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Commenti
00:29, 08 novembre, 2007

AtaruMoroboshi: stile e classe del Liddas non hanno paragoni.

Adriano: cazzo, sei veramente anni 80. Onore a te e grazie per il ricordo.

afecionados: grazie per il pensiero. Gente come lui, non muore mai.

[aNDy cAPp]
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00:09, 08 novembre, 2007

"Oronzo Canà? Opera di Nils Liedholm. Ci incontrammo per la prima volta in treno, andavamo entrambi da Roma a Milano, io dovevo andare in tv. Liedholm mi chiese se io conoscevo l’allenatore Oronzo Pugliese, noto all’epoca per un carattere irascibile, stravagante e originale, perché gli sembrava che io nei miei film imitassi il suo modo di parlare. Ma io non conoscevo Pugliese, e allora Liedholm me ne parlò diverse volte, nei successivi Roma-Milano che facemmo insieme. A quel punto mi venne veramente l’idea di farne un personaggio per un film. Scrissi un soggetto e il film fu un successo straordinario. Mi promise di recitare e lo fece. Fra di noi si instaurò un bellissimo rapporto, mi raccontò che nei suoi tantissimi ritiri faceva vedere molte volte ai giocatori delle sue squadre quel film".

Ecco come lo ha ricordato Lino Banfi, che lo chiamò come guest star nel celebre film "L'Allenatore nel Pallone".

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17:28, 07 novembre, 2007

Ste: si vede, si vede...
utente anonimo
14:14, 07 novembre, 2007

Con il Barone se ne va il MIO allenatore. Come uno zio, un intimo vicino di casa. Quando ero piccolo l'allenatore della Roma era LUI. Fu il primo di cui ho un ricordo: prima di LUI, nella mia mente di bambino di allora, c'è il nulla.
I miei primi ricordi calcistici risalgono alla finale di Coppa Italia con il Torino del 1980 con Trancredi protagonista. Era il primo trofeo di Liedholm con la Roma. All'epoca non lo sapevo, ovviamente.
Ricordo il terrore di ragazzino quando lasciò Roma per Milano nel 1984. Il mago, la guida, l'allenatore che aveva costruito il magico giocattolo andava via. Ero atterrito per la mia Roma. Era la stessa sensazione che avevo quando non c'era Falcao nell'undici titolare: sostanzialmente avevo paura, sentivo la mia Roma più debole.
Il Barone è poi tornato, ma ormai stavo crescendo e certe suggestioni infantili non le ho mai più provate pur continuando ad amarlo e apprezzarlo.
Quando è morto ho pensato con il cuore che un pezzetto del mio essere bambino è finito per sempre:
adoravo quando diceva "Iocare" invece di "Giocare".
Addio grande mister

Adriano
utente anonimo
13:49, 07 novembre, 2007

JimmyDixxx: figurati. A me piaceva Enzo Biagi. Mi spiace un po' il processo di beatificazione che ha subìto retoricamente dopo l'epurazione dalla Rai, ma a ma piaceva. Di lui ho sempre fatto mio un precetto, credo originalissimo, ossia il non prescindere MAI il buon giornalismo dall'opinione personale, tenendo comunque ferma e incrollabile l'oggettività. "Se non hai un punto di vista non sei un uomo", disse una volta in un'intervista. Penso di aver fatto mio questo concetto e penso che si veda anche nelle cose che scrivo qui dentro.
[Ste]
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08:53, 07 novembre, 2007

Scusa, ma anche Enzo Biagi è stato necessario per la nostra esistenza...poi se non ne vuoi parlare chissenefrega...i morti famosi (quelli a cui si vuole bene) dovrebbero morire a distanza di 2 mesi uno dall'altro...

JimmyDixxx
utente anonimo
22:52, 06 novembre, 2007

L'ho amato da lontano.
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20:35, 06 novembre, 2007

Giovanni: basta morti. La vita è più interessante. Liedholm e Nicheli sono stati necessari per la nostra esistenza. Gli altri così e così. Con tutto il rispetto :-)
[Ste]
utente anonimo
#9  
19:28, 06 novembre, 2007

[Ste], qualcosa su Enzo Biagi?
Andy Capp, qualcosa sui Lopiccolo?
Ormai siete i miei commentatori d'attualità principi del web, io attendo speranzoso....:-)

Altrimenti lo faccio io, eh!
Giovanni
utente anonimo
#8  
19:09, 06 novembre, 2007

mi capitò di intervistarlo circa 3 anni fa, al telefono, in radio.

