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Commenti
21:21, 10 giugno, 2008

ilenia assenza 666
utente anonimo
06:43, 10 giugno, 2008

va' che pirla che siete
utente anonimo
21:45, 23 ottobre, 2007

Che non siano intellettuali SERIOSI e BORIOSI, intendo dire... :-)
[Ste]
utente anonimo
21:39, 23 ottobre, 2007

Anonimo: il fatto che i wuming non siano intellettuali lo dimostra il fatto che QUESTO STESSO post è stato segnalato, con simpatia, sulla loro Newsletter che tu stesso citi :-)
[Ste]
utente anonimo
11:21, 10 luglio, 2007

Se le parole sul vocabolario ci sono, e uno le conosce, le usa. Io credo che Saviano, davanti a una birra al bar con Biagi, fa bene a fare riferimento a Roth e a Levi (che non sono certo come Adorno e co., e tantomeno come Genna che quando scrive si sente Dio ma poi quando parla se lo fa sbattere nel culo da Buttiglione su La7, e questo mi fa pensare che tutta questa eloquenza non gli appartiene) non solo perchè sa che Biagi lo capisce benissimo, ma perchè è il modo più facile per lui di farsi capire da Biagi... se quel linguaggio effettivamente lo mastica come pane. Ma se sei davanti alle telecamere... allora non stai parlando con Biagi, sforzati di scendere (o salire) al livello dello spettatore comune. è tutto qui; sembri più bravo, più simpatico, alla gente resti nel cuore, uno di loro, e ti comprano il tuo libro coltelluto, e fai anche un servizio a tutti perchè pare che il suo libro abbia le palle.

Detto questo, non ha nulla a che fare coi Wu ming, che degli scrittori italiani è uno (anzi, "uni") fra i pochi a raccontare storie e storie coi controcazzi, non le solite smenate melense di cui si ciba il cinema nostrano, in cui il protagonista muore e tutti piangono per trecento pagine ed elaborano il lutto e alla fine muoiono, o qualcosa del genere, per cui la trama la riassumi in tre righe e il resto è "guarda quanto scrivo bene".
Se poi vi capita di leggere Giap!, la newsletter dei wuminghi, i dubbi sul fatto che siano intellettuali vi passa subito, perchè a me danno l'idea non dico degli antiintellettuali, ma di persone che lo sono e non lo sanno, o che si sforzano di non esserlo, o di esserlo, ma insomma non si capisce, non è lampante come il pezzo che hai citato di Genna, in cui i complessi di inferiorità e la peggiore masturbazione letteraria si fanno uomo, hic et nunc, in uno che scrive i suoi soggetti sui servizi di Studio Aperto Live.

A proposito di installazione letteraria, annessi e connessi, io trovo che sono cose che ci sono, mezzi e tecnologie disponibili, sono cose nuove e un bravo scrittore attento al reale (e quindi non un semplice patito di medioevo e indiani) non solo può, ma ha il DOVERE di sperimentare; potrebbe aprire una strada, essere una specie di novello Gutemberg. Come i futuristi, come i dada, come la body art, come...
ma basta citazioni sennò mi sepellite!!!
:-)
Per il resto, bel blog, bella parlantina, bel tema sollevato.

p.S.: se proprio vogliamo fare il pelo a Wu Ming, hanno un po' questa passione per i perdenti, per la parte sbagliata, che tradisce una certa politicizzazione, e a volte anche qualche moralismo indiretto... forse un difetto, ma direi che questo non li rende poi tanto ggiovani, anzi, li rende ostinati e incazzati come settantenni bolognesi...
utente anonimo
19:54, 29 giugno, 2007

hubrys! pure qua! comunque ho conosciuto wm3 ed è simpaticissimo e molto alla mano.

