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Commenti
#8
20:40, 13 febbraio, 2008
Questo album è straordinario.
Riesce ad affrontare argomenti importanti e spinosi con la leggerezza della musica pop.
Questo contrasto così netto e perfettamente riuscito ha secondo me dell'incredibile.
Non vedo l'ora di vedere il gruppo dal vivo a Cortemaggiore.
Un saluto
utente anonimo
#7
18:32, 09 febbraio, 2008
sono occhi magnetici, come la voce di Bianconi, che conquista, sinuosa come una lingua amante.
MatthewOwl
#6
20:15, 08 febbraio, 2008
"There is no sushi/no corso Como/ ci piace l'uomo/ci piace l'uomo"
Un disco che rasenta la perfezione, stupendo anche nella sua banalità, perfetto nell'esprimere una poesia plasticosa e più contemporanea del contemporaneo.
Angela Dust
utente anonimo
#5
18:30, 06 febbraio, 2008
Per il # 4: "Panico" è dedicata a Lee Hazelwood, l'autore di "These boots are made for walking" e di quasi tutti i successi di Nancy Sinatra.
matteobblog
#4
14:14, 06 febbraio, 2008
Sarà che il disco è uscito durante il week end di carnevale ma credo di non essere stato l’unico a giocare con la copertina, aperta e indossata come fosse una maschera? Io con glio occhi di Rachele stò benissimo. :-) Per molti sarà l'occasione per ribadire alcuni (pre)giudizi, positivi e non, sulla loro musica.
Nel disco si citano registi come Eric Rohmer, scrittori come Pasolini, Saffo e Baudelaire ma anche Alfredino (il ragazzo che negli anni 80 è caduto nel pozzo), i politici nostrani. Tutti in compagnia di una serie di persone “normali”: prostitute, ragazzini annoiati e tossici, partigiani, gay, ragazze innamorate ma deluse.
Il tutto viene frullato insieme fino a raccontarci una commedia (o la realtà?) umana. Ci racconta l’invasione barbarica subita dalla nostra società che è di fatto spacciata, destinata al suo lento declino. Un disco scuro, pessimista, reale, lucido, una fotografia della nostra modernità. Una modernità che va oltre ogni avanguardismo, per aspirare a una più cristallina sintonia col reale.
E’ un disco teso tra momenti di rivolta nata dalla consapevolezza dei continui “ordini-sbagliati” che ci arrivano dalle istituzione, dalla tv, dalla chiesa, dalla stato, dalla società e poi ad una resa incondizionata al sistema che si riconosce essere ormai infallibile nella sua ostinata marcia verso il degrado.Se poni resistenza da una parte, si crea una falla dall’altra. Non ce speranza di vittoria in questo sistema programmato per schiacciarci e annientarci nella nostra unicità. E’ un disco che parla della forte solitudine a cui siamo destinati per questo stato di cose. Siamo soli a fare resistenza. Siamo soli anche quando si fa sesso. Siamo soli anche quando siamo in metropolitana. Siamo solo anche quando siamo dentro un pozzo con tutta l’italia che ci guarda in tv. Siamo soli anche se abbiamo condiviso ideali e lotte con altri. Siamo soli anche nel momento della morte. E infatti le uniche vie d’uscita che il disco suggerisce sono altrettanto apocalittiche: l’estinzione, il suicidio, al morte.
“Panico!” mi sembra una specie di omaggio a “These bots were made for walking” di Nancy Sinatra. Non si assomigliano per voi?
Comunque per me è già uno dei dischi dell'anno!
utente anonimo
#3
13:25, 06 febbraio, 2008
A me fa impazzire "L'aeroplano". Meravigliosa Rachele!
Federico
utente anonimo
#2
09:35, 06 febbraio, 2008
ahaha, anche a me mette sempre ansia lo sguardo di Rachele, ora mi fisso un poco questo in copertina così quando la incontro sono allenato!
utente anonimo
#1
21:44, 05 febbraio, 2008
io l'ho ascoltato in sua presenza e ti confermo che hai fatto bene ad aspettare.
che dire, meraviglioso, perfetto.
alterX
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