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Commenti
#10
12:31, 11 settembre, 2007
Figurati. Hai ragione sulle conseguenze dell'amore, lo reputo perfetto. Lo guardo e riguardo,e ogni volta mi colpisce.
Edooo
#9
10:15, 11 settembre, 2007
x Edooo: sei molto gentile, ti ringrazio. L'immagine che hai nell'avatar sintetizza per me uno dei momenti di maggiore solitudine mai espressi in un film (tra l'altro di grande cura e intelligenza). Il titolo m'e' venuto per associazione d'idee, qualcosa che si perdeva per sempre, in cui la necessita' e la volonta' si confondevano; li' un amore, qui una vita...
euriskon
#8
18:49, 10 settembre, 2007
Yeon accompagna Jin per l'ultima volta nel ciclo della primavera, estate, autunno ed inverno. Gli dimostra che il tempo è una convenzione e che la sua misura non avviene in anni, mesi e giorni ma in energia, passioni e sensazioni.
Vero,bellissima frase (ma bella tutta la recensione). E poi grandissima citazione nel titolo!
Edooo
#7
18:13, 10 settembre, 2007
prego prego mi piaceil tuo blog e te li faccio sinceramente.
quello che temo è che kim ki duk possa occidentalizzarsi troppo già sto notato che soprattutto in time la cosa si stia rilevando, o forse sono mie impressioni, o forse ancora kim ha espresso una malattia globale che ovviamente ha colpito e sta colpendo anche la korea (insomma le donne fissate con la celllulite sono in tutto il mondo). Può darsi anche che il kim che conoscevamo in adress unknown sia evoluto o altro però ti ripeto temo che si occidentalizzi dato che sta divendno una figura interessante nel cinema odierno.
Cmq io consiglio di vedere ogni sua opera il lingua originale, così come ogni film, anche made Usa, in questo modo si coglie meglio la recitazione, abbiamo si bravi doppiatori, però io credo che il cinema sia come la poesia, insomma non va letta tradotta, ma dall'originale poi caso mai si legogno i sottotitoli, vabbè ma questa è una mia opinione.
Insomma vedere il cielo sopra berlino in originale è tutta un'altra cosa ;).
ciao ciao
bestiolarara
#6
12:54, 10 settembre, 2007
x bestiolarara: amo particolarmente questo regista. La prima opera sua la scoprii casualmente per una di quelle notti ghezziane in cui trasmisero L'isola. Non conoscevo l'autore e neppure il titolo del film... bastarono poche scene per coglierne l'eccezionalita'. Probabilmente Ferro 3 e' l'opera piu' teoretica ma ho trovato entusiasmante Primavere, estate... emozionante La samaritana
Sara' un caso ma proprio in questi giorni stavo guardando un po' di film di Park Chan-Wook e di Kim Ki-Duk per cui credo che ti consultero' per qualche suggerimento. Ah, grazie dei complimenti...
euriskon
#5
12:19, 10 settembre, 2007
x trinitysdc: come ho scritto nel commento per Orson, anche io ho trovato una mancanza che rilanciasse l'emozione. Per te che ancora non hai visto alcuni dei suoi precedenti film c'e' la certezza di visioni entusiasmanti...
euriskon
#4
12:07, 10 settembre, 2007
x Orson: sull'eccezionalita' e la coerenza di Kim Ki-Duk sottoscrivo in pieno, essendo confermata anche in questo film. L'assenza di grandi costi di produzione e' visibile ma non sminuisce l'opera. Se dovessi aggiungere un giudizio emotivo e di impressione sul film direi che a volte ho avuto la sensazione di un tentativo di slancio non coronato da un volo pieno, anche per una certa trascuratezza su alcune immagini. La severita' di giudizio deriva solo dall'aver fatto film con immagini belle come quadri di Monet, e ai geni non si perdona la normalita'.
euriskon
#3
11:56, 10 settembre, 2007
L'ho visto anch'io... ma non mi ha emozionato tanto quanto speravo. O meglio... non mi ha travolto.
Comunque prima di parlarne voglio vedere Ferro 3 e Primavera, Estate....
Ciao!
trinitysdc
#2
06:30, 08 settembre, 2007
allora è inutile che ci giriamo e ci rigiriamo su kim ki duk, rimane ed è un artista molto dotato e soprattutto interessante, ma non scordiamoci che è uno dei pochi conosciuti in occidente, insieme a park choon-wook, quindi si può cadere nell'errore di essere reputato il migliore regista della corea.
l'opera somma di kim ki duk rimane sicuramente ferro 3, quest'ultimo film (respiro anche se l'hanno intitolato soffio, in realtà breath vuole dire respiro) lo devo ancora vedere e credo che rimarrò come sempre bene impressionata.
Mi sono piaciuti tutti i suoi film, ma ripeto ferro 3 è ferro 3 soprattutto grazie all'attrice femminile che ha scelto, se ti interessa il cinema coreano o ti potrà interessare fammi uno squillo io sto proprio ora passando questa fase :D e posso consigliarti delle cosine interessanti oppure dai uno sguardo ai miei vecchi post.
infine voglio nuovamente complimentarmi per il tuo blog ogni post è sempre interessante leggerlo e soprattutto mi piace per come è strutturato e per la sua semplicità.
quindi bravo e ti auguro un buon fine settimana!
bestiolarara
#1
03:00, 08 settembre, 2007
Il film non l'ho ancora visto e le tue parole mi confermano la natura eccezionale del koreano Kim Ki-Duk, davvero autore, davvero coerente con la propria poetica.
Sapere poi che il suo cinema è realizzato a bugdet quasi zero ed in tempi strettissimi, rincuora non poco sui destini della settima arte (o giù di lì).
Orson
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