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16:18, 06 marzo, 2008

Si lo so resta solo questo, sucessivo, ma analogo:

Il povero Zaccheo, afflitto da "una pioggia di gnostici a catinelle", nonostante l'assenza del relativo "cielo a pecorelle", riesce pure a scherzarci su: un cielo di pecore e d'agnelli, infatti, più che alla gnosi allude all'agnosi.
"Ma - continua il medesimo - torniamo ai nostri montoni", perché il tema della gnosi (esoterismo, occultismo, ermetismo, as you like) esige sempre qualche ulteriore puntualizzazione.
Nel post precedente a questo [nel tempo, sebbene successivo nello spazio] s'è fatta menzione di G. Infante che, peraltro comprensibilmente, fa d'ogni erba un fascio e condanna a priori ogni traccia d'esoterismo (la cui presenza inappuntabilmente denuncia in più d'una «scoperta» scientifica).
Sempre presso FDF, L. Copertino fa altrettanto (ad esempio in Nichilismo della finanza, prima e seconda parte), ma con un'avvedutezza incomparabilmente maggiore, perché precisa: "Non affermo l’esistenza di congreghe di uomini che in segreto elaborano fantastici piani per il dominio del mondo. Affermo soltanto, con Santa Romana Chiesa, l’esistenza di forze non umane e luciferine la cui seducente attività è possibile rintracciare nella storia dell’uomo. Possiamo, più cristianamente, parlare di 'gnosi spuria' o di 'mistero di iniquità'".
Al riguardo l'eccellente Zaccheo, che ci onora della sua amicizia, ha già segnalato sia i suddetti due brani di L. Copertino che una misurata risposta di quest'ultimo (dalla quale è tratta la citazione di cui sopra) ai di lui lettori. Ma aveva già fatto di meglio, il pubblicano, dedicando tre suoi post (nell'ordine, Appunti per una definizione di gnosi e gnosticismo I, II e III) all'esame delle possibilità di distinguere la gnosi spuria da quella no, ovvero l'ermetismo autentico (quello dell'Ermes dalle convesse e solari corna ovine, qui sotto riprodotto, «ermetico» anche nel senso colloquiale del termine, cioè ermeticamente chiuso sia in entrata che in uscita, e pertanto non solo ininfluenzabile dagli spifferi [delle a loro volta mercuriali potenze] d'aria, ma altresi non indiscriminatamente influenzante chicchessia) e l'ermetismo sospetto del secondo Mercurio sottostante, la concavità delle cui lunari corna bovine suggerisce, tra l'altro, un'accoglienza/capienza acritica delle suggestioni sulfuree.





Orbene, a questo punto va detto che la posizione ufficiale della Chiesa, drasticamente vietante ogni velleità esoterica, è insieme sia quella più realisticamente adottabile dal singolo credente, sia quella che, adottata, garantisce allo stesso la massima sicurezza. In tal modo, però, ci si preclude l'accesso ad un tesoro inestimabile di conoscenze tradizionali, tesoro il possesso anche di un grano di senape del quale vale più di tutte le ricchezze di questo mondo.
Se si aggiungono a quanto precede gli indizii che fanno del cristianesimo un esoterismo mirabilmente adattato exotericamente, come dimostra la semplice recitazione del Credo,* viene davvero voglia di confidare nella misericordia divina e, fatto ciò, tentare almeno di baciare la polvere sulla quale si sono posati i piedi della Sapienza.**
D'altra parte questa è la condizione di chi scrive, che non si professa in alcun modo esoterista.


* Ma si pensi anche al celibato sacerdotale; o a quella resurrezione della carne di cui, ormai, parla solo qualche curato di campagna. Ci si può anche indirizzare ad una pagina di R. Guénon, scritta in ottimo castigliano, o, più agevolmente, al § 48 dell'ormai immancabile Spe salvi, nella quale il sedici [e mai troppe] volte Benedetto parla dell'«intreccio dell'essere» negli stessi termini che il già mentovato Guénon usa nel suo Gli stati molteplici dell'essere (gli stessi termini, peraltro, rintracciati da M. Vâlsan nel Convivio di Dante).



** Non quella romana, beninteso. Men che meno quella romana d'oggi.


Come distinguere, allora, il grano dal loglio?
La prima regola aurea è la seguente, che già da sola ci fa scartare novantanove pseudo-gnostici su cento.*

Un vero esoterista non può avere mire mondane. L'esoterismo è letteralmente metafisica ("oltre il mondo fisico"). Dovrebbe esser chiaro che chiunque abbia ambizioni egemoniche mondane (massone, gnostico, cabalista o come diavolo si definisca) è tutto, fuorché esoterista. E dovrebbe esser altrettanto chiaro che chiunque abbia ambizioni egemoniche mondane e nel contempo si serva di simboli esoterici, è un servo di Satana.
* Stante questa percentuale, fin troppo ottimistica, bisogna dire che, da un punto di vista pratico e quotidiano, quanto poc'anzi affermato in linea teorica e sub specie aeternitatis è abbastanza pericoloso. In un'ottica operativa è preferibile, a modesto avviso dello scrivente ed in perfetta contraddizione con l'ottica speculativa, parlare di un complotto vero e proprio, ovvero di una cospirazione giudeo-massonica plurisecolare, lucidamente ordita e pazientemente condotta da utili idioti (fabiani ieri, ad esempio, oggi bilderberghesi) che, come gli sciocchi del proverbio medioevale, rappresentano il destriero del diavolo. Meglio demonizzare questi ultimi, insomma, anziché prendersela [invano] col diavolo stesso.


