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Commenti
#40
21:12, 06 ottobre, 2007
Lo trovi senz'altro nelle librerie on line, prova con ibs. ciao
dalloway66
#39
19:42, 06 ottobre, 2007
scusatemi.. stavo cercando una versione italiana de "la chanson de roland" in rete.. sapete in che sito posso trovarla? sto impazzendo.. nelle librerie non c'è.. neanche in rete la trovo.. aiutatemi per favore!!
utente anonimo
#38
17:52, 06 giugno, 2007
b-r, da quando tampini le mie commentatrici, sei parecchio distratto!!!
Strazzullo, a parte che Caffy è MIA, per il resto concordo
un bacio
Alex, sì credo che il dibattito non si sia mai concluso. baci
Marleneinnoir, ti seguivo da Ale e sono molto contenta della tua presenza qui, grazie
Treppunte, ddechè?
prego, ciao
dalloway66
#37
16:37, 06 giugno, 2007
grazie
treppunte
#36
22:15, 02 giugno, 2007
Dalloway , entro nel tuo blog per la prima volta stasera e trovo un post degno ti tutta la mia ammirazione .
L'hai strutturato molto bene e sapientemente riesci a catturare davvero l'attenzione di chi ti legge . ho rispolverato tramite il tuo scritto ricordi di un liceo (ahimè) ormai abbastanza lontano .
complimenti , mi soffermo ancora un po' a te a leggere qualche altro post .
Un saluto ammirato .
marleneinnoir
#35
15:30, 02 giugno, 2007
Buon week end, miss Dalloway :)
anneheche
#34
13:09, 02 giugno, 2007
sono su splinder anch'io, ti ho subito messo tra i miei preferiti, a presto
alexandra3
#33
12:40, 02 giugno, 2007
Ci sono critici che pensano a un'origine orale. L'edizione di Segre ha suscitato polemiche tra gli studiosi. Se anche l'origine fosse orale, che male ci sarebbe? Non fanno peggio i copisti che correggono di testa loro e stavolgono un testo che all'inizio era scritto.
Un abbraccio
alexandra3
#32
23:01, 01 giugno, 2007
Ahhh quando vengo a trovarvi mi sento a casa metto le pantofole (le più colorate che hai da offrirmi )
e mi godo cultura e commenti davvero unici grande anneche e la mia caffy ;) e tu dolloway ricercatrice dei miei stivali...questi canti della chanson de gest sono alla base della musica classica profana nell'ars nova quando ci fu la scissione storica con l'ars antiqua proprio dalla tradizione trobadorica e trovierica nasce la nostra migliore musica classica
Tutto avvenne tanto tempo fa ....
e ancora ne stiamo parlando
Un bacio sonoro
strazzullo
#31
22:49, 01 giugno, 2007
Ah, come sono maestre della
lingua....queste cavalle di fuoco
(scherzi a parte, volevo citare
un pezzetto del mio libro sul
cavallo di fuoco, dove parla della
sua capacità linguistica e comunicativa,
ma l'ho prestato e non ce l'ho
qui sottomano, peccato).
notte
b-r
utente anonimo
#30
21:27, 01 giugno, 2007
Ale, sai che nutro affetto e ammirazione per te, adesso hai completato la già mirabile opera: bedda, brava, intelligente, colta, sobria (a parte gli episodi con la frusta), interessante, sensibile. Completa insomma. un bacio grande
Caffy, sono le mie fantastiche amiche ad ispirarmi. un bacio
dalloway66
#29
21:18, 01 giugno, 2007
bellissimo commento Anne. Bellissimo post Dalloway.
Caffè e chivas per le signore grazie (e l'acqua evian per me).
