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#2  
12:16, 31 gennaio, 2008

Sottoscrivo Umar, certo, grazie al Cielo, Guénon ha lasciato un'Opera a cui si può fare sempre riferimento.
Sulla sua vita esemplare credo invece di poter dire che l'eccezzionalità della Sua persona e della funzione provvidenziale che ha rivestito, non autorizzino in generale una sorta di "imitazione esistenziale", nel senso che, ad esempio, per restare a quel che dicevi nel precedente messaggio, Egli ebbe diverse iniziazioni scollegate a pratiche essoteriche di forme tradizionali alle quali Egli si definiva del resto inconvertibile (il suo ricollegamento al Sufismo precede di molti anni la sua compartecipazione visibile all'Islam). E' vero però che l'Islam rappresenta, nella prospettiva indicata da Guénon, una tradizione nella quale il cammino resterà aperto fino alla fine dei tempi.
Ma ciò non toglie che se "le Vie sono tante quanto le anime" è lecito e anzi opportuno che ognuno abbia la possibilità di percorrere la Via più adatta alla sua particolare costituzione psico fisica.
Aggiungo che la possibilità, sempre più remota e forse ormai chimerica, di un raddrizzamento dell'Occidente sembrava dipendere e forse dipende dalla costituzione di un élite occidentale iniziatica che, per essere occidentale, poteva prodursi solo in ambito massonico sotto la copertura della Chiesa, l'alternativa essendo l'orientalizzazione dell'Occidente o le barbarie. Per questo motivo Guénon seguì fino alla fine certi sforzi in questo senso in ambito massonico, sforzi che, anche in Italia hanno prodotto un numero limitato, ma pur sempre significativo di Massoni attenti alle indicazioni di Guénon (La rivista "La lettera G" è un ottimo e raro esempio di lucidità intellettuale). Nulla di simile sembra sfortunatamente essersi prodotto in ambito Cattolico. Ora Oscar è un raro caso di cattolico guénoniano, ma non sembra molto incline a costruire ponti (perché l'apertura che fa nel post in discussione all'esoterismo è apparente non esistendo in Occidente alcun "esoterismo metafisco" compatibile con il cristianesimo cattolico essendo, almeno virtualmente, il dominio massonico essenzialmente quello dei piccoli misteri)...certo l'impresa sarebbe disperata perché si tratta di ricucire una frattura che data ormai sette secoli e per di più tra due sponde infiltrate e i cui posti chiave sono abbondantemente occupati da uomini indegni...anche questi sono segni dei tempi.

Ti saluto di cuore
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#1  
04:10, 31 gennaio, 2008

Caro Ika,
mi spiace che fra te e Oscar sia nato un equivoco: tale è a mio parere.
Nessuno di voi, a quanto m'è dato di vedere, muove da cattive intenzioni.

Il tempo credo servirà a capire bene cosa si ha in animo di dire e, soprattutto, perchè si intende dirlo.

Oscar a mio avviso vuole semplicemente chiudere la porta di casa perchè teme gli spifferi e i roditori, mi pare legittimo e encomiabile, è uno sforzo che facessero tutti i credenti non saremmo nelle attuali condizioni di caos e dissoluzione.

Tu mi pari chiaro nei contenuti dei post, la ricerca che compi, l'elemosina che mendichi parte da una buona attitudine.
Si vede che l'opera di Guénon ti sta a cuore e la tieni in debito conto.

Direi che oggigiorno si patisca un poco il fatto di esser, passami il paragone, "intellettualmente orfani" del grande studioso francese, a meno che non si sia trovato il modo di ricollegarsi regolarmente ad una Tradizione proprio come suggerito da Guénon stesso.

Da più di cinquant'anni possiamo lamentare un'assenza di un primario valore, questo significa che lo stesso periodo senza una presenza in qualche modo continuativa o sostitutiva (o quantomeno supplente) dello stesso ha delle ripercussioni anche sul nostro modo di essere, di vivere, di dialogare.
Per non parlare del nostro modo di studiare, di comprendere, di aver fede, etc:
manca sicuramente la persona dotata di quella indiscutibile autorità che svolga la funzione che ha svolto R.G.,
almeno per quanto concerne la portata intellettuale della sua opera. Manca cioè chi sappia "tradurre" ai suoi possibili destinatari (in linea di massima occidentali di nascita e cultura) la Tradizione in termini attuali, colmando cioè quel periodo storico di cui Guénon, perchè passato a miglior vita, non ha potuto "parlarci" e che è davvero denso di eventi straordinari.
Questo non significa che dalla pianta non siano nati sani e vigorosi virgulti.
Bisogna cercare, questo sì.
Certo, se devo dire tutta la verità, ed è meglio dirla fin da ora,
a me pare inconcepibile come si possa andare a cercare altrove
quando una strada è stata tracciata
non dall'anas o da viamichelin
ma da un uomo con tanto picco e pala e la possiamo percorrere coi nostri stessi piedi e non limitarci ad osservarne il percorso, magari da una collina piena di prati e fiori.
Certo che è polverosa, una strada in salita, a volte, e lunga a perdita d'occhio ma non mi pare un motivo sufficiente a non percorrerla.
Intendo dire che la vita "umana" dello Shaikh Guénon vale almeno quanto le sue opere, essendo esse parte della sua vita stessa.

Oltre a scrivere e studiare, il Nostro recitava, partecipava alle sedute di dhikr, pregava, faceva l'amore, faceva i conti della spesa
(oltre quelli sul calcolo infitesimale...molto più facili da far quadrare forse che non i primi;-)
digiunava, educava i figli
(...fumava persino).
Bene, direi che per ora basta, ti saluto caramente.
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