La seconda, a cui sottoporre chi abbia superato la prima, è la seguente.

Un vero esoterista non smentisce una virgola dell'exoterismo corrispondente. Può farne fede, a mo' d'esempio, la constatazione per cui, prima della costituzione della Gran Loggia d'Inghilterra (l'inizio della fine della Massoneria), il giuramento massonico prevedeva l'obbligo di fedeltà a Dio, alla Santa Chiesa ed al Re. D'altra parte, anche nell'Islam sunnita d'oggi, nessun sufi contraddice alcun passaggio della Sunna.
La terza, ammesso che chi scrive ed i suoi due lettori possano aver contatti con colui il quale abbia soddisfatto i due requisiti precedenti, è anche l'ultima.

Un vero esoterista non può avere mire oltremondane legate alla sua singola individualità. Qualora le abbia non è altri - come ebbe a dire Eraclito di Pitagora - che un "cialtrone".
link | commenti (30)

ma mi sembra di averne parlato abbastanza. Ciao




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16:15, 06 marzo, 2008

il post citato è stato cancellato!


utente anonimo
11:59, 04 febbraio, 2008

Caro Umar,
capisco bene quel che dici. Anni fa un amico musulmano mi disse che ero islamico pure io, perché gli avevo detto che credevo che il Corano fosse un testo rivelato e che Maometto era il sigillo della Profezia della Tradizione Abramica.
Che Guénon si sia impiantato nella tradizione islamica è senza dubbio (ed in effetti è assurdo pensare un ricollegamento al Sufismo che non preveda anche un'entrata nell'Islam) pregno di ragioni anche simboliche che trovano espressione compiuta nella sua opera dove ha usato anche il nome islamico. Ma è anche rilevante simbolicamente, come sottolineò Denis Roman, che l'unica vera rettificazione che dovette fare fu nei riguardi del buddhismo che ha altresì una funzione escatologica fondamentale essendo l'unica tradizione direttamente partorita dal "ceppo primordiale" ad avere un carattere universale. Pansa a quel che Guénon accenna circa la Terra Pura. D'altronde Guénon poté anche scrivere de "il nostro induismo".
Ma è lui stesso a ribadire che è la sua opera e non le sue vicende biografiche a costituire la sua missione prova ne è il fatto che non ebbe mai allievi.

In ogni modo invito tutti a rileggere quanto scrive sulle conversioni (che abborriva al punto da dichiarare di non volere avere vicino alcun convertito). Dove spiega bene quali siano le condizioni e le opportunita di partecipazione a questa o quella tradizione. Se avesse pensato che quella islamica fosse l'unica Via, non l'avrebbe forse indicato con chiarezza?

Ecco, per ora ti saluto e ringrazio moltissimo per le riflessioni che doni e per quelle che mi stimoli.

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10:04, 03 febbraio, 2008

Umar, la tua pesantezza aleegerisce la mente :)

Daouda
utente anonimo
17:44, 02 febbraio, 2008

Caro Ika.
non riesco più a trovare i messaggi in cui tu parlavi della particolarità del caso di R.G. (quello in cui citavi la rivista Lettera G) e io parlavo della strada da lui tracciata.

A proposito di riviste, dato che mi son scordato di citarlo nei precedenti messaggi, direi che la compianta e defunta, dopo decenni di regolare e bemerita attività, Rivista di Studi Tradizionali sia stata una pietra miliare per molte ragioni. Per i contenuti ma anche e soprattutto per cosa c'era dietro, cioè quell'insieme di circostanze e persone che han permesso quell'esperienza.
Prendiamo ad esempio le traduzioni stesse e le edizioni dei libri di R.G.
Lasciando ovviamente stare alcuni risvolti che possono esser discutibili ma restano nell'ambito dei rapporti privati, il patrimonio di quella esperienza è stato notevole e varie sono le persone che, in un modo o nell'altro, partendo da quella stessa han proseguito il Cammino approdando a diverse altre confraternite regolari.


Detto ciò tornerei per una volta ancora sulla vita di R.G.:
come già dissi non biasimo chi abbia fatto "scelte" diverse dalla sua (cioè diventare musulmano e sufi) solo che, nel mio piccolo, non arrivo a concepire come si possa leggere e comprendere la sua opera (che è tuttuno, come ribadisco, con la sua vita) e cercare a quel punto altre strade.
E' un mio difetto, per carità.
Non credo serva dare delle giustificazioni: il limite è mio.
Inutile tirar fuori che Guénon fosse un caso troppo atipico, etc. per poter esser "imitato".
Anche perchè non è vero.
Era un tipico sufi, obbediente alla Legge esteriore e al suo Maestro.
Ce ne sono stati a migliaia di sufi così, in quanto a vocazione, certamente molti meno in quanto a conoscenza e intelletto.
Qui sta la sua eccezionalità, a mio avviso, essere uno dei pochi sufi perfettamente in grado di " inter legere" il cristianesimo e l'induismo per esempio. Oltre ovviamente il fatto di esser autorevole su tutto quanto concerne la Metafisica, l'Esoterismo, l'Essoterismo e la Tradizione.

Nella lettera a cui ti riferisci a me pare R.G. intenda confermare coerentemente la sua appartenza all'Islam prendendo a testimonianza proprio i suoi scritti. Ben sapendo infatti di non esser mai stato di religione indù (cosa che sai bene non è possibile diventare) R.G. afferma che non è mai "passato da una cosa all'altra" non dovendo cercare la verità un po' qui e un po' là, in quanto essa è presente in tutte le tradizioni (per cui anche quella islamica a cui egli apparteneva), a patto che, tali Tradizioni, siano "vissute" dal vero con la giusta attiudine e obbedienza alle regole e non "studiate" dal di fuori come fanno i "ricercatori".

