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Commenti
#28
08:53, 27 novembre, 2007
il più efferato assassino può scrivere ingenui e sghembi sonetti d'amore, mi pare.
Effe
#27
20:58, 25 novembre, 2007
i libri in ordine perso e in disordine sparso.
la memoria vacilla, purtroppo, ma rimane sempre una sensazione, una parola, una frase dai libri che ho letto. Però non sono molto d'accordo purtroppo signor effe, sulla frase: "i libri siamo noi". Mi viene in mente un bibliofilo famoso della nostra politica (devo pensare che ci siamo sbagliati su di lui?) e penso anche a ufficiali nazisti estremamente feroci, ma raffinati cultori di libri.
bri
cf25302015
#26
15:49, 25 novembre, 2007
Facevo la stessa riflessione alcuni giorni fa.
I libri sono i nostri risparmi che si tramutano in lettere...perse.
elisnelpaese
#25
15:38, 25 novembre, 2007
quanto ha ragione Herr...non ci si libera mai dei libri, sono come i ricordi che ci accompagnano per tutta la vita
LipsVago
#24
00:22, 25 novembre, 2007
guardi, carissimo, a mio parere sono più scandalose le scarpe
( mi chiami Imelda)
EvaCarriego
#23
15:52, 23 novembre, 2007
i libri rappresentano il ricordo di un passato che non c'è più assumendo un valore affettivo notevole, quasi come una catena che non si può spezzare.
Perchè non visitate anche il nostro blog di segnalazioni di novità editoriali: www.internationalbookseller.com
/new
A presto!
utente anonimo
#22
13:57, 23 novembre, 2007
però sono scandalose anche le biglie di vetro, i dischi in vinile,le cartoline, le lettere profumate, le tazzine di mia nonna, le statuine del presepio. Anche loro hanno superato diversi traslochi.
birambai
#21
12:58, 23 novembre, 2007
a me le parole degli altri spesso "mi bucano" ed entrano dentro da qualche parte.
lì restano per ventanni anche trenta, poi un giorno le dico e capisco che erano parole mie, dette per caso da un altro.
ed è sempre una scoperta bella bella.
pispa
#20
12:12, 23 novembre, 2007
il tipo aveva un coccodrillo puzzolente di merda di coccodrillo nella piscina vuota, un iguana di tutto rispetto in un cassetto e, non ricordo altro di quella casa, due grossi libri sotto al divano, al posto della gamba anteriore sinistra. mi domando se siano mai più tornati in una qualsiasi libreria.
varasca
#19
08:50, 23 novembre, 2007
Ho sempre pensato di stare su uno scaffale, e di essere scelta dal libro che intende leggermi, quel giorno, e magari sporcarmi di sugo o cioccolata, sottolinearmi, evidenziarmi, semplicemente imprimermi da qualche parte, da dove non uscirò mai più (uno
scaffale definitivo
, resistente a tutti i traslochi dell'anima).
manginobrioches
#18
21:42, 22 novembre, 2007
il libro rappresenta la speranza, la speranza di trovare finalmente scritta la verità, il senso
didolasplendida
#17
19:54, 22 novembre, 2007
boh, un paio di libri brutti li ho buttati
utente anonimo
#16
17:30, 22 novembre, 2007
e pensare, Herr, che io avevo preso le mosse da lei; siamo in pieno circolo virtuoso
utente anonimo
#15
17:13, 22 novembre, 2007
Sono sacchi per la raccolta differenziata delle vite che non abbiamo avuto, per quelle a cui abbiamo somigliato, a quelle che avremmo volute o che speriamo di aver ancora tra le occasioni a venire. Per questo non li possiamo buttare, i libri. E li leggiamo, per lo più, una volta sola. Non c'è bacio dal sapore più struggente dell'
unico
bacio.
zaritmac
#14
15:25, 22 novembre, 2007
tres bien, tres bien... Monsieur effè
utente anonimo
#13
15:05, 22 novembre, 2007
Eh no. Non sono neanche i libri che ho letto...
poi torno...
utente anonimo
#12
14:27, 22 novembre, 2007
Il libro è un'estensione della memoria e dell'immaginazione
J.L. Borges
giorgi
#11
13:26, 22 novembre, 2007
LentoLettore
i Libri Invisibili, certo, quelli mai scritti. Ne ho un'intera libreira piena. O vuota, dipende come la si guarda.
