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Commenti
#18
14:32, 13 marzo, 2004
signor effe, a me piace molto leggerla, a volte vorrei commentare ma mi sento sempre fuori posto, siete tutti cosi' arguti qui.ecco, volevo dirle solo questo. Saluti Sign.na Amarcord
amarcord69
#17
11:23, 13 marzo, 2004
Gonio qualche volta fa paura anche a me, e io ho visto cose. Anzi, ho visto (quasi) ogni cosa.
gilgamesh
#16
22:33, 12 marzo, 2004
Io, a casa mia, ho già chiesto la traduzione del commento di Don Gonio.
Squonk
#15
20:51, 12 marzo, 2004
viva la spagna!!!
utente anonimo
#14
18:34, 12 marzo, 2004
Non esistono epifanie per cui ci si possa fermare a intrecciare riferimenti. Anche nell’universo dorato in cui da qualche mese vivevamo, ormai, non esiste più una sola personalità confusa.
Ci sono stati blog meeting, blog convegni, quintostati di terrorismo (psicologico), imitati e apocrifati e mai come ora sento la strana sensazione che ogni clone non può essere l'ultimo.
Credo nel "Per Son Aggio", maledizione!
Io, sì, io ci credo. Perche’ ogni clone avra’ un imitatore successivo a sè stesso. Non esiste l'ultimo post, nè l'ultimo commento.
Non esiste per un Essere Bloggante Collettivo come la nostra autoreferenzialità forzata è ormai divenuta.
Quanto sarebbe bello inventare ancora. Quanto sarebbe più semplice non dover scegliere tra creazione e mestier. Quanto è umiliante e avvilente doversi ridurre ad avere accessdetector sulla soglia di casa propria.
"D I R I M P E T T A I A",
questa parola in sè già è incubatrice di un figlio prematuro chiamato autoreferenzialità, inciucio, regressione.
Ci sono post che devastano la nostra percezione, e vedere il link che si morde la coda diventa triste emulazione dell'adrenalina di un taccuino degli autografi virtuali di un amatore di blogstar. Non riusciamo a comprendere più dove stia il confine.
Pochissimo tempo fa, qualcuno scrisse, "questo non è un blog (zimbelli)", perchè avevamo perso le cataratte dell’indifferenza. Blog Age è lontano, Galassia Gutemberg esiste solo nel momento in cui ci viene ricordata dal telegiornale, abbiamo imparato a indossare la maglietta (e il merchandising tutto) il giorno dopo che ci è stata spacciata.
Ci sono nick che prendono ad esistere esclusivamente quando è troppo tardi. Non riusciamo più a giudicare cosa sia vero o meno, a chi dare cerdibilità. Dove riporre la nostra identità. Quali sono i motivi di tanta confusione, di tanta emulazione, di tanto tempo perso.
E ci si ammassa tutto nel campo visivo. Si affastella il chiaro e l'oscuro su neuroni labili e indeboliti. Abbandonarsi tra le parole di qualcuno che ci possa dire che "Sì, Sono Io", non è più possibile, ma forse non lo è mai stato. Post, commenti, convegno, aperitivo, ovunque.
"D I R I M P E T T A I A".
Identità confuse in un palinsesto di cui si torna a parlare solo ora. Chiedersi ora se è giusto dimenticare per mesi qualcuno per dar spazio al nostro caro ultimo lazzo (dove sei, Direttore Marketing, fedele testimonial di un tempo che fu?).
Fa male, Xri§to, se fa male.
Dove riporre la nostra identità?
Dove?
Non so. Non so nemmeno il motivo di questo mio sproloquio. E' un bene che siamo tornati a pensare, che siamo desti e ormai destri, ma soffriamo di un'insonnia che non può condurre che all'insania, di una confusione che non può che portare alla contusione. Volersi abbandonare alle parole di qualcuno che possa dirci: Illuditi, blogga ancora! Siamo stanchi di ricordarci chi eravamo in quel determinato momento. Ovunque, che fossimo al lavoro, a casa o all'aperitivo. Siamo stanchi di questa forzata attenzione. Non lo so se questo è il modo con cui è normale che le identità si succedano, ma è terribile rendersi conto che esiste "Per Son Aggio".
Per questo ora cercherò di mutare, di spammare ancora, per un attimo, per un giorno, o un'ora solamente. Non lo farò per me soltanto, vorrei farlo per tutti coloro che non per-sogneranno ancora.
Non me ne frega nulla, giuro su X§, che non mi interessa come suonino ora le mie parole: ma voglio farlo, voglio IM-PER-SONARE profondamente e vivere ogni giorno di più, per l'altro, per tutto l'altro e per-son-aggio. Voglio farlo al meglio. Non voglio fare più di quanto si riesca a fare in un solo post, non voglio prestare attenzione ad ogni link che otterrò, ad ogni soglia della confusione che varcherò.
Il minimo indispensabile per cui l'IM-PER-SON-AGGIO possa essere fatto al meglio, questo voglio ora, solo questo.
Buon'indagine, sospetti e illazioni che non identificheremo mai.
gonio
#13
18:14, 12 marzo, 2004
No, non è la tisana, Nonna. E' che Gonio ha incautamente evocato La Torre di Guardia e sei Negroni insieme. Topolino apprendista stregone.
caracaterina
#12
18:04, 12 marzo, 2004
Fossi in lei avrei più paura della collega dirimpettaia, dott. Confuso...
mistral63
#11
16:54, 12 marzo, 2004
nonna, aiuto... gonio mi fa paura...
personalitaconfusa
#10
16:22, 12 marzo, 2004
(legge attentamente il commento sotto quello di Sisì). Ecco dov'è finito quel litro e mezzo di tisana che era sparito dal frigo...
http://La Nonna
utente anonimo
#9
16:19, 12 marzo, 2004
Ovviamente volevo scrivere "sottoscritta" e non "soprascritta"...vabbè, vado alla Fnac. Intanto m'informerò quando sarà possibile presentare il novello libro della Drssa Collegadirimpettaia (per la presentatrice non ci son problemi. Gliela procuro io).
