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Commenti
11:52, 22 febbraio, 2008

Ne vorrei parlare con voi due vis-a-vis. Ma mi fa molto piacere che abbiate scritto, e quanto scritto è molto intelligente, e mi fa riflettere su cose che in parte già so (in due parole, riferendomi alla lunga e articolata riflessione di Riccardo: la mia irruenza, la mia ontologica impazienza non si combinano come sarebbe necessario con le attitudini di un educatore, che invece ha bisogno di pazienza, di lentezza). Il punto di crisi del discorso in realtà è proprio il "dato immediato"; ma il dato immediato - anche quello di ciò che dà noia, che dà fastidio, e la persona che viene a chiederti i soldi con insistenza dà noia anche a me, va da sé -, il dato immediato, dicevo, ed è qui l'ineludibilità di Hegel, non significa nulla, non vuol dire nulla se non viene messo in relazione con tutto il resto, se non viene appunto "mediato". Ma appunto di questo vorrei parlare con voi due, e solo con voi due. Intanto, vi ringrazio.

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17:50, 21 febbraio, 2008

io e riccardo non siamo assolutamente cm gli altri non parliamo per luoghi comuni non fa parte d noi quello ke noi abbiamo è strettamente legato alle nostre esperienze (diverse l una dall altra) ma ke c portano diretti ad una unica conclusione..... non tutti sn buoni e cari... poi faccia lei

utente anonimo
16:43, 20 febbraio, 2008

est modus in rebus.... (il mio fervore nello scrivere mi fa dimenticare nozioni come il latino :P)....
utente anonimo
16:39, 20 febbraio, 2008

Siamo dei "bambini cattivi" non perché abbiamo una ferocia inconsapevole, nemmeno tanto perché quello che sentiamo ci influenzi più di tanto (eppure io sto ascoltanndo sebben che siamo donne, questa me la spiega -.-) ma tanto perché commentiamo oggettivamente e nella nostra enorme ignoranza ciò che ci circonda, il fatto che al semaforo anche se sono in moto mi chiedano la monetina (anche se volessi come farei nn si sa!), il fatto che se si va in giro per qualche parte di massa e dintorni è pericoloso, il fatto che si sente parlare (assolutamente falso...) di bambini rapiti dalle zingare non facilita il quieto vivere con quella nicchia che veste di stracci e midispiace dirlo: Da noia.
Non so se questo potrà farle capire cosa sbaglia... infatti glie lo dirò io: Noi, generazione, abbiamo un OVERFLOW di informazioni per capire il presente che esula dall'immaginabile, siamo desensibilizzati, a livelli di vedere guerra nel mondo e nn provare vergogna, stupore o compassione; siamo buonisti nel dire "povera" alla gallina sgozzata nel film!, siamo qualcosa che deve ancora essere capito, non può venire dopo 18 anni (per la maggior parte) di... come dice lei (ma non ci credo nemmeno ancora tanto) "luoghi comuni", e dirci "è tutto sbagliato", quanto ci abbiamo messo a capire che è la terra a girare intorno al sole? e che fine ha fatto chi è andato contro corrente con irruenza (come fa lei del resto, ci spara addosso, ci fora nella nostra presa di posizione, xenofoba o no che sia).
Se mi entrano in casa scavalcando il cancello e correndo per le scale, se posso lo fermo sparandogli, anche se è solo un testimone di geova o un pacifista! viene frainteso. Est modus irrebus, e con noi è stato molto irruento, per quello che purtroppo, sono le cnostre convinzioni!
con questo intervento nn ho voluto difendermi! tuttalpiù le spiego quello che penso che sia la vera ragione del suo stupore e dell' "angelo di grace"!!

ultima cosa... Dogvile nn è la chiave per tutto :P

Arrivederci!