caffeina66
#28
20:47, 01 giugno, 2007
Da bambina (o forse da ragazzina, in fondo il confine è assai labile) ero un'accanita lettrice di saghe. Spaziavo da quelle nordiche ai miti greci, e naturalmente non potevo esimermi dall'immergermi nelle storie e nei racconti di mondi più lontani, quello russo -ricco di riferimenti alle invasioni tartariche-, quello persiano, quello arabo, in senso lato (e a volte, è bene dirlo, confinante con la Bibbia, e anche con il Vangelo, laddove Gesù è considerato un grandissimo profeta, sebbene non il figlio di Dio). Nè potevano mancare i cicli bretoni (giacchè "La Mort d'Arthur", in realtà, nasce da un'ispirazione francese, e giammai inglese!). Dopo questa breve premessa, vorrei focalizzare la mia attenzione sul tuo meraviglioso post, sottolineando la componente epica della vicenda, anticipatrice di una saga-leggenda-storia successiva, quella famosa del campeador, da cui fu tratto anche un film, interpretato da Charlton Heston, uomo affascinante e, a quanto risulterebbe, gay. Quivi sono presenti, in larga misura, tutti gli archetipi della mitologia e, in senso lato, della storia dell'uomo, dove l'eoe necessariamente soccombe, per poi assurgere a simbolo, raffigurazione della lotta di Prometeo, sconfitto ma vincitore. Qui la poesia si fa sublime, dato che scopre le ancestrali ispirazioni umane.
Grande post!
Grande blog!
anneheche
#27
18:41, 01 giugno, 2007
Professorè posso andare in bagno?
caffeina66
#26
18:17, 01 giugno, 2007
Rosalba e Ubaldo, innanzitutto grazie per il vostro contributo sempre ricco di approfondimenti. Ne approfitto per aggiungere qualcosa.
A quanto mi risulta anche nel francese antico il pronome soggetto è obbligatorio davanti al verbo.
Nella 'chanson de roland' non c'è posto per l'amore melodrammatico e Rolando, prima di morire non si rivolge neanche una volta ad Alda, per lasciare il posto a Dio, alla patria, all'imperatore...
Tuttavia la figura di Alda viene messa in evidenza in due lasse, la CCLXVII e CCLXVIII. Soltanto qui troviamo l'amore "epico", tragico ed eroico che si compie nella morte.
In merito ai cicli epici che sfruttarono l'onda rolandiana, vorrei ricordare i meno noti: la "Canzone di Guglielmo" (san Guglielmo d'Aquitania, cugino di Carlomagno) e la "Canzone dell'Incoronazione di Lodovico".
Infine una curiosità. Esiste una versione cinematografica della "Chanson de Roland", realizzata da Frank Cassenti nel 1977, con Klaus Kinski e Dominique Sanda.
un bacione
dalloway66
#25
16:38, 01 giugno, 2007
Cara Dalloway, virrei segnalare qualcosa, che non ho avuto il tempo di precisare, relativamente a Pirandello che con il manoscritto di Bonn, titolato "Provenzale" cercò di approfondire se esistessero collegamenti tra Roland e la lingua della Provenza:"Noi non abbiamo precise conoscenze dell'esistenza di provenzali canzoni di Rolando, ma il sussistere di sage su lui nei Pirenei lascia concludere, che una volta anche intorno a lui s'ebbe a cantare. Secondo la saga dei grandi macigni, i quali giacciono sulle basse coste del monte. Egli li ha rovinato giù dalle alte vette, scavato nel muro del Morborè la gigantesca mezza-luna; il suo destriero poteva da monte a monte springare; in Lourdes, dove egli una volta gettò di sella Rolando, due stagni hanno ancora figura del suo piede e del suo ginocchio; su un monte della gola d'Arren si vede l'impronta del suo ventre, altrove le tacche, che egli con la sua spada lasciò sulle rocce. Il nome di Carlo Martemmo è per iscambio con Carlo il Calvo in un'altra gaga intertesto, la quale ha per sede il sud della Francia. Le lotte di Carlo col suo vassallo, il conte Girart di Rossilho, formano l'argomento dell'omonimo poema epico, veramente da porsi prima del principio del periodo seguente, ma gli elementi storici del quale risalgono al IX sec. Senza dubbio il poema posa su più antiche tradizioni, le quali tornano indietro fin nel decimo secolo; ed ei non deve essere stato la prima poetica trattazione della Saga, ci dovettero essere canti di poù piccola mole, i quali celebravano i fatti di Girart..."
