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Commenti
#21
16:16, 21 febbraio, 2008
La discussione sull'aborto è sicuramente un modo per arricchire le proprie conoscenze e per conoscere davvero l'elemento (pardon...) centrale di questo tema: la Donna.
Credo che l'esperienza dell'aborto sia qualcosa che solo una donna può vivere (ovvietà) ed elaborare per costruire una posizione di equilibrio. Un uomo può partecipare, e condividere i momenti drammatici che precedono e seguono una scelta così difficile.
E' pur tuttavia una scelta libera e, ahimè talvolta necessaria, per la donna.
Sul piano della disponibilità a rivedere alcuni aspetti della legge (lo so sto dicendo cose scontate...) io promuoverei una discussione circa gli strumenti di PREVENZIONE ed EDUCAZIONE. E vorrei che le attrici principali fossero ancora donne.
Non ho nulla contro il mio genere (anche se quando vedo Ferrara un pò mi chiedo se la teoria della creazione...) ma penso che le donne "forti" del PD abbiano una grande occasione per portare ancora un riferimento equilibrato alle migliaia di donne che non conoscono ancora i loro diritti e le opportunità che hanno di farsi sentire a voce alta.
Puntiamo sulla dignità e sulla possibilità. Possiamo anche evitare di rispondere ai comitati paraciellini del NO, per quanto mi riguarda, contano zero.
MarcoG
utente anonimo
#20
13:06, 21 febbraio, 2008
se consideriamo l'esperienza dell'aborto come quella di togleire un neo, dovremmo anche a giunghere che - forse - il neo è meglio non avercelo proprio, perchè se lo togliamo già c'è un potenziale patologico possibile.
Cerchiamo di non banalizzare, ciascuno vive le espereinze a modo suo e in maniera positiva, negativa e con diversa intensità. Ma a differenza dei nei l'aborto si può prvenire in diversi modi, tutti egualmente più piacevoli e facili, come dice Sara, persino del togliertsi un neo. E allora perchè non farl0? Per sbadataggine? Per sentirsi diversi rispetto al mondo? Perchè tanto - come la rimozione del neo - lo passa la mutua?
Pazzesca come "logica", direi, e non certo sinonimo di equilibrio interiore
utente anonimo
#19
00:27, 21 febbraio, 2008
*Sara* alla Camera (senza ironia).
civati
#18
22:19, 20 febbraio, 2008
Buonasera. Sono un'insegnante giovane, alle prime armi, ma decisa a trasmettere qualcosa ai miei alunni.Trasmettere per me significa andare oltre la semplice lezione. Mi batto per avere la possibilità di offrire maggior informazione (con esperti) ai ragazzi in merito alla sessualità ma spesso mi trovo davanti un muro. Secondo me sono importantissime: la consapevolezza di avere un figlio ,una maggior conoscenza dei metodi di contraccezione e la libertà di scelta della donna. Elena R.
utente anonimo
#17
21:58, 20 febbraio, 2008
...sorrido nel leggere una donna esprimersi "così"...io non osavo, chè quando un uomo si avventura in una certa direzione circa l'aborto viene mediamente lapidato ipso facto.
Bella Sà!
ardez
#16
21:47, 20 febbraio, 2008
Tutti a parlare di aborto (chi è favorevole, chi è contrario, le donne che lo hanno fatto, che lo hanno fatto più volte (e qui resto davvero basita), quelle per cui è stato un dramma, quelle per cui è stata una liberazione)
Salvo poche eccezioni, quasi nessuno parla di metodi contraccettivi.
Il sesso ha delle conseguenze, che dovrebbero essere solo piacevoli. E sono solo piacevoli se ci si protegge.
Ma poi cosa mi sorprendo a fare di tanta disinformazione quando mi tocca leggere un po' ovunque che la pillola del giorno dopo è una pillola abortiva?Non è abortiva!
Se si fa sesso non protetto pensando "Va beh, al massimo posso sempre abortire" beh, scusate la brutalità ma per me, non credente, favorevole all'aborto, favorevole alla ricerca sulle embrionali, beh, per me e per quanto possa valere la mia opinione, si è solo dei grandissimi irresponsabili.