al padrone del blog: hai fatto una bellissima analisi. detesto gli scrittori che si sbrodolano addosso.
ma 'new thing' di wm1 dovresti leggerlo. è davvero bellissimo.
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16:56, 29 giugno, 2007

e comunque, goran pandev è una pippa.
Blogger: hubrys Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente hubrys
16:54, 29 giugno, 2007

domani dovrò presentare wu ming 3 e fargli delle domande a un festival letterario, e mi sento esattamente come te. ho una cazzo di paura dell'umiliazione e delle parole difficili che credo che gli chiederò una roba del tipo se tifa per qualche squadra...
:(
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18:59, 14 maggio, 2007

Oh, grazie, asciuga pure dal tuo pisello la coltre di sperma percolata dalla goduria che hai provato, evidentemente, nell'aver dovuto SPULCIARE il mio dire al fine di trovarne un refuso. Competenza, questa, pedissequa tra i perfetti cretini.
[Ste]
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18:05, 13 maggio, 2007

non solo lo scrive non due "d", ma non sa neanche cosa significa. ma fatevi due belle risate alle spalle di questo borgataro bullo e ignorante che cerca di giustificare la sua nullità. AHR AHR AHR
utente anonimo
20:20, 12 maggio, 2007

p.s....si scrive " pedissequi " con una d...

P.
utente anonimo
20:18, 12 maggio, 2007

"E invece sì, mio caro. Sicuramente sì. Soprattutto se quella cosa che sta dicendo lo scrivente si poteva dire molto, molto, molto, molto meglio adoperando meno intellettualismi d'impiccio."

Beh, naturalmente il fatto che si potesse scrivere meglio è a tuo insindacabile giudizio...pensa che certa gente ritiene che non si tratti affatto di " intellettualismi d'impiccio " , e anzi, apprezza e ammira quella forma e la ritiene assolutamente comprensibile, funzionale al contenuto e priva dei fronzoli che invece tu vedi.

Riguardo alla battuta Cicciolina/Saviano nessuna indignazione credimi, semplicemente l'ho trovata, e non credo di essere il solo, una pessima battuta, ma non per un presunto intento offensivo...proprio in quanto battuta...un po come l'allusione alle " puttanelle isteriche "...ma è anche vero che ognuno si esprime come può.

Pompeo
utente anonimo
19:22, 12 maggio, 2007

Pompeo: se non si hanno gli strumenti per comprendere appieno determinate opere la colpa, o la responsabilità, non è sicuramente di chi quell'opera la scrive

E invece sì, mio caro. Sicuramente sì. Soprattutto se quella cosa che sta dicendo lo scrivente si poteva dire molto, molto, molto, molto meglio adoperando meno intellettualismi d'impiccio. (uno dei "maestri", in tal senso, molto più che Saviano, che non fa affatto così, l'ho solo preso a esempio per un articolo scritto, è Cristian Raimo, uno che se non fa riferimenti letterari CONTINUI e PEDDISEQUI, il più delle volte fuori luogo e incomprensibili, non è contento)

Sulla battuta (appunto, una b-a-t-t-u-t-a, non fate le puttanelle isteriche che subito s'offendono o s'indignano, per piacere) di Saviano/Cicciolina, ribadisco: hanno fatto benissimo a dargli la scorta, ma se Roberto è uno che è costretto a vivere nascosto, io sono eccetera eccetera.
[Ste]
Blogger: noantri Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente noantri
17:07, 12 maggio, 2007

