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18:42, 05 aprile, 2007

Ops, ho raggiunto il limite massimo del messaggio e me l'ha cancellato... cerco di riassumere la parte concluso:

"...al fine di non danneggiare gli altri perchè ritenuto funzionale al proprio benessere. Tuttavia fino a quel momento c'è bisogno che questi valori vengano trovati assieme, attraverso questo insieme di meccanismi che è lo stato moderno, in maniera imperfetta e tuttavia perfettibile. Magari un giorno non ci sarà bisogno di questo momento coercitivo, ma la vedo più come una promessa biblica che come prospettiva applicabile.

Per chi mi chiedeva degli esempi pratici di liberalismo/liberismo fallito, io citerei i due stati dove quelle idee si sono sviluppate USA e Inghilterra, entrambi nell'ultimo secolo costrette a prendere spunto dai modelli socialliberali continentali, con più o meno correttivi.
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18:35, 05 aprile, 2007

Faccio un po' a fatica a seguire tutte le risposte a questo intervento, non riesco ad intervenire spesso, ma ci provo :-P
Rispondo a Jinzo, che mi pare bene o male abbia ripreso anche cose che sostenevano gli altri.

"Il fatto è che la prassi è un po' un concetto fasullo. Nel senso che in uno stato islamico la prassi può consistere nel lapidare le donne adulture. Il pragmatismo spesso è il miglior modo per nascondere l'ingiustizia."

Ma anche è la migliore evidenza per combatterla. Come fai capire all'integralista islamico che anche non seppellendo di pietre la donna non verranno meno i valori della sua società, se non facendo notare che vie alternative salvano capra e cavoli, cioè valori e vita delle persone?
Combattendo sul piano ideologico non si fa molto.

"Vero, per il semplice motivo che la società non esiste. Come si può fare il bene della società. Tra l'altro sarebbe di fatto impossibile che un individuo faccia il bene della società, poichè ad ogni azione intenzionale sono collegate delle conseguenze inintenzionali. Una farfalla batte le ali a Pechino e un uragano si abatte sulla California.
Teoria del caos..."

La società come concetto di certe dottrine politiche non esiste, te lo concedo, ma la società come dato di fatto di persone che vivono continuamente a contatto con gli altri credo sia innegabile. Nel momento in cui l'uomo si rende conto che ci sono altri, e che il fatto che gli altri siano soddisfatti come lo è lui è una cosa positiva, anche in maniera materiale e anche verso lui stesso, abbiamo un concetto di società del tutto non metafisico.

"Vero, ma effettivamente che colpa ne avrebbe?"

Il fatto che avrebbe sempre la possibilità di scegliere una via meno dannosa.

"Il bene individuale è una prospettiva empirica. Il bene i tutti mi sfugge cosa sia. ;-)"

Non colgo quale sia lo scarto logico tra l'immaginare un bene individuale ed un bene che coinvolga più persone. Più persone si coinvolgono e meno sarà definito questo bene plurimo, ma avrà sempre una seppur minima consistenza.

"Ma chi stabilisce che il bene di tutti non consista nella eliminazione degli handicappati?
Tu costruisci la tua dottrina su enti morali positivi, cioè arbitrari. Società, bene comune..."

Non riesco a fare a meno di un mio retaggio giusnaturalista. Ci sono dei valori/diritti che ritengo essere autoevidenti nel semplice fatto che ogni volta che sono stati negati non hanno portato che danni. Ma anche prendendo gli uomini ogni volta nella loro esistenza individuale per compiere le scelte alla fine fanno sempre riferimento ad un sistema di valori che si creano. In una prospettiva sociale, il problema è trovare quei valori che sono condivisi dal più possibile di persone, e difenderli. A questo punto, sì, resta l'arbitrarietà, ma è un'arbitrarietà condivisa e pertanto utile a tutti. Forse qualcuno ne soffrirà, perchè si vedrà ridurre il suo arbitrio assoluto, ma mi rifiuto di cedere alla prospettiva di un mondo regolato dalla soppraffazione arbitraria, su un modello di forza animale: è un presupposto ideologico, sì, che tuttavia non riesco a sopprimere.

"Ma cos'è la volontà collettiva? E se io non volessi aderire ad essa?"

La volontà collettiva va costruita, non è un assunto a priori. Va modificata. Esistono svariati strumenti nell'istituzione-Stato per crearla e svilupparla. Raramente sarà perfetta, più o meno ci si avvicinerà. Ma è il fine. Il non volerci aderire significa il non voler pagare per ciò che si utilizza. Non esiste uomo in grado di sopravvivere in piena solitudine: o meglio, se esiste, ha la possibilità di farlo, ripeto, in una foresta, sulle montagne o su un deserto. In qualsiasi altra prospettiva egli sta utilizzando dei servizi di cui non può rifiutarsi di pagarne il prezzo.

"E se io non mi volessi accordare a questo stato? Perchè dovrei essere punito con la forza? Eppure non ho fatto del danno a nessuno."

Certo che è stato fatto un danno. A chi quello stato lo ha accettato. Chi non lo vuole accettare, non può continuare ad usufruirne: e dubito che in una giornata un qualsiasi cittadino italiano non usufruisca di un servizio sociale/pubblico/statale che dir si voglia.
La domanda potrebbe essere rigirata: perchè io che voglio aderirci devo essere danneggiato da chi non vuole?
Nel campo del diritto (sono giurista e pertanto perdonami i noiosi continui riferimenti a tali materie) uno può benissimo togliersi dal meccanismo sociale-statale: rinuncia alla cittadinanza. Con tutto ciò che ne comporta (in realtà non è così semplice, ma esemplifico).

"Lo stato tendente all'autoconservazione... Effettivamente descrivi lo stato come un Leviatano hobbesiano. Un enorme organismo vivente."

Così lo intendo, anche se con un'immagine meno mostruosa :)

"Sì, ma è anche opportuno poter decidere di non usare e quindi non pagare. Se non vado in una scuola pubblica perchè dovrei pagare le tasse?"

Perchè anche le scuole private ottengono dei finanziamenti, necessitano di controlli, regolamenti, parificazioni dei titoli.
Magari un giorno potrebbero fornire l'opportunità di scegliere se pagare o meno le tasse scolastiche e lasciare totalmente a discrezione dei privati l'organizzazione dell'istruzione: dubito tuttavia che i titoli di studio di chi frequenta scuole-aziende troverebbero spendibilità.
Per lo più, nei miei interventi precedenti non era molto piaciuto il commento, ma mi troverei a ribadire dell'utilità indiretta e tuttavia immensa di avere una collettività istruita e quindi un sistema d'istruzione pubblica funzionante.

"Torno a dirti: qual è ilbene comune universale? E soprattutto: se io non voglio il bene comune perchè qualcuno mi deve costringere a volerlo?"

