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Commenti
23:23, 11 giugno, 2007

infatti quella in siculo sembra scritta da un pastore di Milletarì ubriaco.

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21:20, 10 giugno, 2007

GRAZIE!
:-)
carla
utente anonimo
20:51, 10 giugno, 2007

Mi scusi per il tag bold non chiuso, Herr, se vuole e se può veda lei, Splinder non lo consente, di editare.

Circa wikipedia, ho scritto e corretto un migliaio di articoli in quella inglese, e qualche centinaio in quella italiana.

In quella sarda (esiste anche quella) sono registrato ma non ho ancora scritto nulla perché a distanza di un anno e mezzo ancora non ci siamo messi d'accordo su come trascrivere i fonemi e se usare il campidanese in quanto più diffuso, il logudorese in quanto più "letterario" o il barbaricino per la tradizione di balentia, o se usare tutte le varianti compreso il gallurese (che pare pisano), e se ammettere enclavi linguastiche come il carlofortino (che è ligure antico) o l'algherese (che è catalano puro).

Centu Concas, Centu Barrittas...

o anche

Pocos, Locos y Mal Unidos

come relazionò nel '400 il futuro vicerè spagnolo al suo sovrano aragonese che domandava un rapporto sugli abitanti dell'Isola.

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20:35, 10 giugno, 2007

Un regalo per Carla e per tutti.

NO TAN ALTO

De cuando en cuando y a lo lejos
hay que darse un baño de tumba.

Sin duda todo está muy bien
y todo está muy mal, sin duda.

Van y vienen los pasajeros,
crecen los niños y las calles,
por fin compramos la guitarra
que lloraba sola en la tienda.

Todo está bien, todo está mal.

Las copas se llenan y vuelven
naturalmente a estar vacías
y a veces en la madrugada,
se mueren misteriosamente.

Las copas y los que bebieron.

Hemos crecido tanto que ahora
no saludamos al vecino
y tantas mujeres nos aman
que no sabemos cómo hacerlo.

Qué ropas hermosas llevamos!
Y qué importantes opiniones!

Conocí a un hombre amarillo
que se creía anaranjado
y a un negro vestido de rubio.

Se ven y se ven tantas cosas.

Vi festejados los ladrones
por caballeros impecables
y esto se pasaba en inglés.
Y vi a los honrados, hambrientos,
buscando pan en la basura.

Yo sé que no me cree nadie.
Pero lo he visto con mis ojos.

Hay que darse un baño de tumba
y desde la tierra cerrada
mirar hacia arriba el orgullo.

Entonces se aprende a medir.
Se aprende a hablar, se aprende a ser.
Tal vez no seremos tan locos,
tal vez no seremos tan cuerdos.
Aprenderemos a morir.
A ser barro, a no tener ojos.
A ser apellido olvidado.

Hay unos poetas tan grandes
que no caben en una puerta
y unos negociantes veloces
que no recuerdan la pobreza.
Hay mujeres que no entrarán
por el ojo de una cebolla
y hay tantas cosas, tantas cosas,
y así son, y así no seran.

Si quieren no me crean nada.

Sólo quise enseñarles algo.

Yo soy profesor de la vida,
vago estudiante de la muerte
y si lo que sé no les sirve
no he dicho nada, sino todo.

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NON COSÌ ALTO

Di tanto in tanto e a distanza occorre fare un bagno di tomba.

Indubbiamente tutto va benissimo e tutto va malissimo. Indubbiamente.

Vanno e vengono i viandanti crescono i bimbi e le strade, abbiam comprato alfine la chitarra che sola piangeva nel negozio.

Tutto va bene, tutto va male. Le coppe si empiono e tornano naturalmente a essere vuote e talvolta nel mattino muoiono misteriosamente.

Le coppe e quelli che bevvero. Siam cresciuti tanto che ora non salutiamo il vicino e tante donne ci amano che non sappiamo come fare.

Che bei vestiti portiamo! E che opinioni importanti! Ho conosciuto un uomo giallo che si credeva arancione e un negro vestito da biondo.

Si vedono, si vedon tante cose. Ho visto festeggiati i ladri da impeccabili signori; questo accadeva in inglese.

E ho visto onesti, affamati, cercare il pane nei rifiuti. So che non mi crede nessuno, ma l'ho visto con i miei occhi.

Occorre fare un bagno di tomba e dalla terra chiusa guardare in alto l'orgoglio.

Allora si impara a misurare.
S'impara a parlare, si impara a vivere. Forse non saremo così pazzi. Forse non saremo così saggi.

Impareremo a morire. A esser fango, a non avere occhi a esser cognome dimenticato.

Vi sono poeti così grandi che non passano da una porta e negozianti veloci che non ricordano la povertà.

Vi son donne che non passeranno per l'occhio di una cipolla e vi son tante cose, tante cose, e così sono e così non saranno.

Se volete non credetemi nulla. Solo ho voluto insegnarvi qualcosa son professore della vita, vago studente della morte e se ciò che so non vi serve non ho detto nulla, ma tutto.


Pablo Neruda (Rafaèl "Neftali" Reyes) - Traduzione di Salvatore Quasimodo

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Direi che è molto appropriata.
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20:13, 10 giugno, 2007

p.s.:
e se - fossimo - e basta?
no, non basterebbe!
l'uomo non è mai contento!
di quello che sa, di quello che prova, di quello che ha.
che tristezza....
mi viene in mente una poesia di Pablo Neruda di cui non ricordo il titolo, dove dice più o meno che:
Bisognerebbe fare un bagno di tomba, ogni tanto, per "risvegliarci".
se quakcuno ricordasse il titolo mi farebbe molto piacere.
ciao

carla
utente anonimo
20:13, 10 giugno, 2007

Siamo quello che siamo: siamo i nostri ricordi e le nostre speranze, e le conseguenze delle nostre azioni.