Diego
Forse invece di fermarti alla prima, effettivamente insignificante, produzione di Genna potresti provare a leggere l'ultimo " Dies Irae " prima di esprimere un giudizio così tranciante e definitivo, prima, sopratutto, di sentenziare sul fatto che un Genna non saprebbe scrivere ( !!! )
Per il resto sono assolutamente d'accordo con l'intero contenuto del commento di Brenno e con quanto dice EBathory, se non si hanno gli strumenti per comprendere appieno determinate opere la colpa, o la responsabilità, non è sicuramente di chi quell'opera la scrive, si può pensare anche che la gente, la massa, non sia dotata di sufficienti strumenti interpretativi, solo che bisognerebbe capire a che tipo di gente ci si riferisce, sia la critica che le classifiche di vendita, per quanto riguarda Wu Ming, dicono una cosa un po diversa, e posso assicurare che per quanto riguarda " Q " non hanno per niente fatto una pessima figura, dimostrando, per dirla con le parole del critico, di averle più che grosse.
Infine per quanto riguarda Saviano le critiche in negativo che ho letto a riguardo hanno più il sapore di una contorta malafede che altro, come l'affermare " Ma se Saviano è uno costretto a nascondersi io sono Cicciolina."...ma cosa vuol dire? Ma che stracazzo di senso ha?
Ho anche letto quell'altro che dice, con sicumera, che Saviano non avrebbe detto niente...ma si può? Si può onestamente fare una simile affermazione?

Pompeo


utente anonimo
17:12, 11 maggio, 2007

Infine viene da chiedersi perché uno come Franco Cordero che è,giusto per restare dentro cifre precise,circa due milioni di volte più colto di Saviano,risulta infinitamente più raffinato e interessante senza suonare lezioso o affettato

diamonds

(p.s. ribadisco di averlo conosciuto solo tramite brevi interventi recuperati in rete.Ma resto fermo nell'affermare la validità del principio di indeterminazione di Heisenberg a sostegno della mia tesi)
utente anonimo
20:16, 10 maggio, 2007

Io non solleverei Saviano dal merito di aver smosso, se non certe pietre, almeno determinati torpori. Questo è un insindacabile merito di cui gli va dato atto.

Quanto Brenno ha detto, per me, di opinabile l'ho scritto nel commento #51 e altro da aggiungere non ho. Condivido molto di quello che dice, l'importante è non far diventare Saviano una specie di pornografico martire autocommiserevole e crepuscolare.
[Ste]
utente anonimo
19:03, 10 maggio, 2007

brenno da incorniciare
utente anonimo
18:34, 10 maggio, 2007

>>>Saviano ha spiegato come funziona l'economia camorristica a quasi un milione di persone che prima non lo sapeva.

e che adesso sa pure che le donne del sistema viaggiano su smart vestite alla kill bill. che è esattamente ciò che saviano voleva creare, un racconto mitico, e in questo c'è riuscito in pieno. racconto che conferma e rafforza stereotipi in primo luogo tra chi a 'gomorra' ci vive, nota bene. Ma questa mitopoiesi non denuncia una situazione, tantomeno non la "smonta" donandole visibilità: la rafforza, cementa l'identità nella violenza - che è ciò di cui il sistema si alimenta. Tecnicamente la mondadori, e non saviano, sta traendo profitti - grossi profitti - dalla rappresentazione estetica del degrado che spaccia per denuncia.
"conoscenza di una situazione" un cazzo: il capitale è più spietato di quanto immagini.

diego
utente anonimo
16:00, 10 maggio, 2007

"Un'indagine compiuta per il salone del libro di Torino adesso in corso ha detto che la stragrande maggioranza di coloro che in Italia NON leggono, non leggono perché lo trovano noioso".

Stefano io non credo che quelli che trovano noioso leggere abbiamo tutti provato a decifrare Adorno o Saviano o chi per loro. Purtroppo la maggior parte trova noioso tutto quello che non rientri nel genere delle poesie di Oreglio, delle battute di Ale e Franz, Ficarra e Picone o Sconsolata. Anzi molti non leggono nememno quello. Il 12% della popolazione NON HA NEMMENO UN LIBRO IN CASA. Alla faccia degli intellettuali :-)
E.
utente anonimo
15:56, 10 maggio, 2007

Saviano ha spiegato come funziona l'economia camorristica a quasi un milione di persone che prima non lo sapeva. Forse tu e pochi altri lo sapevate già, nomi compresi, ma la mia impressione è che adesso ti dia fastidio che lo sappiano anche altri, mentre dovresti esserne contento. Il che vuol dire che di quel sapere che avevi prima non te ne facevi niente, e Saviano ha fatto bene a toglierlo a quelli come te e darlo anche a tanti altri, tra i quali forse - dico forse - c'è qualcuno che lo userà meglio di te.

