... non è certo assillando, controllando o inseguendo le persone (stalker) che queste decideranno di amarci, anzi molti (me compreso) provano una insofferenza indicìbile di fronte a qualunque indiscrezione o limitazione della libertà personale imposta dall'esterno. La libertà di scegliere e di decidere nella propria vita è la cosa più preziosa che abbiamo e un bene irrinunciabile di fronte a chiunque. Le persone più sagge e consapevoli sanno bene che non devono mai farsela comprimere, e tanto meno cercare di limitarla agli altri.
NON LASCIAMOLE
SOLE
http://www.doppiadifesa.it/
... il nostro volo che trasforma la realtà dopo averla filtrata dentro, elaborata, e gettato via le scorie, trattenendo solo quello che vale ...
infatti non bisogna mai smettere di sognare :)
un abbraccio forte
... la furbizia è ottusa e immorale, la sensibilità è sottile e morale. La furbizia è apparenza, la sensibilità è sostanza.
La sensibilità è l'abito più elegante che l'intelligenza possa indossare, la furbizia quello più dozzinale e ordinario. La sensibilità è la vista più penetrante e lungimirante che l'intelligenza possa avere, la furbizia è uno sguardo che arriva poco al di là del suo naso. La sensibilità costruisce ponti tra le persone, duraturi e solidi come l'acciaio, la furbizia fa ponti fragili come il vetro, che si frantumano ai primi passi. La sensibilità è ascolto aperto, privo dell'intenzione di prevalere sull'altro, la furbizia è chiusura, che parla per imporre se stessa e per schiacciare l'altro. La sensibilità è pace, la furbizia è violenza.
Il livello di civiltà di un uomo (piano personale/individuale) e il livello di civiltà di un paese (piano socio/culturale ) si risconoscono da come essi rispettano le loro donne non a parole, ma nella vita di tutti i giorni.
... altrimenti sarebbe come se la legge (i giudici) punissero mediante linciaggio da parte della folla inviperita ogni reato grave fatto a danno di chiunque. Affinchè ci sia vera giustizia è necessario astenersi dallo sfogo immediato della rabbia istintiva, altrimenti si ri-cade nel circolo vizioso VIOLENZA-VIOLENZA, VENDETTA-VENDETTA, che si prolunga all'infinito come accade ad esempio nelle faide della delinquenza organizzata o nell'eterno conflitto Israeliano-Palestinese. Ma se davvero vogliamo inaugurare una modalità diversa, dobbiamo ri-partire (e non è certo facile!) da una LEZIONE DI PACE E GIUSTIZIA da impartire ai VIOLENTI, che (nel nostro caso) a quel punto non potranno mai più dire alle donne: - Però anche voi siete violente come e peggio di noi !!! - E' ovvio però, come unica eccezione, che in condizioni estreme di aggressione è necessaria una "legittima difesa" (che muove dall' -istinto di conservazione -).
Non si può combattere la VIOLENZA con un'altra VIOLENZA, perchè così facendo ri-proponiamo la stessa logica e lo stesso linguaggio patologico: anche se ora gli ex-carnefici sono diventati vittime, LA LOGICA E' LA STESSA sebbene in apparenza ribaltata. Ecco perchè secondo me non è giusto usare gli stessi mezzi che sono stati usati un tempo contro di noi, in ossequio della primitiva "legge del taglione": - Occhio per occhio, dente per dente! - Lottiamo per i nostri diritti, ma senza diventare oppressori violenti a nostra volta. Ecco perchè non condivido certe recenti intemperanze da parte delle manifestanti-donne. Se lottiamo per il rispetto di ogni persona dobbiamo resistere alla tentazione (sempre in agguato a fior di pelle sotto forma di un comprensibile risentimento) di usare gli stessi sistemi barbari, di chi quel rispetto non l'ha mai avuto.