E se ad abortire sono adolescenti che non hanno gli strumenti e le conoscenze adatte posso capirlo (l’educazione sessuale nelle scuole è veramente pietosa),ma se a farlo sono le trentenni in carriera (e per di più diverse volte) quasi mi vergogno di essere donna.
E forse è proprio per colpa di queste donne irresponsabili (perché, eddai, non è possibile che a tutte si rompa il preservativo) che sparate come quella di Ferrara, Ruini, Cei, CL e compagnia bella trovano ampia forza e largo spazio.
Scusate lo sfogo.
*Sara*
utente anonimo
#15
19:09, 20 febbraio, 2008
"c", sarai d'accordo che il tuo discorso è quantomeno lapalissiano: lascia il tempo che trova. Esiste anche chi evade il fisco o ti spara in faccia per rubarti l'auto. E allora? Siamo d'accordo, esiste tutto e il contrario di tutto. Si sta disquisendo sui perchè, i percome...anzi, siamo onesti: si sta disquisendo sul "giusto" e lo "sbagliato". Almeno per la "cosa pubblica". E nessuno sta dicendo che sia facile o banale o scontato. Però ti dico quel che penso in questo momento: una donna che a 36 anni ha abortito 3 volte, nei termini in cui ne parli tu, beh, a mio avviso no, non ci ha pensato abbastanza. O quantomeno ha pensato in una direzione che, per usare un eufemismo, mi lascia perplesso. Ecco. E tanto per inquadrare meglio il mio pensiero ti dico che esso non si rifà affatto ad alcun precetto religioso di sorta essendo il sottoscritto ateo fino al midollo. Non cerco scontri ne polemiche gratuite, solo confronto, spero di non essere frainteso.
ardez
#14
17:25, 20 febbraio, 2008
Sono in sostanziale accordo con la postatrice "c": come una vive l'aborto sono affari suoi. Se è lo considera una cosa da poco, buon per lei. Con la pillola del giorno dopo in effetti si potrà finalmente abortire anche senza dover cercare un medico disponibile a rischiare la carriera... sappiamo tutti che finchè comandano i ciellini la realtà è questa.
utente anonimo
#13
17:12, 20 febbraio, 2008
avevo ragione. non ci si riesce. e parlare cosí é ferrariano
gl
utente anonimo
#12
17:05, 20 febbraio, 2008
cara C: non metto in discussione le tue scelte, nè mi sogno di catalogare fra i "coglioni" chi la pensa come te (o diversamente da me in genere). Dico solo che, fra molte per le quali un aborto non è nulla di importante, ce ne sono anche molte per cui un dramma lo è davvero. Queste ultime vogliamo classificarle fra le frignone ? O fra le schiave della retorica ? E che risposte vogliamo che la società (e la politica) dia loro ? Di arrangiarsi ? O di piantarla di fare tante scene ? P.S.: sei anche tu nel club di quelli "che la sinistra lo so solo io cos'è". Guarda che c'è folla, li dentro....
Stefano Ferrazzi
utente anonimo
#11
16:44, 20 febbraio, 2008
ma perché questa ossessione del "convincere"? io non voglio convincere nessuno (vorrei solo non si cercasse di convincermi del contrario e si rispettasse il mio pensiero. ho 36 anni, secondo te non ci ho già pensato sopra abbastanza?). sto solo descrivendo un mondo ed un altro pensiero che ESISTONO anche se non ti abbiamo convinta. e che sembra non trovare (ovviamente) diritto di cittadinanza a destra né, evidentemente, in questa sinistra. c
utente anonimo
#10
16:37, 20 febbraio, 2008
....cara "c" (non so perchè avevo dato per scontato fossi un uomo), visto che la metti sulla mera capacità di "sopravvivere" da soli ti faccio presente che anche un neonato di qualche mese se abbandonato a se stesso, non sopravvive. Se ne starebbe lì a frignare fino a morire, nel punto esatto in cui è stato lasciato. In sostanza non mi hai ancora convinto.
ardez
#9
16:22, 20 febbraio, 2008
sono abbastanza d´accordo con te (anonima 8) sulla retorica dell´aborto.
peró a destra mi pare peggio, soprattutto per la strumentalizzazione periodica del tema, che trovo sconcia. bisognerebbe riuscire a parlarne. per ora non ci si riesce. io credo che in questo momento sia meglio votare il PD. proprio per le due anime che ha su questo. perché credo che saranno costretti a discuterne togliendo la retorica e la religione.