EBathory
utente anonimo
15:39, 10 maggio, 2007

#50
Fortini non avrebbe perso tempo a prendere le distanze da cose del genere credo, tu nel frattempo però potresti averne ancora da imparare da lui - anche se morto.
Sentiamo, cos'è che hai imparato da Saviano - dalle "denunce" di Saviano? Nomi che non conoscevi? Se ti interessavano li avresti cercati, e trovati, senza difficoltà (ma ti interessavano davvero? e sei sicura chi siano quelli, i nomi? quelli di ora?). Situazioni che non conoscevi? Hai letto allora poco in materia, oppure non ti sei mai fatta un giro da queste parti. Il coraggio della verità, o il "coraggio" punto? Ti sei mai chiesta perchè il termine "docufiction" non sia mai stato disambiguato fino in fondo? Dov'è che finisce il doc e dove comincia la fiction lo sai? Però credi di saperlo, è là, "denunciato". Una pisciata nella villa di sandokan, o le griffe cucite a s. antimo. La storia della foto di kalashnikov. Oppure il "voi dove eravate?" gridato come se una situazione si fosse smossa o risolta, come se ne fosse trovato l'antidoto nello spettacolo, accusando gratuitamente chi resta. Come fosse una colpa vivere senza scorta in stato di guerra permanente. Non è difficile farlo, e farlo con arte vende bene - amplifica. Il rischio c'è, ma è dove meno te lo aspetti: il ridicolo.
Cos'è che ha denunciato Saviano? Chi?

diego
utente anonimo
15:33, 10 maggio, 2007

Io spero non si arrivi al punto che a Saviano debba per forza succedere qualcosa di grave perché il rischio che corre venga preso sul serio... troppo tardi. E' già capitato ad altri, purtroppo.

EBathory
utente anonimo
15:29, 10 maggio, 2007

diego: condivido in pieno quello che dici sul pubblico e sull'oligopolio.

brenno: può darsi che tu abbia ragione, che ti devo dire. Onestamente non mi ritrovo nella descrizione che hai voluto "appiopparmi", seppure è legittimo che tu possa pensarla.

Quello che tu chiami atteggiamento di rifiuto borgataro figlio di un'abitudine scellerata alla passività per me è solo gusto, esigenza e movente personale. Un'indagine compiuta per il salone del libro di Torino adesso in corso ha detto che la stragrande maggioranza di coloro che in Italia NON leggono, non leggono perché lo trovano noioso. Di chi è la colpa di questo? Sempre e solo del gregge italiota semianalfabeta, adorato di Maria De Filippi? Sono il primo a scagliarmi contro i miti d'oggi, ma non penso che la responsabilità sia solo del ricevente, mi dispiace. Troppo comodo. Il problema sta anche in chi scrive che, quando scrive, scrive in maniera inaccessibile alla gente comune.

Poi dici: Perchè mai uno scrittore, letterato, intellettuale dovrebbe farsi carico di spiegare a te per filo e per segno quello che pensa e quali sono i suoi riferimenti?

Può serenamente non farlo infatti. E io posso serenamente scrivere un post in cui scrivo che vorrei essere come i Wu Ming per capire qualcosa di quello che io trovo incomprensibile. Venendo al tuo discorso sull'intellettuale che non deve stare rinchiuso nella Torre d'avorio, io credo che uno scrittore che utilizzi ripetutamente il lemma "transeunte" sia uno scrittore che non esca di casa da almeno quindici anni.

