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Commenti
#16
21:40, 19 marzo, 2007
Ho conosciuto un mondo assolutamente variegato di assuntori di stupefacenti. La cosa più comune è la loro eccezionale diversità di tipologie: fighetti, esponenti delle forze dell'ordine, alternativi di mestiere e di facciata, persone intelligentissime e idioti con il cervello bruciato.
Bottai, camerieri, avvocati, professori, notai, sommergibilisti, giornalisti, giornalai, muratori, ingegneri, capitani d'industria e capitani degli Alpini, musicisti, decoratori, saldatori, pescatori, stagnaroli ecc.
Poche considerazioni sparse:
1) In questo modello sociale la droga è immanente. C'è perchè è figlia del mercato globale. Non si può scegliere il "pacchetto" vacanza. Prendi uno, ti regalano il resto.
2) La droga assunta come la si usa oggi è nociva, molto nociva. Specialmente le droghe sintetiche. La si può usare per uccidersi o meno (come tante altre cose: il whisky, ad es.).
3) Il proibizionismo è un fallimento assoluto da ogni punto di vista e sotto gli occhi di tutti.
Il contrasto poliziesco a questo fenomeno droga è qualcosa che può albergare solo nel cervello degli homines Gasparrianis.
4) Il concetto "comunità di recupero" così com'è pensato è qualcosa di legato a droghe molto visibili (tipo eroina, allucinogeni).
Provate a mandare un ministro o un grande primario cocainomane nell'Appennino emiliano a cavare patate. Andiamo su. Sono moderni sanatori per pulire le coscienze.
A mio avviso la nostra generazione - che ha contatti diretti con un mare di droga - deve affrontare il problema su basi completamente diverse e in modo organico.
Fine del "ghetto" giuridico-sanitario in primis.
Libertà di coltivazione e produzione statale RIGIDAMENTE controllata.
Fine del ghigno poliziesco. E non per il solito vecchio discorso del tipo "sbirro maledetto". Piuttosto per incanalare le risorse dello Stato lì dove dovrebbero essere.
E lì, tra i vermi che si annidano nel sottobosco grigio, colpire con terribile implacabilità.
Salvs!
il Vicerè
utente anonimo
#15
19:40, 19 marzo, 2007
giggi
: non riesco proprio a farla così facile, mi dispiace.
[Ste]
noantri
#14
19:17, 19 marzo, 2007
Io di gente finita male ne conosco parecchia. Tutti piccoli bulli, che sono rimasti coerenti con la loro condotta scomoda e non conforme. Non per questo li condanno, anche se quando passavano mi terrorizzavano.
[aNDy cAPp]
noantri
#13
17:50, 19 marzo, 2007
Ste
, i gemellini per i quali invochi clemenza oggi, saranno i paparazzi cocainomani e le veline zoccole di domani. E' lo stesso identico tipo di non-vita, la stessa Italietta, solo in fasi diverse.
E poi senza petrolio vivremmo tutti malissimo.
giggimassi
#12
17:27, 19 marzo, 2007
si vive bene senza molte cose...
non capisco perchè però se mi trovano con del "fumo" (che mi consumerei a casa in giardino con gli amici e non per strada mentre guido...!) mi mettono dentro, mentre se mi trovano con una ottima bottiglia di whisky (che mi consumerei ugualmente con gli amici in casa davanti al caminetto acceso...!) non mi fanno nulla...
sarà perchè il whisky non fa male?
detto questo (ovviamente) non è bello devastarsi... con nulla!
R.Daneel
#11
13:05, 19 marzo, 2007
@ste, ma stai esagerando con ninna, echèèè ha detto in tre parole il "suo" per se stessa punto di vista.
hahaha hai na canna al posto della coda ;) :P
ange
utente anonimo
#10
13:00, 19 marzo, 2007
Appunto, uno spinello non sballa...quindi a che pro?
ninna_r
#9
12:33, 19 marzo, 2007
pakiko
: non erano strani. Erano precoci. Noialtri ci saremmo comportati esattamente come loro nel giro di quattro anni. La differenza è che loro hanno continuato a vivere in quel modo: il motivo di questo non lo conosco. Sarebbe come la fame nel mondo.
ninna
: e tu pensi che a me uno spinello
sballi
? Pensi che io possa fumarmi uno spinello con gli amici per poi poter parlare come Verdone, camminare in bilico sui binari del treno o fare il bungee jumping? E comunque, chi ti attacca!? Attacco il tuo non concetto de: "Bah, si può vivere benissimo senza farsi le canne". Ho capito... Pare che si possa vivere benissimo anche senza petrolio.
[Ste]
noantri
#8
12:28, 19 marzo, 2007
Ah, e non vedo perchè devo essere attaccata solo per aver detto che vivo benissimo anche senza...non ci posso far nulla se lo spinello mi resta del tutto indifferente...
ninna_r
#7
12:25, 19 marzo, 2007
Non volevo ridurre tutto a me...
Meglio non aggiungere altro che sono stata totalmente fraintesa...
ninna_r
#6
12:01, 19 marzo, 2007
in maniera così strana fin da piccoli. avevano problemi?
pakiko
#5
11:58, 19 marzo, 2007
Pakiko
:
così
come?
[Ste]
noantri
#4
11:58, 19 marzo, 2007
ninna
: si vive bene SENZA, chi? Tu? Noi? Che discorso è? E' non concetto, questo.
Ti assicuro che io non spaccio, né detengo, ma quando mi ritrovo con i miei migliori amici a fumarmi uno spinello all'aria aperta, aleggia spesso su di noi questa intollerabile sensazione di non stare facendo nulla di male e che, comunque sia, d'essere fuori legge. Trovo intollerabile questa cosa: ragazzi per bene (o meno per bene) che finiscono dentro (anche solo per una notte, ma ti assicuro che la cronaca parla di pene più lunghe e fastidiose) per i due grammi più inoffensivi del mondo. Non sottovalutare il fatto di
finire dentro
: è una cosa pazzesca che può definire una vita intera. E soprattutto non ridurre tutto a te.
[Ste]
noantri
#3
11:53, 19 marzo, 2007
ma perchè i gemellini si comportavano così?
pakiko
#2
10:16, 19 marzo, 2007
Saà che si vive bene anche senza i tre grammi di chissà cosa...quindi probabilmente non capisco...e non capirò mai...
ninna_r
#1
08:46, 19 marzo, 2007
Ormai, è un fatto, quelli che stanno in galera all'80% ci stanno per questioni di roba. Rapinatori, assassini, borseggiatori sono merce rara: trovarsene uno in cella è una rarità, una cosa che stupisce. E poi quelli che stanno dentro per via della
roba, curiosamente, non sono quasi mai trafficanti seri: i trafficanti seri per finire in carcere a lungo devono proprio combinare il fatto di sangue, e siccome 'sta cosa la sanno, in genere ci stanno attentissimi. E poi
i trafficanti seri hanno l'avvocato bravo, ammanicato, le perizie psichiatriche fatte ammodino, e con un po' di fortuna, se finiscono dentro per la roba, riescono a farsi spostare dopo un po' in una comunità di recupero. Da lì se vogliono scappare scappano, se invece stanno buoni finiscono di scontare la pena in un ambiente tranquillo, senza sbarre eccetera.
licenziamentodelpoeta
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