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Commenti
#42
09:11, 23 maggio, 2007
lo si dice da sempre che i post sono pretesto ed esca per attirare, magnifici, i commenti
Effe
#41
08:39, 23 maggio, 2007
Trovo che questi commenti sono molto poetici, ed è molto bello ciò!
il giorno acquista una luce più....limpida!
Buona giornata.
:)
utente anonimo
#40
06:11, 23 maggio, 2007
Che vuol farci, Herr Effe...
Noi della bassa restiamo impigliati in pioppi e salici, che orlano senza chiudere e fanno da quinte orizzontali alle distanze. (Promettono storie di fronda, sa, un po' tremule e vagamente vibranti, come le paure.)
E poi ascoltiamo i racconti degli argini che assorbono le voci (e gli squittii) radenti, per poi tenerle nelle golene, a cova: sono storie di maceri e ristagni, come i rimorsi e le nostalgie e i rancori.
E ci attacchiamo, al volo, ai versi rituali delle garzette e delle cornacchie, che hanno altre storie da dire, quelle di cicli e ritorni e abitudini, ad esempio...
Credo che i mondi, anche i più piatti e indifferenti, sappiano modulare gli interi in unità discrete, a saperle 'sentire'.
Forse.
(buon giorno)
colfavoredellenebbie
#39
23:29, 22 maggio, 2007
soccombiamo, dentro storie senza crinali. In paesaggi montani io cerco sempre irrequieta il mare. Apnea e nostalgia di storie senza fine.
zaritmac
#38
19:31, 22 maggio, 2007
Sphera, però ha la sua ragione.
Io mi sono dilettato a parlare di queste colline che in questo preciso momento vedo, ma quando sono a Torino, mi si para davanti di questi giorni un edificio oscuro fasciato da ponteggio ove si sferraglia da maledetti.
MarioB.
cf05103025
#37
13:56, 22 maggio, 2007
io non lo so. sono solo una pedina nel grande gioco della vita. ma anche a chudere gli occhi... nulla da fare anche il buio e il non essere è infinito...
zop
#36
13:26, 22 maggio, 2007
A leggere, però, pare che tutti abitino in solitari casali che si affacciano su orizzonti - finiti o infiniti - traboccanti di acqua e di verde. Che mi risulti, la maggiornanza delle persone ha per confini, dinanzi al poetico vagare dello sguardo, l'insegna del tabaccaio o il riverbero dell'asfalto nel parcheggio dell'esselunga.
sphera
#35
09:16, 22 maggio, 2007
io posso dire che a vivere sul lago, con le montagne intorno e le vallate e le strade che costeggiano le sponde, e tutti quei cipressi che si ergono, e i platani lungo il vialone di puncia, a i tramonti ogni sera diversi, è come stare in paradiso!
e non è vero che il lago è chiuso, lo spazio è fatto di cielo...
ciao effe
c.b.
utente anonimo
#34
09:04, 22 maggio, 2007
chi non ha mare e monti
ma punte di vetro che luccicano al sole di maggio
e guglie gotiche che incuotono timore,
puo' dire, quasi di diritto, che mare e monti racchiudono egualmente, che il mare va, ma torna sempre,che la neve si posa e poi scivola maliziosa,che sulla rena solitaria restano i frammenti dei canti della sirena, che dentro il cuore di una montagna o di un mare c'è un altro infinito che si puo' ascoltare....
utente anonimo
#33
07:56, 22 maggio, 2007
"Chi dalla sua stanza, quasi senza preparazione e progressione, venisse posto sulla cima di un’alta montagna, dovrebbe provare un sentimento affine: una insicurezza senza pari, un senso di abbandono all’indicibile quasi lo annienterebbe. Gli parrebbe di cadere o si crederebbe scagliato nello spazio o dilaniato in mille pezzi: quale enorme menzogna dovrebbe inventare la sua mente per ritrovare e chiarire lo stato dei suoi sensi. Così muta, per colui che diviene solitario, ogni distanza, ogni misura; di questi mutamenti ne avvengono d’un tratto molti, e come per quell’uomo in cima al monte si creano allora inusitate fantasie e strane sensazioni, che paiono crescere oltre ogni sopportazione. Eppure è necessario che viviamo anche questo. Dobbiamo immaginare la nostra esistenza quanto più vasta possibile; tutto, anche l’inaudito, deve trovarvi spazio."
ababarbra
#32
00:19, 22 maggio, 2007
A me non me ne importa niente come fanno loro.