Infine su Saviano: Sinceramente io penso che quando uno, per avere denunciato dei fatti, averli ricostruiti e fatti funzionare in un meccanismo, viene minacciato di morte dalla camorra ed è costretto a nascondersi e vivere sotto scorta chissà per quanto (forse per sempre), quando uno si trova in queste condizioni per aver parlato, non hai il diritto di deriderlo.

Rispetto enormemente Saviano. Spero che da qui ai prossimi cento anni ne nascano altri cento. Ma se Saviano è uno costretto a nascondersi io sono Cicciolina.
[Ste]
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15:18, 10 maggio, 2007

Mmmmmmm.... a questo punto dopo gli ultimi due commenti che hai lasciato, io vedo SOLTANTO risentimento. Se per te Saviano non ha "denunciato", mi chiedo cosa tu abbia letto di suo. I pretesti per prendertela con i tuoi "idoli a rovescio" non cercarli in Fortini, che è morto e non può prendere le distanze. Questa sì che è disonestà...

EBathory
utente anonimo
15:02, 10 maggio, 2007

#46
In questo paese abbiamo solo degli onesti leccapiedi e dei disonesti scrittori sì. Le eccezioni esistono, fuori dalla distribuzione.
Ti consiglio la lettura integrale dell'opera di Franco Fortini, poi ne riparliamo.

>>>Ti pare che Saviano sia uno che "non ha detto niente"?
Sì, mi pare. Anzi te lo confermo: Saviano sa scrivere, ma non dice niente - se dire "qualcosa" significa "denunciare". Se dire "qualcosa" significa cifra estetica, Saviano ha detto.
#47
grazie per avermelo fatto notaree, adesso me lo segno certamente.
diego

utente anonimo
14:50, 10 maggio, 2007

>>>delle persone che, fatto salvo il caso di iper-compiacimento fine a se stesso, stanno cercando di mettere in piedi una ricerca sul senso dello scrivere in una società.

e a quale delle due categorie apparterrebbe il Sig. Genna, di cui ebbi la ventura di leggere, in piena adolescenza, quell'oscenità a nome net.gener@tion (mondadori, ovviamente) che già al me diciassettenne sembrava una rifrittura insipida di loghi comuni e che venne letteralmente smerdiato dagli stessi Blissett? Cos'era quello, il tentativo "di mettere in piedi una ricerca sul senso dello scrivere in una società" o il tentativo di vendere qualcosa, approfittando del fatto che nel '96 tutto ciò che contenesse una "@" nel titolo faceva mercato? Almeno Saviano sa scrivere.
diego
utente anonimo
14:33, 10 maggio, 2007

Diego, mi sono dimenticata di farti notaree che "qual è" si scrive senza apostrofo...

EBathory
utente anonimo
14:32, 10 maggio, 2007

Aspetta, Diego, correggimi se sbaglio: secondo te uno scrittore popolare (in tutti e 2 i sensi: famoso e compreso dal popolo) deve per forza parlare bene del sistema, altrimenti se lo critica, se ne parla male, non solo non è credibile ma è disonesto.
se passase la tua linea di ragionamento di questo passo avremmo solo dei leccapiedi, non ti pare?
"alzando i toni senza dire mai niente" a chi e cosa sarebbe riferito? A Saviano? Ti pare che Saviano sia uno che "non ha detto niente"? 8-O
Io nel tuo discorso ci vedo proprio il risentimento di cui dice Brenno nel suo commento...

