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Commenti
#7
17:21, 20 febbraio, 2008
E' vero ci sono termini per ogni circostanza, ma non credo che 130.000 aborti nel 2006 in italia siano del tutto riconducibili a quella circostanza che tu accenni.
Arietta, non a caso il mandante ha più responsabilità dell'esecutore.
Se fossero solo circostanze di violenza e sopprusi sarebbero minori come numero , il punto è un'altro. se manca la cultura della vita come atto responsabile ci si giustifica di tutto. Ovviamente puntando alla logica della difficoltà fisica e materiale si pretende chi è degno o no di vivere.Se non è omicidio perfetto questo non so cosa lo sia.
Eppoi l'atto d'amore non è neutro su di esso incombe sempre nel bene e nel male l'incomodo o il desiderato, il debole, l'indifeso.Purtroppo quando ci si permette di porre sul tavolo e questioni chissà perchè rispunta l'accusa(falsa) di voler colpevolizzare la donna e di fregarsene del suo corpo.
girgentamente senza tempo
avante
#6
16:34, 20 febbraio, 2008
I figli si fanno in 2. Non ho mai pensato che i maschi siano spargitori di seme, però se la metti così...si, molti lo sono. Quelli che usano il loro sesso come un'arma eiaculando dentro la vittima per il solo gusto di farlo e poi lasciarle inermi sulla terra fredda, noncuranti si siano vive o morte (LORO E I LORO FIGLI) quelli sono spargitori di seme.
Quando la gravidanza è consapevole, voluta o non cercata ma comunque accettata gli uomini hanno lo stesso ruolo delle donne, ma quando queste vengono abbandonate a loro stesse? Fa presto il maschio (in certi casi) a darsela a gambe....perchè all'uomo deve essere possibile il rifiuto di una gravidanza? Non è forse questo un aborto?
Io credo che ci siano termini per ogni circostanza.
arietta
#5
20:12, 19 febbraio, 2008
Gus.....
se la notizia di napoli poco c'è mancato che fosse redatta da Tarantino , evidentemente anche spontaneamente un corteo diventa pulp.
sono i tic di un informazione che non ammette altre realtà se non quella che per loro è ammissibile.
ciao
avante
#4
20:06, 19 febbraio, 2008
Uniche non direi,non nego il rapporto esclusivo di pancia ma i figli di solito si fanno in due . Eddai ma questi maschi cosa sono? spargitori di semi e addetti al congelamento dei sentimenti?
cmq quel legiferare come dici tu se avenisse il famoso passaggio dalla concezione naturalistica della scelta se è bene che viva oppure no, a quella della responsabilità col principio d'accoglienza sarebbe un'altra cosa e la donna sarebbe meno esposta a dilemmi. La vera tragedia è che la donna prende coscienza nel momento in cui viene messa difronte alla scelta ed è proprio qui che non trovano riscontro d'accoglienza nella società che è tutto tranne che clanica. Solo un discorso morale eversivo che possa cominciare a codificare e rappresentare la capacità d'accoglienza può mutare un cambiamento della vita interiore delle donne e degli uomini , invece di alzare le solite barricate di diritti dal vago sapore di tecnicismo semantico. Nessuno deve puntare il dito , vedi le società si evolvono e le scelte pure secondo l'aria che si respira e pure se è mortifera certamente bene non fa ai più indifesi.
Qualcuno ha mai naufragato a cariddi? ;)
avante
#3
17:19, 19 febbraio, 2008
Aih.....Ho preso di petto Cariddi...mizzica che duro.....
arietta
#2
21:00, 18 febbraio, 2008
Tesoro mio....aimè questo è un argomento assai aguzzo, potremmo ferirci entrambi ma siccome io mi considero tua amica mi sento in dovere di dire la mia non per convincerti ma perchè sono donna e tu uomo e se permetti noi dovremmo essere le uniche a legiferare in questa particolare circostanza:
Una vita è una vita, lo sa bene ogni madre che affronta ,certe volte con amore altre con dolore, una gravidanza. Abbastanza presto si stabilisce con la carne della propria carne un legame inscindibile e bellissimo, un legame fatto di palpiti, di battiti, di sensazioni difficili da dire, da spiegare.
Ogni donna ha in se il germe della maternità, la maggior parte sceglie di dare seguito a questa sorta di richiamo naturale, per le altre dovrebbe essere possibile opporsi a questa legge di natura se ritengono di non essere in grado di farsene carico. Ma c’è chi ritiene di essere depositario di una verità che poco gli appartiene e non riesce a considerare che una non scelta è un delitto pari alla soppressione della vita stessa.
Nonostante la mia posizione contraria all’aborto ritengo che ogni donna debba potere scegliere in merito per quanto riguarda se stessa. Perché una legge che faccia di una donna una incubatrice vivente è una legge sbagliata. E’ vero la vita va tutelata. Sempre. E proprio per questo motivo occorre tenere in considerazione il volere di chi si trova davanti ad una possibilità non considerata, non voluta, neanche presupposta. Se ci sono donne che non desiderano procreare, che non possono portare a termine una gravidanza, se ci sono suore, bambine, malate che subiscono violenza non possono essere soggette ad un volere che non appartiene a nessun’altro se non a loro stesse.
D'altra parte se c'è chi usa l'aborto come una seduta dal chiropata, giusto per liberarsi di un fardello, di un incidente di percorso...credi che esista una legge che possa bloccarli? Lo farebbero ugualmente...per cui che si prendano la responsabilità di trovarsi al cospetto di Dio....Lui saprà convincerle....
Un bacio dolcezza
arietta
#1
11:19, 16 febbraio, 2008
Un corteo pulp?
Ciao.
nonsonogus
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