Dall'anti-americano convinto amante del dato immediato!
utente anonimo
23:57, 23 dicembre, 2007

come fuggire allora da una cosi immane schiaccia sassi che con fauci spalancate 'caninamente latra'e ingurgita ogni giorno quanti ancora si rifiutano di annegare in un dilagante qualunquismo? se poi questa è proprio la società in cui viviamo....e che ti fa sentire estraneo se la pensi in modo diverso? bocha

utente anonimo
14:49, 01 dicembre, 2007

No, Simone, i fatti dimostrano che quel principio non può funzionare. Perché l'economia di mercato non funziona così. L'economia ha bisogno all'istante, non c'è spazio nè tempo per le programmazioni. La prova è che i flussi (che dovrebbero venire da fuori) vengono in realtà da persone che SONO GIA' QUI. Per il semplice fatto che è impossibile altrimenti. La bossi-fini è ipocrita e schiavistica, questa è la realtà.
Quanto a tuo nonno, guarda, leggiti "l'orda" di Stella, per dire, o qualsiasi altro testo sulla migrazione italiana, e vedrai che non è così. Gli italiani che partivano erano i più "straccioni" di tutti.
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#9  
14:08, 01 dicembre, 2007

Si si il pezzo l'avevo visto, e mi era piaciuto. Tuttavia rimango dell'idea che alla base della bossi-fini ci sia un principio sano: sta in Italia che può lavorare. Mio nonno è nato negli usa, e mia prozia, sua sorella, mi ha detto che i loro genitori partirono che avevano già un lavoro assicurato, trovato da italiani, pontremolesi come i miei bisnonni, che erano già la. Non so se possa non funzionare così. Comunque la discussione possiamo continuarla volentieri in una bar apuano... A presto
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#8  
00:10, 01 dicembre, 2007

'scorza di destra anima di sinistra - l'anima universalista ed emancipatrice del cristianesimo non-istituzionale'

Nardini,spiccicato!

;-)

d.
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#7  
23:00, 30 novembre, 2007

Ciao Simone, in questi giorni mi accade di vedere sentire o leggere un sacco di miei ex allievi. Mi fa piacere lasciare buoni memorie negli allievi, alla faccia di quella cattive nei colleghi...;-)
Comunque, la sinistra sulla questione migrazioni ha una proposta molto concreta. Ti invito a leggere un articolo che ho scritto, e che ritengo molto importante per capire le dimensioni del fenomeno. Qui: www.nazioneindiana.com/2007/11/29/4884
Da cui ne viene che il modo peggiore per gestire l'immigrazione è la repressione (come è oggi con la bossi-fini), e ciò che occorrerebbe invece sarebbe di dare diritti (laddove la legge vigente produce clandestinità, e dunque schiavi). Cosa assolutamente non irrealistica, data anche la natura del mercato del lavoro (che oggi invece è ingessato nel meccanismo fittizio e ipocrita della bossi-fini). Non è vero che chi non ha lavoro o delinque o lavora al nero: la discriminante è invece il possesso di diritti (la regolarità) o meno. Il discorso è lungo, davvero ti invito a leggere il mio scritto, poi se vuoi ci vediamo per un caffè e ne parliamo.
Io aspetto ardentemente il momento in cui deporrai la tua scorza di destra e scoprirai la tua anima di sinistra...;-) - l'anima universalista ed emancipatrice del cristianesimo non-istituzionale, poi...
PS All'artistico mi sono preso solo due ore, non ci sono mai di fatto. poi faccio sei ore al linguistico.
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#6  
22:21, 30 novembre, 2007

