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Commenti
#2  
21:50, 06 marzo, 2007

Suvvia, ti senti così piccolo da consigliare ai lettori di Repubblica la lettura di Pierre Teilhard de Chardin.

Complimenti per Telethon, ricordo bene l'espressione di quel bambino. Ti meriti tutto questo, noi lo gonfiamo per te il petto.
Ciao.
Giuliana
utente anonimo
#1  
13:23, 06 marzo, 2007

Una volta avevo letto una riflessione interessante, sulla malattia.... diceva che essa non è ne maschile ne femminile, è unica, come una divinità angelica, e una volta "uccisa", non torna più.... e che bisognava riflettere, sull'umanità vera che si sprigiona accanto a una malattia, a come la nostra essenza vitale appare nella sua nudità.... la pietà (intesa come sentimento, la pietade), la disponibilità, il passare il limite della mente, o lo scappare, il giudizio, l'assenza.....

Ogni giorno, è una possibilità da non lasciarsi sfuggire, per creare se stessi :-)

Un bacio, Willa
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