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Commenti
#5  
21:45, 20 febbraio, 2008

Concordo... e uno lo capisce ancora di più, penso, leggendo il libro di Jenkins che citi tu Zac, sul tuo blog. Dove si dà un'idea della portata del carismatismo cattolico oggi.
Con i carismatici cattolici bisogna andarci cauti, secondo me. In tutti i sensi, anche nel pronunciare giudizi liquidatori. Le comunità che ho incrociato mi hanno spesso colpito per la fede contagiosa, per l'adesione schietta alla Chiesa, al Papa, Magistero (liturgia a parte....). Merce rara.
Inoltre in Paesi come il Brasile stanno facendo un lavoro enorme nel tamponare l'esodo dei fedeli verso il pentecostalismo protestante. Un lavoro che non sembra in grado di fare, al momento, nessun altro. Nessun ordine, nessun movimento, per non parlare delle diocesi.
Ovvio che vanno guidate, queste comunità. Ma non tutto ciò che sconcerta - come questo tremendo ballo pseudo-giudaizzante - è indice di qualcosa da "sopprimere".
GdC

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#4  
01:25, 20 febbraio, 2008

Caspita, quando ho letto "Brasile", mi immaginavo una samba o un chorinho, mica la sigla di "Sorgente di vita" fatta con la tastiera Bontempi...

Non parlerei proprio di accomodatio, in questo caso. Piuttosto, di riverberazioni del "nostro" pessimo gusto (che può essere anche teologico).

Comunque, ho dato un'occhiata al sito della Comunità:

"La nostra formazione parte dall'incontro personale con Gesù Cristo vivo. Si sviluppa per mezzo dello studio orazionale della Parola di Dio e della dottrina della Chiesa Cattolica, della preghiera, della liturgia, dei sacramenti, della vita fraterna e missionaria, dell'amore filiale alla Vergine Maria, di una solida e cristiana formazione umana, dello studio del Carisma, di una fedeltà incondizionata al Magistero della Chiesa, appoggiata nel 'nuovo pentecoste' nella Chiesa dei nostri tempi e nella vita di San Francesco di Assisi e Santa Teresa di Avila".

Ehm. Eh? Se son rose fioriranno.
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#3  
00:15, 20 febbraio, 2008

Ho visto come in Africa vivono le danze nella liturgia : non è per giudicare questa del video (e men che meno il cuore delle persone che vi partecipano, ci mancherebbe), ma lì in Africa, mi viene spontaneo parlare di "danza sacra" , come da noi in Europa si parla di musica sacra. Tutti danzano come una persona sola con una armonia che niente lascia allo spontaneismo. E' un popolo che vive la comunione con il Mistero danzando.
A me personalmente questo video non mi trasmette la stessa impressione. Ma qui mi fermo.
utente anonimo
#2  
23:39, 19 febbraio, 2008

ma che vadano a dire il tantum ergo!
utente anonimo
#1  
19:24, 19 febbraio, 2008

Trattandosi di un prodotto "di nicchia", è difficile non attuare un atteggiamento "etnocentrico". Certo è tutto il contrario del previsto raccoglimento adorante, che non è inibizione del movimento, ma suo culmine: il traguardo non annulla la corsa.
Un discorso un attimo diverso, dovrebbe essere quello della reinculturazione della danza nella liturgia cattolica, un'inculturazione che non è certo di oggi: perché i fantasmi delle condanne ecclesiastiche, in uno con quelli di biblica memoria (le danze paganizzanti intorno al vitello d’oro; lo scandalo della danza davidica) pesano assai.
Non cito l’esagerato Tagliaferri, perché se no mi dici che “sono di S. Giustina” (trovo esagerata, però, l’equazione EMP = empietà).
Qui forse occorrerebbe l’autorevole parere di uomini di teatro; chissà se Roberto Buffagni o il Bernardo (Andrea Rossetti) di “Critica della ragione pubblica” o altri ancora.
Se ci leggono.
luigipuddu

utente anonimo

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