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Commenti
#29
16:09, 09 gennaio, 2007
caracaterina
: sottoscrivo e quoto il tuo dire (spesso anche io mi macchio dello stesso difetto)
2sister
tu per cosa lavori? Io, se devo trovare un motivo per lavorare, (e quindi per guadagnar soldi) lo trovo nel viaggio (certo, perifericamente, anche nel cibo, nel bere, nel vestire). Tu magari per mettere da parte, per spendere in fumo, per dare da mangiare ai gatti, per comprare dei tappi di bottiglia da collezione. Non so, ci sarà qualcosa. Io ho esternato il mio: siccome voglio viaggiare il più possibile (tendo, come detto, a permettermi tre spostamenti all'anno) devo lavorare. Non capisco cosa ci sia di
un po' triste
. Io non troverei "triste" nessun motivo per cui uno lavora, nemmeno fosse l'eroina.
[Ste]
noantri
#28
01:04, 08 gennaio, 2007
Certo è un po' triste lavorare AL SOLO SCOPO di potersi pagare i viaggi. Semplice riflessione eh... nessun attacco personale.
Comunque le foto sono stupende.
twosisters
#27
15:27, 07 gennaio, 2007
La mania di procedere per citazioni ed exempla è puro senso comune. Come procedere per proverbi. C'è tutto e il contrario di tutto. Nei commenti a questo post ci stanno Guicciardini e Bacon come adesso io ci piazzo quei poveri viaggiatori di Goethe e di Byron. Vogliamo fare un bel centone di esempi e di auctores richiamati alla cavolo, prescindendo dal contesto storico e dai sistemi culturali? Vogliamo fare Lo sapevate che...? della Settimana Enigmistica? E a che scopo, quando invece in questo post ci stanno soprattutto piacere, profondità, apertura?
utente anonimo
#26
15:06, 07 gennaio, 2007
io l'ho capito..
utente anonimo
#25
14:38, 07 gennaio, 2007
Licenziamento
: No, tu sei venuto qui e
con un bel sospirone
, pure un poco strafottente, hai enunciato il tuo dissenso verso il senso comune, volendo significare qualcosa che nessuno ha capito. (ma quasi certamente volendo significare un fatto tutto da dimostrare per cui, in realtà, a me non piace viaggiare)
Chi odia viaggiare è un uomo a metà. Lo ripeto e ribadisco: per me è un assunto autentico come dell'acqua bagnata. Bacon era un uomo a metà, certamente: il che significa - lo ripeto - che la sua metà era evidentemente assai maggiore della mia interezza, viaggi o no, considerato quello che è stato e quello che è. (tu mi dici un grandissimo scrittore e pensatore. Forse il più grande. Ne sono convinto)
Se io parlo per assolutismi (e non lo faccio, nè penso di potermelo permettere) tu lo fai il doppio. Ti parafraso dicendo che io amo viaggiare. (e lo amo davvero: non è una posa, prova ne sia il fatto che mai lascerei scadere la patente, e che lavoro per l'azienda per cui lavoro al solo scopo di crearmi un profitto che mi permetta di spostarmi almeno tre volte l'anno)
[Ste]
noantri
#24
13:54, 07 gennaio, 2007
licenziamneto: ehm... viaggi a parte. sono curiosa come una scimmia. cosa te ne faresti di un contratto a vita con modadori?
queenpenelope
#23
16:51, 06 gennaio, 2007
Secondo me è Lisbona che è complice di questa magia. E' uno dei viaggi che ho più apprezzato, una delle città che ho sentito più mia.
E' il cielo così azzurro da farti venire il mal di testa, è stare a pochi passi dall'oceano, è arrivare al punto più occidentale di questa terra, sporgersi e tornare indietro. Passeggiare tra le azulejos, girare sui tram senza finestrini, addentare i lulas...Ti perdi facilmente.;-)
stregatta
#22
15:43, 06 gennaio, 2007
Ahò, meno male che ce sò state le vacanze. Nervosi?
[aNDy cAPp]
noantri
#21
15:11, 06 gennaio, 2007
Ste, guarda che quello che parla per assoluti sei tu, non io. La mia osservazione è stata che a me fa schifo viaggiare (e mi fa schifo davvero: non è una posa, prova ne sia il fatto che ho lasciato scadere la patente, e che se l'azienda per cui lavoro vuole spostarmi dal punto A al punto B, deve pagarmi, oltre al viaggio, gli spostamenti in taxi o un auto in affitto con autista annesso). Mi piace semmai andare in certi posti specifici, ma questo è un altro discorso. Tu hai risposto: se ad uno non piace viaggiare, è un uomo a metà. Io ho replicato: mi fa piacere, vuol dire che c'è stata e c'è un sacco di gente al mondo (che gode di una reputazione, e di un posto nella storia, più rilevanti di quelli che occupi tu) che detestava, detesta, viaggiare: saranno stati, saranno, uomini a metà anche loro? E lì ho tirato fuori l'argomento del senso comune, quel senso comune per cui sarebbe per forza bello viaggiare, come sarebbe bello conoscere persone nuove perché ti arricchisce umanamente, etc. etc. Ma chi lo dice? Ma dove sta scritto? Ma dove starebbe la prova che è vero?
