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Commenti
01:56, 05 dicembre, 2007

Certo che cugino che hai... che vergona! Comunque era la casa di Charles Dickens; scrivere "Forza Lazio" sul diario della casa di Anna Frank era troppo anche per uno come me. Comunque ero piccolo, fortunatamente di cresce e si cambia... Forza Magica Lazio!!
utente anonimo
15:49, 13 novembre, 2007

Bello Gigi... me l'ero perso... confermo in tutto e per tutto quello che dici... Pedinare i parigini, prendere i loro ritmi. Ho avuto modo di farlo due settimane: esperienza unica. =)
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17:16, 11 novembre, 2007

Che meraviglia i colori di quegli alberi nelle foto!
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21:28, 10 novembre, 2007

Rob: sempre meglio che dipingADAMO.
Ok, mi butto al fiume.
[Ste]
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14:21, 10 novembre, 2007

Ti deludo, Ste: dipingEVO
r.
utente anonimo
11:50, 10 novembre, 2007

io il primo bacio l'ho dato a una Eliana di Torre Maura.

Ah ah ah ah ah :-))

(Robilant: applausi! Dipingi eh...?)
[Ste]
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11:46, 10 novembre, 2007

@ orazio: non l'ho dimenticato, è che per un fumatore come me è stato troppo bello vedere che da Paul Bert, bistrot tipico, si fumava alla grande. Civiltà superiore :)

@ fratturemultiple: sembra che io sia l'unico italiano a non aver avuto storie con una francese...
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11:31, 10 novembre, 2007

ah, les italiens... ridevo troppo per M. dolce fanciulla che mi spezzò il cuore. Salut nos-autres.
utente anonimo
11:16, 10 novembre, 2007

Bellissimo reportage. Ti sei solo dimenticato di dire che è impossibile frequentare qualsiasi locale notturno perché fumano come ciminiere senza nessuna pietà per i non fumatori... Non raramente perfino nei ristoranti.
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07:27, 10 novembre, 2007

@ ernestoa: quindici anni senza? Corri a fare il biglietto!

@ virginie: mi rendo conto, viverci dev'essere senz'altro diverso che visitarla ogni tanto [se vuoi fare a cambio per sei mesi, ci sto]. Non ci lasci un indirizzino giusto per Belleville?

@ robilant: i primi pubblicitari della storia è perfetto. Sono talmente convinti della loro superiorità culturale, di essere motore della storia, da poter fare e disfare pure le definizioni modaiole. Comunque, t'è andata bene con Régine: io il primo bacio l'ho dato a una Eliana di Torre Maura.
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19:58, 09 novembre, 2007

La prima ragazza che amai era di P. e si chiamava régine. Aveva i capelli rosso ramato & tutto il resto a posto, una cosa che mi faceva sbattere con le cervella in terra. Un giorno mi disse: “tu es un bourgeois”. Ma io ero un bohémien! mi mandò a cagare. Ero un bohémien senza ombra di dubbio: frequentavo l’accademia, non avevo una lira in tasca, abitavo a vico s. maria verteceli e dipingevo come un espressionista del 1911!!! Tutti quelli che vedevano i miei quadri dicevano: che cazzo! ma io sapevo che quella era la prova del mio essere demodé e di appartenere alla bohéme di 80 anni dopo.
ORA io sono un bourgeoi!
Detto questo, ti prego di dirmi, tu che abiti a P., io non ho mai capito, e mi è rimasto in testa come una siringa nel culo uscita male, che diavolo significa x i parigini “bohémien” (ammesso che tuttora significhi qualcosa) e cosa significa “bourgeoi” (ammesso che tuttora significhi qualcosa). Visto che hanno inventato LORO il significato. Ora vedo le due parole addirittura messe insieme!
Te lo dico io: i parigini sono i primi esseri in europa ad avvalersi di parole alla moda, vuote di reale significato, questo dai tempi di madame voltaire e madame rousseau. I parigini sono i primi pubblicitari della storia, con il loro grossolano senso del paradosso.

robilant (régine, te lo dovevo!)

utente anonimo
18:48, 09 novembre, 2007

beh, invece a me, che ci abito, e, guarda caso, a belleville, parigi sembra abbastanza lontana da così. però sei bravo a scovare gli indirizzi giusti (bobò, cioè bourgeois bohémiens, di brutto ma giusti, niente da dire).
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16:21, 09 novembre, 2007

Ste: Eccomi. Insospettabile, normalissimo, ma dalla doppia personalità. Quando uccido, non ammazzo, squarto. Bevo il sangue delle vittime, mangio le loro carni. Roba normale, dirai. Ma io lo faccio mentre guardo Alda D'Eusanio. E di gente da uccidere...beh, ho una lista bella lunga...

