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Commenti
#23
21:29, 01 dicembre, 2007
>L'unica causa che mi potrebbe far trovare unito con il Nuopa è la lotta contro la censura in rete. Miguel Martinez<
Con Lui!?? E proprio contro la censura!?? Muahahahahahahahahaha:-) :-).
RitvanShehi
#22
11:42, 30 novembre, 2007
Per Ritvan Shehi n. 18
Veramente il Nuovopatriota l'ho conosciuto tramite il sito dello ziosammissimo Ku Klux Klan...
L'unica causa che mi potrebbe far trovare unito con il Nuopa è la lotta contro la censura in rete.
Miguel Martinez
kelebek
#21
01:18, 30 novembre, 2007
http://iperh
[..] Un post di Etty (cfr. ©), in veste di consulente per l'immigrazione, ed uno del Miguel nazionale (cfr. ©), pur nelle rispettive diversità di approccio, identificano la tattica vincente del Leviatano moderno nell'antico «divide e [..]
iperhomo
#20
23:43, 29 novembre, 2007
>Ritvan,
mi sa che Marcos non ha mica scritto di unirsi al primo che passa!
PinoMamet<
Sì, ma +nuovopatriota+ mica è stato il primo a passare per di qui:-)
RitvanShehi
#19
23:13, 29 novembre, 2007
Ritvan,
mi sa che Marcos non ha mica scritto di unirsi al primo che passa!
PinoMamet
#18
22:55, 29 novembre, 2007
>Ma proprio perché il messaggero dice, "piantiamola di dividerci", mi sembra giusto non criticare Marcos. Miguel Martinez<
Ribadisco il mio dissenso, Miguel. E ti porto un esempio fresco-fresco. Ti ricordi quell'idividuo destrorso che planò qui un po' di tempo fa firmandosi +nuovopatriota+, da te accolto molto gentilmente, e che poi se ne andò disgustato, perché a suo dire qui "c'erano troppi insulti"? Sì, proprio quell'energumeno forzuto e leggermente sovrappeso con lo scolapasta in testa, il cui blog tu hai linkato nella categoria "diversamente pensanti" (e conoscendo la tua sottile vena ironica non ho dubbi che "diversamente" non sia riferito ai contenuti dei loro pensieri rispetto ai tuoi:-) ).
Ebbene, avendo letto nel suo blog delle mostruose cazzate sugli infermieri extracomunitari che scavalcherebbero nelle graduatorie degli ospedali PUBBLICI italici certi amici di pura razza italica dell'energumeno, sono intervenuto cercando di spiegargli pacatamente come stavano veramente le cose. Non l'avessi mai fatto: non solo mi ha censurato (c'ha la censura preventiva, lui, oltre allo scolapasta su quella testa di cazzo che si ritrova: un vero paraculo!) l'intervento successivo, ma mi ha dato pure del "verme"!!! E meno male che era contrario agli insulti, il cialtrone italico!
E tu vorresti unirti a simile pattume umano, solo per fare un dispetto a Zio Sam? Non lo crederò mai!:-)
RitvanShehi
#17
20:43, 29 novembre, 2007
Per Francesco n. 16
E invece io, come Pino, non ho le idee chiare su Marcos.
Ho le idee molto chiare, invece, sulla straordinare frase sua citata in questo post.
Ciò che per me contava era il contenuto del messaggio, non il messaggero.
Ma proprio perché il messaggero dice, "piantiamola di dividerci", mi sembra giusto non criticare Marcos.
Miguel Martinez
kelebek
#16
18:07, 29 novembre, 2007
Io lo conosco poco.
Però già il fatto che piaccia a Miguel ;)
fmdacenter
#15
17:03, 29 novembre, 2007
Eh, ho capito che ti sta sulle balle... chiedevo se lo conoscevi un po' meglio di quanto lo conosca io.
Ciao!
PinoMamet
#14
14:17, 29 novembre, 2007
Pino, io sono sempre stato di destra, essendo cresciuto con Reagan, Thatcher, Kohl e Montanelli, in un paese che mi imponeva De Mita, Craxi e Berlinguer.
Oggi non posso che apprezza Lula o Kirchner per aver lavorato bene, anche se chiaramente sono di sinistra.
Ma Marcos mi pare un perfetto imbecille, un radical-chic da giungla, fasullo fin nel midollo.
Chiamala antipatia
Ciao
Francesco
fmdacenter
#13
11:08, 29 novembre, 2007
Mi sa che dovrai moderare la tua allegria, Francesco, visto che non è "il popolo del subcomandante Marcos" ad essere finzione letteraria, ma don Durito e il vecchio Antonio, personaggi degli scritti di Marcos stesso.
Ma posso chiederti una cosa?
Io sono sempre stato (ora chi lo sa) uno "de sinistra", che si legge il manifesto, va alle manifestazioni per gli immigrati (perché sono piene di ragazze carine, ma vabbè), vota "giusto" mangia "solidale" e così via.
Anche così, non sono mai riuscito a capire cosa cazzo volesse 'sto Marcos, onestamente, e se mi stesse simpatico o sulle palle.