Nessuno ti costringe a volerlo. Puoi anche iniziare a perseguire esclusivamente il tuo bene personale, ma finirai inevitabilmente per cozzare con il prossimo e allora chi avrà ragione di sopprimere la volontà dell'altro? L'unica soluzione è trovare dei punti comuni.

"Cioè, se non voglio mettermi le catene devo andare almeno in esilio? E dove sta questo contratto sociale? Io non ho firmato nulla alla mia nascita. Io non voglio mettermi le catene perchè non ho alcuna colpa. Non ho fatto nulla e quindi non vedo perchè debba essere punito."

Il contratto sociale è firmato nel momento in cui decidi di vivere con altre persone.

"Effettivamente concordo sulla questione del'isola. La mia isola deserta è casa mia, cioè la mia proprietà privata."

La proprietà privata è un concetto del tutto inesistente se non rapportato in una prospettiva sociale. Individualmente non esiste proprietà individuale. Essa ha senso solo se viene tutelata rispetto a degli altri. E chi la tutela? La tua proprietà privata è tale perchè qualcuno te la difende. E' proprio questo che intendo con accettazione implicita del vivere in società, è proprio questo che intendo con un servizio sociale che si usa e che non si può rifiutarsi di pagare.

"Quindi io non usufruirò di alcun servizio offertomi dal mafioso che mi vorrebbe incatenare alla nascita, cioè lo stato e comprerò i servizi da altri tenutari delle isole accanto alla mia."

Cosa impedisce gli altri tenutari di crearsi un sistema di valori per cui con la forza potranno occupare la tua proprietà? Riprendendo le tue domande: perchè loro dovrebbero essere costretti ad accettare le tue regole?

"Tu sostieni che per vivere nella società bisogna necessariamente essere soggetti alle regole dello stato. Trattasi di un concetto arbitrario studiato dagli uomini a tavolino. Lo stato viene dopo la natura umana: è una forma culturale prodotta dagli uomini. E' una forma di violenza. Nessuno ha il diritto di fare violenza a nessun altro, se non per motivi di difesa, figuriamoci se ha il diritto di farti violenza e sostenere che lo fa "per il tuo bene" o ancora peggio per un fantomatico concetto di "bene comune"."

Perchè io non ho il diritto di fare male al prossimo? Forse perchè esiste un diritto naturale di razionalità che mi suggerisce che se tutti fanno quello che vogliono inevitabilmente ci si autodistrugge? Insomma che è necessario un vivere comune secondo regole comune accettate da tutti in virtù della loro razionalità? Ottimo, è un bel modello di società proprio come lo intendo io :-) A quelle regole, una volta trovate e definite, non ci si può rifiutare di partecipare: eppure nella vita reale c'è chi lo fa, c'è chi non ha voglia di seguirle e viene represso dall'ordinamento. E' male ciò? Non direi proprio.

"Insomma, tu crei una società violenta che in quanto tale deve giustificare il tutto con dei principi religiosi, cioè indimostrabili, ossia:

1) L'esistenza della società.
2) L'esistenza del bene comune
3) L'esigenza di far rispettare il bene comune imposto dall'alto anche con la forza.
4) L'esistenza di un contratto sociale costruito arbitrariamente.
5) L'esistenza di una cultura che preesiste alla natura degli uomini."

Spero di aver risposto a come motivo tutti quei 5 punti nel corso del post...
Andando oltre: ho anche io la vaga idea che la realtà perfetta è quella in cui gli uomini siano in grado, singolarmente e individualmente, come persone pienamente compiute, di autoimporsi delle regole per cui essi possano vivere realizzandosi appieno, sinceramente, e allo stesso tempo non danneggiando il prossimo. In cui abbiano la piena libertà perchè essi stessi sono in grado di autoporsi dei valori insuperabili entro cui far agire la propria libertà, al fine di non danneggiare...
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13:25, 05 aprile, 2007

Non credo sia la prima apparizione di Risè sul giornale... Nè credo che sarà l'ultima.... Che dire, teniamolo sotto controllo.... Alla fine abbiamo sempre lo strumento della "lettera al direttore". Con Dell'Utri ha funzionato....
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13:22, 05 aprile, 2007

Sono andato a leggermi il blog di Claudio Risè e l'ho trovato osceno..
Poi ieri andando a leggermi "il Giornale" in versione online ho visto che era pubblicato un suo editoriale..
Bene,adesso questo tipo scrive le sue idiozie pure su "il Giornale"..sempre peggio!
Come se già non bastassero Baget Bozzo e Stefano Zecchi (quest'ultimo qualche giorno fa autore di un delirante articolo pro-Ratzinger nel quale tutti quelli che si permettevano di criticarlo venivano bollati come degli ignoranti,in quanto Benedetto XVI sarebbe un filosofo sopraffino il cui pensiero non può certo essere contraddetto da un manipolo di laici da quattro soldi)..e pensare che "il Giornale" in teoria dovrebbe essere la testata di riferimento per gli elettori di centrodestra!
Bah..
Dato che per motivi universitari devo imparare il francese ho iniziato a leggere "Le Figaro"..i francesi avranno un miliardo di difetti ma almeno sono laici!
GOHAN
utente anonimo
08:06, 03 aprile, 2007

@LnL:

A me Risè sembra una sorta di un energumeno dalla cultura primitiva che si spaccia per illuminato, e persino per laico e liberale (Glom!).

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16:14, 02 aprile, 2007

@Alvismarck:

Grazie per i complimenti, sei il benvenuto. ;-)

"La prassi direi. L'uomo che agisce in società è più facilmente portato a soddisfare interessi di più individui, oltre ai propri, al contrario di quanto farebbe agendo esclusivamente per sé, in un sistema che avvalla e promuove ciò".

Il fatto è che la prassi è un po' un concetto fasullo. Nel senso che in uno stato islamico la prassi può consistere nel lapidare le donne adulture. Il pragmatismo spesso è il miglior modo per nascondere l'ingiustizia.

"Probabilmente tu condividi la tesi che l'uomo che fa il proprio interesse inevitabilmente fa l'interesse della società e promuove il bene comune".

Vero, per il semplice motivo che la società non esiste. Come si può fare il bene della società. Tra l'altro sarebbe di fatto impossibile che un individuo faccia il bene della società, poichè ad ogni azione intenzionale sono collegate delle conseguenze inintenzionali. Una farfalla batte le ali a Pechino e un uragano si abatte sulla California.
Teoria del caos...

"Idealisticamente è così, ma praticamente il più delle volte lo fa a scapito degli altri".

Vero, ma effettivamente che colpa ne avrebbe?

"Non è che l'uomo sia cattivo, non promuovo tesi hobbsiane, semplicemente il fatto che venga "costretto" ad inserirsi in una prospettiva sociale lo spinge ad elaborare soluzioni più efficaci per tutti".

L'uomo non viene costretto ad inserirsi in una prospettiva sociale. La prospettiva sociale non esiste, perchè non esiste la società.