Sai che ti dico:
io senza colline non resisto, se non ci ho quell'aria che mi gira per le tasche e i panni, io dopo una settimana muoio, mi manca il fiato:
per riacquistarlo di più fisso le montagne e poi ci vado.
Tanto dalla mia finestra guardo e dico:
là dietro c'è il mare, dopo una qualche collina blu, un sipario, solo un sipario, una tenda che poi uno scosta e dice:
il mare infinito che fa uuumm uammm uommm,
bene,
visto il mare,
fatto il bagno,
poi ci prende la nostalgia,
però, del mare delle colline
che sono infinite tette
e seni e culle e morbide
e olezzanti e friniscono
stormiscono
e non finiscono mai.
cf05103025
#31
21:09, 21 maggio, 2007
mescolare bene, così che non si formino grumi.....
utente anonimo
#30
19:22, 21 maggio, 2007
Nel mio orizzonte senza fine c'è sempre qua e là un'isola che limita e definisce e suggerisce una rotta
giorgi
#29
18:05, 21 maggio, 2007
innanzi è tutto il mondo. a coprir le spalle, l'altipiano.
mescolare non disperde, arricchisce.
manuelcalavera
#28
17:08, 21 maggio, 2007
interpellerei Paoli Gino
utente anonimo
#27
16:57, 21 maggio, 2007
ho una pazienza infinita.
metallicafisica
#26
16:15, 21 maggio, 2007
non lo so... però pensi che buranico, altissimo (e ineguagliabile) contributo!
anche quello era nell'intento di spaziare orizzonti... serviva per eliminare le nebbie...
e.l.e.n.a.
#25
16:03, 21 maggio, 2007
e.l.e.n.a.
lei vuole, come un ricordo d'antàn, spianare il Turchino (chissà come si traduce Effe nell'idioma himalayano?)
Ababarbra
se lei non è se stesso, potrebbe anche essere me (lo è?)
c.b.
io son pigro: vien voglia di arrivare senza partire mai
Effe
#24
15:59, 21 maggio, 2007
Alessandra
gli alberi sono un buon confine, ma temo che le terre depresse (orograficamente) d'Olanda provochino una disgregazione continua dell'anima (mi vorrà mica dire che gli olandesi son persone normali?)
Aitan,
l'ho fatto, e proprio di fronte a questo infinito mi sono subito ripreso, con un certo affanno, la mia visione orizzontale, rincuorandomi dell'essere protetto da rilievi a disegnare con precisione il mondo
Arsenio
tu sei giusto e appunto uno di quelli fortunati che possono contenere tutto l'infinito con lo sguardo, dal balcone di casa alla cima della collina
Effe
#23
15:54, 21 maggio, 2007
MF
credo che possa esistere, una Soria Inifinta, una storia che racconti in eterno se stessa. Ci sto lavorando, datemi giusto quei due o tre eoni che mi sono necessari
Petarda
la civiltà nasce in pianura per pigrizia, che sui monti si è troppo indaffarati a sognare per badare a codeste inezie
Dido
sarà che sono inappetente
Effe
#22
15:50, 21 maggio, 2007
Bustrofedon
la differenza tra hawaiani e sabaudi è che qui non ci sono molti corsi per imaparare a suonare l'ukulele
Rita Bonomo
l'infinito, per come lo si vede da qui, non è tanto l'assenza di fine, ma il ripetersi di ogni inizio
Flounder
anzi, il fine settimana è stato generoso di confini e di colline del tutto protettive
Effe
#21
15:44, 21 maggio, 2007
Lipsvago
l'abisso è un guardone, ecco cosa
Cybbolo
sotto al comodino ci sono interi mondi, io ci vado spesso in villeggiatura
Giorgioflavio
è una tragedia, allora, per quelli come me che il pollice verde non l'hanno avuto mai
Effe
#20
15:41, 21 maggio, 2007
Sicilia
un campo, una rete a dividere in due come uno specchio chi vince e chi perde (chi vince? e chi perde?) sono un universo colmpeto
Mauro Gasparini
mi raccomando, acqua in bocca, o si fa un buco nell'acqua
Riccio
un pezzo di orizzonte che non avevo visto mi ha or ora contuso uno stinco
Effe
#19
15:07, 21 maggio, 2007
vien voglia di correre....
e non arrivare mai!