Sarò fissato ma sono talmente tanti e tali gli indizi che portano il lettore ad aver una conoscenza ampia di quello che nel tasawwuf si chiama "sirr" (segreto) rispetto all'Islam che spesso mi sono domandato se il compito assegnato a R.G. dal Maestro che lo aveva in carico non fosse appunto che quello di "chiamare" a tale Tradizone chi ne fosse predestinato ad esclusione di ogni altro possibile suo scopo.
Mi rendo conto che posso passare per apologeta e fanatico per cui non insisto su questa tesi, non mi piace la dietrologia e chiedo venia se ho esternato queste mie considerazioni forse un po' alla leggera, sarò condizionato dagli eventi storici, sarà la veste escatologica dell'Islam stesso, sarà l'effetto serra, il crollo dell'economia, mah.
Eppure non riesco a scordare che con notevole lungimiranza R.G. avvertì il pericolo protestante che le correnti moderniste e wahabbite avrebbero portato in seno all'Islam, a quei tempi i segnali erano pochissimi ma egli li colse proprio perchè era parte in causa, li colse non da "esterno" ma da "interno".
Vabè, adesso vado sennò mi rendo pesante oltremodo.
Carissimi saluti






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11:04, 01 febbraio, 2008

Carissimo Umar,
si, il ripasso è utilissimo :-) si scopre sempre di doversi avvicinarsi a certi temi con onestà, come fosse la prima volta. Sempre pronti a liberarsi, per così dire, di metalli che impediscono una comprensione chiara.
Ovviamente comprendo quel che dici, ma penso anche che esistano delle eccezioni alla regola, probabilmente fu il caso di Guénon, ed è proprio per questo motivo che, io credo, il suo percorso esistenziale non può essere preso a modello di regolarità tipica. Dovresti sapere che l'esoterismo islamico offre molteplici e autorevoli testimonianze di una "irregolarita" legittima, se mi consenti l'espressione, che si riferisce direttamente al Polo primordiale.

In ogni modo al di là delle mie speculazioni su Guénon, permettimi di seguito di riportare un brano di R.G. che ho già citato mesi fa.

Recensendo un articolo di paul le cour apparso sulla controversa rivista Atlantis nel 1946, Guénon scriveva: “per giunta, [paul le cour] pretende che siamo “ora passati ai musulmani dopo aver cercato la verità presso gli indù”: vorremmo farla finita una volta per tutte con queste grottesche affermazioni: non siamo mai ‘passati’ da una cosa all’altra, come provano abbondantemente i nostri scritti, e non dobbiamo affatto “cercare la verità” qui o là, perché sappiamo (e insistiamo su questa parola) che si trova ugualmente in tutte le tradizioni; ma, dal momento che ognuno è portato a giudicare gli altri in base a se stesso, il povero paul le cour immagina che non siamo un pro e semplice “ricercatore” come lui…”

Ecco, spero che questo stralcio e quanto precede possano essere utile alle nostre riflessioni,
Ti saluto di cuore


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03:55, 01 febbraio, 2008

Caro Ika,
credo sia utile questo nostro ripasso di Guénon perchè non si tratta di un tema individuale,
di un vezzo personale ma di un tentativo di comprensione alla luce di quanto questa epoca in cui viviamo ci permette di vedere.
Coi nostri bei limiti ovviamente.
Le nostre fissazioni, difetti, etc.

Vengo un attimino a quanto definisci "vita esemplare" di R.G.
A parte che "esemplare" significa anche "da prendere ad esempio" (ma di questo potremo parlarne in seguito) vorrei sgombrare il campo da un possibile equivoco:
non è mia intenzione giudicare in alcun modo le "scelte" che ciascuno di noi uomini opera, tutto è nelle mani di Dio per cui non vedrò mai del bene o del male che non quello già previsto nelle Sue decisioni.

Vorrei ripercorrere il modus ortodosso in cui si "arriva" al Sufismo.
Il primo passo è l'entrata nell'Islam, la testimonianza (shahadatan) di Fede.
Conditio sine qua non.
Necesse.
Per cui, specialmente considerando la caratura del personaggio,
le conoscenze che già a vent'anni dimostrava di avere
scrivendo, ad esempio, il Demiurgo,
diventa illogico e impensabile
immaginare che R.G. non sapesse
quale fosse questo modo
regolare ed ortodosso per
ricollegarsi allo stesso sufismo.
Per cui bisogna ammettere che Guènon non entrò "prima" nel Sufismo e poi nell'Islam ma viceversa, fosse anche solo per questione di minuti.
Si può immaginare che le due cose possano al massimo aver avuto una specie di contemporaneità ma in ogni caso una (quella concernente l'essoterismo) deve aver preceduto l'altra per forza di cose l'altra (quella di carattere esoterico)
pena la sua irregolarità di forma e sostanza.
E non è lecito, ripeto, pensare che questo "dettaglio" potesse sfuggire la Nostro, inficierebbe la sua autorevolezza, intelligenza e coerenza.
Quanto alle non meglio definite Iniziazioni che lo stesso ebbe in dono dal Cielo fa parte, concordo, dell'eccezionalità del suo caso.
Che Guénon fosse però musulmano fin da giovanissimo
(non possiamo giurare se praticante oppure no, che in ogni caso la pratica appartiene alla sfera della singola persona:
non bisogna infatti confondere la Shahada,
che è il primo pilastro che "rende" fedele musulmano chi la compie
con gli altri quattro pilastri che rendono lo stesso musulmano fedele ma anche praticante)
è un dato che, stando alla regola, appare incontrovertibile.