Spero che questo riassuntino ti sia servito a comprendere il mio discorso, visto che sei andato completamente fuori strada. Quando io, con sospirone annesso, dico che il senso comune è una brutta cosa, sto semplicemente dicendo: magari
per te
il viaggio sarà questa esperienza irrinunciabile, ma ciò non può farti misurare il resto dell'umanità in base ai tuoi bisogni e alle tue convinzioni. O, se lo fai, mi pare ovvio e logico rammentarti che c'è tutta una porzione di umanità che tiene in schifo il viaggiare: inclusa parecchia gente che vale
oggettivamente
più di te, anche solo per il contributo offerto allo scibile umano (e citare Bacon o Guicciardini serve a fare degli esempi). Il messaggio, in breve è: piantala coi massimalismi, e abbassa un po' la cresta. E' un consiglio da amico, intendiamoci: e spero che, così sintetizzato, ti sia comprensibile.
licenziamentodelpoeta
#20
13:42, 06 gennaio, 2007
Licenziamento
: non voglio cambiare il mondo cambiando marciapiede. Cambiando marciapiede vorrei solo rientrare nel mio portone di casa il più rilassato possibile e con le scarpe ancora allacciate.
Non sono solito portare le frasi o le riflessioni dei grandi uomini della cultura come grimaldello per scardinare le convinzioni degli altri. Devo alla scoperta del viaggio almeno quanto tu (forse) devi al tuo Sir Bacon o al tuo impiego professionale.
E' qualcosa a cui non rinuncerei: l'unica - di fatto - che mi dà un motivo per lavorare e quindi per produrre un profitto economico al fine di potermela permettere. Se piace solo a me o se piace al Mondo Intero, questo non devia la MIA percezione del viaggio; percezione che mi sono costruito da solo. E' questo il
niente
di cui ti "accusavo": vieni qui a dire con un bel sospirone:
"Oh che brutta cosa che è il senso comune..."
, sottintendendo non si capisce bene che cosa (che in realtà odio viaggiare? che in realtà lo faccio tanto per aggiornare flickr? che in realtà vado solo a mignotte?) e aggiungendo che Mr Pancetta sì che era un grande uomo perché lui non viaggiava e allora... (allora che? Non s'è capito manco questo. Allora nessuno dovrebbe viaggiare? Che mi risulti, Socrate non mangiava spaghetti alla carbonara e credo lo ritenesse del tutto vacuo ai fini della sua speculazione millenaria: io non saprei rinunciarvi nemmeno per un contratto a vita con la Mondadori)
Non voglio discutere sul tuo eventuale venire qui a scrivere di "niente" (anche perché sei liberissimo di venire qui a spidocchiarti o non venire affatto: quello che mi fai leggendo le cose che scrivo è un onore, né più né meno); ti chiedo solo di argomentare meglio, tavolta, (e se ne hai voglia) perché sto cominciando a non capire più dove arrivi il tuo pensiero reale e dove cominci la provocazione tout court.
Grazie comunque delle riflessioni.
[Ste]
noantri
#19
16:09, 05 gennaio, 2007
Infatti: sei TU a cambiare di marciapiede, il tizio continua a camminare sul suo marciapiede come niente fosse, e buon per lui. Bisognerebbe che prendessi atto di una cosa: che del tuo cambiar marciapiede, il mondo se ne frega. La sostanza delle cose fa comunque a meno della tua opinione (e della mia, intendiamoci). Una opinione non ha alcun riflesso sul mondo circostante finché non diventa l'esercizio di un potere (e allora cessa di essere opinione per diventare un'altra cosa: non è più chiacchiera, ma azione).
Da ciò ne consegue in via diretta che, quando si parla, si sta comunque parlando di niente. Te lo dico per esperienza professionale: ho lavorato in un ufficio stampa, ho poi diretto quel medesimo ufficio stampa e adesso dirigo un ufficio relazioni esterne. Il mio lavoro, cinque giorni alla settimana, e per tutto il tempo, consiste in effetti nel parlare di niente. E da questo mio osservatorio privilegiato, per così dire, mi è sovente capitato di meditare sul fatto, a mio avviso indiscutibile, che le conversazioni sono fatte di niente.
