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Commenti
#2
19:27, 26 febbraio, 2004
l'ho letto, e trovo straordinaria la capacita' di Art Spiegelman nel conservare la capacita' di sorridere, l'autoironia, senza pero' diminuire di un grammo il carico di orrore che porta il suo racconto. Io non so come fa, ma ci riesce. Eppure racconta umiliazioni incredibili, torture, uccisioni gratuite compiute ridendo, il suicidio di sua madre. Davanti a testimonianze simili, torna in mente la frase del Riccardo III di Shakespeare, non la cito per fare il saputello ma perche' mi e' rimasta in testa: piu' o meno, dice "Anche la bestia piu' feroce ha un minimo senso di pieta'. Io non ne ho alcuno, per questo non sono una bestia". Art Spiegelman e' un grande, ma soprattutto e' un uomo che fa ancora sperare negli uomini.
all
#1
14:48, 24 febbraio, 2004
acc... ce l'ho nel cassetto da un secolo ma proprio non riesco a leggerlo... caro nipotino, che fine mi hai fatto? la zia preoccupata
sonicgirl
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