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Commenti
#10
00:22, 08 settembre, 2007
Grazie per il tuo commento riempie di gioia il mio cuore un sorriso e dolce notte stellata...
Vivendolestelle
#9
23:11, 07 settembre, 2007
A volte la fantasia libera le emozioni e le trasforma in realtà.
oasiDiTenerezza
#8
15:10, 04 settembre, 2007
io l'odio, l'estate, ma non potrei farne a meno (e mi emoziona ancora)
aitan
#7
02:06, 02 settembre, 2007
Perchè fragili, marcaspio? Credo che invece l'estate porti a galla parti di noi che l'inverno assopisce in un ingannevole letargo.
Un beso a ti.
posidonia
#6
01:35, 02 settembre, 2007
E' l'estate che non lascia mai un segreto ben nascosto.
Ci fa un po' fragili io dico.
Un beso.
marcaspio
#5
23:58, 29 agosto, 2007
Prego, amica mia, prego.
Questo te l'avevo promesso.
per dirti che a volte udirti è riascoltarmi
au rebours
Messina 24 Novembre 1998
La mia stanza è altrove
Forse se anche questo quaderno rimanesse chiuso, potrei affrontarlo questo silenzio e non soccombere.
Questa terra di nessuno è lamia stanza, non ci credo…
La mia stanza è altrove, me lo ricordo. Non può essere questo distratto deposito di cose senza senso e senza storia… Tutto questo mi è appartenuto un giorno, non mi par vero: i quadri e le foto e gli scaffali persino il letto e i libri alla rinfusa … potrei perderli, anche adesso, d’improvviso, senza un sussulto, ignorandoli come si ignora ciò che non ci appartiene. E loro non mi appartengono più. né tanto… né così tanto che nessun ricordo affiora, neanche cattivo. Nessuna curiosità, nessun pensiero sul loro destino… Come fosse la camera qualunque di un qualunque albergo; potrei lasciarla subito senza provare nulla anzi, con un leggero senso di libertà.
E, se potessi…, farei proprio così, uscirei da quella porta per tornare in un’altra casa, la mia, che sta certamente altrove;
e lascerei questa scomoda e indifferente, con obliante baldanza.
Ma questa, mi dicono, è ancora la mia stanza e qui devo stare perché questo è il posto migliore che ho … Ma io, io che sto zitta, io so che qualsiasi camera d’albergo adesso è più mia di queste scartoffie polverose, di questa eterna macchia sul soffitto, di queste mura gelide e del loro gelido silenzio.
:-)
farolit
#4
22:46, 29 agosto, 2007
Grazie Faro per la pazienza e l'affetto con cui hai riportato questo "dialogo a una voce"...ora la bambina è più quieta, e la donna più certa della propria decisione...magari presto "la principessa" si libererà delle catene...grazie amica mia! Grazie!
posidonia
#3
16:22, 29 agosto, 2007
O.T.
Ci vuole, adesso, parlare alla bambina come fosse donna e alla donna come bambina. Sin miedo. So che emtrambe, tenendosi per mano, capiranno.
L'estasi di John Donne
"Noi posavamo là, noi due diletti,
ove la riva come un cuscino
s'incurvava turgida a sostenere
della viola il capo reclino.
Le mani cementate avvinte
da un balsamo tenace, da esse effuso,
i raggi degli sguardi intrecciati
i nostri occhi infilavano su un doppio filo.
Innestare le mani fu allora
il nostro unico modo d'essere uno,
e concepire immagini negli occhi
l'unica forma di procreazione.
Carne tra pari eserciti il destino
sospende una vittoria incerta,
così le nostre anime (da noi uscite
per avanzare in dignità) alte tra me e lei sostavano.
Mentre alte le anime negoziavano,
noi si rimase come statue di sepolcri:l'intero giorno immoli in identica posa,
l'intero giorno senza dire parola.
Se mai qualcuno, raffinato dall'amore
così da intendere il linguaggio delle anime, fatto puro intelletto da un amore grande,
non troppo lontano si fosse trovato,
pur non sapendo che anima parlasse
(medesimo intento, medesima parola
ciascuna profferiva) nuova sublimazione
ne avrebbe tratto, e se ne sarebbe andato
più puro che prima.
Quest'estasi (ci si disse) scioglie ogni dubbio.
Ci dice quel che noi si ama.
Che non era sesso ci fa vedere,
che non vedemmo ciò che ci mosse ora si vede.
Ma poi che ogni anima contiene
cose commiste, indefinite,
queste anime commiste amore
di nuovo mischia, di due ne fa una,
delle due anime fatta ciascuna.
Trapianta una viola tutta sola:
vitalità, colore, misura -
dapprima deboli e in difetto -
raddoppiano, crescono a dismisura,
così quando l'amore
l'una con l'altra due anime rianima,
l'anima più perfetta che ne viene
le mancanze esclude della solitudine.
E noi che siamo questa nuova anima sappiamo di cosa si è commisti e fatti,
poiché gli atomi da cui cresciamo
sono anime, da mutamento intatte.
Oh ma perché, tanto a lungo, tanto oltre
ai nostri corpi ci neghiamo?
Non sono noi, ma li abbiamo,
noi siamo le intelligenze, essi la sfera.
Dobbiamo essere grati perché infatti
solo per essi a noi stessi convenimmo;
ci donarono i sensi, la loro forza,
sono lega per noi, e non la scoria.
Come l'influsso del cielo sull'uomo non agisce
se l'aria non ne è dapprima impressa,
così anima nell'anima può trasfondersi
anche se il corpo è il primo ricetto.
E come il sangue si affatica a produrre
spiriti il più simili a anime
(sono queste dita che devono intrecciare
il sottile nodo che ci fa umani),
così le anime dei più puri amanti
devono discendere in facoltà, in affetti,
che i sensi possano cogliere e comprendere,
o un grande principe resterà in catene.
Volgiamoci dunque ai nostri corpi,
che anche i deboli possano vedere
l'amore rivelato. Crescono nell’anima
i misteri dell'amore, ma il corpo è il libro rivelato.
E se un amante, simile a noi, abbia udito
questo dialogo a una voce, osservi pure,
ci vedrà poco mutati, quando ai corpi
avremo fatto ritorno."
farolit
#2
11:10, 26 agosto, 2007
Grazie Faro. è vero quello che dici, l'emozione è come un seme da cui nascono belle creature, che arricchiscono il giardino dell'anima.
posidonia
#1
20:55, 25 agosto, 2007
Oh sì, tesoro, l'emozione è sempre una cosa vera. Una delle poche cose "conservabili" in noi, dentro, nell' unico luogo sicuro che abbiamo.
bentornata mujer
:-)
farolit
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