EBathory
utente anonimo
14:10, 10 maggio, 2007

A me invece sembra che, nonostante il tentativo di imbastire una sorta di dibattito sul tema (nei commenti), tutto il tuo post si risolva in uno sfogo uterino da "risentito" (v. Nietzsche). Nemmeno io sono un intellettuale, e a questo punto, visto che non mi chiamo Giuseppe Genna, ti spiego che intendo per risentito. Senza citare Nietzsche. Il risentito è colui che separa la forza dai suoi effetti, è la pecora che chiama cattiva l'aquila perchè mangia pecore. Come se l'aquila potesse fare altrimenti... Allo stesso modo risentito sei tu quando rimproveri a delle persone che, fatto salvo il caso di iper-compiacimento fine a se stesso, stanno cercando di mettere in piedi una ricerca sul senso dello scrivere in una società. Probabilmente per discutere di questo a volte è necessario appoggiarsi ad altri autori, ed è anche necessario condensare il discorso richiamandosi ad elementi ed espressioni che "dovrebbero" essere condivisi dai propri interlocutori. Il tuo atteggiamento di rifiuto borgataro è solo figlio di un'abitudine scellerata alla passività. Un'abitudine da gregge. Perchè mai uno scrittore, letterato, intellettuale dovrebbe farsi carico di spiegare a te per filo e per segno quello che pensa e quali sono i suoi riferimenti? Se sei interessato a far parte di quel dibattito e di quel mondo ti informi, segui lo stimolo di auto-miglioramento che hai avuto all'inizio, e provi quantomeno a capire di che si parla, e a formarti, se possibile, una tua opinione in merito. Altrimenti, se non sei disposto a fare questo, puoi anche tornare alle tue attività, che sono sicuramente degne (giuro che non sono sarcastico) quanto quelle dei wuming e dei vari saviano, genna, etc.
L'intelletuale (se così lo vogliamo impropriamente chiamare) non può stare rinchiuso in una torre d'avorio, è certo. Deve uscire tra la gente, nelle città, nelle strade. Ma deve farlo non certo per diffondere un suo supposto Verbo "da intellettuale", quanto per acquisire altri elementi. Bisogna essere nel mondo per interrogarsi sul mondo. Questa tua ansia di risposte è quella tipica di chi non ha la forza di alzarsi dal divano per cercare su una cazzo di enciclopedia CHI sia Adorno e COSA abbia scritto. E' quella tipica che vorrebbe tutti allineati al ribasso per sentirsi meno inadeguato. Perchè in fondo a questo discorso c'è da dire che se non ti interessasse di essere come loro, se non li invidiassi (per carità, nel senso migliore che il termine può avere), non avresti rovesciato una burrasca di invettive anche sciocche (come la battuta infelice sulla scorta di Saviano). Anzi, a proposito di Saviano. Sinceramente io penso che quando uno, per avere denunciato dei fatti, averli ricostruiti e fatti funzionare in un meccanismo, viene minacciato di morte dalla camorra ed è costretto a nascondersi e vivere sotto scorta chissà per quanto (forse per sempre), quando uno si trova in queste condizioni per aver parlato, non hai il diritto di deriderlo. Puoi dire quello che vuoi, essere in disaccordo parziale o totale, ma non puoi schernirlo, perchè se non avesse letto Adorno sarebbe ancora seduto sul divano come te, e ci sarebbero 800.000 persone in meno che sanno cosa significa "il Sistema".
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14:02, 10 maggio, 2007

#42
Uno non trova il pubblico, è il pubblico che trova uno. Molto spesso (che può agevolmente trasformarsi in un "sempre") lo "trova" senza cercarlo affatto: la distribuzione non dipende dalla domanda, questa è una menzogna spacciata per verità in condizione di oligopolio editoriale qual'è quella nostra. Se l'opera "intellettuale" è distribuita senza copertura capillare (strade blu mondadori la trovi anche nell'ultimo dei supermercati di Orgosolo, anche per caso, ci si può inciampare), senza lancio continuo da parte delle maggiori testate cartacee e non, è ben difficile che possa essere "trovata"... la si può cercare, però. E con un prodotto che va "cercato" (che non ci si para, quindi, davanti mentre mangiamo con la tv accesa, o quando in metro leggiamo il giornale, o quando cerchiamo le lamette alla cassa) difficilmente si riesce a campare.
La disonestà intellettuale sta nell'essere partecipe dell'oligopolio criticandolo, parlarne male (il meccanismo dell'oligopolio è lo stesso della c.d. "camorra") e allo stesso tempo incrementare soldi/pubblico grazie a tale critica reiterata giorno dopo giorno, alzando i toni senza dire mai niente, dal pulpito dorato di chi domina la distribuzione dell'informazione.

