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Commenti
#4
01:04, 04 aprile, 2007
Il manifesto esprimeva molto più di quanto il paradigma immaginativo del tempo - e anche di questo, aggiungo io - potesse intuire. Io ho sempre pensato, leggendolo, che non parlassero della bocca del corpo, in realtà. Ma di quella che sta negli occhi. L'occhio, dunque, seguendo questo pensiero, sarebbe non un organo che riceve, ma che emette; le parole che non si possono più credere, quindi, sarebbero intese come le visioni del mondo, distorte nell'opposto. E ciò che pensa e vuole non è né occhio, né cervello, né bocca, ma altro. Mi sono sempre sbagliato, in questo pensare - è chiaro - perché stravolge in assurdo ancora di più tutto quanto. Ma mi è sempre piaciuto immaginarla così. - saya
utente anonimo
#3
12:05, 01 aprile, 2007
nel mio caso posso dire che parlo spessissimo prima di connettere il cervello alla lingua con conseguenze...disastrose! sarà che sono lunatica e i pensieri mi partono dallo stomaco XD
Nya87
#2
06:39, 31 marzo, 2007
cara emi,
quello che hai scritto è un argomento per il quale si dibatte ancora oggi: il pensiero viene prima delle parole, oppure le parole vengono prima del pensiero? secondo molti sociologi, filosofi del linguaggio, e studiosi della mente, ancora, non si può dare una risposta certa. quindi ogni opinione è giusta. quello che penso io è: non è vero che non bisogna dare conto alle parole degli altri, perlomeno non a tutte, dipende dalla persona che ti trovi davanti. dipende dalla fiducia che riporti in essa. ciao emis
n.b. è soltanto la mia opinione!!!!
utente anonimo
#1
21:34, 30 marzo, 2007
oh oui, le dadaisme..
distruggere alle radici..e ricreare
PrettyEry
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