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#1
12:08, 05 luglio, 2004
Puo' uno sguardo attraversare quattrocento anni e essere intenso come l'attimo in cui si e' prodotto? La risposta risiede nella "comprensione" come afferma il pittore Vermeer, protagonista del film, redarguendo aspramente la moglie a cui preferisce la giovane serva Griet come soggetto del suo quadro piu' famsoso "La ragazza con l'orecchino di perla". Comprensione accesibile a Griet, ragazza del "popolo", analfabeta e dall' intelligenza acuta, capace di ascoltare le parole del pittore e di coglierne le sfumature come se fossero colori. In una sequenza infinita di immagini pittoriche, tesa a rimarcare la continuita' artistica tra pittura, fotografia e cinema, entriamo anche noi nelle differenti fasi realizzative di un'opera pittorica. I colori, la luce e le atmosfere del film sono quelle dei quadri delle scuole seicentesche del nord europa e dell'Olanda dove la classe borghese emergente si stava sostituendo all'aristocrazia nel ruolo di classe mecenate. Fluido ed elegante nella narrazione il film sa conquistare lo spettatore anche grazie alla colonna sonora.
In un film in cui il cinema afferma il suo potere comunicativo sulle sue sorelle maggiori riscopriamo la bellezza e il fascino di uno sguardo lungo quattro secoli.
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