Lascia la tua opinione
Commenti
#2
09:50, 10 gennaio, 2008
ciò detto, segnalo che nel mio pezzullo c'è un trucchetto o slittamento retorico. Prima dico che roth spinge sul comico e ciò forse danneggia la struttura rendendola rachitica e seriale, ma poi en passant rilevo che l'eventuale mancato sviluppo narrativo si deve alla scelta di Roth per il monologo (o meglio il dialogo differito, dato che la seconda voce compare finalmente solo nell'ultima frase del romanzo), il tutto nella forma dell'invettiva - come giustamente precisa Davide. Quindi a rigore, anche nel mio pezzo, il comico (o l'arguzia) è di per sé innocente.
Vado oltre: l'annotazione di Davide circa il fatto che il "se stesso", del protagonista e anche nostro, si esprima al meglio anche e soprattutto nel volerne uscire, da cui il suo carattere labirintico e irrisolto, immobile e seriale, mi vede concorde nel giudicare il lettino perfetto allo scopo. Ricordo a questo proposito che l'unica frase del medico, alla fine, è: ora possiamo cominciare. In tutto il romanzo Portnoy non ha dunque mai cominciato a muoversi, né lo potrà finché si ostinerà nel falso movimento del voler uscire da sé presumendo di essere dentro di sé (e non di provenire a sé da fuori, come forse in realtà accade). Notavo nel mio pezzo che Roth inscena una parodia dell'autocoscienza, e mi pare di poterlo confermare.
bg
utente anonimo
#1
09:03, 10 gennaio, 2008
bentornato
bg
utente anonimo
Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:
Il tuo commento:
Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>
URL di trackback per questo post:
http://www.splinder.com/trackback/15451080
*
Entra
o
Registrati
per commentare con un tuo nick :)
chiudi questa finestra