Il taccuino di Pirandello manoscritto nel periodo di Bonn (1889-90) è davvero interessante, tuttavia sui Paladini riporto un passo di una novella di Pirandello:"Così facemmo il giro della fiera (con l'aio Pinzone n.d.r); poi, come quasi ogni anno, finivo per rotornare innanzi alla baracca dove si vendevano le marionette, ch'eran la mia passione. Ahimè, ma anche lì tra i Paladini di Francia e i cavalieri Mori, lucenti nelle loro armature di rame e d'ottone, esposte in lunghe file su cordini di ferro, ero costretto a scegliere, mentre avrei voluto portarmeli via tutti." Un abbraccio
ubaldoriccobono
#24
15:58, 01 giugno, 2007
Passavo....ora faccio un caffè (mi ci vuole) ne vuoi?
caffeina66
#23
14:55, 01 giugno, 2007
Carissima Dalloway66, sei stata splendida in questo post, perché sei riuscita a condensare tutte le notizie su aspetti linguistici e stilistici (in particolare mi riferisco alla diversa funzione delle lasse che tu hai evidenziato) della Chanson De Roland, oltre ad alcuni concetti che riguardavano prettamente la distinzione tra storia e leggenda (baschi/saraceni; tradimento di Gano).
Perciò, se lo ritieni più opportuno, leggi pure questo mio commento quando ti sentirai come un orologio di Salvador Dalì: così, almeno, se dovrai fare un balzo dalla sedia, non rischierai di cadere, ma, semplicemente, scivolerai piano per terra...
Spero di riuscire ad essere breve, perché il tuo post mi ha fatto venire in mente tante cose.
In particolare, rispetto alla redazione del codice di Oxford, che reca la versione anglo-normanna del testo, e la resa nel Francese più recente, vorrei chiederti se sia un caso che nella prima, in Anglo-normanno, il pronome personale soggetto possa essere sottinteso, mentre nel Francese corrente è sempre espresso all'inizio della frase. Mi riferisco, soprattutto, all'ultimo verso da te citato nell'edizione bilingue Garnier-Flammarion:
L'anme del cunte portent en pareïs.| Ils emportent l'âme du comte en paradis.
Fra gli aspetti simbolici religiosi che tu hai giustamente evidenziato vi è l'offerta del guanto teso a Dio, esempio peculiare della società feudale, come tu dici, dove elementi religiosi si fondono con elementi cavallereschi. L'offerta del guanto a Dio, infatti, ricorda il gesto tipico del cavaliere nel suo atto di sottomissione feudale davanti al proprio sovrano. Io aggiungerei anche la spada (Durindarda, o Durendala, nominata nelle lasse precedenti), legata al valore guerriero e alla fede religiosa e che conteneva nell'elsa preziose reliquie di santi: un oggetto sacro, che richiamava il tema della guerra santa contro gli infedeli.
Mi verrebbe da parlare di altri cicli epici medievali e, in particolare di quello bretone, dove la magia e l'amore tra cavalieri e belle dame avevano un ruolo fondamentale e che, insieme al ciclo carolingio, tanto influenzò la nostra epica rinascimentale italiana. Però mi trattengo, cara Dalloway, altrimenti farei un post all'interno del tuo post.
Credo invece sia importante dire che la contaminazione tra i due cicli (carolingio e bretone) portò all'innesto sul paladino carolingio Roland, devoto cavaliere fedele alla religione e a Dio e servitore del suo sovrano, di qualità estranee all'eroe e martire della fede carolingio: Roland, divenuto Orlando, conosce finalmente le gioie e i tormenti dell'amore per una donna, Angelica, nell'”Orlando innamorato” di Matteo Maria Boiardo.
E con Ludovico Ariosto il nostro caro Orlando, dimentico ormai dei suoi doveri di cavaliere, si ritrova a rincorrere Angelica, innamorata di un altro, Medoro, e si trasforma in “Orlando furioso”, ormai impazzito per il dolore: privatosi dell'armatura, vaga nudo per i campi, distruggendo per la furia tutto ciò che trova. Alla fine, sarà suo cugino Astolfo a ricercare e ritrovare il suo senno perduto sulla Luna, così Orlando potrà rinsavire e ritornare in battaglia. In quest'ultimo Orlando risaltano due temi fondamentali: il desiderio umano inappagato di ricercare e trovare nella vita la piena soddisfazione e la felicità; la casualità degli eventi terreni, affidati alla sorte e non assegnati da Dio.
Il tema di Orlando sempre alla ricerca di qualcosa e pazzo d'amore sarà poi affrontato nel quadrato dei tarocchi all'interno del romanzo “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino. Ma qui Orlando ha il dubbio se sia davvero un bene riconquistare la ragione, anzi ha paura che l'acchiappino e gli ricaccino in gola (e non attraverso le narici, come nell'Orlando furioso) l'intelletto rifiutato; forse è meglio, per lui, conservare una visione rovesciata, ma più autentica, delle cose: “Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge all'incontrario. Tutto è chiaro”.
