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Commenti
21:31, 05 novembre, 2007

@giggimassi, sei vizioso.

Su Céline magari ti scrivo in mail, è una faccenda complessa...

@temporalia, io la candela diciamo che oramai non la accendo neanche ;)

@tristantzara, di solito inizia quando mi alzo la mattina, verso le 6,30 nei giorni lavorativi (sabato e domenica, alle 8,30 circa).

@Henrietta, sono solidale con Henrietto stavolta. Comunque non preoccuparti: la comprensione di Edika è riservata agli eletti :)))

@Effe: qualche chef lo fa. Ma, com'è giusto, non lo dice.

@danildc, sante parole :)
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12:59, 05 novembre, 2007

Odio no, ma star tanto sulle palle sì. Tremendamente.
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10:27, 05 novembre, 2007

(tanto lo so che lo chef, tutto sorrisi e ammiccamenti, nel segreto della cucina ci sputa, nel piatto che poi guadagnerà le lodi dei commensali)
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21:16, 04 novembre, 2007

Io odio le persone ma allo stesso tempo le vorrei redimere. L'ho battezzata "sindrome della maestrina". E Edica però non lo capisco. Più Henrietto ride e più mi sembra che faccia finta, proprio che reciti quella ilarità per irritarmi. :)
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13:28, 04 novembre, 2007

Sì ok,ma allora perchè così tanto odio per le persone ? e a che ora inizia ?
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00:35, 04 novembre, 2007

Più volte mi è capitato di pensare che la fatica che ognuno impiega per farsi piacere un po' quelli che incontra non valga la candela. Io la candela la spengo volentieri e spesso. Non mi pento neanche, a dire la verità. Molti mi annoiano e per la noia mi basto io. Molti m'infastidiscono perché troppo superiori a me e allora evitarli è una medicina salvavita. Molti altri ricevono da me un odio puro e cristallino e son quelli che se ne fregano di tutto, i cattivi cittadini. Che non mi considerino come persona mi sta pure bene, rientra nel tollerabile; ma che non mi considerino come cittadina al pari loro e che commettano cazzate di vario tipo che impediscono un minimo di civiltà, ecco questo legittima il mio odio totale verso di loro.
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11:03, 01 novembre, 2007

in realtà, una situazione in cui sia piacevole farsi mettere in mezzo da due donne, in mente ce l'avrei :)

comunque, se davvero non era autenticamente maledetto Céline, non saprei proprio chi altri...
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10:49, 01 novembre, 2007

@ernestoA, infatti. D'altronde, c'è tanta gente a cui la cosiddetta "vita" in effetti basta.


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21:53, 31 ottobre, 2007

@seia, qui l'odio non va inteso come un sentimento totalizzante. Il fatto che, per tua stessa ammissione, tu di gente ne sopporti ben poca, ti rende di diritto socia del club :P

@inquiline, dovevo saperlo: mai, in nessuna situazione, farsi mettere in mezzo da due donne (anzi, in questo caso, praticamente da quattro). Il tuo comunque è un colpo basso...

@vincenzillo, tu d'accordo con Seia? Ecco perché oggi piove...

@sempreinbilico, oserei dire che la letizia è al culmine. Stappiamo una bottiglia di champagne? ;)

@giggimassi, Cèline odiava molto meno di quanto non appaia da certi suoi libelli. Il protagonista del "Viaggio" poi - pur se i materiali del libro sono autobiografici -, è un personaggio letterario: non è lui stesso, non fino alla completa, integrale identificazione.

@alessandra, perché mai prendersela con la finzione? La finzione, nella vita, è tutto. Non può esserci felicità, senza finzione. Sapersi servire della menzogna, e conviverci bene, è un prerequisito necessario - a mio avviso - per una vita tranquilla e appagante.

@Effe, io la vedo diversamente da te. Anzi, il lettore è uno di quelli che non ho motivo di odiare. Come fa, un bottegaio, a odiare i propri clienti? O meglio: può anche farlo. Ma questo chef, invece, adora i suoi avventori. Anzi: è per loro che esiste, che vive e respira. Senza di essi, tutti i suoi virtuosismi valgono a nulla.

@Orazio70, vedi la mia risposta ad @Effe.

@Vipera76, ti assicuro che qui tutto facciamo, salvo che darci al maledettismo. Io faccio un lavoro normale, ho una scrivania in legno di quercia e una poltrona imbottita, ho una serie di completi gessati tutti uguali, faccio una vita che più borghese non si può, vado a letto presto, esco poco la sera. Meno maledetto di così...
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18:57, 31 ottobre, 2007

Io me lo ripeto spesso: Meglio una persona che ti odia con sincerità che una che fa intendere di amare l'umanità intera e ti piglia per il culo. Beh, però in blogosfera (come nella vita reale) qualcuno ci marcia nel ruolo del "maudit"...;-)
Vipera76
utente anonimo
17:09, 31 ottobre, 2007

Ma come "voi, nel frattempo, state bene"??? Vedi... non odi abbastanza le persone.
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16:39, 31 ottobre, 2007

dirò di più (o di meno, che andare per sottrazione fa per me. Risulto infatti associato alla categoria dei VIP -Volontariamente e Integerrimamente Pigri)
Per raccontare, bisogna odiare Il Lettore.
Non un odio generico - che non guasta, ma non basta - verso la moltitudine delle creature.
No, bisogna odiare proprio lui, Il Lettore.
Scrivere contro di lui, con ogni forza.
Ogni storia è uno scontro mortale tra chi scrive e chi legge.
Uno solo resta vivo.
Come non capirlo?
Come non odiare?
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16:13, 31 ottobre, 2007