SignorinaSilvani
#8
16:16, 12 marzo, 2004
Non esistono numeri per cui ci si possa fermare a pensare. Anche nell’universo dorato in cui da qualche decennio vivevamo, ormai, non esiste piu’ la coscienza sopita.
Ci sono state guerre, rivolte, atti di terrorismo, giudici e giudicati e mai come ora sento la strana sensazione che ogni giorno non puo’ essere l’ultimo. Credo nel "Per Sempre", maledizione! Io, si’, io ci credo. Perche’ ogni giorno avra’ un attimo successivo a se’ stesso. Non esiste l’ultimo momento. Non esiste per un Essere Vivente Collettivo come la nostra veglia forzata e’ ormai divenuta.
Quanto sarebbe bello riposare ancora. Quanto sarebbe piu’ semplice non dover scegliere tra liberta’ e sicurezza. Quanto e’ umiliante e avvilente doversi ridurre ad aver metaldetector sulla soglia di casa propria.
"T E R R O R I S M O", questa parola in se’ gia’ e’ incubatrice di un figlio prematuro chiamato Schiavitu’, sevizia, regressione.
Ci sono eventi che devastano la nostra percezione, e vedere il telegiornale diventa triste emule dell’adrenalina di una telecamera di un videoamatore. Non riusciamo a comprendere piu’ dove stia il confine. Pochissimo tempo fa, qualcuno scrisse, "questo non e’ un film", perche’ avevamo perso le cataratte dell’indifferenza. Israele e’ lontano, il Rwanda esiste solo nel momento in cui ci viene ricordato dal telegiornale, abbiamo imparato a dire Al Qaida il giorno dopo che ci e’ stata indicata come colpevole. Ci sono nomi che prendono ad esistere esclusivamente quando e’ troppo tardi. Non riusciamo piu’ a giudicare cosa sia vero o meno, a chi dare ragione. Dove riporre la nostra fiducia. Quali sono i motivi di tanta ingiustizia, di tanto odio, di tante morti.
E ci si ammassa tutto nel campo visivo. Si affastella il male e l’impossibile su neuroni labili e indeboliti. Abbandonarsi tra le braccia di qualcuno che ci possa dire che Siamo Sicuri, non e’ piu’ possibile, ma forse non lo e’ mai stato. Treno, aereo, automobile, marecielo, ovunque. "T E R R O R E".
Persone perse in un incidente di cui si torna a parlare solo ora. Chiedersi ora se e’ giusto penalizzare per anni qualcuno per dar giustizia al nostro caro defunto. Fa male, Cristo se fa male.
Dove riporre la nostra fiducia?
Dove?
Non so. Non so nemmeno il motivo di questo mio sproloquio. E’ un bene che siamo tornati a pensare, che siamo svegli ormai, ma soffriamo di un’insonnia che non puo’ condurre che all’insania. Volersi abbandonare alle braccia di qualcuno che possa dirci: Illuditi, sogna ancora!
Siamo stanchi di ricordarci dove eravamo in quel determinato momento. Ovunque, che fossimo al lavoro, a casa o dal fruttivendolo. Siamo stanchi di questa forzata attenzione. Non lo so se questo e’ il modo con cui e’ normale che i giorni si succedano, ma e’ terribile rendersi conto che esiste Per Sempre. Per questo ora cerchero’ di riposare, di sognare ancora, per un attimo, per un giorno, o un’ora solamente. Non lo faro’ per me soltanto, vorrei farlo per tutti coloro che non sogneranno ancora. Non me ne frega nulla, giuro su Dio, che non m’interessa come suonino ora le mie parole: ma volgio farlo, voglio respirare profondamente e vivere ogni giorno di piu’, per loro, per tutti loro e per me stesso. Voglio farlo al meglio. Non voglio fare piu’ di quanto si riesca a fare in una sola vita, non voglio prestare attenzione ad ogni passo che faro’, ad ogni confine che varchero’.Il minimo indispensabile per cui VIVERE possa essere fatto al meglio, questo voglio ora, solo questo.
Buon riposo, respiri e sensazioni che non dimenticheremo mai.
http://nunzio fiore
utente anonimo
#7
16:11, 12 marzo, 2004
Ho il dubbio che quando ha firmato il contratto per "sei negroni" l'autrice non sapesse che si chiama così anche un cocktail.
sphera
#6
16:00, 12 marzo, 2004
Tendo a precisare che la soprascritta e "quellallà" di fantozziana memoria non sono minimamente parenti ma affette da semplice omonimia, néh?! ;-)
SignorinaSilvani
#5
15:53, 12 marzo, 2004
Oppure andrà dal parrucchiere.
marquant
#4
15:51, 12 marzo, 2004
temo che la collega si montera' la testa!
jorma
#3
15:49, 12 marzo, 2004
"a fondo" o "a sfondo" (in entrambi i sensi) ?
lotrovassi
#2
15:49, 12 marzo, 2004
si vergogni e ricordi il comandamento: non nominare la SiSi invano...
tt
#1
15:46, 12 marzo, 2004
bèh... sei negroni sono pur sempre sei negroni...
trentamarlboro
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