Riguardo, infine, i pupi siciliani e il ruolo dell'Opera dei pupi come strumento non solo d'intrattenimento, ma anche di diffusione di ideali di giustizia e di riscatto sociale, vorrei ricordarti che, prima o poi, mi precipiterò da te a Palermo e ti costringerò ad accompagnarmi al Museo Internazionale della Marionetta (visto il riconoscimento dell'Unesco).
Vorrei parlare anche della drammatica condizione degli intellettuali nel periodo rinascimentale (e in particolare dell'Ariosto), ma rimando ad una prossima puntata, perché mi sono già dilungata troppo.
Un bacione,
Rosalba
flash6155
#22
23:04, 31 maggio, 2007
Cara Dalloway, sei brava non solo nei post, ma anche nei commenti sempre calibrati. Già pregusto il tuo prossimo post. Fallo subito, perchè gli impegni di fine anno a scuola incalzano. Un abbraccio e buona notte.
ubaldoriccobono
#21
21:28, 31 maggio, 2007
Luna, grazie per la tua costanza nel leggermi e per i tuoi apprezzamenti. un bacio
Molly, finalmente qualcuno nomina l'Ariosto così ne approfitto per riportare alcuni versi dell'Orlando Furioso:
CANTO II
I. Ingiustissimo Amor perché sì raro
corrispondenti fai nostri desiri?
Onde, perfido, avvien che t'è sì caro
il discorde voler ch'in duo cor muri?
Gir non mi lasci al facil guado e chiaro,
e nel più cieco e maggior fondo tiri:
da chi disia il mio amor tu mi richiami,
e chi m'ha in odio vuoi ch'adori e ami.
un caro saluto
Caffy, una bella testa che ha avuto la fortuna di incontrarne un'altra. baci
dalloway66
#20
21:13, 31 maggio, 2007
Anne, beddissima, con un bacione ricambiai!
Cris, che bella frase, adesso me la segno! un bacio
Caffy, profuma come te questo caffè, grazie
LadyS, un complimento meraviglioso, grazie.
dalloway66
#19
19:49, 31 maggio, 2007
Si, gran bel post. Gran bella testa aggiungerei......la mia piratessa informatica.
caffeina66
#18
18:36, 31 maggio, 2007
E non posso che rammentare quel meraviglioso mondo creato da Ariosto: un capolavoro, dove si trova quel che non si cerca e quel che si cerca non si trova, dove tutto è fuggevole, dove tutto del genere umano è considerato, dalla pazzia, alla violenza, alla fuga ai sentimenti più leggeri.
Gran bel post.
mollymou
#17
16:27, 31 maggio, 2007
Uh, la chanson de Roland, una reminescenza scolastica! Scritto molto bene questo post, brava!
Luna70
#16
11:23, 31 maggio, 2007
Mi piace rileggere cose studiate e apprezzate riviste dai tuoi occhi...bel post!
Bisous
LadySackville
#15
11:09, 31 maggio, 2007
giusto un attimo per rileggere e servirti un caffè alle rose.....
caffeina66
#14
09:19, 31 maggio, 2007
spazio e tempo creati dagli esseri umani con la complicità del linguaggio.
ciao
k
khinna
#13
20:54, 30 maggio, 2007
Bedda carusa, sugno onorata e gratissima dell'amicizia di una donna d'onore quale tu fosti! Un bacione ti mandai :)))
anneheche
#12
20:45, 30 maggio, 2007
Chiri, grazie.
L'opera dei pupi vedo che ha la meglio sul caro Ariosto, che è stato bellamente snobbato! e chi se l'aspettava? un bacio
Fiamma, sei un avvolgente vortice di pensieri e ricordi.
Visto che non le leggi fino in fondo puoi rimanipolare le storie, è un bell'atto creativo! un saluto
Silvia, sei sempre molto cara. baci
Uby, anch'io adoro andare in Francia. Adesso è passato troppo tempo dall'ultima volta, mi sa che ci faccio un pensierino...
dalloway66
#11
20:31, 30 maggio, 2007
Rino, non sbagli. un bacio
Caffeina i tuoi ricordi sono affascinanti, quanto te. Un bacione
Desertson, prima o poi? subito! tempus fugit! grazie del passaggio
dalloway66
#10
20:24, 30 maggio, 2007
Anne, come farai ad essere sempre sintetica ed essenziale!?
un bacione
Caro Ubaldo, la lingua non l'ho studiata solo a scuola... Non sapevo che ad Agrigento ci fosse un paladino imbalsamato, mi toccherà venire a vederlo quest'estate!