diego
utente anonimo
12:54, 10 maggio, 2007

Anche io, come EBathory spero che il bravissimo Iannozzi voglia spiegare le proprie motivazioni (che io conosco abbastanza, seguendolo sul suo e su altri blog, ma non è detto che anche per gli altri sia lo stesso)
[Ste]
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12:43, 10 maggio, 2007

Quindi se uno trova un suo pubblico e riesce a vivere di quello che crea è un disonesto? :-/

EBathory
utente anonimo
12:18, 10 maggio, 2007

>>>la mia incrollabile onestà intellettuale

merce rarissima che abita solo lontano da pubblico e soldi: produzione privata.
gran bel post
diego
utente anonimo
10:26, 10 maggio, 2007

Una domanda a kinglear: perché?
Scusa, è solo che non sopporto le affermazioni date senza motivarle.

EBathory
utente anonimo
09:15, 10 maggio, 2007

Saviano che recensisce i Wu Ming è come... è d'una tristezza infinita, per il recensore e per i recensiti.
Blogger: kinglear Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kinglear
00:18, 10 maggio, 2007

un lessico esasperatamente ricercato è solo spruzzare i muri interni della torre d'avorio con ciò che saprete immaginare.Saranno centocinquant'anni che nessun libro degno di essere ricordato viene scritto cercando pulizia e perfezione con pervicacia innaturale

diamonds
utente anonimo
14:57, 09 maggio, 2007

utente anonimo #36: nel post si voleva parlare di funzionalità di un certo lessico. Tutto qua: ragioniamo su questo. Certo lessico esasperato è come l'eroina per quelli che non riescono a divertirsi altrimenti il sabato sera.
[Ste]
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14:30, 09 maggio, 2007

Io ho sempre un dubbio perchè chi non ha letto un libro, non conosce una teoria, ignora il significato di un termine italiano pensa sempre che sia colpa degli altri?
Qualcuno ti ha puntato una cazzo di pistola alla tempia per impedirti di leggere? (per dirla stile Ellroy)
utente anonimo
14:13, 09 maggio, 2007

Ahah! E' qua:
http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap11_VIIIa.htm#noantri

EBathory
utente anonimo
13:52, 09 maggio, 2007

Dottor Troy: che cosa fantastica mi segnali. Non è che mi inoltreresti la newsletter in questione? stefano@noantri.net
[Ste]
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13:08, 09 maggio, 2007

p.s. tra le altre c'è pure la mia recensione...
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12:39, 09 maggio, 2007

"trade d'union"

trait d'union
utente anonimo
12:31, 09 maggio, 2007

Ho ricevuto stamane la mail list dei Wu Ming.
Hanno citato il vostro articolo un abstract.
"ESSERE COME I WU MING": UN RIMBROTTO. Curiosità: nella sua recensione, invero molto densa, Saviano ha tirato in ballo Adorno [al quale WM1 dedicò tempo fa una canzoncina, un "centone" sull'aria di Bombolo: "Era calvo così, era torvo così, si chiamava Ado-orno / Lo citavan di qua, lo citavan di là, t'era sempre atto-orno", poi proseguiva, ma non è questa la sede]
Mal gliene incolse, al collega, perché si è beccato un divertente rimbrotto che, per dirla col proverbio cinese, "colpisce il gallo per spaventare la scimmia"... forse. In realtà non si capisce tanto bene. Però fa ridere, o meglio, a noi ha fatto ridere."
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10:02, 09 maggio, 2007

che desolante desolazione...
utente anonimo
00:48, 09 maggio, 2007

Tutto quello che segue "popolare" nelle i ntenzioni sarebbe dovuto tornare normale, non so ancora usare i comandi stupidi, scusate...
utente anonimo
00:46, 09 maggio, 2007

