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Commenti
12:23, 08 maggio, 2007

x mafalda74: la tua e' una critica molto dura ma ragionevole e aderente al film. La scena dei chiodi ha una forza ben maggiore dalle altre, giusto il richiamo al pensiero critico e non dogmatico, purche' non si sfoci nell'elogio della natura buona e del buon selvaggio.
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11:30, 08 maggio, 2007

un film troppo scontato, non tanto nella scelta del protagonista, che onestamente ce la mette tuttta, ma nella banalita' dei suoi luoghi comuni. Troppo bella ed incontaminata la natura, troppo semplice questo ritorno al buon selvaggio mentre si getta la cultura dalla finestra.
Il film vale solo per la scena iniziale, i libri trafitti dai chiodi immersi nel silenzio dell'universita. il resto non conta
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13:12, 30 aprile, 2007

grazie mille.
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10:44, 30 aprile, 2007

x deliriocinefilo: fatto. ciao

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#9  
01:22, 30 aprile, 2007

bellissimo film e testamento-registico.

(quando hai un attimo potresti aggiornare i voti al film sulla connection? grazie)
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#8  
15:32, 20 aprile, 2007

x NoodlesD: si, condivido la critica all'iconografia utilizzata da Olmi.
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#7  
19:40, 19 aprile, 2007

senza dubbio Pasolini aveva dato ben altra forza al suo vangelo. Qui si sottolinea fin troppo l'identificazione simbolica (già evidentissima e dunque solo ridondante) tra il professore e la figura di Chi sappiamo.
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#6  
13:24, 06 aprile, 2007

x davebowman: in realta' non chiedo che Olmi rompa coi testi sacri: queste sono questioni di fede. Semplicemente, partendo dall'assunto che Olmi va oltre i testi sacri che sono pur sempre libri (e si vede qual e' il destino che hanno nel film), ritenevo piu' corente andare anche oltre l'icononografia classica (per semplicita' definita zeffirelliana).
In merito a Pasolini, riflettevo sul fatto che il Cristo di Olmi non fosse abbastanza umano quanto quello di Pasolini... ma qui forse compivo una forzatura dovuta al mio eccessivo legame verso il film di Pasolini, ferma restando l'operazione di umanizzazione compiuta da Olmi che possiamo pur sempre riconnettere a Pasolini.
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#5  
11:38, 05 aprile, 2007

Ma perchè Olmi dovrebbe rompere il riferimento ai testi sacri, che a me paiono perfettamente legittimi e coerenti?
Completamente d'accordo sul riferimento a Pasolini, è assolutamente evidente.
Puoi leggere il mio commento al film qui:
http://effettokulesov.splinder.com/post/11627416
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#4  
11:23, 03 aprile, 2007

x chatterly: mi propongo sempre di non chiedere a tutti di essere Pasolini... poi, a volte, cedo...
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#3  
11:11, 03 aprile, 2007

Caro Alessandro,
in realta' io non ho voluto essere troppo drastico sul mio post, per questo non ho detto esplicitamente che Raz Degan allude, a mio avviso, al Cristo di Zeffirelli, nelle movenze, nella dispersione dello sguardo, nella ricerca di un altrove che pero' non trova (oltre ad un'innata somiglianza fisica, per cui forse e' stato scelto e truccato ad hoc). E la regia di Olmi non impedisce questo effetto: alcuni primi piani non funzionano, la scelta di doppiare tutti gli attori non aiuta l'efficacia dell'immagine. Per quanto concerne la distanza religiosa, sono d'accordo con te, sebbene Zeffirelli abbia introdotto nel suo film anche episodi tratti dai Vangeli apocrifi e Olmi resista alla tentazione di rendere del tutto uomo il suo Cristo. Quello di Olmi e' un uomo che diventa Cristo, quello di Zeffirelli e' il figlio di Dio. E per questo sono due mondi distanti.
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#2  
09:26, 03 aprile, 2007

"Olmi vuole dare l'addio al cinema narrativo cercando di stringere il concetto della verità come legame tra dio e gli uomini, lo fa con questo film, troppo condizionato esteticamente da quello di Zeffirelli (senza averne la potenza evocativa)," Caro Pasquale penso che Olmi possa anche querelarti per questa tua affermazione!!! :-)In realtà il suo cinema è anni luce lontano da quello di Zeffirelli, come del resto le sue posizioni religiose.Ma ne parleremo bene quando avro' visto anche questa pellicola. ciao alp
utente anonimo
#1  
18:44, 02 aprile, 2007

infatti non puoi pretendere di paragonare Olmi a Pasolini :)
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