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#5  
16:59, 14 giugno, 2008

Maranatha, vieni Signore Gesù!
L'approvazione degli Statuti neocatecumenali nelle forme e nei modi liturgici come abbiamo appena avuto modo di vedere sta a significare che la Chiesa di Roma he rinnegato se stessa ma, nel rinnegare se stessa, ha rinnegato il Suo Signore.
Aspettiamo di leggere gli statuti in versione integrale, ma possiamo dichiarare in fede e coscienza che in primis sono stati traditi tutti i Credenti cattolici che hanno custodito fino ad oggi la loro Tradizione e la loro identità e vedevano nel Papa, in tanti suoi gesti e insegnamenti il loro Faro, la loro Guida, Pietro che li confermava nella Fede. Legittimare la Liturgia Neocatecumenale significa aver lettimato un'altra Chiesa, nella quale nolti credenti non si possono riconoscere e della quale molti altri diventeranno i seguaci, subendo la 'mutazione genetica' della loro spiritualità.
Uno di noi ha scritto: "Francamente non sono addolorato per me ma per il futuro della stessa Chiesa, incapace di testimoniare attraverso la Verità della Liturgia. Per me, scrivere ciò tempo addietro sarebbe stato bestemmiare, oggi non lo sento più tale. I tempi stanno cambiando e forse l'abominio della desolazione si sta avvicinando. Visto con gli occhi di oggi il Motu Proprio appare sempre di più come uno zuccherino, ma credo che il Signore si sia costruito la Sua fortezza all'interno della Chiesa."
La tristezza non è per l'approvazione in sé, ma per la Chiesa di Roma che rinnega se stessa (lettera di Arinze e altro ancora). A questo punto non sappiamo se volente o nolente, data la situazione di vera anarchica schizofrenia che sta invadendo con crescendo impensabile la nostra Chiesa... Ma è ancora e sempre la nostra Chiesa?
Forse è la Chiesa nata dal Concilio Vaticano II, ma in coscienza non ci sembra più la nostra.
L'anomalia è ancora più forte.
Risulta che durante la cerimonia, il Cardinale ha lasciato tre orientamenti particolari ai membri delle comunità neocatecumenali:
1) obbedienza ai Vescovi,
2) riconoscimento del ruolo del presbitero e
3) fedeltà ai testi liturgici della Chiesa.
Questo avvalora tutte le nostre critiche su questi aspetti, e forse cambia un po' la prospettiva della ventilata approvazione 'senza condizioni'. Bisogna vedere se questo è solo nelle parole del cardinale o sta scritto da qualche parte...
Prima di dire altro dobbiamo ancora riflettere, pregare, discernere; ma di sicuro da questo momento nulla sarà più come prima. L'unica cosa di cui siamo certi è la consapevolezza di quello che abbiamo ricevuto e il desiderio di custodirlo, con l'aiuto del Padrone della Messe. Maranatha!
http://neocatecumenali.blogspot.com/

utente anonimo
#4  
15:19, 08 maggio, 2008

Complimenti per il Blog un saluto a tutti ciao..Angelo
SeGnala-Blog
utente anonimo
#3  
22:47, 17 febbraio, 2008

Perchè non sta un po' zitto?
utente anonimo
#2  
18:46, 29 gennaio, 2008

Mi chiedo a cosa servano oggi i filosofi se nn fanno altro che scoprire l'acqua calda; e li pagano anche bene!
Alle conclusioni di Severino ci arriva anche la sciura Maria, con il semplice buon senso.+
utente anonimo
#1  
10:20, 29 gennaio, 2008

senza togliere al prof. Severino "tutta la sua filosofia", credo che lo scenario da lui vagheggiato sia quello che si presenta da sempre nella storia: l'uomo pensa, con le sue conquiste - dal fuoco di Prometeo alle aberrazioni eugenetiche -di avere finalmente in mano la chiave del paradiso in terra e invece qualcosa sfugge sempre e la felicità è sempre più lontana. Dai, professore, insisti che magari torni da dove sei partito ai primi studi in Università Cattolica
utente anonimo

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