In Normandia ci sono stata, ma ci tornerei molto volentieri! un saluto
dalloway66
#9
19:59, 30 maggio, 2007
Entro, esco, ma poi rientro in continuazione in questo post. La Francia mi ha sempre affascinato. Io ci andrei sempre tutti gli anni. Ciao Dalloway
ubaldoriccobono
#8
19:07, 30 maggio, 2007
Che bello: mi viene in mente quando da bambina uno zio ci portava a vedere l'opera dei pupi e io rimanevo senza parole, affascinata e stupita...
La chanson de geste l' ho studiata ai tempi della scuola e anche lì mi affascinava tantissimo!
I tuoi approfondimenti sono sempre graditissimi...
Baci
Silvia
silvii
#7
16:11, 30 maggio, 2007
non ho letto perchè non leggo mai fino alla fine ilibrio le cose pallose.
no in realtà è solo perchè ho mal di testa, ANCHE perchè ho mal di testa.
ma tanto so già di cosa parla, il mio ricordo più dolce di queste cose è
oralano o rolando o chi lo sa chi che incide sugli alberi tutti i nomi di quella che ama ed è furioso.
poi và pure sulla luna.
ma in realtà è più pazzo quando è coi piediper terra.
poi sheakespeare in "as you like it" ne riprende la cosa e fa dialogare due cugine intornoad un albero, cugine, che non homai capito se si amano o no....ma credo di no.
vabbè, che cultura in pillole che ho.
volovia.
fiamma8
#6
14:52, 30 maggio, 2007
Ah le epiche gesta dei paladini del re!
La nostra tradizione popolare ne è piena (vedasi opera dei pupi).
Ma che ti dico a fare tutte queste cose dal momento che sei palermitana...:-))
Una buona giorna e un caro abbraccio
chirieleison
#5
22:59, 29 maggio, 2007
..reminiscenze di studi passati, da anni...
passavo di qui, principalmente dopo aver letto 'tempus fugit' altrove..
questo
perchè da un pò
quella scritta sarebbe dovuta esser stata incisa con inchiostro indelebile sulla mia gamba destra
e
come da progetto
'Panta rei'
sulla gamba sinistra
e prima o poi
così sarà
e qui si potrà dire:
e a noi, che ce ne frega?
..
...ma
"ci sono notti, in cui vorrei parlare..."
un saluto
desertson
#4
22:46, 29 maggio, 2007
Mi tocchi il cuore con questo post. La chanson de Roland ha per me un valore assoluto. Mio nonno che era un amante dei pupi ne conosceva a memoria tutti i versi e si sedeva con in braccio la sua chitarra e me la recitava....
mi parlava di Orlando e Rinaldo, la dolcezza di Angelica, Sacripante, Gano, Solimano. Un vero tuffo al cuore.
Un bacio e una lacrima
caffeina66
#3
21:46, 29 maggio, 2007
Aulico post, permettimi di dirlo.
In Italia sembra che la prima traduzione fu fatta in lingua, forse sarebbe meglio dire dialetto?, franco-veneto.
Che dire?
Sbaglio ricordando le rappresentazioni nei carretti siciliani di Orlando e degli altri personaggi, o il ricordo di quegli eroi nei pupi siciliani?
Felicità
Rino, ricurdannu.
babilonia61
#2
21:45, 29 maggio, 2007
Molto francese vedo, di una professoressa che ha studiato a scuola la lingua. Fécamp: mi ricorda una giornata sulla spiaggia, il porto, le falesie. E poi i paladini di Francia, erano le mie storie da piccolo. Ad Agrigento c'è un padalino imbalsamato nella Cattedrale, Brandimarte che morì, si dice, a Lampedusa. Bel post che ha destato in me molti ricordi. Grazie Dalloway. Comunque ti ridico che hai sbagliato posto per le le vacanze, in Normandia dovevi venire, è molto più vicina alla zona di Fecamp. Un bacio
ubaldoriccobono
#1
21:17, 29 maggio, 2007
Sei un mito!
anneheche
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