Il rimorso per i peccati commessi e il rimpianto per quelli non commessi, e per tutte le cose che sarebbero potute essere e non sono state, accidenti a loro :)

Quel che sappiamo conta davvero poco non di fronte a quel che ignoriamo, che è comunque tanto, ma davanti all'inconoscibile: quel che non sappiamo e non potremo mai sapere, nemmeno se vivessimo per eoni.

Quando Arjuna mi chiese cos'era una battaglia di fronte all'eternità, gli risposi che l'eternità è fatta di istanti tutti uguali, e potersi sentire vivi è quel che fa la differenza tra essere e limitarsi ad esistere.

Come disse un caro amico prematuramente scomparso in una sera d'estate mentre passeggiavamo in Via Veneto, dove oggi c'è l'Hard Rock Cafè - solo vivere, solo amare conta; non l'aver amato, non l'aver vissuto.
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19:44, 10 giugno, 2007

Sai, mi sono un poco impermalito perché un amico ha scritto:
Siamo quel che facciamo!

Io non ci credo, si ridurrebbe tutto a un fare per esistere, per dimostrare di esistere, quasi non esistessimo, fossimo già qui, benché effimeri.
Io penso ai dimenticati, a quelli che poco hanno fatto perchè non erano nemmeno in grado di "fare". Qualcosa mi dice che influenzano il mondo pure loro: ci sono.

MarioB.
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10:49, 10 giugno, 2007

e se fossimo quello che non sappiamo? nel senso che quello che non sappiamo ci incuriosisce quindi ci sprona, altro non so
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22:30, 09 giugno, 2007

Coi piedi a mollo nel fiume, stasera, sono propensa a credere che non siamo, diveniamo.
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20:22, 09 giugno, 2007

tanto belo il dilema.
utente anonimo
14:55, 09 giugno, 2007

siamo quello che sappiamo
o quello che sentiamo?
bel dilemma è?
carla
utente anonimo
14:17, 09 giugno, 2007

un giorno per sbaglio(come sempre insomma,riguardandomi)sono cascato nella wikipedia del non sapere(in italiano).In quel primo assaggio(che manco a farlo apposta era relativo a uova pasquali di cioccolato)ho potuto constatarne la leggerezza(rara avis in un mondo che oscilla morbosamente tra grevità e superficialismi)

Diamonds
utente anonimo
11:04, 09 giugno, 2007

"Fammi vedere la tua spazzatura e ti dirò chi sei!!!" dal film di De Crescenzo.

Però è vero, quello che buttiamo è quello che abbiamo consumato, quello che abbiamo consumato è quello che abbiamo desiderato...

Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!
utente anonimo
18:05, 08 giugno, 2007

anche in friulano of course!
furlans do it better
utente anonimo
15:28, 08 giugno, 2007

L. Feuerbach scrisse :
"Noi siamo ciò che mangiamo" ......mica me la sono inventata mentre ingurgitavo cafè e brioche.

(saremo un ammasso di tossine, praticamente bombe chimiche in libertà)
Blogger: blulu Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente blulu
15:15, 08 giugno, 2007

Giusto per, i abitanti de Buràn i se ciama buranèi.
ecco.

Blogger: maurogasparini Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente maurogasparini
15:12, 08 giugno, 2007

si, tempo fa avevo scoperto la Wikipedia in lingua napoletana...con google, si.
Blogger: moltorumoreper Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente moltorumoreper
13:42, 08 giugno, 2007

macché, non lo sapevo no...
essì che il veneto è di là dal ponte
:(
Blogger: colfavoredellenebbie Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente colfavoredellenebbie
#9  
11:56, 08 giugno, 2007

é dura ammettere che le donne ne sanno una più di Herzog, eh?;-)
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#8  
10:20, 08 giugno, 2007

RIccio
l'avrà aggiutno proprio ora, il link

Lipsvago
ah no, esser quel che si fa, davvero no, jamas
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#7  
10:11, 08 giugno, 2007

(Herr, se non ci crede, la wikipedia sicula è pure tra i link di M.me Brioche. E poi non dica che nessuno la informa).
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#6  
10:08, 08 giugno, 2007

Ho sempre pensato che un essere umano si definisca per quello che fa, quindi voto per siamo quello che facciamo...
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#5  
10:08, 08 giugno, 2007

certo, tute saputelle, adesso.

Blulu
siamo dunque anticrittogamici e pesticidi?
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#4  
10:04, 08 giugno, 2007

ma non siamo cio' che mangiamo?? :p
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#3  
09:52, 08 giugno, 2007

Lo avevo scoperto circa un anno fa o più. E ricordo che ci passai un paio di ore a leggere o tentar di leggere le varie "traduzioni".
E' che lei non chiede...

Siamo anche ciò che chiediamo, Herr
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#2  
09:47, 08 giugno, 2007

Confesso che la wikipedia sicula la conoscevo anch'io (delle altre non mi ero mai preoccupata in verità).
Ma sono d'accordo con Flounder, mica le si può dire sempre tutto. Cammini un po' con le sue gambe (o navighi con le sue mani), che diamine.

P.S. Nella versione satanasso, per l'estate il raso rosso è un po' pesante. Se lo cambiassi in uno chiffon? Rosso Valentino, of certo.
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#1  
09:42, 08 giugno, 2007

effe, noi lo sapevamo.
(adesso non faccia altre domande, che mica le si può dire sempre tutto e subito)
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