JimmyDixxx
utente anonimo
15:17, 09 novembre, 2007

bellissimo post, mi fa venire molta nostalgia di Parigi che non vedo dal... 1992 (oh, ca..o)
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15:12, 09 novembre, 2007

Che poi volevo dire che la tua frase sui francesi: "sono più simpatici da stronzi", secondo me dovrebbe essere il sottotitolo di qualsiasi saggio o guida dedicata alla Francia. Spiega tutto in cinque parole.

E adesso basta con questo mieloso vatuttobenismo, pezzodistronzo! :-)
[Ste]
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14:10, 09 novembre, 2007

@ ste: affare fatto, io viaggio, voi pagate :)

su Parigi: in poche ore hai centrato proprio quell'atmosfera di convivialità, semplice e naturale, che si ritrova nei locali parigini a tutte le ore.
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13:43, 09 novembre, 2007

Bellissimo post. Dovrei sovvenzionarti i viaggi perché poi ce li venga a raccontare qui, Giggi :-))

Io a Parigi solo una volta, come scrissi tempo fa sul blog: per circa 10 ore, il tempo di vedere la finale di Coppa Uefa tra Lazio e Inter (persa 3-0....) e tornarmene a casa con un charter. Mi affascinò molto, perché passai, per andare allo stadio, davanti ad alcuni bar molto eleganti, però pieni di ragazzi giovani e tutti sembravano che si stessero divertendo senza mai andare sopra le righe. C'era una grande aria di rispetto, di sensibilità. Giovanili ciarpami, per dirla come Guccini, però ostentati rispettosamente.

Anonimo #5: abbello, lo sai sì, che io faccio una campagna acquisti che manco Moggi ai tempi d'oro...! La Factory del Dissenso di Noantri presto si arricchirà ancora. (sto cercando...) Il sogno sarebbe far entrare nella famiglia qualcuno che poi, dopo circa sei mesi, si macchi di un omicidio efferato, così che tutta l'attenzione dei media si concentri sul blog, alla ricerca di SEGNALI, INDIZI, APPELLI INASCOLTATI tra le righe dei suoi post. Se qualcuno ha in mente un omicidio nei prossimi dieci mesi mi contatti in privato.
[Ste]
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#9  
11:43, 09 novembre, 2007

Certo: Parigi, Marsiglia, ma soprattutto Lione, della quale sono innamorato. Faccio spessissimo la spola Italia-Francia per il mio lavoro. E' la mia seconda patria.
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#8  
11:04, 09 novembre, 2007

@ andy capp: curioso, stavamo rispondendo contemporaneamente [la storia finiva con e manco il gettone pe' telefonà ai pompieri]
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#7  
11:02, 09 novembre, 2007

@ jonny: esatto, stanno sui coglioni anche a pelle. Ma io li trovo antropologicamente interessanti, proprio per questo.

@ secondopiano: già, credo che abbiano qualcosa come 350 cinema, e si mettono in fila ordinati se c'è calca al botteghino...proprio come da noi davanti ai film di Natale, eh.

@ chico: contento che ti sia piaciuto. Tu sei mai stato?

@ anonimo #4: sì, vale per ogni città. Ma camminare per Parigi è un'esperienza davvero unica (e sfiancante).

@ anonimo #5: lo so che sei Andy Capp sotto mentite spoglie.
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#6  
10:56, 09 novembre, 2007

anonimo #5: importante è che non ci dia pure "foco ai capelli".

giggimassi: a più tardi per un commento serio al post.

[aNDy cAPp]
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#5  
10:41, 09 novembre, 2007

a noantri sto gigimassi ve dà in culo tutta la vita.
utente anonimo
#4  
09:33, 09 novembre, 2007

Bello, davvero. E il consiglio vale per ogni città...almeno penso.

(i francesi sono stronzi. Li ho sempre odiati.)
utente anonimo
#3  
09:28, 09 novembre, 2007

Chapeau du chapeau.
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#2  
08:56, 09 novembre, 2007

E i cinema? Vogliamo parlare dei cinema parigini? Spettacoli a ogni ora, film nuovissimi e film classici, la gente che assiste allo spettacolo in silenzio! Un paradiso!
utente anonimo
#1  
01:47, 09 novembre, 2007

Complimenti per il mini reportage, si respira quasi l'aria di Parigi. Io ho avuto la fortuna di andarci 6 volte, ma mai per più di tre giorni (l'ultima volta per 2 ore), nonostante i francesi conosciuti (a parte Romain, mia madre e una all'università) mi stiano sui coglioni (non è un pregiudizio, è un postgiudizio, dopo aver lavorato per una società francese dove ne ho conosciuti almeno 4000), nonostante abbia rischiato la coltellata nella banlieue nord, credo sia una città con un'atmosfera unica, una città da vivere, con SPAZI APERTI ENORMI (a milano mancano) l'unica dove io sia riuscito a camminare per 14 ore senza stancarmi, affascinato.

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