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#1
09:15, 11 aprile, 2007
Ho trovato questo intervento estremamente interessante e coinvolgente.
La mia opinione è che non è necessario che le persone intelligenti debbano avere per definizione un titolo di studio. Quantomeno non l'ho mai trovato scritto da nessuna parte. È il caso citato di Mies van de Rohe e di Le Corbusier.
Sicuramente sono convinto che si può definire una persona "autodidatta" nel momento in cui ha fatto un percorso formativo. Ha incamerato una serie di nozioni.
Come dire che potrebbe avere le stesse nozioni del titolare di un titolo di studio ma senza avere il "foglio" che certifichi le sue capacità.
Spesso la differenza tra un normale studente e un autodidatta è la volontà, l'autoderminazione. Il primo studia per prepararsi a qualcosa il secondo perchè cerca delle risposte, è fortemente coinvolto. Entrambi hanno un progetto nella vita ma nel secondo è più orientato.
Per similitudine ritengo che un buon professionista si distingua da un altro per il suo coinvolgimento, la passione; premesse per poter esprimere una propria opinione che si basa su conosceze, confronti, scelte, condivisioni.
Tutto questo mi fa confermare la chiusura di questo articolo dove si ribadisce che la conoscenza della storia è fondamentale.
Trovo inoltre corretta la sottolineatura dove dice che è impossibile trasgredire se non si conoscono le regole.
Non vorrei mai che la cultura del mordi e fuggi confonda il valore del progetto, come succede anche in altri ambiti, in un momento di "pura" creatività, intesa come azione senza regole.
Cordiali saluti
Renato Toffon
LOCUS - Strategie e servizi di comunicazione per il territorio
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