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Commenti
13:04, 15 aprile, 2007

Scusami ma mi stai sfinendo! :) Per me finisce qui. Uno o due o nessuno.

Ciao
Blogger: FatinaTedesca Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FatinaTedesca
08:01, 15 aprile, 2007

Ma non è un sentimento, la pietà? Cosa c'è da spiegare e da capire e da precisare? La provi o non la provi?
F.to: Uno dei due
utente anonimo
00:52, 15 aprile, 2007

due nomi anche falsi sarebbero così belli!
La pietà è qualcosa che si concede a qualcuno di più infelice di noi (definizione da vocabolario). Prima di concedere la tua pietà a qualcuno devi forse essere un pelo sicuro che quello ad essere messo male non sia proprio tu, nonostante le apparenze! E sinceramente non vedo perché dovrei avere questa sicurezza. O perché voi dobbiate averla.
E poi, scusate, c'è bisogno di spiegare qualcosa parola per parola per non essere fraintesi? Che noia!
utente anonimo
19:03, 14 aprile, 2007

Perché ce l'hai con la Pietà? Che t'ha fatto?
F.to: Anonimo Due.
utente anonimo
08:04, 14 aprile, 2007

Adesso quello che ha scritto è chiaro. Hai visto? Non era difficile...
F.to: Anonimo Uno!
utente anonimo
21:58, 13 aprile, 2007

Innanzi tutto grazie dei commenti, anche se avrei preferito vi firmaste tutti! Non capisco chi scrive cosa...
@anonimo1:
Il discorso della radio non era per dire che la mia frivolezza e superficialità mi spinge a pensare prima a quello. I soldi per mangiare li ha, e se non li ha glieli do sempre, lo sono andata a trovare all'ospedale ecc. ecc., ma quello che dicevo è che alleggerirsi la coscienza sganciando due monete non basta a fare felice una persona; forse a fare sentire tranquillo chi lascia due euro che a lui/lei non servono per sopravvivere. Una persona vuole anche sentirsi viva, scherzare, litigare, abbracciare qualcuno, ascoltare la musica, fumare... E ne ha diritto.
Nessuno deve pensare che chi ha poco da mangiare e non ha una casa, allora debba solo pensare a sopravvivere o che la cosa che gli sia più utile è un panino.
La pietà è diversa dal pietismo ma una frase come "ti prego di porgere i miei auguri di Pasqua a quel barbone e dirgli che c'è ancora chi ha pietà...una notte al caldo", mi fa pensare al pietismo cieco della specie peggiore.
La pietà lui non l'ha mai chiesta a nessuno, come non ha mai chiesto spiccioli ed ha talvolta preferito la stazione e la gente attorno, la vita addosso, alla solitudine vuota della casa di cura. E soprattutto non gliene può fregare niente della Pasqua.

@anonimo2: non so che cosa sia la buona letteratura e che cosa siano le scarpe rotte del vicino.

Forse una storia di letteratura "buona" (ma forse anche sul filo dell'idiozia) sarebbe una favola, per esempio, del barbone a cui dài un tozzo di pane o due euro: lui sorride felice per tutto il giorno perché lo hai salvato dalla morte, bla bla... (E a volte si verifica, mi è realmente capitato, o almeno l'ho creduto.)

La storia delle scarpe rotte del vicino, invece, potrebbe essere la storia di una persona che, lavorando dieci ore più due di automobile ogni giorno, si fa chiamare da un barbone sul cellulare aziendale e risponde mentre sta parlando con il capo del suo capo, del suo capo. Poi, uscita dal lavoro alle nove di sera - in ritardo per la cena con amici malati mentali - parcheggia la macchina in stazione e corre a cercare il suo amico vecchietto, lo fa ridere, gli lascia venti euro per comprarsi da mangiare, da fumare, da bere o magari anche le pile per la radio e si gode lo spettacolo della gente che sembra così meravigliata che una donna elegante con stivali e cappotto nero sia così in confidenza con un personaggio in quelle condizioni da fare finta di sgridarlo...

Ora: cosa è letteratura buona e cosa è curarsi delle scarpe rotte del vicino? Facile mettersi sul pulpito a distribuire pietà!

@Hans: mi fa piacere tu sia tornato!!!

@bando: un giorno passo da Faenza e ti vengo a trovare?!
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15:03, 13 aprile, 2007

un saluto dopo tabto tempo
Blogger: bando Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bando
00:13, 13 aprile, 2007

segue... Sappiamo solamente, come ha detto chi ha risposto ad Hans, che c'è un ordine d'importanza fra le cose che il cuore ben conosce.
utente anonimo
00:11, 13 aprile, 2007

Era un complimento, ma nel contempo un indirizzo utile: chiamare le cose col proprio nome e tenerle in ordine... C'è un abisso fra pietà e pietismo, fra religione e religiosità, fra fede e confessione di fede, carità e generosità, dignità del silenzio e stoicismo, ecc. ecc.