Tu invece, che da quello che ho capito sei un cestista cattolico :-) o qualcosa del genere, hai già deciso che è uno che ti sta sulle palle, da essere contenti che sia solo un coglione col passamontagna che parla a un popolo che non esiste.
Io almeno posso dire che ho trovato dei "fasci" che mi stavano simpatici!
Sono più imparziale di te, tiè! :-)
Ciao!!
PinoMamet
#12
10:07, 29 novembre, 2007
Ma no Ritvan non dirmi che il popolo del Sub Marcos è immaginario e letterario!
che delusione, già mi vedevo turbe di popolo seguire estasiate l'umile Sub, quello che il vero comandante è il popolo!
Poi dicono che uno diventa cinico.
ciao
Francesco
fmdacenter
#11
23:41, 28 novembre, 2007
>chi sarebbe Don Durito? Francesco<
Un personaggio inventato dal subcomandante Marcos, quando fa lo scrittore. Per maggiori dettagli:
http://it.wikipedia.org/wiki/Subcomandante_Marcos
Ciao
Il Tuo Bignamino:-)
RitvanShehi
#10
23:39, 28 novembre, 2007
aggiungo...è più rivoluzionario un bacio o un cazzotto? forse un pugno dato come se fosse un bacio??? chissà? riciao!!!w.jamiyla
utente anonimo
#9
23:33, 28 novembre, 2007
amo la rivoluzione non-violenta di Gandhi, questa parola, revolution, è inflazionata e purtanto è tutto. Un fiore come veramente è, è rivoluzione come l'energia cosmica che ci mantiene vivi del resto. Ogni respiro ha in sè un concetrato di revolution ed è cio che lo rende balsamico, altrimenti saremmo morti...come quando si entra nel politico e le parole perdono il loro significato diventando soltanto un lessico da dizionario.Le nuvole mentre corrono spinte dal vento, loro sanno benissimo cos'è la rivoluzione, e Gandhi ci ha mostrato l'efficacità della dolcezza sulla forza bruta...chissà??? ciao w.jamiyla
utente anonimo
#8
21:28, 28 novembre, 2007
Per Z n. 6
In Messico, il termine "rivoluzione" ha una valenza molto diversa dall'Italia.
Anche i peggiori venduti sono costretti a rivendicare retoricamente concetti come "rivoluzione", "indipendenza nazionale" e "antimperialismo".
Il problema che si pone Marcos (che rispetto, ma per il quale non ho certo un culto) è come dare sostanza a simili parole.
Ma il problema di "come" cambiare le cose (quindi di un programma reale) si pone quando si può fare realmente: allora sì che le differenze di programma contano.
In tutte le fasi precedenti (cioè nella vita reale), ciò che conta è riuscire a rendere possibile l'arrivo a un momento in cui i programmi possono avere un senso.
E per arrivare a quel momento, occorre pensare al nemico comune, che esiste davvero, e non ad astratti programmi che non si attueranno mai.
Miguel Martinez
kelebek
#7
21:20, 28 novembre, 2007
Per Francesco,
hai ovviamente il diritto di dire la tua; ma il tuo parere resta irrilevante, quanto il mio sarebbe in un dibattito su come debba chiamarsi il nuovo partito di Berlusconi.
E' abbastanza irrilevante chi è l'autore della frase, quello che conta è il concetto.
Che sembra un'ovvietà, ma descrive in maniera rigorosa e scientifica il principale problema contro cui si va a sbattere ogni volta: la rivendicazione di "scopi diversi" che fa da coperchio a una fogna di personalismi, settarismi, pugnalate alle spalle, complottismi, reciproche denigrazioni e tutto il resto, che sono il marchio distintivo del mondo "alternativo".
Miguel Martinez
kelebek
#6
17:14, 28 novembre, 2007
Difficile che qualcuno faccia una rivoluzione - anzi, "la rivoluzione" - insieme a gente di cui non condivide l'agenda e la prassi.
Ma ancora prima, e soprattutto: c'è davvero così tanta gente che ancora crede a "fare la rivoluzione"?
Z.
utente anonimo
#5
16:47, 28 novembre, 2007
Don Durito e Miguel "el duro" oggi sono stati citati.
iperhomo
#4
13:20, 28 novembre, 2007
Oppure è un invito subliminale a fare la Cosa Rossa ...
Francesco
PS ma in Messico chi potrebbe farla questa rivoluzione?
fmdacenter
#3
13:14, 28 novembre, 2007
uff.... questo Marcos
è uno scarafaggio, infesta e non si capisce come liberarsene
per chi come me non perderà mai tempo a quel personaggio da cervantes potresti dare qualche delucidazione?
che voleva dire? chi è questo don durito? di cosa si stava parlando?
saluti
estremista di Destra
utente anonimo
#2
12:58, 28 novembre, 2007
è un linguaggio un po' estremista!!! ...Proselitismo?
Digos
utente anonimo
#1
11:43, 28 novembre, 2007
Caro Miguel
a me sembra una cavolata, intrisa di settarismo (distinguere la vera opposizione dalle marionette) e di retorica (la rivoluzione per poter fare la rivoluzione).
Se a te pare rilevante, buon pro ti faccia.
Francesco
PS chi sarebbe Don Durito?
fmdacenter
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