ciao
c.b.
utente anonimo
#18
14:53, 21 maggio, 2007
a ciascuno i suoi confini e i suoi infiniti...come poter definire o entrare in quelli altrui...come voler ragionare con la mente e i sentimenti degli altri se non possiamo neppure permetterci minimamente di essere così completamente certi di quali siano i nostri...che possono mutare con nostro mutare...che mentre finisco di scrivere questa frase la frase non è già più mia e io sono un'altro...
ababarbra
#17
14:10, 21 maggio, 2007
io mi chiedo come fa lei.
ché io appena posso cerco l'infinito quanto meno spaziale, un orizzonte non contrito, un'apertura alare fino allo spasimo dello sguardo.
guai a questi monti che sono prigione e non rifugio, che ritornano indietro tutti i pensieri ispessendoli e appesantendoli e scaraventandoteli addosso senza che tu abbia la forza di scagliarli lontano.
per decreto, abbatterei le montagne qui attorno. i nostalgici come lei, tradotti sull'himalaya...
e.l.e.n.a.
#16
13:54, 21 maggio, 2007
come faccio?
sto fermo e guardo la collina. è così bella.
arseni'
utente anonimo
#15
11:57, 21 maggio, 2007
(e il naufragar m'è dolce in questo cielo)
aitan
#14
11:56, 21 maggio, 2007
se volgi perpendicolare lo sguardo in direzione dello zenit puoi perderti anche tu nella volta, indifeso di fronte al vasto e inenarrabile senza fine
aitan
#13
11:44, 21 maggio, 2007
io mi sono cercata una casa tra gli alberi;-)
utente anonimo
#12
11:13, 21 maggio, 2007
e quando non si deve unire il pranzo con la cena che vengono di questi pensieri
:-)
didolasplendida
#11
10:40, 21 maggio, 2007
c'è chi sostiene che la civiltà nasca in pianura. forse perché bisogna fare i conti con le cose che dici: se ne esce temprati.
Petarda
#10
10:38, 21 maggio, 2007
Paradossalmente l'infinito è formato da una serie di vallate che, una volta raggiunte danno il senso del finito...
Ed è da un libro che poi si arriva all'impossibile
Storia infinita
metallicafisica
#9
10:08, 21 maggio, 2007
abbiamo avuto un fine settimana difficile, neh?
(pure io, pure io)
Flounder
#8
10:05, 21 maggio, 2007
Ecco, l'idea è che bisogna essere fortemente contemplativi per scrivere di non luoghi, certo, dopo aver subito il fascino del luogo, ed essersene distaccati per far parlare la memoria che questo ha lasciato di sé. Almeno così mi arrivi, tu.
Poi c'è il linguaggio universale, che arriva al di là di una barriera quasi straniante, metabolizzato, fissato.
Credo sia questo l'infinito.
Rr
ritabonomo
#7
09:48, 21 maggio, 2007
Seduto sulla mia tavola, lì alla line-up, di spalle alla riva, mi faccio spesso, all'inverso, la medesima domanda.
Sarà questa la differenza tra noi hawaiani e voi sabaudi?
Bustrofedon
#6
09:46, 21 maggio, 2007
Sa cos'è Herr? Che una siepe "che da tanta parte de l’ultimo orizzonte il guardo esclude", magari di pittospori o viburni, la si finisce sempre per incrociare. Quando addirittura non la si pianta...
giorgioflavio
#5
09:21, 21 maggio, 2007
problematiche d'inizio settimana da emicrania, anche se personalmente mi sento di potermi definire una piccola monade sgomenta in aria leopardiana.
spesso mi devo raccattare sotto un comodino o ai piedi d'una lunga rampa di scale
cybbolo
#4
09:15, 21 maggio, 2007
se guardi a lungo l'abisso anche l'abisso guarderà in te...
LipsVago
#3
09:14, 21 maggio, 2007
Forse sappiamo che, per quanto lontano, irraggiungibile e intangibile sembri l'orizzonte, spesso ce n'è un pezzetto proprio a portata di mano.
riccionascosto
#2
09:10, 21 maggio, 2007
gli è che ci sono i fiumi, così ogni volta che il passo accelera e lo sguardo tenta di spingersi oltre l'orizzonte, si casca in acqua.
maurogasparini
#1
08:50, 21 maggio, 2007
a volte si guarda quello che scivola tra Federer e Nadal
SiciliaL
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