Conosco d'altro canto musulmani sufi che sono allo stesso tempo massoni, altri che praticano lo yoga, altri che praticano il tai chi chuan, altri ancora (purtroppo per loro, a mio personale parere) son di stampo californiano new age,
altri il tiro con l'arco,
altri ancora la macrobiotica, l'omeopatia,
altri son faqiri che si trapassano con le spade, altri volteggiano in danze rituali, altri volteggiano per soldi e basta, altri suonano il naj o il qawwali, insomma è un mondo vario e variegato.
Quel che conta sono i Maestri, di discepoli possiamo averne milioni di esempi, contano per il loro piccolo e basta.
Ora è certo che Guénon avesse un Maestro, questo è ciò che conta,
cioè che la sua iniziativa,
pur ammettendo muovesse da doti e facoltà intellettive sue personali, avesse il "nulla osta" per l'imprimatur,
la Benedizione,
l'Autorizzazione del suo diretto superiore.
Spero di esser stato chiaro.
Cordiali saluti.




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04:16, 30 gennaio, 2008

Caro Ika,
fermo restando che questi post
non trattano di esoterismo
se non nel suo senso "divulgativo", e che quindi non hanno
(almeno da parte mia)
alcuna pretesa di esser qualificati e autorevoli,
bisognerebbe cercare il motivo per cui essi vengono compilati.

Credo che oggigiorno,
nella confusione generale,
si avverta un sempre maggior bisogno di "comprensione sintetica" di ciò che conosciamo come Dio,
una necessità di possedere la sicurezza derivante dalla Fede nell'Assoluto,
a cui solo la metafisica può degnamente e definitivamente rispondere.

L'esoterismo, come fai rilevare, è la "parte interna" di una dottrina tradizionale, occorre anche ricordare aggiungere a tradizionale "religiosa", poichè non esiste esoterismo senza una sua base necessariamente essoterica.

Nel mio piccolo vorrei proporre un paragone, visto che è per simboli e parabole che l'esoterismo può venir in qualche modo "compreso" e "tradotto".

Stiamo camminando affaticati e affamati in montagna e ci appare una baita in mezzo ad un bel prato:
vedendola da fuori non sappiamo cosa c'è dentro,
possiamo ammirarne l'architettura,
vedere i balconi, i camini, le finestre e le porte esterne,
intuire quali siano le stanze, etc.

Supponiamo di essere ad una certa distanza e non poter distinguere se la casa è fatta di solide pietre oppure come quelle dei film, di legno e cartone.

Solo avvicinandoci ad essa, meglio ancora toccandola ("per maggiore prova acquisita"), possiamo esser certi della sua reale consistenza.

La religione (la sua dottrina, la sua teologia, i suoi Riti) è la casa vista dall'esterno, è un aspetto della Tradizione necessario a definire quest'ultima vera e reale.

Ora non siamo ancora entrati dalla porta, siamo però al suo ingresso, tocchiamo i muri se vogliamo,
ci sediamo sui gradini delle scale, camminiamo sull'androne o ci appoggiamo ai davanzali delle finestre.

Vero è che siamo ai limiti della buona creanza ma non abbiamo commesso nulla di male.
Sbirciamo dentro e vediamo molte cose ma non siamo sicuri della loro realtà: le tende velano la vista.

Ora sta a noi decidere:
se vogliamo entrare da "buoni cristiani" occorre bussare,
se vogliamo esser minimamente "civili" tocca chiedere il permesso al padrone di casa.

Questo occorre per "approcciare" in modo corretto l'esoterismo:
chiedere il permesso sulla porta senza valicarla, chiedere di accedere all'interno mediante l'autorizzazione del padrone di casa.
Detto, en passant, ogni casa può avere due tipi di "padroni":
uno che ci abita ed è allo stesso tempo suo proprietario,
un altro che affitta ma che ha lo stesso diritto del primo se paga il dovuto.

Se non ci venisse risposto, che fare?
Entrare da una finestra, forzare la porta?
Non c'è neppure bisogno, con somma gioia della nostra anima carnale, constatiamo che la porta è aperta, non è chiusa a chiave e ci addentriamo.
Siamo però entrati senza permesso.

Dentro vediamo tanta ricchezza.
Preziosi, oro, belle donne (perchè no?), cibo, etc. e ce ne serviamo liberamente.
Arriva il padrone di casa e tutto ciò che era bello e buono si trasforma in brutto e cattivo.

Spaventati vorremmo fuggire ma non possiamo: il padrone, a buon diritto, ci tiene prigionieri.
Prima di entrare tocca perciò chiedere il permesso e ottenerlo, pena la reclusione.

Supponiamo invece ci venga risposto, entriamo pure.
A quel punto vediamo solo più l'interno della casa,
ci occupiamo più solo di ciò che ci circonda in senso stretto del termine, in qualità di ospiti ben inteso.

Sempre tenendo in buon conto di aver toccato con mano la consistenza reale della casa e di averla trovata solida, poichè sappiamo ormai benissimo come nei film (uno dei migliori esempi è quello dell'11 settembre;-) si riesca a "ingannare la vista dello spettatore" per quanto concerne gli esterni.
Ancor meglio si riesce ad ingannare la stessa vista (tecnicamente è ancor più facile e meno costoso) rispetto agli interni, figuriamoci!