Ciò detto, è da lungo tempo una tua abitudine quella di ostentare certezze imbarazzanti (a parte questa che chi non ama viaggiare è un uomo a metà, mi viene in mente la diatriba sulla mediocrità dei blog, così come la storia che la Finanziaria sarebbe un falso problema: e invece è un problema vero, te lo dice uno che si è trovato meno soldi in tasca a causa della Finanziaria medesima). Goditi pure le tue certezze, ma con la consapevolezza che l'influenza che hanno sul mondo è la medesima che ha il tuo gesto di cambiar marciapiede sul tizio della fabbrichetta: ovvero, nessuna.
licenziamentodelpoeta
#18
15:20, 05 gennaio, 2007
licenziamento
: Secondo me stiamo parlando
di niente
(devo dire, purtroppo, come spesso accade ultimamente quando decidi di intervenire).
Tu leggi di un tizio simile; leggi un tizio simile enunciare certi concetti e te ne appassioni. Lo approfondisci, ne fai un pilastro della tua cultura e lo citi altrove. Benissimo. Facessero tutti così, invece di appassionarsi a Fiorello...
Io a leggere certi suoi concetti, ne prenderei le distanze, come quando osservo il programma politico di Forza Italia, per dire. O come quando leggo un testo di Bevilacqua: ho detto che sono IO a cambiare marciapiede. Se tu pensi che Mister Pancetta debba essere lo specchio dell'agire umano perché "non viaggiava", benissimo. Per me è un uomo a metà. (la cui metà, deve essere comunque assai maggiore dell'interezza mia e di molti altri, se è vero - come tu dici - che stiamo parlando di uno dei più grandi pensatori mai esistiti. Quindi davvero peccato per lui che abbia scelto consapevolmente di restare uomo a metà) Sono convinto che sei appassionato di numerosi artisti che, invece, decidevano di tanto in tanto di "dormire su pietre sconosciute".
Sono il primo ad asserire che il parere della maggioranza sia l'espressione dell'incompetenza. Non a caso penso che Manuela Arcuri sia uno dei più grandi cessi mai visti in giro.
[Ste]
noantri
#17
14:09, 05 gennaio, 2007
Eh, sì. Ce lo vedo proprio, Sir Francis Bacon, a girare con le rough guide sotto il braccio: uno che ha scritto che "non c'è bisogno di andare, in verità, da nessuna parte. E tutti quelli che nel nostro tempo li vedo affannarsi per andare in qualche posto, mi paiono dei buoni a nulla".
Peraltro, mi par proprio fuori luogo che uno come lui pensasse di poter "migliorare se stesso": le sue dichiarazioni sul considerarsi il massimo genio dei suoi tempi furono molte e del tutto esplicite, lo scrisse addirittura nelle prefazioni dei suoi libri. Ed era pure - visto che mi citi il caso dell'industriale con fabbrichetta annessa - un vero arrampicatore sociale, vizioso e corrotto. Cito da questo sito qua:
http://cronologia.leonardo.it/storia/aa1621.htm
"Bacone fu nell'azione un uomo corrotto, venale, amante degli onori e ricchezze, un
tangentaro
del XVII secolo in un'Inghilterra caduta sotto il dominio degli Stuarts, e caratterizzata da importanti mutamenti economici e sociali e dalla nascita del capitalismo industriale". Certo, poi è stato anche uno dei maggiori filosofi e scrittori mai vissuti, ma chissenefrega, per te è "un uomo a metà".
Peraltro tu, come opportunamente osservi, "le cose non le conosci". Ciò mi suggerisce l'intuizione, a dire il vero non originalissima, che l'ignoranza sia senza dubbio un limite anche più brutto del senso comune.
licenziamentodelpoeta
#16
12:47, 05 gennaio, 2007
licenziamento
: è un limite sbadigliante anche questa retorica vomitevole e sfrontata dell'antiretorica a tutti i costi.
Per me pure Dio è un uomo a metà se crede nelle
fabbrichètta
col ficus e nelle quattro mura intorno a sé. (io quando incontro gente così cambio marciapiede, ma è un problema mio)
Chi odia viaggiare è un uomo a metà e senza speranza. Mi dispiace per i nomi che hai voluto fare, evidentemente tuoi ispiratori morali non certo miei; si sono persi qualcosa costoro ed evidentemente facevano bene a masturbarsi dietro le scrivanie scrivendo poesie e facendo filosofia
(by the way, falli rinascere in periodo di low cost e vedi come cazzo se ne andrebbero in giro a migliorare se stessi con la guida Traveller sotto l'ascella)
(by the way redux: leggo da wikipedia - ché io le cose non le conosco - che Bacon riprese il pensiero di Leonardo Da Vinci, espandendolo e facendolo suo; insomma riprese il pensiero di uno che proprio non c'entrava niente col viaggiare....)
