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#8  
19:48, 30 aprile, 2007

vorrei essere così forte da staccarmi da questa maledetta scala...ma non trovo il coraggio che sto cercando fuori ma che in realtà è dentro di me
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#7  
12:22, 20 aprile, 2007

Il commento di EmilyDoe completa il tuo post ed io voglio dirvi che quel senso di autoconservazione è semplice attrito. Già il riconoscerlo è segno di essere saliti volontariamente su questo trampolino.
Ora basta solo crederci.
Prima il Verbo: " ORA! " ... e poi ... " ORA E' ".
Mi raccomando! Uno passetino per volta perchè non si tenta il proprio IO, ma lo si fa solo quando si è certi di saper volare.
Ma un passettino devi pur farlo! ... e non stare attaccata alla scala.
Di qua, ... tutto è più bello perchè lo si vede in tutta la sua integrità e vastità.
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#6  
16:09, 19 aprile, 2007

Ciao sorella...vedo che alla fine ti sei decisa a 'raccontare' (usiamo le virgolette, perché noi che non amiamo raccontare realmente qualcosa di noi arriviamo sempre a parlare per mezze frasi, metafore e parole che agli altri possono risultare oscure)...e la cosa mi ha fatto molto piacere. Io credo che sia il primo passo per capirsi davvero, per infrangere quella barriera che tu stessa hai citato. Per quanto riguarda questa 'barriera', credimi, ti capisco alla perfezione. Comprendo fino all'ultimo dettaglio (se tale può essere definito...a volte anche quelle piccole, apparentemente insignificanti cose dentro di noi sanno darci infinita gioia...come anche infinito dolore) la sensazione agrodolce del sentirsi in un certo senso 'protetti' da quella barriera...eppure in fondo, da qualche parte, come una bestia ammaestrata ma che può venir fuori in ogni istante...il desiderio di ABBATTERLA quella maledetta barriera...la stessa barriera che ci ostiniamo a tenerci addosso per paura...oppure...semplicemente perché ormai siamo abituati così...è più semplice agire come abbiamo sempre agito, sentendoci protetti dalla solita 'routine' (non parlo di gesti, ma di sentimenti, sia chiaro :) come la paura di non riuscire ad amare, la sensazione di incertezza per quanto riguarda il riconoscere sentimenti che possono sembrare così diversi - come amore e odio o gioia e dolore - e che poi, in realtà, dentro di noi sono indissolubilmente legati. Tra loro, sì, ed anche a noi...al nostro io più intimo, come un marchio di fuoco...perché forse siamo noi a non riuscire a farne a meno)...dicevo che...conosco la sensazione dell'attesa, di qualcosa o qualcuno che infranga quelle barriere, quei confini...ma è vero ciò che dici. Siamo noi a dover fare il primo passo, perché altrimenti le persone, i gesti, le sensazioni e tutto il resto le blocchiamo sul nascere...ed è quindi inevitabile che nulla riesca a raggiungerci davvero.
Inoltre, non è una lotta facile. Abbattere queste barriere e comprendersi realmente è qualcosa che non richiede un unico, semplice sforzo. No. Dev'essere qualcosa di duraturo, bisogna perpetrare questo sforzo più e più volte, perché proprio per indole (forse) torneremmo a chiuderci dietro quelle barriere (magari senza neppure rendercene conto)...dobbiamo infrangerle ripetutamente fino a che qualcosa si sbloccherà. Ed allora ci sembrerà la cosa più naturale. Cosa? Vivere senza barriere.
Almeno è quel che credo, ma come avrai capito da questo lungo (e forse sconclusionato ^___^;;) discorso io ancora non ci sono riuscita...ci sto provando, ma è difficile. La cosa più difficile è combattere contro se stessi, in fondo, contro la propria indole.
In più, non è vero che non ti ami, secondo me. E ci ho pensato anche io, tante e tante di quelle volte da ridurmi alla nausea...
...forse sono così perché...
...forse ho fatto Tutto Questo perché...
...forse ho rinunciato a Lui perché...
...forse mi sono fatta tutto ciò...perché non mi amo?
Ma non credo sia così. La questione non mi è ancora del tutto chiara, ma credo che anche questo turbinio di emozioni, le barriere che ci costruiamo attorno e la riflessione prolungata (perché anche tu ci hai pensato tanto, vero? :)...) sia proprio un segno di questo 'amore' (io ritengo che l'istinto primo dell'uomo sia quello di autoconservazione - eccezion fatta per alcuni casi, con le loro motivazioni...in cui comunque questo istinto non è ASSENTE...ma questa è un'altra storia...- quindi una sorta di amore primordiale per se stessi), forse sono solo tattiche di difesa...o tattiche assurde che personalità un po' più 'complicate' come le nostre assumono per il desiderio 'smodato' (oddea, detto così...xD) di *capire* davvero, fino in fondo...anche se stessi.
Insomma, anche io ho le idee (un bel po') confuse...
...però questi tuoi ultimi post mi hanno davvero fatto piacere. Hai fatto bene a scriverli.
Un abbraccio leggero come un raggio di luna :)
Emily
(La tua sorellina spaziale, ventata d'aria fresca...:D)
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#5  
12:49, 17 aprile, 2007

