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Commenti
12:42, 22 giugno, 2007

data la differenza dei costi di fabbricazione tra artigianato e industria, non mi sto strappando troppo i capelli (pochi)

alla fine si sarebbe finiti lì in ogni caso.

Francesco
utente anonimo
01:24, 22 giugno, 2007

>Vendendo quei prodotti tessili a prezzi di produzione di massa agli orientali - e dove non bastava, anche con imposizioni di forza - l'Inghilterra aveva distrutto sistematicamente l'intero sistema di artigianato dell'India e della Cina. MM<
E oggi, vendendoci i suoi prodotti a prezzi di produzione di..laogai, la Cina sta mandando in malora le aziende europee. Idem per la siderurgia indiana che sta sterminando i famosi produttori di tondini bresciani. E' la legge del contrappasso:-). C'est la vie.
Ciao
Ritvan
P.S. Ah, quasi dimenticavo, la carne per i bieki hamburgers non viene da Chicago: qui la produce in maniera orgogliosamente autarchica:-) un certo Cremonini. Globalizzazione sì, ma con juicio, Miguel!:-)
utente anonimo
00:03, 22 giugno, 2007

Mi riferivo al titolo no global e no metropolis che sembra una volgarizzazione delle tesi di Miguel, o alla pizza sul postneocolonialismo.

Un rinfrescante tuffo negli anni '70, del resto stanno pure rifacendo i film dell'epoca, tipo le colline hanno gli occhi

per p: il fulcro intellettuale del dibattito è proprio quello, la battaglia contro i beni comuni condotta dai liberali inglesi all'epoca. se avevano ragione, ho ragione io; se avevano torto, ha ragione Miguel; se dipende, ha ragione Prodi.

Ciao

Francesco
utente anonimo
23:40, 21 giugno, 2007

Chissà perché mi sono venute in mente le "enclosures" inglesi del xvi-xvii secolo e la frase di tommaso moro che in inghilterra gli uomini non mangiano le pecore, ma le pecore gli uomini.
È difficile commentare questa serie di post, belli come sono.p
utente anonimo
20:15, 21 giugno, 2007

Grande Paolo #1 - fantastico!!

Concordo con Maria #7 - e spero che concordino abbastanza un po' tutti_

(Beato) L.M. (Ecumenista)
utente anonimo
12:20, 21 giugno, 2007

hanno fatto errori molto più gravi :)
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10:34, 21 giugno, 2007

Per Francesco n. 13

Beh, spero che non abbiano copiato il mio "sottocosto" :-)

Miguel Martinez
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09:52, 21 giugno, 2007

Caro Miguel,

confessa che per i temi della maturità hanno chiesto la tua consuenza!

Francesco ;)
utente anonimo
20:54, 20 giugno, 2007

Per Francesco n. 10

Hai assolutamente ragione sul "sottoscosto".

Adesso cambio le frase.

Grazie

Miguel Martinez
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20:41, 20 giugno, 2007

Francesco: non ho capito il punto della sproporzione: comunque penso che il nostro Miguel scrivendo "sottocosto" non intendesse quello che pensi tu. (spiegherà lui, se vuole) :)
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20:31, 20 giugno, 2007

Io ce l'ho solo col sottocosto, a parte l'idea orrenda dello scisma e della Chiesa anglicana, naturalmente.
Per il resto il problema con gli inglesi è l'assoluta sporporzione tra i mezzi e i risultati, credo che l'unica spiegazione sia un intervento massiccio e diretto del diavolo per almeno un paio di secoli ... almeno

Francesco :))))
utente anonimo
#9  
19:00, 20 giugno, 2007

Ma non è che una cabala di politici ed industriali inglesi si riunì in un sotterraneo di londra e decide di montare il popò di roba... semplicemente, la situazione alla fine dell'Ottocento era quella. :)
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#8  
18:48, 20 giugno, 2007

mi spieghi perchè gli inglesi avrebbero montato tutto sto popò di roba per vendere sottocosto i loro tessuti?

tanto più che la clientela (almeno quella indiana) non aveva molta scelta, ho letto che venne loro proibito per legge di lavorare la materia prima - non so i cinesi.

insomma, sempre affascinante ma ti capitasse una vacanza a Londra, fare come Carletto e studiare economia alla British Library?

poi torni e illumini i discepoli corniciai :)

Francesco
utente anonimo
#7  
18:31, 20 giugno, 2007

Questi post sarebbero da pubblicare, pensate se sulla stampa quotidiana si potessero leggere simili cose, invece di quell'accozzaglia rimasticata che ci propinano.

maria
utente anonimo
#6  
17:48, 20 giugno, 2007

concordo con l'incorniciamento del post....
ottimo davvero...
a presto
orso
utente anonimo
#5  
16:50, 20 giugno, 2007

Questo post è da incorniciare.
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#4  
13:51, 20 giugno, 2007

Per Miguel n. 2 (mi sento chiamato in causa, visto che sono sciita, personfono e affino :-))

Sì, l'ho vista anch'io.
Non mi sembra Muqtada al-Sadr, a meno che di recente non abbia fatto una pesante cura dimagrante;

L'uomo nel dipinto appare senza turbante, è quindi assai improbabile che sia un'iconografia di qualche Imam sciita. Sembra proprio essere la natività di Gesù

Potrebbe quindi essere uno sciita libanese ritratto durante una manifestazione pubblica organizzata da cristiani del Libano. Boh?

Ale
utente anonimo
#3  
13:43, 20 giugno, 2007

(non tanto) OT:
a proposito di Repubblica, hai visto questa?
utente anonimo
#2  
13:30, 20 giugno, 2007

[OT] Domanda per sciitI, farsofoni e affini...

Oggi su Repubblica ho visto la foto di Moqtada al-Sadr che parla da un podio con un'immagine che, per un cristiano, raffigurerebbe senza ombra di dubbio, San Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino.

Qualcuno mi sa dire se si tratta di un'immagine sciita, o di un discorso presso qualche comunità cristiana?

Miguel Martinez
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#1  
11:36, 20 giugno, 2007

Un immigrato di ritorno dall'America, al tempo del mio famoso nonno comunista, era così assillato dalle domande su come fosse la vita là, che si era ridotto a dare due risposte standard:
"Vuoi sapere com'è l'America? Beh, hai presente una pianta di fichi? Ecco, tutt'un'altra cosa!"
e
"In America c'è una macchina che tu da una parte ci metti dentro il maiale intero, e dall'altra esce salame, salsiccia, prosciutto. Non ti piace il salame? Ce lo rimetti dentro e esce il maiale!"

Paolo
utente anonimo

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