Se ci accorgessimo che la casa fosse fatta di cartone a cosa servirebbero le meraviglie che il padrone di casa ci porga in omaggio dopo averci accordato il permesso di entrare?
Un forte colpo di vento e volerebbe via tutto, saremmo allo scoperto.

Per contro: se si trovasse sulla porta un biglietto firmato dal padrone di casa con scritto "accomodatevi, sono assente"
ed entrando nella casa,
che di fuori abbiamo constatato esser così solida e sicura,
non trovassimo altro
che polvere e ragnatele
a cosa servirebbe restarci?
Si, ad aver un riparo per una notte, specie se piovesse a dirotto,
ma senza fuoco, senza cibo,
senza giaciglio appena fattosi giorno non saremmo spinti ad uscirne per cercare qualcosa di migliore?

Mi sono dilungato troppo forse, chiedo scusa, ho badato poco alla forma che rileggendo mi pare un pochino scoordinata in quanto a verbi e periodi. Colpa del voler scrivere di getto. Ci sono vamtaggi e svantaggi.

Un caro saluto.




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11:30, 29 gennaio, 2008

Caro Umar, circa il termine "esoterista" mi "sbagliavo" era Ipo e non Oscar ad usarlo nei miei confronti :-) e molto tempo fa, troppo onore. Ma non credo proprio il suo intento fosse offensivo.
Circa il significato "corretto": io penso debba discendere da esoterismo, ora è vero che esso è diffusamente confuso con "occultismo" ma qui sta la necessità di chiarimento. Esoterico significa propriamente interno, interiore, esoterista quindi dovrebbe essere definito chi si ricollega ad una dottrina tradizionale volta alla dimensione interiore e non in senso meramente psicologico (al che saremmo ancora all'esterno) ma in senso propriamente spirituale. Come in qualche modo ricordava il nostro Oscar, se l'io è l'involucro qualsiasi dottrina che non miri al suo superamento non può esser detta esoterica ed è una patacca.
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20:01, 28 gennaio, 2008

Buonasera a tutti,
per render giustizia a Oscar bisogna dire che non è stato lui a definire "esoterista" qualcuno.
Tale termine egli lo ha solo ripreso e citato da un altro messaggio.

Il paragone che portavo mi pare trovi conferma in quanto, Ika, dici tu stesso:
così come all'orientalista,
(salvo casi particolari a cui però
non andrebbe applicata questa definizione,
penso a Guénon o Coomaraswamy tanto per fare due nomi di studiosi che potrebbero,
per via delle loro competenze,
esser definiti "orientalisti")
manca l'Oriente,
(o l'orientamento),
all'esoterista può mancare l'Iniziazione regolare,
per una ragione molto semplice
(la elenco perchè ho visto che i chiarimenti, anche se giustamente noiosi, sono ben accetti e compresi):
il termine "esoterista"
non compare sui dizionari
(almeno quelli che ho in casa)
per cui lascia spazio
a diverse interpretazioni sul suo significato.
Che potrebbe essere sia
"di persona che propende
all'esoterismo" che
"di persona che partecipa all'esoterismo"
essendo la desinenza "ista"
non decisiva nel qualificare
una differenza fra le due possibilità derivanti dall'astratto collettivo "esoterismo".
Insomma, bisognerà lavorarci ancora un po' sopra prima che il termine "esoterista" finisca per aver un significato suo proprio,
così come è successo al fascismo e al fascista,
al comunismo e al comunista
che si son conquistati
delle posizioni ben salde ed indipendenti fra loro
in qualsiasi vocabolario,
pur essendo ormai termini che definiscono soggetti virtualmente scomparsi.
Grazie e cari saluti


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11:46, 28 gennaio, 2008

Buongiorno Umar,

qui il termine "esoterista" è stato usato come sinonimo di "iniziato" ma devo anche dire che lo ho impegato solo perché lo ha usato Oscar. Ben conosco l'attuale ambiguità del termine e infatti chiesi allo stesso Oscar di non definirmi tale, come aveva la simpatia abitudine di fare. E questo non perché io non tenti, procedendo nella strada che il Cielo mi ha accordato, di conoscere e quindi realizzare la mia reale natura, ma precisamente perché l'espressione "esoterista", anche nel migliore dei casi, potrebbe far pensare ad una persona che pensa di esser giunta alla meta. Ma ad essere sinceri temo anche l'espressione "iniziato" sia ormai stigmatizzata irovesciando il reale significato. Per cui io credo si dovrebbe fare ogni sforzo per restituire a tutte le parole il loro reale significato. A costo di ripetuti e noiosi chiarimenti.
In questo senso, venendo alla tua
ipotesi: ( "esoterista" sta ad "iniziato" come "orientalista" sta ad "orientale"...) non mi sembra corretta, anche se comprendo bene quel che vuoi dire. L'orientalista, così come chi conosce l'esoterismo solo per via libresca (è il caso, credo anche del nostro Oscar) per quanto in buona fede, manca sempre di quella conoscenza dall'interno, esoterica appunto, che sola può fornire risposte pertinenti nell'ambito della ricerca di una via spirituale. E' chiaro che l'ideale al quale in qualche modo Oscar si rifà è il maestro che padroneggia sia il dominio essoterico che esoterico, ma la cosa è difficilmente simulabile, sopratutto quando la si voglia applicare ad una situazione complessa e confusa come quella in cui viviamo.