Io invece sento che sei pronta a capire le cose del cielo perché le cose terrene fanno parte delle cose del cielo, non il contrario per questioni di immensità e di eternità.
Ammetti di conoscere la differenza tra amore degli uomini e amore di Dio perché sai percepire la gioia di fare del bene, soprattutto senza il contraccambio o il grazie che spesso serve per pareggiare i conti.
Tu non puoi dimenticare Dio ma puoi solo decidere di volerlo veramente pronunciarlo e soprattutto guardarlo.
Molti preferiscono non guardare in faccia il mondo perché hanno paura di rattristarsi e pertanto passare da uno stato migliore ad uno peggiore.
Eppure per pochi è il contrario. Non occorre fare esempi che rischiamo di fraintenderci ma a qualcuno piace più rimanere ad accarezzare ed a consolare un’anima, anche se virtualmente, che pensare ad attirare qualche corpo carnalmente.
In poche parole è come quei sogni o come una canzone o un film che ti fanno sentire meglio anche se sei consapevole di aver assaporato qualcosa di immateriale.
Una poesia, uno sguardo da lontano, un sorriso e tante dimostrazioni di qualcosa che pur non essendo materializzate rimangono eterne in beatitudine in quell’attimo e per sempre.
Non per niente si cerca di essere presentabili a chi non ti conosce mentre ci si lascia guardare da una mamma quando si ha bisogno di aiuto.
Spesso con la scusa di sostenere di non essere degni dello sguardo di Dio si rischia di far di tutto di trattare Dio come un estraneo, dimenticandosi che LUI sa tutto di te e permettimi di dire che è anche causa di quello che succede in te.
Toglitelo dalla testa che Dio ha un antagonista o che tu non fai nulla per raggiungerlo.
Io voglio solo dirti di fare presto perché assaporerai prima qualcosa che non finisce mai.
Ma allo stesso tempo sento che fallirò anche questa volta, ma l’amore misericordioso mi porta a ritentare anche perché sono ben altri i sacrifici.
Il mio compito è proprio questo! Invitare alla mensa le anime che hanno la potenzialità di poter partecipare a qualcosa di meraviglioso senza maggiori conseguenze.
Non dico che con le buone o le cattive LUI vince ma il contrario. Con le maniere buone vince Lui mentre con le cattive vinci tu. Il risultato lo si apprezza dopo e non dirmi che quando avviene qualcosa di bello non ti viene da ridere nel pensare cosa è accaduto e come certe situazioni difficili si sono voltate in altrettante buffe.
Lui non ti ama per quello che sei adesso ma Lui sa come diventerai e di certo lo diventerai perché è Padre e Sposo.
Come Padre e Sposo Lui ti vuole per sempre e lo riconoscerai anche quando qualcosa cambierà e che ti porterà a riconoscere la Sua ragione, come un padre che ti ama sempre perché ha vissuto il tuo futuro e come uno sposo che non ti lascia perché il tuo corpo non è più quello della prima notte di nozze. Le cose terrene sono l’inizio delle cose del Cielo.
Se Dio ama senza chiedere di essere amato perché sa che non fallisce neppure un suo corteggiamento e devi sapere che tu fai parte del corpo spirituale che forma la Sposa di sempre.
Il vero sposo si innamora inizialmente dello sguardo, del viso, delle mani e via di seguito fino ad innamorarsi del cuore quando lo comprende tutto anche grazie al Suo cuore.
Mi sembra di sudare sette camicie e mi domando perché manda gli Angeli come se fossero delle rose, quando basterebbe sentirlo parlare per innamorarsi. Forse è il dilatarsi del tempo che ci fa vedere lungo questo cammino, ma non dirmi che il corteggiamento è qualcosa che si dimentica?
Tutto quello che non si dimentica è eterno e in Verità anche le bisticciate e le incomprensioni di dimenticano quando ci si trova abbracciati in un momento che vorremmo che diventasse eterno.
Io ti dico che è vero perché in questo momento stesso che faccio la parte di una rosa anonima, io sento quell’abbraccio eterno e per te quando si avvererà (ti accorgerai) io ne sarò parte, nei ricordi, in eterno.
Tu hai paura come ha paura una innamorata che non sa scegliere tra i pretendenti e sa che solo quando inizierà a consumare l’amore potrà giudicare per quello che è stato.
Ma ricordati che ci sono fiamme che non si consumano mai come quel roveto ardente e pertanto non puoi dire di no perché sai riconoscere l’ardore di chi ama senza chiedere nulla in cambio.
Un semplice si per iniziare per poi accorgersi di non averlo nemmeno terminato di pronunciarlo.