[Ste]
noantri
#15
11:24, 05 gennaio, 2007
sto pensando insistemente ai pasteis de belem.
utente anonimo
#14
08:30, 05 gennaio, 2007
@queenpenelope, per rispondere alla tua domanda, di solito mi limito ai viaggi di lavoro (salvo per alcune destinazioni tradizionali alle quali non so rinunciare, vedi Siracusa nella stagione del teatro greco, o Vienna in autunno). Per il resto viaggio pochissimo, cercando di non spingermi mai fuori dall'Europa, e di non veder mai cose nuove (ché le vecchie, mi bastano e avanzano).
licenziamentodelpoeta
#13
08:26, 05 gennaio, 2007
Apprendo dalle considerazioni di Ste che, per fare due nomi, Sir Francis Bacon e Francesco Guicciardini erano "uomini a metà".
Il senso comune, che brutto limite.
licenziamentodelpoeta
#12
23:21, 04 gennaio, 2007
L'hai detto, sì. E poi, come si fa a non sentire, a non godersi, il fatto che un viaggio attraverso lo spazio è comunque un viaggio attraverso i tempo? E che quell'adattarsi che hai descritto così bene è padronanza di sè (fin dove è possibile spingere questa povera padronanza, sempre precaria), perchè nient'altro se non questo è lo spirito di adattamento che rende "casa" perfino la cabina sgangherata di un traghetto.
utente anonimo
#11
23:18, 04 gennaio, 2007
ma dai c'era del puro cinismo gogliardico... o no?
queenpenelope
#10
20:37, 04 gennaio, 2007
Chi odia viaggiare è un uomo a metà.
L'ho detto.
[Ste]
utente anonimo
#9
19:51, 04 gennaio, 2007
licenziamentodelpoeta: meraviglioso! dimmi come fai!
queenpenelope
#8
18:40, 04 gennaio, 2007
Ciao Ste! Colpa della tastiera, ma per la prima volta ho colto un "typo":
epsloratori
:-))
Buon anno anche a voi. E bel post, io sono appena tornato da Dublino e Londra (più qualcosa nel mezzo) e... viaggiare è sempre bello. Ma ho preferito usare poco internet... ho inaugurato gli "appunti vocali" (grazie alla piccola fotocamera nuova) che adesso mi serviranno a metter giù degli appunti o altro.
Dario
adpm
#7
15:50, 04 gennaio, 2007
(OT)
Ti ho appena mandato una mail.
JohnnyDurelli
#6
15:36, 04 gennaio, 2007
Odio viaggiare, salvo nel caso di viaggi comodissimi. In genere, se devo viaggiare, cerco di farmi dare dei soldi per farlo.
licenziamentodelpoeta
#5
14:16, 04 gennaio, 2007
Lisbona centro del mio cuore, passaggio innavertito, stretta isola fra un fiume di parole e la malinconia accecante che ti fa traballare come lo sgabello senza schienale su cui scrivevi parole, in un certo senso, d'amore.
Linda
utente anonimo
#4
00:46, 04 gennaio, 2007
ah comunque non so se ti è capitato di fare colazione alla Confeitaria Nacional, la più antica della città a Praca Figueira. Se non ci sei stato è un peccato, meritava davvero tanto.
Ricordo che mi strafogai di paste di tutti i tipi...
AtaruMoroboshi
#3
00:44, 04 gennaio, 2007
questa stessa sensazione l'ho provata in soli tre giorni durante i miei recenti viaggi a berlino e a lisbona stessa.
E mi pare di averla anche descritta sul blog...paradossalmente conosco molte più fermate della metro di queste città che non di roma. Anche perchè hanno più linee, berlino ne ha addirittura 17.
E intanto mi sto organizzando un viaggetto fissato al massimo tra un mese o poco più, devo solo scegliere la meta e già non vedo l'ora di partire per qualsiasi destinazione.
E comunque a Lisbona ci tornerò prima o poi, già che l'oceano me lo sono perso per mancanza di tempo, chè i soldi per starci quanto ci sei stato tu non ce l'avevo!
AtaruMoroboshi
#2
00:39, 04 gennaio, 2007
sempre post stupendi qui... comunque forse dovresti andare oltre e rischiare di perderti... magari scopriresti qualcosa di nuovo ancora ignoto agli umani...
stone
#1
12:20, 03 gennaio, 2007
Quando ti metterai in viaggio per Itaca - devi augurarti che la strada sia lunga - fertile in avventure e in esperienze - I Lestrigoni e i Ciclopi - o la furia di Nettuno non temere, - non sarà questo il genere d'incontri - se il pensiero resta alto e il sentimento - fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. - In Ciclopi e Lestrigoni, no certo - né nell'irato Nettuno incapperai - se non li porti dentro - se l'anima non te li mette contro [...] costantino kavafis, Itaca
queenpenelope
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