Sulla questione dell'orientalista affermato che ottiene maggior credito di un orientale di nascita (o un orientato in qualche Via) avrei molto da dire. Ho visto contestato un amico taoista da un professorino con il fifì, anni fa, l'amico non disdegnava di utilizzare il simbolo "Dio" per esprimere "il Tao con un nome", avendo coscienza (e senza aver letto Guénon) dell'unità di fondo delle forme tradizionali, e la cosa pareva intollerabile all'orientalista: una farsa comica che è però una tragedia per la nostra "civiltà"...

A mia volta ti ringrazio per l'attenzione e ti saluto amichevolmente
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06:01, 27 gennaio, 2008

Buongiorno a tutti,
sono nuovo in questo blog e ho letto i messaggi in questione.

Vorrei porre una domanda e aggiungere ad essa due relative considerazioni:
quando nei vari messaggi si parla di "esoterista" si intende forse dire "iniziato"?

In caso affermativo, suggerirei di usare solo ed esclusivamente il secondo vocabolo, poichè esprime senza ombra di dubbio il pieno significato di quanto si vorrebbe definire e troncherebbe un possibile errore interpretativo poichè nel linguaggio profano di oggi,
e non si tratta di un caso,
il termine "esoterismo" viene utilizzato in maniera totalmente impropria.
Tanto che, se si potesse far una statistica/intervista improvvisata, son pronto a pagare una cena a ciascun italiano che ne conosca il vero significato, certo e sicuro di non spender più di mille euro.

In ogni altro caso non affermativo, qualcuno saprebbe spiegarmi la differenza che corre fra i due termini?

Da parte mia azzardo un'ipotesi tenendo conto di quanto sia pernicioso il danno prodottosi mediante il cosiddetto "immaginario collettivo", la scolarizzazione di massa e l'invasione mediatica:

"esoterista" sta ad "iniziato"
come
"orientalista" sta ad "orientale"
e addirittura, per estensione del secondo termine, sta ad "orientato".

Il primo è cioè colui che studia un fenomeno dall'esterno senza esserne parte,
il secondo è l'oggetto,
se così si vuole, dello studio del primo.
Allo stesso tempo però è l'unico vero soggetto ad esser regolarmente titolato a rappresentare quella realtà,
dal suo interno.

La cosa spiacevole, per questa ragione accennavo al danno, sta nel fatto che un orientalista "autorevole e affermato" presso la civiltà occidentale ottiene maggior credito e credibilità che non un orientale di nascita (o un orientato in qualche Via) il quale possieda lo stesso grado di studi e qualifiche.

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti a tutti
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10:23, 24 gennaio, 2008

cortese Ika-Inchiostrodiseppia, scopriamo con piacere il Suo blog, del quale condividiamo moltissime affermazioni,
molto cordialmente
utente anonimo
11:07, 28 dicembre, 2007

Cara jamiyla, è proprio così: viviamo camminando tra due precipizi e l'unico modo di non cadere è camminare a testa alta che strisciare sulla fune è sconsigliabile...
con questo ti saluto mi assenterò per tre settimane circa...un bacio, a mezza via.

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01:01, 28 dicembre, 2007

un copia incolla di passaggio:"Dieu même est la source et la réalité de l'éros, et en interdit une double désécration: celle du libertinage qui en est la profanation, et celle d'un ascétisme qui par calcul ou par misérabilisme congénital en est la négation.
[ Quiétude et inquiétude de l'âme dans le soufisme de Ruzbehan Baqli de Shiraz. ]
Henry Corbin ciao! jamiyla
utente anonimo
21:04, 24 dicembre, 2007

Le feste più serene a tutti voi, cari amici virtuali, con affetto sincero. di carne e ossa! Ika
utente anonimo
11:25, 24 dicembre, 2007

Cari auguri di buone feste, Ika. Che sia un Natale sereno anche per Daouda, Santa e W.J.

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20:10, 23 dicembre, 2007


Caro Ika, un sincero augurio a te di buone e serene feste :-)

A presto.

Blessed be
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15:51, 23 dicembre, 2007

x J. grazie della conchiglia e del sasso! Ika
utente anonimo
21:27, 21 dicembre, 2007

aria fresca

D.
utente anonimo
19:46, 21 dicembre, 2007

il veleno a piccole dosi é dolcezza, vedi misericordia.La terra mi invita a sognare le stelle, la mia patria è la Sua presenza, la mia ricchezza è la Sua ricchezza, la mia ricerca è questa nostalgia del Sublime non per sentirmi divina, ma per quella sensazione speciale che senza di Lui, niente è brillante. Gocce di pioggia ricamano il mare e m'idratano i pensieri; è Lui. The eagle in the land of the Lord. L'aquila non rinuncia mai al suo prestigio, alla sua forza e potenza ed in questo modo osanna il Creatore.Nelo stesso modo, quando si è "uniti" al Soffio del Misericordioso si è da mattina a sera indaffarati per conquistare la libertà, libertà dalla prigionia dell'ipocrisia, dei falsi bisogni, dei falsi amori ecc.. Lui ci vuole liberi ed è questo il filo attraverso il quale si propaga l'energia sontuosa e la nostra dignità l'esige!. saremo nel mondo, o fuori dal mondo, in solitudine o con gli altri, dentro la casa che brucia o fuori a seconda della nostra inclinazione, delle nostre capacità, del momento storico ecc..Il Profeta Mohammed è il grande modello; essere nel mondo trascendendolo, cavalcando il raggio di luce che ci porta nell'ottavo clima ed oltre. Allora la distinzione fra essoterico e esoterico diventa formalità mondana perchè i effetti quando sei nel VIVO(Haqq) sul giusto sentiero, tutto diventa Lui. Le mie opere buone sono dei peccati, il mio amore della cianciablabla, ma quando petali di farfalla cadono in traiettorie cosmicheinnamorate, è soltanto Lui che cerco, è soltanto Lui che vedo. Lode al Signore dei Mondi! posso regalarti per questo natale, due soldi di conchiglia ed un sasso??? ciao!!! wadhudajamiyla
utente anonimo
19:50, 20 dicembre, 2007