Ho ospitato una volta un barbone a casa mia vedendo che era veramente malmesso... pioveva di brutto. Aveva un chè di ideologico nel suo comportamento. Appena entrato in cucina s'è accomodato sul pavimento, dicendo di non aver fame (voleva soffrire in silenzio e in disparte e recitare la figura dell'eroe hippies offeso dalla società). Alla fine, ha mangiato carne e salsicce, un piatto di pasta al forno, insalata, frutta e ben due uova fritte... lo giuro! E' andato via con abiti nuovi, dopo una buona doccia e accettando persino un vecchio ombrello! Solamente dopo, avrei potuto osare di offrirgli anche una radiolina, non credi?

Allo stesso modo il cuore dei tuoi spettatori e dei tuoi commentatori, cattolici ferventi, atei che mistificano la loro fede, ecc. ecc.... Cosa ne sappiamo noi? Sappiamo solamente, come ha detto chi
utente anonimo
23:46, 12 aprile, 2007

Ricorro perfino al nome per autoincoraggiarmi ad esser tale; credo di essere migliorato ma non a sufficienza; perciò la risposta è:"vorrei esserlo".
Blogger: ASSERTIVO Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ASSERTIVO
23:11, 12 aprile, 2007

Caro Hans,
hai ragione! Ma è proprio questo il guaio... alla fine la buona letteratura fa più audience delle scarpe rotte del vicino.
utente anonimo
20:31, 12 aprile, 2007

"A me sembra che tu faccia letteratura con le cose serie." Anonimo, lasciami dire che la Letteratura si fa con le cose serie! Non è mica la tv!
Blogger: hans Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente hans
#9  
11:00, 12 aprile, 2007

Grazie, assertivo.
Tu lo sei o lo vorresti essere?
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#8  
23:17, 11 aprile, 2007

Ammiro la tua capacità di essere spontaneamente e naturalmente assertiva.
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#7  
20:42, 11 aprile, 2007

Non è ironia, quella che faccio. Che sia letteratura, non so, forse mi fate un complimento.
E' la mia vita.
Sono le mie emozioni.

Non rido di sicuro di lui.
Mi fa ridere di soddisfazione, invece, il fatto che, prendendolo in giro o incazzandomi con lui per gioco o rimproverandolo scherzosamente, lui rida e sia felice.
Mi emoziona.
Mi fa molto ridere, poi, anche la faccia meravigliata che vedo sempre alle persone che mi vedono ridere e scherzare con lui; quest'ultimo sì che è un ridere ironico, un qualcosa che ha a che fare con la derisione di quelle facce inebetite.
Anche il pietismo mi fa, analogamente, ridere, come anche la paura della sofferenza che leggo in queste righe di commento (non mi meravigliano affatto).
Mi fa ridere perché è stupido, è ciecamente animale, è spesso anche ipocritamente cattolico, è totalmente inutile.
Chiederei a quante di queste buone anime è mai venuto in mente di chiedere al barbone sotto casa come sta o investire qualche € per comprargli - per esempio - una radio, oltre che a dargli due euro che spenderà immediatamente in vino
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#6  
13:40, 11 aprile, 2007

Non tutti capiscono l'ironia su ciò che non fa ridere... E' come la polvere d'uno scaffale che rovina i libri. Se non vuoi rimuoverla, sposta i tuoi "libri"...
utente anonimo
#5  
08:07, 11 aprile, 2007

A me sembra che tu faccia letteratura con le cose serie. Il pietismo sarà inutile, ma la pietà e la sofferenza sono cose serie sulle quali l'ironia è sempre fuori luogo.
utente anonimo
#4  
20:59, 09 aprile, 2007

Secondo me la Pasqua ha fatto male a tutti e vi siete muniti di inutile pietismo.
Bisogna sapere cogliere l'ironia in ciò che si legge.
Se qualcuno che legge ciò che ho scritto pensa che vada in giro a picchiare e/o sfottere barboni in carrozzina, facendo loro del male con la borsetta o minacciandoli seriamente di buttarli giù dalla discesa di San Luca mi dispiace per lui, è esattamente come il pubblico che qui è descritto come spettatore e che passa tutti i giorni di fianco a lui pensando che ciò di cui ha bisogno sia solo un pasto caldo.


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#3  
06:42, 07 aprile, 2007

Beh! Se non te ne puoi occupare di persona, un pasto caldo è sempre meglio della discesa di San Luca. Non credi?
utente anonimo
#2  
23:52, 06 aprile, 2007

Se ripassi da quella stazione, ti prego di porgere i miei auguri di Pasqua a quel barbone e dirgli che c'è ancora chi ha pietà e sa unire alla pietà l'atto di chi la borsetta l'apre e non per farsi quattro risate, ma per un pasto o una notte al caldo.
utente anonimo
#1  
13:48, 06 aprile, 2007

cercavo foto di mountain bike, mi sono imbattuto in questo blog e per una buona mezz'ora ho letto alcune delle cose che hai scritto.
una percezione meravigliosa del viaggio e dell'assenza di un tempo definito....bellissimo
utente anonimo

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