I cattivi, e i buoni, mi fanno pensare a quelli che si fingono cattivi tanto da (tentare di)convincere se stessi e gli altri e ai loro opposti (quelli che si fingono buoni). In entrambe le categorie la finzione è l’elemento comune. Ed è con quella con cui dovrei “prendermela” e biasimare entrambe le categorie. Però devo ammettere che a volte le azioni e i discorsi dei finti cattivi sono divertenti, mentre tutto quello che viene portato avanti dai loro opposti è di una noia mortale.
(Ovviamente non mi riferisco a te, eh. Ché mica ti conosco)
alessandra
utente anonimo
16:03, 31 ottobre, 2007

sacrosanta la frase di Houellebecq: se non ti rompi un po' le palle non ti viene voglia di andare a vedere com'è "l'universo artistico", dovrebbe bastarti l'universo non estetico, la vita insomma.
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15:48, 31 ottobre, 2007

a mio avviso c'è stato un solo grande, autentico esempio di odio per il genere umano che si è fatto grandiosa letteratura: Céline.
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14:58, 31 ottobre, 2007

La faccenda del libro pubblicato è una cosa che ripetono - proprio testuale come l' hai scritta - pure a me.
Personalmente sto entrando nell' ottica di sottoscrivere l' Affermazione di Houellebecq. E il post nella sua interezza. Che gioia, eh ?
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14:38, 31 ottobre, 2007

Oddio Vince comincio a preoccuparmi davvero anche io! Ultimamente andiamo troppo d'accordo :-)
In effeti penso che se continuo a raccontare i fatti nostri Davide finisce per bannarmi dal blog, ma oggi sono a casa, senza niente da fare (o meglio senza voglia di fare niente e quindi mi dedico al sano cazzeggio).
Blogger: seia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente seia
#9  
14:36, 31 ottobre, 2007

Ah beh guarda, in effetti voglio proprio vedere se davanti alle tue inquilinette gli regge l'odio, ti ricordi come correva dietro a pp per evitarle di finire nel wc del bagnno della pizzeria? :-)
Blogger: seia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente seia
#8  
14:35, 31 ottobre, 2007

seia, è incredibile! sono d'accordo con tutti e due i tuoi commenti. Devo preoccuparmi? :-)
(a parte naturalmente l'ultimo rigo del secondo, che sono affaracci vostri)
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#7  
13:58, 31 ottobre, 2007

Pensa che io scriverei, se scrivessi, per paura della morte.

Io credo che tu lo debba portare su Seiuzz, così gli facciamo una foto al tavolino con le inquilins e registriamo gli occhi lucidi e commossi d'affetto e di gioia e questa storia dell'odio gliela tacciamo noi. No?

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#6  
13:19, 31 ottobre, 2007

Come sai a me Houellebecq mi dice ancora meno di quella frase :-)
Io leggo e vado al cinema (meno) o alle mostre perché sono curiosa, perché mi piace la bellezza e sono attratta dal "brutto" anche, perché mi sorprende ogni volta vedere la realizzazione concreta di idee astratte o intuizioni o veri lampi di genio e soprattutto perché mi annoio facilmente e ho bisogno di far passare il tempo, sicuramente non perché odio la gente. Certo ne sopporto molto poca, ma mi limito a non frequentarla o a selezionare molto bene le mie conoscenze, non corro a prendere in mano un libro per sfuggirla.
Tu Davide sei un caso a parte e so per certo che la gente la odi davvero, in generale però posizione come quella espressa da te o dal tipo che ha scritto quello frase o da Houellebecq sono è una posa, una maschera, una fiction.
Poi non odi tutti a me mi adori no? :-)
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#5  
13:15, 31 ottobre, 2007

@Ste, la faccenda del razzo la capisco. Giorni fa ho ricevuto una telefonata di lavoro mentre stavo pranzando. Ho detto alla persona che mi aveva chiamato: "Sappi, comunque, che in questo momento desidero ucciderti".

@anonimo, ma io sono pigro. E' normale che faccia cose troppo facili.
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#4  
13:04, 31 ottobre, 2007

Troppo facile non sopportare la gente, troppo facile odiarla. Troppo facile.
utente anonimo
#3  
12:52, 31 ottobre, 2007

La frase m'aveva lasciato perplesso pure a me finché non ho letto quest'altra di Houellebecq, ecco. Allora la frase che mi lasciava perplesso è diventata una frase che mi convinceva in pieno.

(sarà che io le persone non le sopporto. Non so se questo è odio. Mi ricordo, una volta, scrissi sul blog un post a proposito del fatto che spesso e volentieri mi viene questa voglia di prendere e sparare un razzo alla gente. Un razzo, proprio. Mica un colpo di pistola: un razzo.)
[Ste]
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#2  
12:34, 31 ottobre, 2007

@Seia, nessuna offesa: ma la pensiamo diversamente. Io, figurati, penso che addirittura non solo la produzione, ma anche la fruizione della letteratura richieda, in genere, un po' d'odio - o perlomeno di fastidio - verso le cose del mondo. Come osserva Houellebecq: “Se si ama la vita non si legge. Né d’altronde si va al cinema. Checché se ne dica, l’accesso all’universo artistico è riservato quasi esclusivamente a chi ne abbia un po’ le palle piene”.
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#1  
12:12, 31 ottobre, 2007

Mah, a me veramente quella frase m'ha lasciato perplessa e penso che non significhi un cazzo. E' solo una frase a effetto per far sorridere o sembrare cinici quanto basta per sconfinare nell'intelligenza tormentata che fa tanto fico.
Senza offesa eh ;-)
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