"Sì ma lo stato non è un ente metafisico, è l'elaborazione di tanti singoli uomini costretti a lavorare assieme per il bene di tutti".

E il bene di tutti è un ente metafisico. Quindi lo stato è metafisico, o meglio è l'etichetta con cui si chiama la mafia monopolista.

"Questo bene di tutti è qualcosa di metafisico e astratto, ma la predisposizione a trovarlo no, è questo che dico: il paradigma etico così elaborato, seppur mai assoluto e perfetto, è tuttavia ampiamente perfettibile e ampiamente efficace, proprio per la sua approvazione sociale".

Il bene individuale è una prospettiva empirica. Il bene i tutti mi sfugge cosa sia. ;-)

"No, non era un libertario proprio perché nel suo lavorar "sociale" non teneva conto anche degli handicappati. Uno Stato moderno non può classificare i propri membri, deve servire tutti, non singole categorie. Per di più propugnava una società dove ci fossero elementi schiavizzati e elementi sfruttatori: non è lo Stato di cui parlo io, è un'organizzazione schiavista di pochi eletti2.

Ma chi stabilisce che il bene di tutti non consista nella eliminazione degli handicappati?
Tu costruisci la tua dottrina su enti morali positivi, cioè arbitrari. Società, bene comune....

"Anche Stalin era un libertario, seguendo la tua logica, perchè voleva impedire che la povera gente morisse di fame a causa dei danni inferti indirettamente dal capitalismo a chi veniva "selezionato" dal mercato."

"Lo Stato a cui mi riferisco io non è questo è lo stato che nasce in maniera consequenziale e naturale alla volontà degli uomini di vivere in una società, cosa che ritengo praticamente insita in ogni essere umano".

Ma cos'è la volontà collettiva? E se io non volessi aderire ad essa?

"Una volta accordatisi su questo passo, è inevitabile che questo Stato si debba occupare di far vivere tutti gli uomini secondo delle regole sentite come fondanti".

E se io non mi volessi accordare a questo stato? Perchè dovrei essere punito con la forza? Eppure non ho fatto del danno a nessuno.

"Poi c'è anche il momento coercitivo: c'è chi vorrebbe assumersi i pregi della vita sociale e non pagarne il prezzo: lo Stato in quanto tendente all'autoconservazione deve coercizzare questi a mantenerlo in vita".

Lo stato tendente all'autoconservazione... Effettivamente descrivi lo stato come un Leviatano hobbesiano. Un enorme organismo vivente.

"Ma è un principio liberale, chi usa paga :-)"

Sì, ma è anche opportuno poter decidere di non usare e quindi non pagare. Se non vado in una scuola pubblica perchè dovrei pagare le tasse?

"Tutti gli uomini hanno interesse ad avere una società funzionante e questa società, nella mia visione, non esiste come ente astratto che promana dall'individualismo assoluto di ogni essere, ma dev'essere costruita e mantenuta, in maniera cooperativa, da tutti, attraverso l'istituzione Stato".

Torno a dirti: qual è ilbene comune universale? E soprattutto: se io non voglio il bene comune perchè qualcuno mi deve costringere a volerlo?

"L'unico modo per non pagarne il prezzo è evitare di assumersene qualsiasi pregio, ossia andare a vivere in un deserto o in una qualche foresta isolata."

Cioè, se non voglio mettermi le catene devo andare almeno in esilio? E dove sta questo contratto sociale? Io non ho firmato nulla alla mia nascita. Io non voglio mettermi le catene perchè non ho alcuna colpa. Non ho fatto nulla e quindi non vedo perchè debba essere punito. Effettivamente concordo sulla questione del'isola. La mia isola deserta è casa mia, cioè la mia proprietà privata. Quindi io non usufruirò di alcun servizio offertomi dal mafioso che mi vorrebbe incatenare alla nascita, cioè lo stato e comprerò i servizi da altri tenutari delle isole accanto alla mia.

Tu sostieni che per vivere nella società bisogna necessariamente essere soggetti alle regole dello stato. Trattasi di un concetto arbitrario studiato dagli uomini a tavolino. Lo stato viene dopo la natura umana: è una forma culturale prodotta dagli uomini. E' una forma di violenza. Nessuno ha il diritto di fare violenza a nessun altro, se non per motivi di difesa, figuriamoci se ha il diritto di farti violenza e sostenere che lo fa "per il tuo bene" o ancora peggio per un fantomatico concetto di "bene comune".

Insomma, tu crei una società violenta che in quanto tale deve giustificare il tutto con dei principi religiosi, cioè indimostrabili, ossia:

1) L'esistenza della società.
2) L'esistenza del bene comune
3) L'esigenza di far rispettare il bene comune imposto dall'alto anche con la forza.
4) L'esistenza di un contratto sociale costruito arbitrariamente.
5) L'esistenza di una cultura che preesiste alla natura degli uomini.

Ciao e grazie davvero.
Blogger: Jinzo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jinzo
15:04, 02 aprile, 2007

Ha ragione ilbuffone. La verità è che anche i socialisti nel privato si comportano come libertari. La differenza tra noi è loro è che noi siamo coerenti. E ha ragione pure sui presunti esperimenti liberisti. Quello di Pinochet è stato una bufala,di che ne dica anche Gary Becker.

Quanto a Risè è di un paternalismo che rasenta il ridicolo, è un mammone di stato, fra l'altro il suo ultimo post è un'insulsaggine vaga che non fà il punto su nulla, a parte dimostrare la propria ignoranza in fatto di droghe leggere (basta vedere la citazione del vergognoso articolo dell'Indipendent). C'è n'è di gente simile, infestante le librerie.
Blogger: LibnonLab Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibnonLab
15:01, 02 aprile, 2007

Grazie grendel ma io c'è l'ho già :-D
Blogger: statominimo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente statominimo
13:36, 02 aprile, 2007

Beiderbecke & statominimo: serve un bannerino? :DDD
Blogger: grendel00 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente grendel00
11:57, 02 aprile, 2007

Astro ha perfettamente ragione. Se dei servizi so già che nemmeno in futurro vorrò o potrò fruirne non vedo perchè debba io essere costretto a pagarli. La sottrazione coartata di soldi c'è sempre.
Blogger: beiderbecke Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente beiderbecke
11:49, 02 aprile, 2007

"Per di più è un principio economico: di quei milioni di disoccupati, se invece che andare per strada hanno un minimo per sopravvivere, continuano a consumare e a fare un minimo di mercato: ciò è un vantaggio per loro come lo è per te perché l'economia generale ha meno perdita."

Se ti svaligio casa e poi ti spiego come derubatondi, rivendendo la refurtiva, facendo shopping in centro coi soldi ricavati (magari proprio nel tuo negozio, facendoti venire un cliente in più!) ho fatto girare l'economia e quindi in realtà l'ho fatto per il bene generale e quindi anche per il tuo, mi perdoni o mi denunci lo stesso?


