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Commenti
21:21, 12 agosto, 2007

Sono in vacanza e non ho il tempo di entrare nel merito dei post, seppure interessantissimi, come questo.

Vorrei solo approfittare per dare il benvenuto tra queste pagine ad uno dei blogger che seguo piu' assiduamente, vale a dire Remo Bassini, tra le altre cose, notevolissimo scrittore italiano. Ciao Remo.
[Ste]
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21:57, 07 agosto, 2007

giggimassi: grazie per avermi segnalato questa iniziativa che non conoscevo. Allora forse quello che proponevo non era così campato per aria. Sul fatto che il sistema sia tutto deformato, poi, la vicenda E Polis porta una testimonianza importante.

Michela: io, purtroppo, non ho avuto la fortuna di avere una professoressa come la tua. Non fumo, ma giornale e cappuccino è un bel momento della mattinata, non c'è che dire...

Valerio
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19:43, 07 agosto, 2007

Ricordo certe tristissime campagne fine settanta/primi ottanta, male organizzate, per portare i quotidiani nelle scuole. Un'altra era geologica, anche se probabilmente a quelle cose grigie da "dipartimento scuola educazione" devo il mio amore per i quotidiani (e poi, per il giornalismo).

Mi sembra che una cosa come Quotidiano in classe di Ceccherini vada già nella giusta direzione e possa crescere ulteriormente (magari qualche giovane lettore di noantri può raccontarci com'è).

Sui giornalisti, il discorso è vecchio: liberi, servi, bravi, meno bravi. De gustibus: il bello è che sempre e comunque il lettore a giudicare, leggendo o meno, comprando o meno.

Ribadisco qui solo tutta la mia intolleranza per il luogo comune dell'esterofilia, del mito del giornalismo anglosassone (niente opinioni né padroni), del giornalismo d'inchiesta che non si fa più eccetera.

Il sistema è tutto deformato, dalla proprietà dei quotidiani a chi ci lavora dentro: forse i giornalisti (parte di essi, ché a ben cercare ce ne sono di bravissimi), forse dicevo si sono piegati al malcostume professionale perché in Italia non ci sono editori "puri". All'estero sì. Ma questo è un altro discorso.

Infine: vorrei rimarcare, e lo dice anche Valerio, il "miracolo" editoriale di Libero: 80-100mila copie in un mercato ingessato, in pochi anni, sono un'operazione straordinaria, al di là dei contenuti. Paragonabile solo alla fondazione del Giornale Nuovo, nel '74, con Montanelli. Tra l'altro in questi giorni Libero si occupa di Rai, di giornalisti esautorati e pagati per non lavorare, come Beha Lasorella etc. Corriere o Repubblica potrebbero farlo?
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15:48, 07 agosto, 2007

#10 ...vedo che l'esempio di Giornalista che intendo io lo hai ben capito...
ovviamente ci sono tanti piccoli bravi ed onesti giornalisti...ma quelli nelle scuole nn arriveranno mai...ovviamente mi riferiscoai pochi eletti che hanno un minimo di visibilita'....

Matteo

utente anonimo
15:43, 07 agosto, 2007

matteo, ci sono esempi di coraggio giornalistico di cui purtroppo non si sa.
vedi, marco travaglio è una voce libera.
è amico mio, lo stimo, ci conosciamo da anni (e l'ho intervistato per stilos, da poco).
magari tu ti riferivi a lui, o ad altri come lui, non so.
ma ci sono giornalisti, piccoli insignificanti giornalisti, che cercano di fare il loro lavoro, raccontando, magari di una manifestazione non riuscita. tu leggi il pezzo e dici (giustamente) embè?
magari quella manifestazione non riuscita l'aveva organizzata un amico di un amico dell'editore, e il giornalista, scrivendo, sapeva che avrebbe corso rischi, anche seri.
anni fa il direttore di una testata fu licenziato perché aveva pubblicato una notizia di nera che riguardava un azionista (o un parente di un azionista). poteva fregarsene, lasciar perdere, in fondo aveva sessanta e più anni, e invece no.
fu licenziato e riassunto, grazie ad alcuni articoli che, su altre testate, denunciarono il fatto.
non è facile, da fuori, individuare il coraggio di un giornalista (anche per noi giornalisti).
di sicuro non siamo messi bene. per il bene della categoria non si deve difendere la categoria, si deve, piuttosto, essere ipercritici: verso il servilismo, in primo luogo.
io comunque conosco dei validi colleghi in diverse testate: di sinistra e di destra, testate piccole e grandi.
è la coscienza che fa di un giornalista un buon giornalista, eppoi, a seguire, il coraggio e la sensibilità.
buone cose
remobassini
utente anonimo
#9  
15:40, 07 agosto, 2007

Io ho avuto la fortuna di avere una professoressa di storia e filosofia che ci permetteva di leggere in classe alcuni quotidiani(la scelta spettava a noi studenti e di solito ci si trovava a sfogliare sia giornali di destra che di sinistra)e commentare insieme le notizie.Era un momento in cui ognuno poteva esporre le proprie opinioni nelle massima libertà di pensiero.
Credo che questo esercizio sia stato importante anche per formare uno spirito critico.Ormai sono passati 4 anni da quando ho finito il liceo ed è diventata un'abitudine giornaliera per me passare in edicola.
Quindi sono completamente d'accordo con la tua iniziativa,certo è che ci vorrebbe un minimo di collaborazione da parte degli stessi studenti...sembra che l'attualità non interessi più di tanto al di là del gossip e dell'ultima suoneria!
Senza nulla togliere ad internet il giornale ha sempre un fascino irresistibile...accompagnato da caffè e sigaretta poi;-)
Michela
utente anonimo
#8  
14:31, 07 agosto, 2007