E' certo meglio astenersi dal mangiare cibi(rimanendo saldi, confidando nella Grazia, sulle fondamenta o circonferenza) che mangiarne di avariati od avvelenati ma ciò non ci esime,Dio volendo, dalla ricerca dei frutti ancora sani,anche se potenzialmente vana...Credo quindi sia inverosimile anche per un essoterista,riallacciandomi ad ika, rimanere a "pregare" all'interno della casa che brucia.Le religioni di ceppo semita pur separando il campo esoterico dall'essoterico, non ne fanno una divisione.Un essoterista consapevole di questa integrità esso stesso cercherà una via di fuga,nella maggior parte dei casi non trovandola o non vedendola ed ingorandola, ma almeno ha cercato(creando un'opportunità di fuga anche per altri).

Per ora questo.

Saluti

Daouda

utente anonimo
#9  
14:21, 19 dicembre, 2007

Carissimi, invero difficile è il digiuno in questi tempi ultimi e mi pare che qualche prima portata avariata se la mangia anche chi evita il vino nel timore che sia stato tutto drogato.

La prudenza, lo scrivevo a Daouda, in effetti non è mai troppa, ma questo non giustifica l'adulterazione del menù!

A cancellare la portata fondamentale, che sopravviverà ad ogni antipasto, si rischia di esser simili agli abitanti di quel paese di non vedenti che davano violentemente del bugiardo all'uomo che parlava loro dei colori.

In effetti la prudenza non ha tanto il senso di proteggere i ciechi, ma il vedente (e quindi la dottrina)dal'ignoranza. Ma ormai sono disponibili on line gli scritti più esoterici...tu stesso Scarrafò (ma io prediligo l'altro tuo nome, Scarabeo) linki i testi di Guénon.

Mi chiedo, per chi invece vorrebbe aprire gli occhi, è saggio dirgli: "tienli chiusi che è più sicuro"? Ma siamo sicuri che sia così sicuro quando si cammina bendati, al seguito di guide cieche sull'orlo del precipizio?

Caro Oscar, capirai che, con tutto il rispetto per le altre tradizioni, per un praticante zen (tradizione che non distingue tra esoterico ed essoterico) questo è un discorso inaccettabile: la casa già brucia e non è il tempo di recitare sutra ma di fuggire a gambe levate. Se poi qualcuno ti dice, non conosco vie di fuga rassegnati prega con me per rinascere nel paradiso occidentale... Tu dagli una bastonata e cerca una via, se la trovi, e se ne hai la forza, torna tra le fiamme e portalo in salvo con te, all'altra riva.

saluto entrambi di cuore


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#8  
12:43, 19 dicembre, 2007

È invece bello il tuo, di paragone, Daouda.
Però fa il mio gioco perché, se è vero che "non bisogna scordare i piatti di IERI per mantenerne memoria", è altrettanto vero che mangiare oggi di quel poco che abbiamo (senza gettarlo ai porci, certo) richiede grande cautela, perché in gran parte è merce avariata, contraffatta e adulterata.
Insomma io, nel dubbio, mi astengo da certi piatti.
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#7  
23:51, 18 dicembre, 2007

con ciò...me lo sarei potuto risparmiare!

Saluti

p.s. è inoltre non equo far finire nello stesso cestino empi e accoliti dell'Avversario.Giusto per non finire in bellazza, sarà anche per via dell'orario, il cervello mi bolle per alcune private questioni.

La pace di Cristo!

Daouda
utente anonimo
#6  
21:42, 18 dicembre, 2007

Non apporvo il tuo paragone Oscar.
Oggi abbiamo solo frutta, ieri avevamo pesce carne pasta e riso.Giustamente è vano( parafrasandoti), :" rimpiangere l'alba od il mezzodì" ma certamente non bisogna scordare i piatti di IERI per mantenerne memoria e più che altro il poco che oggi abbiamo credo vada mangiato, e non gettato ai porci o dato ai cani.
A stomaco vuoto non si muore OGGI,ma non ci si deve agitare troppo.E' inoltre probabile, è pur vero, che anche mangiando frutta ci si strozzi e si abbia un'indigestione mortale...Con ciò rallegriamoci, DOMANI sarà giorno di riposo: chi si è saziato non avrà bisogno di mangiare, chi avrà fame potrà mangiare(tra le fiamme) e poi riposarsi mentre chi si è agitato troppo,morendo,o ha avuto un'indigestione mortale anch'essa o si è strozzato speri nell'apocatastasi di Origene :-)

scusate lo scritto controrto a cui ho cercato di dare un filo logico e perdonami Oscar per come me la sono rigirata, ma credo il tuo pre-concetto ingiustificabile.

Saluti.