"Sta di fatto che funziona mentre tentativi di liberalismo (e liberismo) esasperati si sono dimostrati fallimentari."
qui sono necessarie evidenze empiriche, dove è stato applicato il liberismo esasperato?



Blogger: ilbuffone Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilbuffone
10:49, 02 aprile, 2007

Stai sicuro che lo censurano
Blogger: statominimo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente statominimo
10:33, 02 aprile, 2007

Ho commentato anche io il suo ultimo post ridicolo sulla "verità assoluta che la gggente si ostina a non vedere". Chissà se lo pubblicherà...
Blogger: beiderbecke Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente beiderbecke
07:38, 02 aprile, 2007

Mi trovo a rispondere ancora una volta all'ultimo post di Risè (La verità difficile), in cui il maschione ci dice che la sua opinione è verità, quindi perchè discuterla?

Scrivo qui la mia risposta a Risè che verrà sicuramente censurata sul suo blog:

"Cos'è la verità? e sopratutto chi ha il monopolio della verità? Il signor Risè? Si ettichettano le nostre opinioni come verità solo perchè abbiamo paura del confronto e dello scontro. Molto meglio dire: "questa è la verità e tutto il resto è bugia!". Chi vuole liberalizzare l'uso della cannabis non fa una valutazione bene/male, ma vuole lasciare all'uomo la decisione di cosa fare.
Tant'è che non vietiamo le sigarette, però sappiamo bene che fanno male."
Blogger: statominimo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente statominimo
23:40, 01 aprile, 2007

Personalmente ho forti dubbi sull'esistenza di uno stato sociale privo di sprechi e clientelismo,che ne inficiano direttamente la funzionalità.
Per renderlo più efficiente andrebbe ridotto,non espanso in continuazione.

Tralaltro mica mi è chiaro perchè io debba sostenere opere di carità senza condividerle.
Fra i principi moralistici cattolici e quelli socialisti la libertà di scelta di ogni individuo è ridotta allo zero.


"Per quanto riguarda il pagare servizi che non usi, beh... stento a credere che sia veramente così"

Perchè mai,ordunque?
Non mi ammalo seriamente da tre anni e ho una macchina che per fortuna mi evita le torture di autobus e treni pubblici.
Avendo però fatto il pendolare in treno per un anno scolastico ti posso assicurare che se lo stato avesse pagato una lamborghini ad ogni cittadino avrebbe speso meglio i suoi soldi e avrebbe pure risparmiato. ;)

"se tutti quelli che fossero disoccupati rimanessero senza un soldo, presto sarebbero per la strada, avrebbero di conseguenza ancora meno possibilità di trovare un altro lavoro, e il loro numero non farebbe che aumentare. Con i disagi che ne seguono, anche in termini di criminalità. "

E' un analisi grottesca tanto quanto i miei esempi di prima.
Comunque,messa in modo sbrigtivo te la accetto,diversamente se ci ragionassimo su (non a mezzanotte passata però...) arriveremo a concludere che il pericolo che tu dici è minore rispetto all'ipotesi che si trovino un lavoro che ne permetta un sostentamento dignitoso ben prima di finire sul lastrico.

Tsutomu Shimomura.
utente anonimo
22:55, 01 aprile, 2007

Completo: ho spiegato un po' grezzamente principi abbastanza complessi, ma quello che voglio dire è che difficile che lo stato sociale se funzionante non sia di vantaggio per tutti: non è solo un servizio di solidarietà e carità, è la stessa economia liberista che pretende che tutti possano partecipare ai suoi meccanismi, e non ne siano del tutto estromessi, perché ne trae vantaggio. Altri invece lo possono vedere come un dovere sociale (o meglio socialista) per il benessere comune in senso più ampio. Sta di fatto che funziona mentre tentativi di liberalismo (e liberismo) esasperati si sono dimostrati fallimentari.
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22:50, 01 aprile, 2007

Che i soldi pubblici in Italia siano spesi male, beh, è un paio di maniche che non volevo trattare.
Sto parlando di situazioni ideali o potenzialmente vicine.
Anche il discorso di come indirizzare le tasse è giusto, ma fino ad un certo punto. Magari una certa parte (e non solo l'otto per mille).

Per quanto riguarda il pagare servizi che non usi, beh... stento a credere che sia veramente così. Anche il sussidio di disoccupazione: se tutti quelli che fossero disoccupati rimanessero senza un soldo, presto sarebbero per la strada, avrebbero di conseguenza ancora meno possibilità di trovare un altro lavoro, e il loro numero non farebbe che aumentare. Con i disagi che ne seguono, anche in termini di criminalità.
Per di più è un principio economico: di quei milioni di disoccupati, se invece che andare per strada hanno un minimo per sopravvivere, continuano a consumare e a fare un minimo di mercato: ciò è un vantaggio per loro come lo è per te perché l'economia generale ha meno perdita.
Blogger: Alvismarck Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Alvismarck
22:43, 01 aprile, 2007

Alvismarck:

"Ma è un principio liberale, chi usa paga"

Magari venisse pure rispettato eh,magari.
Ad esempio le tasse risulterebbero meno odiose e insopportabili se ogni cittadino potesse scegliere a cosa e in che misura contribuire.
Prima ho fatto esempi abbastanza assurdi sulla coercizione per il bene comune,ma dimmi,secondo il principio liberale di cui sopra,perchè io debbo pagare servizi che NON USO?
Tralaltro servizi di pessima qualità come i trasporti o la sanità o di dubbia utilità come i finanziamenti ai disoccupati,che ripudio totalmente.


Tsutomu Shimomura.
utente anonimo
19:27, 01 aprile, 2007

@ Jinzo:
Grazie del benvenuto. Ti devo dire, i valori su cui modelli la tua società ideale con me sono quasi incompatibili, ma credo sia la prima volta che riesco a capitare in un blog che si rifa ad un liberalismo di destra ben fatto, ben argomentato ed interessante, complimenti. Ci farò una capatina ogni tanto.

Rispondendo:

"Chi è che decide infatti che un ente metafisico chiamato società sia maturo o immaturo nell'adempimento di qualsivoglia compito?"

La prassi direi. L'uomo che agisce in società è più facilmente portato a soddisfare interessi di più individui, oltre ai propri, al contrario di quanto farebbe agendo esclusivamente per sé, in un sistema che avvalla e promuove ciò.
Probabilmente tu condividi la tesi che l'uomo che fa il proprio interesse inevitabilmente fa l'interesse della società e promuove il bene comune. Idealisticamente è così, ma praticamente il più delle volte lo fa a scapito degli altri. Non è che l'uomo sia cattivo, non promuovo tesi hobbsiane, semplicemente il fatto che venga "costretto" ad inserirsi in una prospettiva sociale lo spinge ad elaborare soluzioni più efficaci per tutti.