Cybbolo
per la legge dell'equlibrio universale, se a lei le parole mancano qualcuno ne avrà in sovrabbondanza, si tratta solo di indentificare il logorroico e accusarlo manifestamente di furto.
Dconzero
assolutamente d'accordo, son proprio loro, i libri, le parole scritte, che ci legano e si legano agli scaffali delle nostre vite.
Barby
il libro è una coperta troppo corta, che non basta mai
Ohilà, Marcel, ça va?
Effe
#10
12:59, 22 novembre, 2007
Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.
Marcel Proust
utente anonimo
#9
12:49, 22 novembre, 2007
Uno/a è assolutamente i libri che ha letto, legge e leggerà.
What else ?
P.S. parla una che si porta dietro un libro come Linus la coperta: sempre !
Barby61
#8
12:35, 22 novembre, 2007
questa storia delle parole che si abbarbicano...bell'immagine ..ma a volte anche i libri, intesi come corpo e materia, si abbarbicano, sa? Le racconto un piccolo aneddoto, da mesi, ho appuntamento con uno stimatissimo blogger circa la consegna di alcuni vecchi libri di cui lui vorrebbe disfarsi per far posto a nuovi libri ...ma questa cosa, di essere soppiantati dal
nuovo che avanza
dico, non deve essere andata proprio giù a quelli vecchi, perché o per un motivo o per un altro, il blogger ed io non riusciamo ad incontrarci e mi sembra di vedere quelle vecchie pagine polverose e stanche, rannicchiate negli interstizi degli scaffali, a tirar giù anatemi, per scongiurare il trasloco!
:-)
Dconzero
#7
12:08, 22 novembre, 2007
nonostante un buon numero di libri letti, di fronte a certe riflessioni, rimango senza parole
cybbolo
#6
11:20, 22 novembre, 2007
Forse conserviamo i libri perché li scambiamo per ricordi, o forse perché ci illudiamo che, sopravvivendoci, possano raccontare qualcosa di noi ad altri. (Ho sempre avuto il sospetto che i libri più rivelatori della natura e del carattere di un lettore sono quelli che mancano dalla sua biblioteca).
Oggi postai a proposito di libro, rete e memoria. Dev'esserci in giro una sorta di pandemia mnestico-scritturale.
letturalenta
#5
11:14, 22 novembre, 2007
Io credo che tu
sia
i libri che hai letto
Effe
#4
11:01, 22 novembre, 2007
Ho capito...ma attenzione che poi metto le tende qui, tiro fuori cavilli, citazioni, polemizzo, devio, ritorno...
Allora, la mia ascesi sarebbe quella di poter ritrovare i "miei" libri nel mio comportamento, in maniera indipendente dalla loro conservazione e/o possesso.
Qui il tema è, semmai, il rapporto tra scrittura e memoria, cioè conservazione della scrittura.
utente anonimo
#3
10:54, 22 novembre, 2007
ababarbra ,
non so darle torto.
Mateo
nn è feticismo. Voglio dire, non siamo noi a legarci alle parole, sono le parole che legano noi (e la voglio proprio vedere, o Giocatore, disfarsi dei suoi libri, o meglio, dei libri a cui appartiene, gettandoli dal balcone).
Effe
#2
10:47, 22 novembre, 2007
Tu sei un feticista. Io no.
utente anonimo
#1
10:37, 22 novembre, 2007
Le parole scritte si abbarbicano alle nostre vite, artigliano il tempo che sfila in parata, ci masticano le spalle restando avvinghiate alla nostra schiena e, semplicemente, rimangono.
grande verità!;)
ababarbra
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