Ero emozionatissimo, lui non era proprio il massimo della lucidità, però lo humour non lo aveva perso.

Il vecchio Liddas ha segnato un'epoca. È la prima Roma di cui abbia un ricordo nitido ed è forse quella più bella.
Ora, presidente, capitano e allenatore se ne sono andati.
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#7  
14:19, 06 novembre, 2007

anonimo #1: speriamo un giorno di rivederlo.

Botticella: sesaltro, ti avrebbe risposto così.

Ugaduga: ultimo testimone del nostro calcio. Vivrà sempre nei cuori di chi lo ha amato.

JimmyDixxx: speriamo che domenica venga ricordato a dovere da tutte e due le curve.

Valerio: è stato uno di quegli uomini di cui abbiamo il dovere di raccontare.

[Ste]: ero sicuro che noantri fosse il posto giusto per condividere un momento come questo. Grazie per le belle parole.

[aNDy cAPp]
utente anonimo
#6  
12:51, 06 novembre, 2007

Mi associo al ricordo di un grandissimo campione, un grande allenatore e un formidabile amante del buon vino.

Diranno la Juventus, diranno il Real Madrid: ma chi non vive il calcio a Roma non lo può sape' che roba è il pallone.

(tra l'altro voglio dire, parlando del video che hai linkato, e lo dico da laziale, ma 'sti cazzi, che quando vedo le esultanze della GENTE per uno scudetto vinto, capisco che il calcio sopravvivrà all'essere umano. Non esiste un libro, non esiste un film, non esiste un artista, non esiste uno scrittore, non esiste NIENTE e NESSUNO che sia in grado di avvicinare, anche lontanissimamente, le emozione che danno quei maledetti 90 minuti.)
[Ste]
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#5  
10:57, 06 novembre, 2007

Il Barone s'è addormito. Non ho potuto vivere la sua Roma dal vivo, ma so che è stata Grande grazie ai racconti di mio padre, di mio zio Roberto e di mio fratello.

Grazie, signor Liedholm.

Valerio
utente anonimo
#4  
10:20, 06 novembre, 2007

addio Barone, i tifosi di Milan e Roma sono stati fortunati ad averti in campo e in panchina. Grande uomo, grande giocatore, grande allenatore.
Ma soprattutto una gran persona, normale anche quando eri straordinario, sempre.

Addio Barone.

JimmyDixxx
utente anonimo
#3  
09:40, 06 novembre, 2007

La discrezione, l'eleganza e l'ironia del grande Liedholm sono qualità, oggi, da rimarcare. Con la morte del Barone scompare, infatti, uno degli ultimi tasselli di "quel" gioco del calcio fatto di partite alle 14:30, del pallone a pentagoni neri o tutt'al più con i disegni geometrici del Tango, dell'ingresso in Curva Sud anche alle 9:30, della trasmissione sulla Rete 1 di un tempo di una partita di serie A, dello stadio Olimpico sempre pieno. Insomma, scompare un modo di vivere gli incontri della domenica (solo di domenica!) in maniera più passionale e vicina ai sentimenti e va via, appunto, un pezzo della nostra adoloscenza.
Ancora ciao, Barone.
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#2  
09:33, 06 novembre, 2007

mi viene in mente una frase.....
"la roma dello scudetto".....se sento questa frase riesco a pensare solo allo scudetto del barone.....
amo il calcio perchè tu me ne hai fatto innamorare, tu e le tue invenzioni....la zona, i reparti in linea, Falcao regista e Ago falso libero....
vedendo te e Dino insieme mi chiedevo sempre "ma questi che ci fanno nel mondo del calcio?", ancora non ho trovato una risposta esaudiente, però so che ora la domanda è "perchè non ci siete più?"

ti immagino ancora così:
cappello di lana a righe gialle e rosse, giubbotto nr....
puoi ancora mettere le tue mani in tasca, e mi raccomando, lascia fuori i pollici.....

non ti dimenticherò mai
ciao Barone, e salutami Ago

Botticella
utente anonimo
#1  
09:10, 06 novembre, 2007

Mi "siddìa" stare a dire era bravo, era discreto, ecc. ecc.. Per me,romanista, eri semplicemente il Barone, un uomo che ci ha fatto vantare di essere romanisti,più di quanto non facciamo di solito.

Arrivederci.
utente anonimo

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