"Lo stato dunque si inventa di sana pianta un paradigma etico e lo impone sui cittadini con la forza, allo scopo di far rispettare il codice da lui inventato."

Sì ma lo stato non è un ente metafisico, è l'elaborazione di tanti singoli uomini costretti a lavorare assieme per il bene di tutti. Questo bene di tutti è qualcosa di metafisico e astratto, ma la predisposizione a trovarlo no, è questo che dico: il paradigma etico così elaborato, seppur mai assoluto e perfetto, è tuttavia ampiamente perfettibile e ampiamente efficace, proprio per la sua approvazione sociale.

"In base al tuo ragionamento anche Hitler era un libertario, visto che si preoccupava del fatto che il suo popolo non si ammalasse di patologie genetiche sterminando gli handicappati..."

No, non era un libertario proprio perché nel suo lavorar "sociale" non teneva conto anche degli handicappati. Uno Stato moderno non può classificare i propri membri, deve servire tutti, non singole categorie. Per di più propugnava una società dove ci fossero elementi schiavizzati e elementi sfruttatori: non è lo Stato di cui parlo io, è un'organizzazione schiavista di pochi eletti.

"Anche Stalin era un libertario, seguendo la tua logica, perchè voleva impedire che la povera gente morisse di fame a causa dei danni inferti indirettamente dal capitalismo a chi veniva "selezionato" dal mercato."

Il fatto è che Stalin non ha creato uno Stato che fosse strumento ed emanazione del popolo, ma ha creato un mezzo del Partito per ottenere gli scopi del Partito. Lo Stato a cui mi riferisco io non è questo è lo stato che nasce in maniera consequenziale e naturale alla volontà degli uomini di vivere in una società, cosa che ritengo praticamente insita in ogni essere umano.
Una volta accordatisi su questo passo, è inevitabile che questo Stato si debba occupare di far vivere tutti gli uomini secondo delle regole sentite come fondanti. Poi c'è anche il momento coercitivo: c'è chi vorrebbe assumersi i pregi della vita sociale e non pagarne il prezzo: lo Stato in quanto tendente all'autoconservazione deve coercizzare questi a mantenerlo in vita. Ma è un principio liberale, chi usa paga :-) Tutti gli uomini hanno interesse ad avere una società funzionante e questa società, nella mia visione, non esiste come ente astratto che promana dall'individualismo assoluto di ogni essere, ma dev'essere costruita e mantenuta, in maniera cooperativa, da tutti, attraverso l'istituzione Stato. L'unico modo per non pagarne il prezzo è evitare di assumersene qualsiasi pregio, ossia andare a vivere in un deserto o in una qualche foresta isolata.
Blogger: Alvismarck Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Alvismarck
19:04, 01 aprile, 2007

"Non pensi che delle agenzie di sicurezza possano anche trovare conveniente grattarsi la schiena a vicenda? "

Sì, lo penso. Infatti quando parlo di neuroeconomia mi riferisco al fenomeno del capitaismo irrazionale, per cui uno, in base a scelte di carattere emotivo, compie mosse suicide.

"Si potrebbe tentare una sperimentazione in questo senso, sempre con molto criticismo empirico, secondo mè si avrebbe meno corruzione e servizi migliori. "

Concordo, credo sia l'approccio migliore.

Il problema da te posto sul corporativismo viene semplicemente risolto da Friedman jr con la questione delle corporative rivali che schiacciano sul mercato le altre. Ripeto, il modello di friedman jr è inattaccabile, ma parte da un postulato metafisico, cioè il fatto che tutti facciano sempre la scelta più conveniente per loro.

"Ma che razza di gente infesta Tocqueville? Miseria, è pieno di missini mancati...."

Io toglierei tranquillamente il "mancati".

@Grendel:

Io toglierei spesso e volentieri anche il "clerico". Ci sono personaggi come Monsoreau che sono semplicemente fasci. Laicamente reazionari.
Blogger: Jinzo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jinzo
18:49, 01 aprile, 2007

Missini mancati e clericofascisti riusciti...
Blogger: grendel00 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente grendel00
18:47, 01 aprile, 2007

Ma che razza di gente infesta Tocqueville? Miseria, è pieno di missini mancati....
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18:40, 01 aprile, 2007

Non pensi che delle agenzie di sicurezza possano anche trovare conveniente grattarsi la schiena a vicenda? Potrebbero anche decidere di svolgere "male" il loro lavoro, in questo modo avrebbero una domanda di servizi costante, mentre con gli statali non è così. Alla fine i cittadini in condizione di pagare un pizzo legalizzato, te la immagini un'agenzia che ti dice "se non mi paghi non ti proteggo più, e tu sai cosa succede a chi non è protetto dalle agenzie di sicurezza..". Una vera e propria cooperazione tra mafia e polizia, se non una sovrapposizione delle due categorie. La soluzione friedmaniana mi sembra buona, visto che c'è un controllo sulla condotta dei privati che svolgono tale servizio. La polizia pubblica avrebbe più il compito di vigilare su quella privata, lasciando che parte delle proprie prestazioni siano svolte da privati. Lo stato avrebbe più tempo per vigilare sulla corruzione degli agenti e darebbe più spazio all'iniziativa privata, che con l'incentivo dell'interesse potrebbe produrre anche risultati notevoli.

Si potrebbe tentare una sperimentazione in questo senso, sempre con molto criticismo empirico, secondo mè si avrebbe meno corruzione e servizi migliori.

Senza un minimo controllo dello stato chi può garantire il rispetto del principio di non aggressione? non ci sarebbe più,sarebbe un capitalismo darwinano,anzi neppure più quello, un corporativismo darwiniano.

P.S:"però devi ricordarti il lato cooperativo del capitalismo"
volevo dire corporativismo.
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18:19, 01 aprile, 2007

"L'ideale sarbbe creare un sistema di licenze per le agenzie private, in questo modo lo stato potrebbe valutare chi ne possa usufruire e chi no e chi le possa condurre."

Sarebbe una soluzione diciamo friedmaniana... Non so perchè ma mi ricorda il buono scuola, almeno nella forma...
Non sarebbe male.
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18:17, 01 aprile, 2007

@LnL:

"Jinzo,tu dici che la concorrenza dovrebbe eliminare l'eventualità di un comportamento illegale delle agenzie di sicurezza,però devi ricordarti il lato cooperativo del capitalismo, e nel pensarci mi vengono i brividi."

In che senso lato cooperativo?

"Più che aumentare i poteri dello stato contro la mafia,aumenterei quelli del cittadino sulla legittima difesa."

