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Commenti
#3
22:18, 31 marzo, 2003
Purtroppo non ho fatto marketing, non m'intendo di target, il mio mestiere è molto più legato all'istinto e a un mercato di nicchia. Comunque sono d'accordo sulla necessità di restringere il target. Ad esempio l'imam Bouchta (o come cazzo si chiama, di Torino) ha asserito che manderà la cassetta di come si sono comportati i poliziotti italiani all'ultima manifestazione per la pace, ad Al Jazzeera. Secondo lui quella rete è il nuovo Tribunale Islamico Internazionale? Che tipo di minaccia è? Qualsiasi cosa sanzionata da Al Jazeera sarà oggetto di ritorsioni da parte di qualche bestia? (Vedi che ci ho messo il "qualche"). Io come risposta gli fionderei un calcio in culo fino al minareto più lontano del Sahara. D'altronde se vai in Turchia, o ci vado io, ci tratterebbero benissimo, sono ospitali, generosi, carini, l'ho provato sulla mia pelle, ti chiamano subito arkadash (amico). Appena ti volti, però l'appellativo diventa quello secolare (pis gavur, cioè infedele di merda). Questo è qualcosa di radicato che un italiano, per sua fortuna, non riesce a concepire, abituato alla melassa buonista e appiccicosa del cattolicesimo. Solo i cristiani, cosiddetti di frontiera, serbi, bulgari, soprattutto greci, sanno cosa vuol dire convivere con i musulmani. Lo fanno, loro malgrado, da 600 anni. Perciò li odiano ancora, soprattutto la popolazione greca, a morte. La Grecia e la Turchia confinano per terra oltrechè fronteggiarsi sul mare, ma prova a trovare un greco che sia andato per turismo in Turchia. E' rarissimo. Ci sono secoli di repulsione genetica a una barbarie, quella ottomana, che non ha mai avuto pari in Occidente. C'è poco da fare, non mi sento ne trucido, ne poco lucido. Sono allibito dalla feccia no global, ricca, sazia e annoiata, che non sa neanche qual è la capitale della Svizzera, ma snocciola dati sulla povertà nel mondo, le multinazionali e pippe infinite. E oggi urla PACE, questo sì uno slogan generalista dal target inesistente. O forse un target ce l'ha. Fare l'antiamericano che va tanto di moda. Non seguo le mode. Lo ero (antiamericano) e non lo sono più. Li appoggio in pieno e non ho srotolato la loro bandiera di fianco alla mia solo perché ho paura della violenza dei pacifisti bolognesi. Che sanno essere molto violenti. Non capiscono, ricchi sì, ma poveri di idee e profondamente ignoranti, che il problema del mondo è la sovrappopolazione, non le multinazionali. Che fare 11 figli perchè li vuole Allah è un crimine contro se stessi e il resto dell'umanità. Che l'ignoranza e la cattività in cui vive questa gente costretta dai suoi capi tribù e religiosi è spaventosa. Spaventosa. Il vero pericolo non sono i cow boy texani. Sono questi trogloditi, non tutti, ma tantissimi, che aspettano la fine del loro Medio Evo, sentendosi depositari di una cultura che non hanno. Qualche sinistroide ha il coraggio di dire "la grande civiltà e cultura islamica" e io mi chiedo se io venga da un altro pianeta. Perchè sulla terra, la cosa più degna di nota che abbia fatto l'Islam negli ultimi 500 anni, è stata buttare giù due grattacieli che contenevano ventimila esseri umani, e ammazzarne tremila. Per concludere (scusa la lunghezza) il magma di bestialità nel mondo arabo non è indistinto, ma è sufficiente a fare una grossa differenza con il nostro mondo, e io la faccio a chiare, scandite lettere. A costo di sembrare più orbo di un missile (Ma non più scemo di un missile, quello è un livello cui arrivano solo i macellai suicidi con le fasce sulle teste vuote e sudate). E chi dice: poverini, sono disperati, lottano per al loro terra.
utente anonimo
#2
17:50, 31 marzo, 2003
Hai ragione sugli sceicconi. Però è curioso: distingui senza problemi i buoni dai cattivi quando parli di Americani e Israeliani (dei quali dici di non amare i governi e di non stravedere nemmeno per i popoli), eppure compatti l'infinito mondo arabo in un unico magma di bestialità. Come mai? Guarda che l'astigmatismo selettivo è pericoloso. E' pericoloso compiacersi d'esser trucidi (il fatto che faccia rima con lucidi non è sufficiente). E anche gli slogan generalisti sono peggio delle polveri sottili ("scovateli nelle tane", "reagite a modo vostro"). Come ogni buon ometto di marketing sa, è meglio mirare al bersaglio. Lo sanno perfino i missili, ormai.
Effedipi
#1
17:34, 31 marzo, 2003
Mi sembrano molto meno gagliardi, sia ora che prima, delle migliaia di straccioni bercianti dalle piazza del Cairo, Damasco e Amman. D'altronde se a noi ci hanno fuso vent'anni di cartoni animati e paperissime di Canale 5, pensa che disastro possono combinare le varie Al Jazeera su una mandria di illitterati. Ora ho capito! Gli sceicconi distolgono l'attenzione delle loro folle tonte e analfabete sull'imperialismo occidentale, così si salvano la pelle e i miliardi di dollari. Che maiali! D'altronde lì la carne di maiale non si tocca. Lo faranno per la conservazione della specie? Se poi Saddam mischia i bambini con i bersagli militari, incita i kamikaze, fa scoppiare missili di contraerea sui quartieri sciiti di Baghdad accusando gli americani, troverà sempre qualche squallido Epifani europeo a fargli da quarta sponda... Sono senza parole... quasi! Mi è rimasta la voglia di dire ad alta voce. Forza ragazzi. E forza Israele. Non fatevi trucidare nei caffè sul mare. Reagite a modo vostro. Con sangue freddo. Scovateli nelle tane e non porgete l'altra guancia. Non servirebbe a niente.
utente anonimo
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