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#2  
23:49, 16 aprile, 2007

Svolgimento complessivo:

Stare seduti e meditare il soffitto.

Blogger: iltrenoavapore Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iltrenoavapore
#1  
17:18, 13 aprile, 2007

lo squalo aveva nel suo andare in guerra
lo sguardo mite:
munite e armate le sue forme snelle,
scivolava nel blu, missile grigio,
filando in flussi di madreperla e argento
al bersaglio segnato.O pesce imbelle
che a quel fulmineo strale, a quel guizzare,
mèta da burla,
fu amabile mangime, digerito.
Ma il vorace proiettile animale
non sapeva del male,
l'acredine dell'odio gli era ignota,
ogni rabbia remota:
placava la sua fame e d'altra voglia
il suo lavoro, la sua onesta voglia,
non si curava.
Chi ci rimise fu la speculare
(di chi azzannato ci lasciò la pelle
in perfetto candore) ambìta preda:
una diversa e uguale
brama d'essere.Spenta: cui fu chiaro
che vivendo si muore, che il lamento
o il pianto iroso è ancora più banale
del morso lieto che chiazzò di rosso
uno slargo di mare,appena mosso.
E che tornò a brillare,
dopo un momento,come nuovo,
azzurro
spazzolato dal vento.
utente anonimo

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