Non sono favorevole alla privatizzazione dei carabinieri. Però, sinceramente, non vedo perchè la polizia debba rimanere pubblica.
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18:16, 01 aprile, 2007

L'ideale sarbbe creare un sistema di licenze per le agenzie private, in questo modo lo stato potrebbe valutare chi ne possa usufruire e chi no e chi le possa condurre.
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18:11, 01 aprile, 2007

Anche secondo me la privatizzazione totale della polizia è un colossale stronzata. Jinzo,tu dici che la concorrenza dovrebbe eliminare l'eventualità di un comportamento illegale delle agenzie di sicurezza,però devi ricordarti il lato cooperativo del capitalismo, e nel pensarci mi vengono i brividi. Sopra mi sono espresso male riguardo alla Sicilia, non vorrei la privatizzazione della polizia locale o dei carabinieri, però in ogni caso darei più libertà alla formazione di agenzie private di autodifesa. Più che aumentare i poteri dello stato contro la mafia,aumenterei quelli del cittadino sulla legittima difesa. Se poi dei cittadini vogliono costituire un gruppo armato antimafia,pagato con i loro soldi, perchè lo stato non dovrebbe lasciargli fare? L'importante è che sia sotto monitorizzazione dello stato,questo sì, ma da solo risulta inefficente (lo vediamo no?). L'esempio è la Colombia: da un lato i mercenari proteggono dai guerriglieri, anhe se dall'altro lato collaborano di fatto con i narcotrafficanti. Una via di mezzo sarebbe l'ideale.
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17:56, 01 aprile, 2007

P.S.:

Il dilemma del free riding comunque ancora rimane irrisolto con la questione della sicurezza privata.
Tempo fa ne parlammo, ma a mio parere non si è trovata una soluzione funzionale.
Comunque secondo me, tenendo un esercito nazionale pubblico fisso, non sarebbe impossibile pensare ad una privatizzazione delle agenzie di sicurezza locali (cioè trasformare la pula in una sorta di guardie giurate). Che ne dici?
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17:52, 01 aprile, 2007

@Nihil:

"L'anno scorso scrivevi che per te allo Stato appartenevano per necessità pula, carri armati e tribunali, ma che forse non saresti stato del tutto ostile all'idea di tentare di privatizzare la polizia."

Non ho cambiato in verità. Forse nelle righe precedenti ho acclerato sulla polizia, ma mi capita spesso di estremizzare quando mi trovo a fronteggiare il paradigma opposto al mio.
Sui tribunali sono stato sempre convinto della necessità di sperimentare un tentativo anarchico, sebbene con approccio scientifico direi.

"Oggi su questo punto sposi appieno le teorie di Friedman junior... le quali mi paiono un po 'na strunzata."

No, non sono favorevole alle teorie di friedman junior. Infatti nel commento di prima ho distinto fra l'ottica friedmaniana e ottica jinziana. Il fatto è che friedman è lo spauracchio di qualunque socialista. E' attaccabile solo con la neuroeconomia... A parte la politica estera.
;-?

"Ti sei dimenticato che gli esseri umani non sono perfettamente razionali?"

Sgrunt. Lasciami tiranneggiare un po' con teorie puramente anarchiche. Poi quando arriva astrolabio torno a fare l'empirista, promesso.
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17:31, 01 aprile, 2007

Ti stai estremizzando, Jinzo? L'anno scorso scrivevi che per te allo Stato appartenevano per necessità pula, carri armati e tribunali, ma che forse non saresti stato del tutto ostile all'idea di tentare di privatizzare la polizia. Oggi su questo punto sposi appieno le teorie di Friedman junior... le quali mi paiono un po 'na strunzata.
Ti sei dimenticato che gli esseri umani non sono perfettamente razionali? Se sono in grado di eleggere tiranni, sono anche perfettamente in grado di scegliersi uno sceriffo privato che, oltre a far rispettare le leggi usuali, prenda a bastonate i negri e i froci del quartiere (tanto per fare l'esempio più probabile). E non credo affatto che gli abitanti del paese accanto alzerebbero un dito per fermarlo: sei italiano anche tu, e il campanilismo lo conosci.

- Nihil
utente anonimo
16:56, 01 aprile, 2007

@Fab:

Ciao e benvenuto anche a te. :-P

"Tuttavia mi rendo conto che i provvedimenti del governo cerchino di prevenire tutto "in assoluto""

In virtù di questo ragionamento mi chiedo perchè il governo non metta al gabbio preventivamente tutti i marocchini, visto che le statistiche americane dicono che i neri sono portati per natura ad essere più violenti dei bianchi.

"Sulla liberlizzazione della polizia mi viene male solo a pensarci. Significa che chiunque con i soldi può pagarsi la sicurezza".

Appunto, cioè tutti possono pagarsi la sicurezza. Le fasce più deboli avranno le loro fasce di mercato low cost e dove potranno usufruiranno del free riding. D'altronde il sistema delle assicurazioni si basa sulla distribuzione di Gauss, quindi, a meno che non sei un rifiuto della società (e anche in quel caso hai la carità privata) tutti possono comprarsi la propria assicurazione.

"Viceversa, chiunque con i soldi, come la mafia per esempio, può costituirsi una banda armata assolutamente legale."

Come spiega l'economista anarchico David Friedman, le associazioni di polizia privata altro non sono che associazioni mafiose in concorrenza tra loro. L'esistenza di una associazione che usa la forza per scopi illegali farebbe la gioia delle altre associazioni private, perchè consentirebbe loro di farsi pagare dai cittadini onesti per eliminare l'associazione criminale. E' una semplice e cinica logica ultracapitalista che nega l'eventualità da te paventata.

"Basterebbe creare il monopolio della sicurezza in una data zona per arrivare a stabilire, in maniera molto più aleatoria, cosa sia legale e cosa no."

In ottica friedmaniana, quello che dici esiste già. La mafia monopolista è lo stato. Di fatto lo stato fa esattamente quello che tu dici, ma su larga scala. Impossibile temere dunque il verificarsi di qualcosa che già c'è. Semmai bisognerebbe combattere contro tale mafia, cosa che può essere fatta soltanto distruggendo la mafia monpolista con l'aiuto di mafie rivali (privatopie). A quel punto ci troveremmo effettivamente in un "regime" anarchico e il problema diventa semplicemente impedire il nuovo istaurarsi di uno stato, cosa che, come ti ho già spiegato, è impossibile per semplici motivi di concerrenza sul mercato.

Detto questo, vengo alla mia ottica. Il sistema anarchico è perfetto, ma non tiene conto dell'impossibilità delle privatopie di affrontare una minaccia esterna di portata colossale come l'islamismo.
quindi ritengo che a livello centrale debba comunque esistere un esercito nazionale superiore a tutte le altre forze di polizia. In poche parole io privatizzerei semplicemente la "polizia" sensu strictu.

"La procura di X scopre corruzione nella polizia di Y e si possono mettere in moto procedimenti di arresto."

il problema sta nel fatto che la procura di X non ha alcun interesse a scoprire l'inghippo della procura di Y, visto che:

1) non ottiene vantaggi economici.
2) non fa del danno ad un nemico.

