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Commenti
#3  
21:12, 18 maggio, 2007

Interessante il post.
Prendo spunto da un paio di cose che confermano la mia tesi: i quotidiani preferisco leggerli o sbirciali in rete, stessa cosa dicasi per i settimanali, a parte il fatto che trovare buoni ed interessanti articoli mi costa lavoro, sudore e affanni, cosicché desisto, stanco e triste. L'italiano se ne sta andando in cantina e per ritrovarlo uso lunghe scale a chiocciola, per scoprire, alla fine, una stanza buia.

Felicità

Rino, scoprendo interessanti post.
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#2  
20:38, 18 maggio, 2007

Mi sono riconosciuta molto in questo post, a partire dai treni: ho fatto da pendolare ferroviaria liceo e prima università, e spesso quello ferroviario era l'unico tempo che potevo prendere completamente per me e la lettura, anche se spesso ho fatto anche incontri bizzarri e altrimenti impensabili, sui treni - un anziano cartografo, che mi raccontò del suo lavoro giovanile in Africa, al seguito di spedizioni geografihe esplorative... ricordo ancora come un raro privilegio l'ora di racconti da "hic sunt leones" che mi donò.
Anch'io ho il mio conto aperto su IBS (arrivato proprio oggi l'ultimo pacco)
:-)
però vorrei spezzare una lancia anche a favore della libreria, quando si ha, come noi, la fortuna di abitare in città che ne possiedono molte, ben fornite e con commessi competenti. Spesso, soprattuto di fronte ad una novità editoriale, anche prenderla in mano, sfogliarla, sentire quell'odore e rumore tipico dei libri intonsi, leggicchiare a singhiozzo, è importante per la scelta di un libro; un po' come di fronte a certi vestiti, che se non li provi, non saprai mai come ti stanno addosso. Sarà che con Barthes, oltre all'amore per la scrittura - gesto, atto muscolare, associa anche quello per il libro - oggetto (che delizia le mostre antiquarie...), e un passaggio in libreria spesso riserva la scoperta di tesori altrimenti impensabili, per esempio in un remainder serio, dove ho trovato un saggio che cercavo da molto perché ormai fuori catalogo da anni.
In quest'ultimo periodo, per vari acciachi che mi hanno tenuto a letto a lungo, ho fatto scorpacciata di storie, dato che i saggi li riesco a leggere solo a tavolo di lavoro: come disse un mio amico, dedicandomi un suo saggio storico molto sottolineato e glossato, "a Pardita, che i libri li consuma!"
Così ora ho più voglia di saggi, a differenza di te... a cercare di capire il mondo invece ho un po' rinunciato: magari sarà il mio periodo di disincanto!
Buon fine settimana, Luisa, e buona lettura, a questo punto.
f.
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#1  
11:05, 18 maggio, 2007

sono nella stessa situazione, compro meno giornali (e sento moltissimo la mancanza di internazionale che qui non trovo), sfrutto blog e freepress e mi lascio consigliare volentieri dalle recensioni di libri in rete (come questo post :)
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