Mi rifaccio alla discussione sullo stile che ho visto aver preso piede: per quanto riguarda Q e 54, non è assolutamente "alto", bensì, come diceva giustamente il Vicerè, in entrambi è più che scorrevole.... Un appunto: non ho conoscenza personale dei Wu Ming, ma non puoi raggiungere il successo che hanno avuto avuto loro se non cedi, seppur solo in qualche parte, al popolare, così come d'altra parte, anche se non l'ho letto, deve aver fatto Saviano. Con popolare non intendo necessariamente di basso livello, ma semplificato si, altrimenti non esisterebbe la base numerica per un così ampio successo. O altrimenti ti metti a scrivere testi specialistici o d'elite che leggono in cinquanta persone. E di fatto, tutto il surplus che c'hai fatto vedere accompagna "Manituana", risponde a questa logica, potrei dire commerciale, ovvero il sito con le chicche, i TRAILER, le musichine, tutto per invogliare il lettore medio all'acquisto....
X quanto riguarda l'approfondimento sui libri,Ste, dovrei essere in grado di comporre una recensione CRITICA, cosa ke non sono sicurissimissimo di saper fare... In ogni caso: la trama di Q è ben costruita, con riferimenti calibrati all'ambiente e al clima della Riforma, la storia è avvincente e ti sa tenere incollato fino alla fine (per cui consiglierei questo per un approccio all'autore, anche se ricordo che all'epoca il nome era "Luther Blisset"): il trade d'union del libro è rappresentato dalla grande Storia che si interseca con le vite dei singoli personaggi, in particolare con una spia, al soldo di GiovanniPietro Carafa ("l'occhio di Carafa"), futuro papa, tra rivolte religiose, assedii a città...(Che memoria,eh?!mica son andato a rivederlo!...). Belle anche le lettere, scritte dai personaggi, che trovano spazio spesso nel testo. Meno parole ho per 54, che se all'inizio può affascinare per il periodo affrontato -la guerra fredda-, si rivela poi un tantino raffazzonato nell'intreccio, con alcuni punti più forti si scende a livello della gente, narrando le vicende dei protagonisti e non quelle della Storia-personal opinion...Non l'ho riletto,pardon gli errori...
Giovanni, all rights reserved :-)

utente anonimo
19:31, 08 maggio, 2007

Mi riferivo a questa frase:
"L'oggetto di Q promette bene, ma la scelta del periodo (la Riforma) è azzardata. Bisogna averle grosse così per non fare figure pessime."

EBathory
utente anonimo
17:17, 08 maggio, 2007

il rischio che corre Saviano,e spero che lo stesso possa smentirmi(possibilmente gratis),è quello di lasciarsi bruciare dai complimenti di coloro che lo istigano a continuare su una strada dove è elevatissimo il rischio di risultare soporiferi cercando di essere ipnotici.Visto che la buona fede è sempre presunta spero che i suoi estimatori lo lascino sbagliare da solo

Diamonds
utente anonimo
15:59, 08 maggio, 2007

Ah scusate il commento 24 l'ho scritto io per E.g.
E.
utente anonimo
15:57, 08 maggio, 2007

Cosa si intende per linguaggio semplice? il linguaggio dei bambini lo è? non credo proprio. Esistono gli stili però...lo stile alto e quello al suo opposto. Ma non si tratta nemmeno di quello. Si tratta di articolare dei concetti e di usare una terminologia adeguata agli argomenti trattati. Non usando possibilmente le stesse 800/1000 parole. Quello italiano è un lessico molto vario. Quando si trova una parola "forbita" si cerca sul dizionario solo così si potrà dire se il concetto espresso è banale o intelligente, inconsistente o meno.
utente anonimo

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