Veniamo all'islamismo:

"Significa che ti descrivi come un potenziale assassino e con un tizio come te non mi sentirei molto sicuro in città... Per carità, esistono anche gli assassini NON POTENZIALI, che sono sicuramente peggiori. Tuttavia, questa predisposizione all'omicidio e allo sterminio... "

Se qualcuno minaccia di ammazzarmi, io mi sento impaurito e quindi uso proporzionalmente la stessa forza su di lui. Se uno mi punta un coltello in mezzo alla strada ho il diritto di disarmarlo e pestarlo. Si chiama semplicemente legittima difesa. Ahmadinejad minaccia di distruggere Israele e supporta chi uccide i nostri parenti, e i nostri amici a Londra, Madrid, New York (domani anche Milano, Roma...?). Per me questo equivale ad una dichiarazione di guerra.

" parli a livello politico. Significa che non adresti DAVVERO TU ad ucciderli. Ci manderesti i soliti soldatini dell'esercito. Vuol dire che non ti rendi conto che in guerra si va anche ad essere uccisi. Il fine giustifica sempre i mezzi, quando le vite sono quelle degli altri."

Sono contro la coscrizione obbligatoria. Chi va in guerra è un mercenario. I mercenari vanno in guerra per combattere. Libertà, proprietà, responsabilità.

"Ma prima di sterminare milioni di persone bisogna pensarci dieci, venti, milioni di volte. Più uno uccide, più ci si dovrà aspettare che chi sopravvive tenti di vendicarsi."

E' vero, ma non vorrei che questa nonviolenza si converta nel pacifintismo di Agnoletto, appunto. Essere nonviolenti non significa tollerare, se non flirtare (Diliberto) con un'ideologia come l'islamismo, che da secoli fa centinaia di migliaia di morti indisturbata e che, se non facciamo nulla, distruggerà anche noi, come da millenni tenta di fare....

"Non mi sembra un futuro così allettante.
Io vorrei una soluzione politica. Non una terza guerra mondiale..."

Ti ripeto: io non tratto con chi inculca ai bambini la jihad dagli albori della storia. Questa soluzione diplomatica a me sembra del tutto propagandista. Quale sarebbe la soluzione diplomatica: chiedere agli islamisti di rinunciare alla loro religione e alla loro cultura e di divenire di colpo capitalisti e occidentali? Se non ricordo male in Europa per fare ciò con il cristianesimo c'è voluta una breccia...
Ciò che preoccupa è che purtroppo nel mondo islamico la cosa non funziona per via del popolo, che nella maggior parte dei casi è indottrinato dai tiranni...
Purtroppo è il substrato culturale quello che va radicalmente cambiato. Ma per cambiarlo prima dobbiamo eliminare i nemici dell'Occidente, cioè quelli che rifiutano il dialogo.

"Semplicemente non sono d'accordo con la politica di Bush. Ma questo non significa essere anti-americani".

Manco io sono d'accordo sulla politica di Bush per tante cose: in primo luogo l'idea neocon di esportare la democrazia. E' un bidone, che, come si è visto, non funziona. La guerra serve a rovesciare i tiranni e ad uccidere i nemici.

"Esattamente come NON voler sterminare gli islamici non significhi essere filo-terrorista".

Infatti io ho detto islamisti, non islamici. Chi scende a trattare in conferenza di pace con i terroristi vuol dire che si abbassa al loro livello.

"In più, esigere la pace da un mondo che si professa civile non significa stare con i NoGlobal NoQualsiasicosa di Agnoletto."

Purtroppo a sinistra l'idea della pace è quella. Prendi i radicali, ad esempio: portarono avanti il progetto Iraq Libero a suo tempo, per l'esilio coatto di Saddham. Quanti a sinistra appoggiarono questa proposta? E quanti marciarono con la bandierina arcobaleno?

"Con questo non escludo che vi siano casi in cui l'invio di truppe e il conflitto siano necessari. Quando non esistono proprio altre alternative. Ma non gistifico e non giustificherò MAI lo sterminio di massa."

Neanche io lo giustifico. E non lo chiedo neanche. Se però in nome della popolazione civile dobbiamo tollerare lo sterminio della stessa trattando con i tiranni, allora non ci sto. Il fatto è che quando Ahmadinejad si sarà fatto l'atomica, semplicemente non potremmo far altro che trattare. Ergo lui continuerà ad uccidere in tutta tranquillità e noi a tacere. A quel punto la nostra sinistra piangerà per le vittime civili come fa oggi, oppure farà finta di nulla come per le migliaia di vittime che ogni anno fa il governo Cinese?
Ergo non si può far altro che bombardare i siti di arricchimento dell'uranio con un paio di Nortrop B2.

"Sei davvero convinto che la politica economica degli USA e la loro strategia militare siano state un valido esempio?"

Per molte cose sì, per altre no.
La storia ha mostrato i pregi ed i difetti della politica americana. Tuttavia io contesto l'errore sistematico dei pacifisti, cioè quello di bollare aprioristicamente ogni soluzione militare come violenta e tollerare magari la violenza di un regime sanguinario solo per un pregiudizio ideologico.

"Con questo non escludo che vi siano casi in cui l'invio di truppe e il conflitto siano necessari."

Per oggi mi accontento di questo. Obiettivo centrato.
:-)))))
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15:41, 01 aprile, 2007

@LnL:

"Perchè la Sicilia sì e la Nigeria no?Perchè i siciliani sono italiani? Non me ne frega nulla. Mai stato patriota"

Concordo. Il patriottismo è un concetto che nulla ha a che vedere con il diritto.

@Grendel:

Sì scusa. Mi dispiace per il refuso. ;-)

@Alvismarck:

Ciao e benvenuto. ;-))

Allora, vediamo un po'...

"Lo Stato sociale, in maniera forse ampiamente poco efficace, e purtuttavia necessaria, deve imporci di pagare questo costo che, libertariamente parlando, non siamo abbastanza maturi da affrontare spontaneamente."

Questo tuo ragionamento soffre di un difetto di fondo. Chi è che decide infatti che un ente metafisico chiamato società sia maturo o immaturo nell'adempimento di qualsivoglia compito? La risposta giusta è "nessuno". La risposta che tu dai invece è lo stato. Lo stato dunque si inventa di sana pianta un paradigma etico e lo impone sui cittadini con la forza, allo scopo di far rispettare il codice da lui inventato. Questo fenomeno è chiamato "costruttivismo" o ingegneria sociale, ma potrebbe essere anche chiamato schiavismo.

In base al tuo ragionamento anche Hitler era un libertario, visto che si preoccupava del fatto che il suo popolo non si ammalasse di patologie genetiche sterminando gli handicappati...
Anche Stalin era un libertario, seguendo la tua logica, perchè voleva impedire che la povera gente morisse di fame a causa dei danni inferti indirettamente dal capitalismo a chi veniva "selezionato" dal mercato.

