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Commenti
#10
13:50, 09 aprile, 2007
Per Economia2007
Tentare di ricercare le cause di un problema non significa fermarsi. Capire cosa ha contribuito a formare una persona aiuta a trovare la soluzione per evitare di ripetere gli errori. Improvvisare, ogni volta, senza tener conto di ciò che una persona ha vissuto precedentemente significa fare un lavoro superficiale.
Per determinare, nel presente, quale atteggiamento avere nei confronti di alunni che non riconoscono le esigenze del gruppo e per aiutare ogni singola persona a vivere nel gruppo, occorre capire di cosa ogni singolo alunno ha bisogno e individuare che cosa, fino ad un certo momento, è venuto a mancare.
In questo modo, gli si potrà offrire una formazione (nel rispetto di sé e degli altri) veramente utile, non solo contenuti e modelli teorici da seguire, completamente avulsi da ciò che lui ha sempre avuto davanti agli occhi.
Prima s'interviene e prima si raggiunge lo scopo.
Quando questo processo è ritardato, diventa più difficile intervenire.
Nel mio commento precedente, non ho affermato che "una volta arrivati alle medie non c'è nulla da fare", ho detto che diventa più difficile.
Esistono delle tappe nella formazione della personalità ed anche nell'apprendimento degli alunni che vanno rispettate.
I ragazzi, come gli adulti, sono costantemente frastornati da esempi di prevaricazione e corruzione.
Non tutti, però, sono corrotti.
L'insegnante, ovviamente, deve lavorare nella situazione presente con l'alunno che ha di fronte, offrendo il meglio di sé con l'esempio; ma perché l'esempio sia anche efficace deve avere la collaborazione di tutti e, soprattutto, finché possibile, della famiglia.
Altrimenti si cade nelle generalizzazioni.
Io sono disposta a mettermi in gioco e, ogni volta, prima d'interrogare gli alunni, interrogo me stessa.
R. F.
utente anonimo
#9
21:21, 06 aprile, 2007
carino questo racconto, non è molto surreale, direi. Simpatici anche gli ironici riferimenti ai fatti di cronaca. Il motivo del comportamento di alcuni ragazzi è spesso causato dal cattivo esempio che ricevono dal pessimo comportamento degli adulti (irresponsabili e corrotti). Chi ha un po' di coscienza farà il possibile per dare il buon esempio. Non sono d'accordo con chi dice che una volta arrivati alle medie non c'è nulla da fare, che è colpa di chi se ne è occupato prima. In questo modo si dà la colpa ad altri e si rinuncia a cercare una soluzione (è la cosa che facciamo tutti, lo so). Piuttosto che cercare di capire di chi è la colpa (sempre qualcun altro, non noi) è da vedere cosa noi possiamo fare per aiutare i ragazzi: hanno tutte le possibilità per migliorarsi se qualcuno gliene dà la possibilità.
Economia2007
#8
19:03, 20 marzo, 2007
sei riuscita a far diventare quella che per tanti insegnanti è fonte di disperazione (ragazzi menefreghisti e strafottenti), materia di divertimento. brava, dovremmo sempre guardare questi casi quotidiani di grande interesse per la lezione e rispetto per l'insegnante in modo distaccato e ironico.ma poi, come ripiombare nella realtà e attirare l'attenzione degli scalmanati per dare un senso al fatto che sei in una classe?
dai, di episodi sulla scuola visti in modo surreale puoi raccontarne parecchi..ne aspetto altri, assieme ad altre cose...belli anche i battibecchi con rino..ciao m. p.68
utente anonimo
#7
23:08, 19 marzo, 2007
Quasi mai grossi problemi generatisi all'interno di una classe in ambito scolastico vengono pienamente risolti solo dai docenti; è impensabile pretendere di lavorare in tutta serenità senza coinvolgere i genitori (fossero anche i peggiori genitori!): noi insegnanti non possiamo sostituirci a loro. Mai, però, i problemi vengono risolti solo dagli psicologi. La fatica più ardua è far capire ai genitori che noi docenti siamo insegnanti, di necessità anche educatori, a volte psicologi, ma le basi dell'educazione si ricevono fin dai primi mesi di vita, con l'esempio, non solo a parole. Si parla spesso di prerequisiti necessari per l'acquisizione di contenuti; tutti (anche i genitori) sono concordi nell'accettare che per arrivare a conoscere un contenuto C bisogna conoscere prima i contenuti A e B: perché non si può fare altrettanto con l'educazione? E parlo di contesti normali, non di casi in cui ci siano situazioni di handicap. Quando i ragazzi arrivano all'età richiesta per la frequenza della scuola media si può ancora intervenire, ma l'impresa è molto più difficile. E prima? Possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Quando un prof non regge più, passa automaticamente dalla parte del torto.
R. F.
utente anonimo
#6
15:23, 19 marzo, 2007
A volte, se immagino di far l'insegnante oggi, ho un brivido.
E mi piacciono gli eufemismi spinti: "ipercinetico". bah...
PaoloFerrucci
#5
12:56, 19 marzo, 2007
Non ditemi che si trattava d'un racconto di tipo neo-realistico?
No, vi prendete gioco di chi vi legge. Guardando i tigì e leggendo i giornali, quelli seri ed ufficiali, a me era sembrato proprio che invece fossero i poveri alunni ad essere vittime di questi pazzi professori.
L'educazione è compito della famiglia (in primis), della scuola poi ed anche dei media infine. La famiglia? La scuola? I media? E vi stranizzate ancora che questi giovinetti siano ciò che sono? ma le avete viste oggi le famiglie, le scuole ed i messaggi dei media?
"Nulla vi è nell'intelletto che non sia prima stato nei sensi", nelle proprie esperienze, educative in questo caso. "Quaestiones disputatae de veritate", San Tommaso d'Aquino.
Un saluto.
need
#4
11:58, 19 marzo, 2007
Ciao, finalmente visito il tuo blog! Ho pochissimo tempo per leggere ora...ripasserò domani con calma, intanto ti auguro una buona giornata, saluti...
LadySackville
#3
11:34, 19 marzo, 2007
grazie per la visita.
Maria Strofa sei un mito.
dalloway66
#2
09:19, 19 marzo, 2007
post surreale sul reale! :-!
piaciuto. ciao e buona settimana!
MariaStrofa
#1
08:52, 19 marzo, 2007
è sempre più un incubo la scuola.
La mia solidarietà ai professori che oggi vengono bistrattati da alunni, genitori e da coloro che vivono al di fuori del mondo della scuola.
Se non capiamo che gli insegnanti sono l'anello più importante dell'educazione, la nostra società è destinata a divenire una spelonca di lupi famelici.
PP
utente anonimo
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