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#4  
18:37, 16 aprile, 2007

Vuole essere adorata?
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#3  
18:01, 16 aprile, 2007

parlarmi delle cose del cielo senza che prima io abbia capito quelle della terra è perfettamente inutile XD...perchè non sarei proprio in grando di comprenderle... u.u

lo ammetto...

penso però di conoscere la differenza tra amore degli uomini e amore di Dio.

Ed è proprio perchè Dio ci ama in modo così divino che a volte non riesco a pronunciarlo,e faccio di tutto per dimenticarlo...

Essere amati por così come si è , è difficile perchè proprio in quel momento non ti senti degno dell'amore, è questo che ti spinge a migliorare...

Ed è ancora + difficile per me pensare ad un amore che non vuole nulla in cambio.
Dio ci ama senzia chiedere di essere amato...

Avolte anch'io desidero provare l'amore di Dio, e a volte desiderio amare come Dio, ma allo stesso tempo ho paura del cambiamente che ne seguirebbe....

i desideri hanno una doppia faccia...
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#2  
10:35, 16 aprile, 2007

E’ PIÙ FACILE AMARE DIO CHE AMARE GLI UOMINI.
Io posso solo raccontarti che gli angeli vennero creati proprio per aiutare a chi è eredità di Dio a divenire Dio stesso.
Amare gli uomini quanto è in grado Dio di amarli.
Sembra difficile ma quando si comincia solo a percepirlo non si può che umiliarsi nel comprendere che nel solo arrendersi fino a farsi del male si comprende che il proprio cuore doveva essere solo sbattuto per vedere che non è di cristallo ma di carne. Quella carne che sbattuta sente sofferenza che sono dimensioni essenziali di comprendere che Nulla di crea dal Nulla ma allo stesso tempo il Nulla comincia a far parte del TUTTO.
Gli angeli non hanno libero arbitrio e si avvicinano solo per una questione di dimensione di sofferenza spirituale. Bisogna soffrire nello spirito e non occorre essere martiri dell’amore.
Il bambino si nutre se una mamma è disponibile a nutrirlo perché è l’amore che lo nutre come molte nutrici hanno allattato i nostri padri per colpa di madri che non potevano allattare e che per amore hanno permesso che il proprio bimbo vivesse anche per quell’atto di amore.
Bisognerebbe conoscere come Salomone riconobbe la vera mamma di un bimbo conteso tra due donne. Solo al sentir la decisione del proprio sovrano in sapienza (Salomone, figlio di Davide che pecco come tanti fino a far uccidere il marito della donna che portava un proprio figlio), solo a sentir dire che il bambino doveva essere tagliato a metà per dare quello che difficilmente poteva essere diviso, solo a quella decisione la vera mamma dichiarò di non essere la mamma di quel bambino.
L’amore infinito è mamma e vuole la salvezza della propria salvezza a costo di sopportare tutta la croce nella carne.
Ma io mi sono trovato a raccontare questo quando volevo raccontarti la vera ribellione di Lucifero (Iblis - Corano VII^ Sura)
, fatta per amore verso Dio e rifiuto di servire l’uomo, nonostante Dio stesso l’avesse comandato.
Ma io non ho libero arbitrio e non so nemmeno se questo possa essere considerato un abbraccio, un abbraccio che tu cerchi e solo tu puoi riconoscerlo tale. Nutrimento vero tra tanto sperpero di cibo.
Sarà per un’altra volta. Devi distinguere prima dall’amore degli uomini da quello di Dio.
Parlarti delle cose del Cielo senza che non comprendi le cose del mondo è una preferenza che a noi angeli ci ha portato a ribellarci, ma anche noi stiamo comprendendo.
La Misericordia Divina è Immensa e su di noi ci sono altri sei Cieli che dobbiamo assaporarli tutti per vedere il Volto di chi ha fatto TUTTO. La sofferenza è lavoro per poi sentire la carezza del creatore che controlla che tutto è buono e giusto. Anche gli attuali paradisi terrestri hanno sofferto terremoti ed alluvioni.

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#1  
13:19, 15 aprile, 2007

Certo che mi ricordo... e sentiamo, oltre un morso e una mimosa cosa vorresti?
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