gl
utente anonimo
#8
16:11, 20 febbraio, 2008
non so in che normalità vivi tu. ho abortito tre volte, le mie colleghe almeno una volta a testa (una ventina di felicissime under 30) e l'unica complessità incontrata è scovare a milano un medico non obiettore ad agosto. la mia impressione è che il "dramma" sia soprattutto indotto dal come se ne parla. personalmente non voglio arrivare da nessuna parte, solo segnalarvi che non è che siccome c'è chi lo ritiene un dramma lo debba essere per forza. per come la vedo io se una persona crede con l'aborto di uccidere qualcuno o di fare chissà che passo (e non di liberarsi di poco più di un neo), forse non dovrebbe abortire. quello che mi da fastidio è l'atteggiamento per cui tutti gli interventi a sinistra sull'argomento (compreso il tuo), sembrano sempre finire con un (sottointeso, ma implicito nel tono) "e chi non la
pensa così è un coglione". che è il motivo per cui pur ritenendomi di sinistra non voterò mai queste sinistre. c
utente anonimo
#7
16:00, 20 febbraio, 2008
Caro (o cara C), il fatto che per alcune donne abortire sia una decisione semplice e indolore non esclude che (normalmente) sia invece un fatto enormemente duro dal punto di visto emotivo ed esistenziale. Non capisco dove vuoi arrivare con le tue affermazioni. Il mondo non è solo bianco o solo nero. Stefano Ferrazzi
utente anonimo
#6
15:51, 20 febbraio, 2008
La legge 194 del 1978, ha reso legittimo per le donne italiane il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Questa legge è stata emanata con lo scopo di tutelare la salute e la dignità della donna. Non bisogna dimenticare che grazie alla 194 è notevolmente diminuito il numero degli aborti clandestini, per l’interruzione della gravidanza. E’ sicuramente una legge da difendere ma anche da rilanciare evidenziandone principalmente gli aspetti culturalmente più importanti che vanno dalla negazione dell’aborto come metodo contraccettivo, al rilancio degli interventi di prevenzione, all’educazione alla paternità ed alla maternità responsabile. Tutto questo passa obbligatoriamente attraverso il potenziamento dei consultori familiari ancora oggi abbandonati troppo a se stessi. Particolare attenzione, in questo senso, va rivolta e spesa nei confronti dei tanti cittadini extracomunitari che vivono nel nostro paese.
sindacal Yellow
utente anonimo
#5
15:31, 20 febbraio, 2008
si, ma tu sei un ammasso di cellule che sopravvive da solo. contrariamente alle cisti, ai nei, alla pelle screpolata ed agli ovuli fecondati, almeno nei primi tempi. in ogni caso non sto dicendo che anche tu te la devi vivere allegramente. dico che ci sono un sacco di donne per cui l'aborto non è affatto un dramma, ma una salvezza, un sollievo, addirittura una consuetudine. mi chiedo quindi perché se ne debba sempre parlare, anche fra chi è favorevole all'aborto, associandolo a dramma, disperazione, complessità... c
utente anonimo
#4
15:25, 20 febbraio, 2008
Boh. Fatto sta che io sono un ammasso di cellule, piuttosto e anzichenò.
ardez
#3
15:18, 20 febbraio, 2008
che l'aborto è legale entro un determinato periodo proprio perché non si considera ciò di cui ci si libera altro che un ammasso di cellule. la legge mica parla di "licenza di uccidere entro le prime settimane". c
utente anonimo
#2
15:16, 20 febbraio, 2008
"e l'aborto non terapeutico è legale proprio per questo": ma che cosa diavolo stai dicendo?
utente anonimo
#1
14:51, 20 febbraio, 2008
ma perché non si può parlare, a volte, di aborto fuori dal "contesto complesso e drammatico in cui si pone alle donne in un determinato momento della loro vita". ci sono donne per cui l'aborto è come togliere un neo. e l'aborto non terapeutico è legale proprio per questo. perché dal punto di vista puramente medico non implica nulla più che l'equivalente della rimozione di un neo o di una ciste. è così difficile immaginare che esistano anche persone serene con sé stesse e con le proprie convinzioni? perché tutto deve sempre essere filtrato attraverso questo ipocrita senso di colpa? c
utente anonimo
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