in parte vive con lo stomaco ed ha buttato all'ammasso il cervello.
Non credo che siano cambiate di molto le situazioni, a cui fa riferimento il nostro , nel corso degli anni.
Questo paese, all'uscita dalla 1a guerra mondiale, si è messo in camicia nera e si è cullato nell'illusione che l'uomo faro risolvesse un pò di questioni.
Abbiamo visto come è andata a finire.
Personalmente ho speso i miei anni a bruciare simboli ed a prendere a calci nel culo il conformismo.
Non è che sia andata molto bene. E non è che mi sia arreso.
Non credo che non ci sia speranza rispetto a questa deriva. Il punto è sapere se voi (mi riferisco alla tua generazione) avete voglia di farvi un pò di culo e passare dall'arte della osservazione e della descrizione a quella della costruzione e dell'azione.
Henry Miller nei suoi libri descrive il suo disagio nel vivere stretto all'interno di una società massificata in cui dice lui
"v'accalcate intorno al vostro favo da quattro soldi"
La dimensione della noia per le nuove generazioni è tale che si riempie il tempo con gadget, cose, banalità che diano la possibilità di passare il tempo.
Per il resto solo vuoto e zero passione.
Tra destra (estrema) e sinistra (estrema) della mia generazione l'unico comune denominatore era il rivendicare la bellezza dell'agire. Ricordo un paio di slogan che dicevano.
"vivere in fretta, morire giovani, per essere belli anche dopo morti"
"meglio una fine spaventosa, che una spaventosa vita senza fine".
Si può individuare in una morale "eletta", un comune denominatore che faccia da carburante per liberare energie riformatrici di questo paese. Il punto è cercare di definire la bussola dei valori da usare. Per questo non servono "uomini" della provvidenza ma uomini che sappiano unire ed indirizzare.
utente anonimo
#8
14:58, 14 dicembre, 2006
Io non vorrei nessun trauma, personalmente campo bene così, grazie.
licenziamentodelpoeta
#7
14:51, 14 dicembre, 2006
Ma perché, Cardini in questo pezzo propone soluzioni? Che sia o no un trombone mi interessa poco: è quello che ha detto, non lui. a disamina è sostanziale, definitiva, lucidissima. Siamo noi. Punto. Di soluzioni non ne vedo, non ne leggo. L'unica soluzione che ho trovata (e che condivido) è quella del tiranno (o del forte trauma): per dire, io sarei per l'atomica in Italia al solo scopo di fare pulizia demografica. (siamo troppi e troppi sono imbecilli. Come faccio a dirlo? Faccio cose, vado in giro, vedo gente)
Oppure per un'inondazione, l'11 settembre, lo tsunami, il terremoto, le cavallette, Berlusconi.
[Ste]
noantri
#6
11:59, 14 dicembre, 2006
Si potrebbe liquidare ciò che scrive Cardini come un'accozzaglia di luoghi comuni. Ma non è altro che la pura realtà delle cose.
Un tiranno? Sì, talvolta ci penso, sarebbe la soluzione per formattare l'Italia attuale. Ma, su 57 milioni di italiani, quanti vogliono cambiare? Sempre il solito discorso. Tutti vogliono cambiare, a parole.
Roberto
utente anonimo
#5
11:43, 14 dicembre, 2006
infatti.. non condivido le soluzioni proposte, ma l'analisi sulla pochezza di tanta parte della gente italiana
mokia
#4
11:12, 14 dicembre, 2006
Perché un dittatore, una guerra mondiale persa e una guerra civile dimenticata (forse due) e Tangentopoli ancora non bastano? Io questo mi chiedo. Gli italiani sono troppo attaccati ai loro privilegi. La ricerca ossessiva di far parte di una casta al riparo da brutte sorprese è il solo scopo di vita di ognuno di noi. E forse mi ci metto in mezzo anch'io.
[aNDy cAPp]
noantri
#3
10:55, 14 dicembre, 2006
L'analisi mi sembra del tutto condivisibile, ad esser sincero. Ho dubbi sull'opportunità di un tiranno o di un trauma come soluzione.
mokia
#2
09:00, 14 dicembre, 2006
Sono cose che dice da trent'anni. Cardini è un brillante medievista ed era nella sinistra missina. A me non dice nulla di nuovo, anche se trovo certe intuizioni di quella destra ancora suggestive.
giggimassi
#1
08:36, 14 dicembre, 2006
Detto fra noi, a me 'sto tipo sembra un gran trombone. Non auspico atti moralizzatori di nessun tipo: anzi, sinceramente mi fanno un po' paura. E poi, io per quei "poteri imprenditoriali e finanziari forti" che Cardini accusa, ci lavoro: dunque non mi parebbe opportuno sputare nel piatto in cui mangio, sottoscrivendo le tesi di questo signore.
licenziamentodelpoeta
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