Passavo di qui per fare un saluto e vedo il messaggio della Giulia, ma allora è una rimpatriata!
Quest'anno dove insegni? Pensavo fossi con mia mamma, lei insegna all'artistico di carrara ma non ti ha visto mai. Comunque già che ci sono dico la mia, e parto proprio da un aneddoto legato a mia mamma, che un paio d'anni fa lavorava in lunigiana, e mi raccontava di una classe dove gli alunni più educati e preparati erano tre albanesi. Non che la cosa mi stupisse, penso di non aver mai avuto pregiudiziali xenofobe, e mi consola ( si fa per dire) che certe tendeze, come metti giustamente in luce, non sono una prerogativa di chi fa politica a destra, ma sono insite nella maggior parte delle persone, senza distinzioni di censo, cultura o altro... Perchè? Bò! Non mi addentro in considerazioni sociologiche o roba del genere tipo la paura del diverso, ecc ma faccio una riflessione. Lager italiani è un libro che andrebbe letto, infatti io l'ho comprato e poi prestato agli amici, (anche attualmente è in giro)perchè fa una denuncia importante, ma penso che in generale a sinistra manchi completamente una strategia seria per affrontare realisticamente la problematica. Ammetto che la questione mi pone spesso in contrasto col mio mondo, ma almeno da noi sono state formulate anche proposte intelligenti (chessò l'immigrazione a rotazione, la cooperazione coi paesi in via di sviluppo, gli investimenti n quei paesi..) Credo che non sia col buonismo che si risolvono i problemi, l' Italia non è paperopoli ed i problemi non mancano, c'è chi non arriva a fine mese, e un'immigrazione non controllata non può fare altro che aumentare i conflitti sociali, tra l'altro, come sai meglio di me, l'immigrato che non ha sbocchi lavorativi o finisce per delinquere o viene sfruttato al nero. Io apprezzo la verve generosa delle persone di sinistra, ma quando non è ipocrita, penso che sia almeno ingenua. Sarò felice di essere smentito... Un saluto sincero dal "camerata di sinistra" (la definizione è tua...)
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#5  
16:49, 30 novembre, 2007

cara "Formicola"... grazie per la passione che ci metti nel leggere le storie che ho raccontato. In fondo è per trovare lettori come te che si scrive. E va da sé che puoi citare quel che vuoi, quelle storie non mi appartengono, né mi sono mai appartenute.
un abbraccio,
Marco
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#4  
14:31, 30 novembre, 2007

Stò leggendo Lager italiani, e da madre di un diciassettenne fortunato, fortunato perchè nato dalla "Parte Giusta del Mondo", ogni pagina del tuo libro è come una coltellata al cuore.
Proprio perchè madre, immagino quelle giovani vite negate, quei corpi che racchiudono sogni e futuri sognati, immagino quei sogni spezzati insieme alle ossa, ma a noi nascosti per non turbare le nostre coscienze...Da madre guardo il mio ragazzo e più di tutto adesso desidero che prenda coscienza di questa realtà che fà male a saperla, ma che è qui a due passi da noi, e che dobbiamo in qualche modo far conoscere a quanta più gente, a tanti più ragazzi possibile, perchè come dici tu nel tuo intervento di oggi, non ci si deve rassegnare alla ferocia... perchè son solo ragazzi ma adulti di domani, che potrebbero tollerare se non addirittura giustificare quanto descritto nel tuo libro.
Ti chiedo il permesso di citare il libro ed alcuni passi nel sito della Grande Famiglia a cui sono iscritta, col nick di Formicola/mammachiaccia: è il sito dei fans deI Modena City Ramblers, che forse conoscerai, e all'interno del forum è possibile scambiare opinioni su tanti argomenti e vorrei introdurre il discorso dei CPT, per questo ti chiedo il permesso di citare i tuoi scritti.
Grazie per quello che fai.
utente anonimo
#3  
20:27, 29 novembre, 2007

Già.. luogo di taglio e mancanza.. ma anche di rinascita finalmente! Quà a Firenze sto studiando ingegneria informatica... e l'è dura! :-)
I film.. diciamo che ultimamente la mia creatività è rimasta inespressa, ma so per certo che un giorno esploderà in un grandioso capolavoro (aspetta e spera).
Auguri anche a lei e ai suoi futuri progetti, un abbraccio da Firenze!
Giulia
utente anonimo
#2  
20:05, 29 novembre, 2007

Cara Giulia, che piacere ritrovarti. Che stai facendo a Firenze? Luogo di taglio e mancanza, vedo... Auguri, di cuore. E i film?
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#1  
19:57, 29 novembre, 2007

''E' difficile, per la maggior parte delle persone, non credere alla doxa, all'opinione comune''

La pigrizia mentale, che porta a parlare per discorsi già fatti; la paura del diverso, che porta a respingere ciò che non si adegua alla propria forma; i mass media, che contribuiscono a dipingere un certo tipo di pensiero: penso sia questo il mix dell'ignoranza, o dell'ordinaria ferocia, che purtroppo a mio parere non si riscontra solo nei giovani d'oggi (di cui io stessa faccio poi parte).
Saluti
Giulia (sua ex alunna)
utente anonimo

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