#7 il fatto forse sta proprio qua...uno bravo nn deve essere lasciato lavorare liberamente, uno bravo emerge dalla mediocrita' e riesce ad essere libero, poi ovviamente capisco che ci sia un mutuo da pagare o cazzi vari in famiglia e quindi si preferisca abbassare un po' la testa in cambio di una certa stabilita'. L' "illuminato" riesce a trovare la stabilita' senza abbassare la testa ricattato da uno stipendio, mancano certi personaggi...o almeno nn sono abbastanza...anzi...
utente anonimo
#7  
14:01, 07 agosto, 2007

Matteo: non sono molto d'accordo. Di giornalisti bravi - e anche illuminanti - ce ne sono, eccome. Bisognerebbe solo farli lavorare liberamente.

Valerio: e che fai, nun me citi i compagni di via Tomacelli?

[aNDy cAPp]
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#6  
12:56, 07 agosto, 2007

..sono d'accordo con le tue puntualizzazioni ma cio' che volevo dire forse in modo non troppo chiero prima e': esistono giornalisti che valgano la pena di esser letti? La mia risposta e': Ben pochi! Ormai sono ridotto ad aprire 8 quotidiani x trovare 2 firme decenti...bada bene..decenti...non illuminanti!!
Io ho finito la scuola da poco + di te e ti assicuro che avrei apprezzato una lezione del genere che tu hai proposto soltanto che pensandoci bene bene bene sono sicuro che mi sarei arricchito di + delle pochezza di un attuale quotidiano rispetto ad un grande filosofo?...non ne sono convinto...
Detto questo possiamo discutere sui modi di divulgazione delle idee...ma se mancano le idee...
Anonimo #4
Matteo
utente anonimo
#5  
12:26, 07 agosto, 2007

anonimo: quello che dici tu è giusto, io ho cercato di proporre una soluzione estrema a un problema che è reale. Poi è logico che ci siano soluzioni anche meno radicali.
Per quanto riguarda il paragone con il muratore, permettimi di dire che non è proprio la stessa cosa. Primo perché, se uno vuole fare quel mestiere o il tornitore o l'elettricista, può sempre iscriversi a un istituto professionale. E poi perché le scuole non devono trasformarsi in una fabbrica di giornalisti, ma avvicinare i ragazzi (a prescindere dai loro progetti futuri) agli organi di informazione che hanno fatto, e continuano a fare, la storia di qualsiasi Paese, anche del nostro. Sono stato studente di scuola superiore fino a cinque anni fa e credimi: lezioni di questo tipo sarebbero piaciute a tanti, non solo a me che volevo diventare giornalista.
Conoscere i quotidiani, leggerne anche solo uno al giorno, rende una persona più preparata a partecipare attivamente alla vita associata.

Ricordo il consiglio che ci diede Renato Moro, docente di Storia Contemporanea all'Università di Roma3, durante la prima lezione del suo corso: "Prendete l'abitudine di leggere ogni giorno i giornali, di non perdere mai di vista l'attualità". E il suggerimento veniva da uno storico, non certo da un giornalista.

Capitolo conflitto con internet. Io non credo che la questione sia così netta. Credo che una persona abbia tutto il tempo di leggere un quotidiano, al mattino, e poi tenersi aggiornato sui siti nel corso della giornata. Io a mio figlio suggerirei di cercarsi fonti "libere" su internet e, allo stesso tempo, di non perdere di vista l'informazione dei quotidiani.

Valerio
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#4  
08:38, 07 agosto, 2007

...scusa la franchezza ma se tu avessi fatto il muratore avresti proposto corsi di muratura nelle scuole? capisco come ci si sente a perdere il lavoro ma guardando in faccia la realta'...quali testate faresti leggere a dei ragazzi? io a mio figlio suggerirei di andare a cercarsela su internet la vera informazione e nn sulle pagine di giornali che bene o male hanno sempre un padrone e che da quelle pagine deve accomodare se stesso o l'onorevole di turno. Le voci davvero libere sono sempre meno...sempre + emarginate e sempre + difficili da trovare...specialmente su carta stampata
utente anonimo
#3  
08:15, 07 agosto, 2007

Il problema è che per inseguiire i giovani si fa la fine di Studio Aperto e di Lucignolo.
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#2  
03:44, 07 agosto, 2007

La Stampa piace anche a me. Ha un punto debole: le pagine locali. I capiservizio sono troppo legati alle loro città, e magari questo è un bene, ma sono troppo poco critici (a volte anche genuflessi) a sindaci, presidenti di provincia e assessori, e questo non è bene.

internet che avanza: è un discorso che torna, poi va nel dimenticatoio.
Molti giornali locali avanzano più di internet. E' la tv, semmai, che da tempo detta ritmi e condiziona: la gente invoca il Gabibbo (ma come disse Purgatori a Fiuggi, "Non ditemi che Striscia è giornalismo, anzi passiamo ad altro").

remobassini

utente anonimo
#1  
03:23, 07 agosto, 2007

"I giornali non entrano nelle scuole perché sono i politici i primi che non vogliono vederli lì dentro."

cos'abbiano i politici italiani da temere dei giornali (italiani) mi e' oscuro.
io sto in inghilterra e qui i giornali (quindi l'opinione pubblica) possono stroncare carriere politiche come niente, in italia le facce e le poltrone sono sempre le stesse)
jon
utente anonimo

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