Daouda
utente anonimo
#5  
16:01, 17 dicembre, 2007

Caro Oscar, ancora una volta sincronici...

forse mi dovrei mettere a sistemare scarpe pure io, ma questa è un'altra storia, quella delle miserie individuali, che nulla però devono incidere nelle considerazioni teoriche, anche perché non bisogna mai fare l'errore, veramente diabolico, di affibiare agli altri i propri limiti. Ricorda il principale scopo del Satanasso è proprio quello di far credere che la Via (di fuga dal regno della forma) sia sbarrata, che sia una favola e che non ci sia altra speranza se non quella di stare a testa china, rassegnati e sommersi tra i sensi di colpa (o per contro di credere che la soluzione vada ricercata nell'azione tutta umana/profana) e in questo ha insospettabili alleati... A mio avviso in un blog sarebbe ridicolo pretendere di far altro che teoria, la quale ha il compito di ricordare che il Satanasso fa le pentole in cui viviamo ma non i coperchi.
ciao
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#4  
15:34, 17 dicembre, 2007

Miguel, gli esoteristi pienamente realizzati scarseggiano in effetti... se li incontri in genere non li rioconosci, mentre quelli che si proclamano tali, aprono scuole, ecc...in genere sono, come direbbe l'Oscar nostrano, uomini decisamente troppo di ...mondo.
Però anche restando nell'ambito dell'abbordabile (non bisogna del resto far l'errore di credere che vadano esculse possibilità diverse, solo perché non si ha la ventura di imbattervisi) non mancano oggi possibilità di iniziazione autentica, anche orientale (ed es, pensa allo dzod chen tibetano). Il che non implica necessariamente alcuna realizzazione per chi la ottiene ma, in genere, solo una virtualità potenziale. Si potrà anche dire che gli iniziati oggi sono perfino troppi e che certe forme iniziatiche un tempo molto chiuse hanno oggi spalancato le porte a cani e porci: Verissimo. Tuttavia forse questa "apertura" è simile a quella della pianta nel deserto che, prima di morire fiorisce lanciando spore in ogni angolo. Nella speranza che almeno una attecchisca in un terreno fertile...
è del resto questa la ragione per cui oggi, prossimi allo scadere dei tempi, perfino in un blog un pochino scalcinato come questo ricavato nei ritagli di una vita combattuta su molteplici fronti esterni ed interni, se ne parla apertamente.
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#3  
15:17, 17 dicembre, 2007

Caro Ika,
non sei stato mai frainteso, né dall'Ipo di cui sono l'erede legittimo, né dall'Oscar Pariello che avrebbe solo voluto fare il calzolaio, per attuare l'invito tradizionale «ne sutor ultra crepidam».
Questa premessa scrausa ha un solo scopo: far presente che quanto dici è, come nella maggior parte dei casi, esatto sotto il profilo teorico. Che l'iniziazione tramite arti e mestieri avesse, già in sé, obiettivi metafisici, certo, è un'affermazione un po' azzardata (sebbene non fosse che l'indispensabile preparazione ai grandi misteri).
Ma il punto non è questo. Da quanti secoli sono scomparsi, i piccoli misteri? Ha ancora senso, nell'ambito collettivo (e quindi di un blog), porsi l'obiettivo della non-dualità? Come avemmo a dirci in passato, se né tu né io conosciamo - in carne ed ossa - un massone che possa fungere da maestro spirituale, sebbene ciò non escluda l'eventualità che questo personaggio esista, resta il fatto che distinguere teoricamente tra un esoterismo e l'altro, secondo me, oggi comporta più svantaggi che vantaggi.
Mi sembra più utile, se non indispensabile, stare in guardia, insomma.
Ovviamente, è solo il mio parere.

Leggo ora Daouda, che giustamente accenna alle qualificazioni. Io non le ho davvero. Senza eccessiva presunzione, penso di trovarmi nelle condizioni della quasi totalità degli occidentali. Quando si è alla frutta, voglio dire, ha ancora senso parlare dei piatti forti che c'erano ieri? Ci saranno anche domani, certo. Ma oggi non ci sono.
Chiude bene Miguel, col dire che degli esoteristi che si vedono a piede libero occorre solo diffidare.


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#2  
14:25, 17 dicembre, 2007

La cosa tremenda è pensare, cosa sono nella realtà gli esoteristi... :-)

Poi magari qualcuno dirà che non stiamo parlando dei veri esoteristi, perché quelli nessuno li ha mai visti o conosciuti.

E quindi è facile immaginarseli migliori di quelli che si proclamano esoteristi. Ma forse troppo facile...

Miguel Martinez
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#1  
11:34, 17 dicembre, 2007

Eseplare ika.Ti ringrazio per le risposte/delucidazioni che fornisci qui.Vorrei ricordare, come è stato spesso citato, un altro proverbio sufi dove si dice che colui che non ha le qualificazioni per oltrepassare la porta del regno della forma , la troverà chiusa ed inaccesibile e sarà costretto a tornare nel mondo come stregone.Deduco che tali individui siano stati sviati anche dal desiderio di maneggiare i poteri acquisiti che ci è ricordato( anche a noi profani) sono spessissimo di intralcio.
Ma quindi, veramente,Unde malum?
Al giudizio sulla società odierna ed il suo satanismo potrei aderire ma esattamente, non essendone consapevoli le masse, esso non svilupparsi deliberatamente appunto, cosa che non potrebbe mai accadere (aggiungendo un "mio" contributo) proprio poiché il nadir non può mai essere raggiunto,la quantità non può mai avvicendarsi dalla qualità pena la distruzione totale.
Se ho scritto fesserie mi rimetto alla correzione di chiunque.

una domanda: dopoi templari in Occidente non ci fu più l'accesso ai grandi misteri o sbaglio?

Grazie e saluti

Daouda
utente anonimo

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