Saluti.
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14:41, 01 aprile, 2007

@ Jinzo:

Non solo la lotta alla povertà ha un costo elevato,ma impedisce pure a coloro che ne usufruiscono (dei sussidi vari ecc..ecc..) di puntare a qualcosa di meglio,c'è tantissima gente che si lascia mantenere dallo stato sulla soglia della miseria,se lo stato sociale non ci fosse questi sarebbero costretti a darsi da fare...
Praticamente una sorta di schiavitù mentale.

@ Alvismarck

"deve imporci di pagare questo costo che, libertariamente parlando, non siamo abbastanza maturi da affrontare spontaneamente."

Non sono d'accordo,con questo ragionamento proibiamo pure di fare tavoli con gli spigoli perchè qualcuno può sbatterci e farsi male.
Non è più libertà,ma assolutismo.
Qualcuno pone le sue convinzioni socialiste e per sostenerle discredita gli individui (sudditi...) di volta in volta con scuse secondo le quali tutti i provvedimenti di stato sono necessari al totem del "bene comune".
Ti piacerebbe se ti tagliassi le gambe?
Come perchè?
Sei pericoloso,sei immaturo e se ti pigliano i cinque minuti potresti prendere a calci qualcuno,io lo farei solo per il tuo bene.
Oppure te le taglio per proteggerti,camminando da solo potresti inciampare e romperti il naso,meglio le gambe no?
Ecco lo stato sociale.
Insomma,una cazzata assurda.

@ Fab

"Io vorrei una soluzione politica. Non una terza guerra mondiale... "

A voler una soluzione politica bisogna essere in due,per fare la guerra invece basta un pacifista che si faccia colpire e un tiranno particolarmente aggressivo,presente la storia dell'umanità?
Io sono fra quegli idealisti che credono alla pace democratica,ossia che fra stati democratici,liberali e con una altà qualità di vita per i suoi cittadini le possibilità di guerra verrebbero ridotte drasticamente,i motivi sono abbastanza scontati,come pure le conclusioni,ossia che per stare in pace o ci si inchina ai tiranni o si cerca di promuovere libertà e democrazia nel mondo,con i rischi che ne conseguono,certamente,ma anche andare a fermare hitler era pericoloso,che si faceva allora,lo si lasciava a dominare in tutta europa?


Tsutomu Shimomura.
utente anonimo
12:59, 01 aprile, 2007

Sono assolutamente d'accordo ad evitare il giro di vite sulla proibizione delle droghe. Sono anche assolutamente d'accordo ad aumentare il giro di vite per chi causa danni sotto effetto di stupefacenti. In Italia l'alcool è legale, perchè la maria no? In compenso, se metti sotto un innocente perchè sei un idiota e guidi strafatto è giusto che tu vada in galera.
Tuttavia mi rendo conto che i provvedimenti del governo cerchino di prevenire tutto "in assoluto".

Sulla liberlizzazione della polizia mi viene male solo a pensarci. Significa che chiunque con i soldi può pagarsi la sicurezza. Viceversa, chiunque con i soldi, come la mafia per esempio, può costituirsi una banda armata assolutamente legale. Basterebbe creare il monopolio della sicurezza in una data zona per arrivare a stabilire, in maniera molto più aleatoria, cosa sia legale e cosa no. Insomma, una banda di sceriffi corruttibili, pronti a menare le mani.
Ci vuole un organo al di sopra di tutto che regolamenti e vigili.
Il problema è la corruzione comunque insita nel sistema. Ma almeno il sistema stesso ha più probabilità di autocurarsi. La procura di X scopre corruzione nella polizia di Y e si possono mettere in moto procedimenti di arresto.

Per il post di Licia... beh il nostro disaccordo credo sia più che palese. Ciò su cui sono più in contrasto è questa tua volontà di uccidere il "porco islamico".
Le cose sono due:

1- parli con cognizione e andresti a ucciderli con le tue mani davvero. Significa che ti descrivi come un potenziale assassino e con un tizio come te non mi sentirei molto sicuro in città... Per carità, esistono anche gli assassini NON POTENZIALI, che sono sicuramente peggiori. Tuttavia, questa predisposizione all'omicidio e allo sterminio...

2- parli a livello politico. Significa che non adresti DAVVERO TU ad ucciderli. Ci manderesti i soliti soldatini dell'esercito. Vuol dire che non ti rendi conto che in guerra si va anche ad essere uccisi. Il fine giustifica sempre i mezzi, quando le vite sono quelle degli altri.

Con ciò, mi aspetto che la tua risposta sia:"Sì, ma questi si fanno saltare in aria sui nostri aerei e nelle nostre strade: rischiamo la pelle ugualmente".
E non fa una piega. Ma prima di sterminare milioni di persone bisogna pensarci dieci, venti, milioni di volte. Più uno uccide, più ci si dovrà aspettare che chi sopravvive tenti di vendicarsi.

Una faida immensa su scala globale.

Non mi sembra un futuro così allettante.
Io vorrei una soluzione politica. Non una terza guerra mondiale...

Comunque io non sono un anti-americano. Ho un sacco di amici from USA e un grande rispetto per la loro nazione. Semplicemente non sono d'accordo con la politica di Bush. Ma questo non significa essere anti-americani. Esattamente come NON voler sterminare gli islamici non significhi essere filo-terrorista. In più, esigere la pace da un mondo che si professa civile non significa stare con i NoGlobal NoQualsiasicosa di Agnoletto.

Voto a sinistra.
Voglio il dialogo tra i popoli.
Voglio una maggiore serietà e coscenza politica su TUTTI i lati.
Voglio con tutto il cuore una pace e una stabilità da raggiungere il prima possibile.
Con questo non escludo che vi siano casi in cui l'invio di truppe e il conflitto siano necessari. Quando non esistono proprio altre alternative. Ma non gistifico e non giustificherò MAI lo sterminio di massa.

Come Peppe Stalin ed Hitler, che mi sono sempre stati sulle palle. Altro che esempio e indottrinamento...

Sei davvero convinto che la politica economica degli USA e la loro strategia militare siano state un valido esempio?

Saluti

Fab



utente anonimo
12:48, 01 aprile, 2007

Il fatto è che il totale liberalismo su queste materie è irresponsabile.
E' un modo per evitare di rispondere per responsabilità che abbiamo: come società (per chi ci "crede") ma semplicemente anche come individui. La droga in sè non è il problema: il problema è il motivo per cui i giovani si affidano alla droga. Questo motivo non è sempre "qualcun altro" che contribuisce a produrlo. Dubito che la maggior parte dei membri di una società possa escludere la propria responsabilità.
Cosa può essere? Il genitore che educa male il figlio, il non aver compreso i problemi di un nostro amico, l'aver elevato a valore assoluto il nostro utile individuale a spese di chi di quell'utile ovviamente non può usufruirne, o peggio ne subirà gli effetti negativi.
Questo è il costo che noi non vogliamo subire, eppure contribuiamo ad aumentare: gli esempi che ho fatto sono magari sciocchi ma tuttavia indica