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Commenti
19:33, 10 dicembre, 2007

io dico che sei brava. e basta.
utente anonimo
#9  
00:16, 19 settembre, 2007

"Vorrei che fosse presa in considerazione la mia opera piuttosto che le intemperanze della mia esistenza”.

E.H.

Sei tu.Lo sò.
Lo sento nell'aria.
utente anonimo
#8  
22:22, 16 settembre, 2007

hai sempre creduto nel destino.
forse avevi ragione, e non per il fatto che si possa ritenere "l'illusione dei poveri".
utente anonimo
#7  
00:12, 15 settembre, 2007

mi ritrovo incredibilmente in questo post. ci calzo a pennello. e quel che è peggio, me ne rendo conto solo ora. evviva.
e bellissimo blog, comunque.
spero migliori la tua vita in quella splendida città che non vedo da decisamente troppo tempo.
utente anonimo
#6  
09:33, 01 settembre, 2007

"Genius is one per cent inspiration, ninety-nine per cent transpiration".

L'aveva detto Thomas Edison, o qualcuno del suo mestiere. Che mestiere faceva Thomas Edison? Boh, inventava. Anyway. Il genio è sudore, fatica, non è la lampadina che si accende di colpo sopra alla testa, accompagnata dal fumettistico sguardo a metà tra lo stupore infantile e la goduria psicologica di essere riusciti anche questa volta a ricomporre il grande puzzle che Dio ci aveva sbriciolato davanti agli occhi, tanto per rovinarci la giornata. Amenoché tu non sia Thomas Edison, perché lui la lampadina l'ha inventata, e probabilmente l'ha inventata solo perché ha avuto il culo di essere stato il primo ad alzare lo sguardo e vedere quella che si accendeva sopra alla sua testa. Il fatto è che ognuno di noi ha uno scopo nella vita, o forse un destino, o semplicemente un punto d'arrivo, ed il modo per arrivarci non è mai una linea diritta, un segmento che da A va a B e tanti saluti. Ci avviciniamo al nostro punto d'arrivo gironzolandoci intorno, a spirale. Alcuni fanno spirali strette e fitte, come le matasse di filo sulle spolette, altri tra giro e giro si imbottiscono di farciture, come la girella, e allora ci mettono di più. Altri poi sembra che si perdano, perché i giri sembrano solo percorsi casuali, la strada che un bambino fa seguire alla sua ferrari scala 1/24 seduto sul pavimento di casa, ma prima o poi arrivano anche loro.
Morale, se gli altri sono ispirati, meglio per loro, hanno già quell'un percento in tasca, anch'io scrivo meglio quando ho qualcosa o qualcuno che mi ispiri, è scontato. Se gli altri avvolgono i loro percorsi con così tanta forza da riuscire a stringersi intorno all'obiettivo ed incatenarcisi contro, meglio per loro. Tu dalla tua hai la farcitura, di una vita che è fatta di percorsi in treno e sorrisi e storie e labbra e fotografie. E la casualità del percorso di una Ferrari Burago scala 1/24. Il giorno in cui riuscirai a trovare un po' di tempo per sederti su un tavolo come cristo comanda, e buttare giù tutto quello che ti ha riempito gli occhi in questi anni, darai la merda anche a baricco junior, alla santacroce della porta accanto o al nuovo sultano della consecutio temporum. Perché -vaffanculo- i tuoi racconti sono sempre belli, mai uno che mi lasci deluso. Sono semplici e ciò nonostante mi affascinano. Il segreto sta nella farcitura, mi dico io. E per il novantanove percento di sudorazione/traspirazione, forse una birra settimanale in meno e una noiosa sceneggiatura in più aiuterebbero..

Cheer up,
a presto,

Oir

PS: ma bile e fiele non sono la stessa cosa? ;)
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#5  
21:04, 09 agosto, 2007

Keats diceva che in alcuni casi é la volontà negativa, cioé la capacità di perseverare anche quando tutto sembra remarti contro.
Chiamala tenacia o testardaggine, ma non gettare la spugna.
Hemingway sosteneva che nella scrittura il genio é costituito per il 10% dal talento innato, ma per il restante 90% dall'esercizio quotidiano...

utente anonimo
#4  
00:27, 04 agosto, 2007

Ah, dimenticavo... l'insoddisfazione del tuo post è un bel pezzo di scrittura, vibrante, a modo suo romantico. Son cose che non ti può insegnare nessuna Holden. Le hai dentro di te. Falle vibrare, fuori di misura come l'alcool, le sigarette, il tuo disprezzo, la tua rabbia adolescenziale, il tuo orgoglio, il tuo piangerti addosso, il tuo culo appesantito dall'alcool.
Io ti direi questo, se fossi il tuo insegnante.
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#3  
00:09, 04 agosto, 2007

Tanto se il tuo posto non è lì non è neanche da nessun'altra parte, perché tutto il mondo è come la scuola Holden, ai paradisi in terra non ci credo, se poi sono scuole o posti di lavoro, meno che mai. Almeno lì però si tratta di creatività, nella maggior parte degli altri posti non c'è nemmeno quella. E poi Torino ha il suo fascino, specie di notte.
Sei sentimentalmente sola come un cane? Anch'io. E al momento non ho neanche l'opportunità di incontrare qualcuno a cui interessi la scrittura.
Tu forse ne puoi incontrare TROPPI, è questo il problema.
Quanto alla loro bravura però non sarei così certo. Si può scrivere bene, ma SCRIVERE DAVVERO è un'altra cosa.

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#2  
11:22, 01 agosto, 2007

...ascolTala, laFra, che ci capisce............


..e se nel Tempo saprai cercarTi, sarai al Tempo ricompensaTa.......

la vera domanda è se si è in grado di acceTTare quel che siamo, invece di acconTenTarsi dell'immagine disTorTa d'uno specchio......



...ah, e cMq il culo si sarà allargato, ma almeno ha mantenuTo la forma =P



E ora SU!!!


DI CORSA!!!!

..=*
utente anonimo
#1  
22:47, 24 luglio, 2007

E' quello il posto tuo...
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