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Commenti
#8
22:46, 02 giugno, 2008
gia fatto!
it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Calatrava
zeroguerre
#7
15:20, 01 maggio, 2008
Incollo qui questo articolo dalla nuova.venezia, così per ricordare che siamo in ritardo sul ritardo del ritardo... (il RUP tace, Cala... tace!
LE PERIPEZIE DEL QUARTO PONTE
Calatrava, è la volta buona
aperto a giugno senza ovovia
Enrico Tantucci
«Ancora un mese di lavoro, ma siamo ormai a buon punto» conferma l’assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz Sarà la prima metà di giugno - con ogni probabilità, anche se, dopo i ritardi accumulati, la scaramanzia è d’obbligo - il periodo in cui verrà finalmente inaugurato il ponte di Calatrava. Meno di due mesi, dunque, per poterlo attraversare.
«Ci vorrà ancora circa un mese di lavori - conferma anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Mara Rumiz - e anche se non voglio indicare date, siamo indubbiamente vicini». Ma basta osservare, da piazzale Roma, lo stato di avanzamento dei lavori, per rendersi conto visivamente, che la silhouette del quarto Ponte è pienamente definita, che le «torri-varo» provvisorie che ne appesantivano la struttura sono ormai state rimosse e che il vero lavoro rinasto è quello della definitiva posa in opera, con un lavoro certosino e artigianale, dei gradini in vetro dell’opera, dotati anche si superficie antiscivolo.
L’altra novità - che era nell’aria - è che il Quarto Ponte sarà aperto al pubblico prima dell’installazione dell’ovovia per il passaggio dei disabili, il cui posizionamento procede con più lentezza - nonostante si sia lavorando sulla staffa di aggancio alla struttura - e sarebbe decisamente bizzarro avere l’opera conclusa e pronta per essere finalmente aperta e tenerla ferma in attesa di questa ulteriore struttura.
«E’ possibile che il ponte si aprà senza ancora l’ovovia funzionante - ammette l’assessore Rumiz - ma in questo caso cercheremo di adottare misure che consentano comunque di favorire il passaggio delle persone diversamente abili. Con l’assessore alla Mobilità Enrico Mingardi stiamo anche studiando quei provvedimenti legati anche a piazzale Roma che possano rendere più agevole per chi arriva l’avvicinamento al Quarto Ponte».
Mercoledì sera sarà anche effettuata la prova delle luci nell’arco inferiore, con i neon inseriti nel parapetto in vetro del ponte, che, accesi, lo faranno apparire come una lama luminosa nel buio.
Si sta già montando il corrimano di ottone ed è ormai quasi interamente posizionato il rivestimento in pietra d’Istria della spalla sul lato di piazzale Roma.
Ma già adesso il ponte di Calatrava - al di là delle polemiche per costi e ritardi eccessivi che nessuno potrà cancellare e un’utilità ancora tutta da dimostrare, anche se l’ultimo studio sui flussi darebbe in questo senso risposte positive - appare comunque, pur nel suo tracciato in parte asimmetrico, definito nelle sue linee e nella sua leggerezza, un’opera che comunque segna architettonicamente l’area d’ingresso della città - là dove il peso e l’importanza della sua storia è meno condizionanti - che tra il garage comunale e il disegno razionalista della stazione ferroviaria di Santa Lucia e dell’ex sede compartimentale, non offre certamente l’immagine migliore di Venezia.
Ma, a questo punto, altro non si aspetta che questo Quarto Ponte sia finalmente a portata di cittadino, perché ciascuno possa valutare fino in fondo se questi anni di tribolazioni e polemiche siano almeno serviti a dare alla città un’opera di architettura contemporanea che in buona parte li giustifichi.(21 aprile 2008)
utente anonimo
#6
01:07, 27 febbraio, 2008
Calatrava è un virtuoso del copiancolla, soprattutto dei ponti!
Oltre tutto, come dimostra bene internet ed il video "l'architetto ed il socialista", non è nemmeno sto grande strutturista quale si pensa...
Internet è il più grande strumento di demistificazione. Più grande di un lirbo di Nietche.
utente anonimo
#5
17:31, 25 febbraio, 2008
Morale della favola: non si accettano i progetti regalati !", c'è sempre un prezzo da pagare.
lettore angosciato.......
utente anonimo
#4
11:44, 25 febbraio, 2008
Il Ponte di Calatrava, bello ma instabile
va costantemente monitorato
Venezia, l’ultima «sorpresa»: l’arco di acciaio non potrà mai essere lasciato solo. E' un'opera "viva": si dilata, si stringe e si sposta, tanto che sotto la pressione della folla l'arco può cedere e finire nel Canal Grande. Una squadra di tecnici vigilerà sulla struttura. E i costi della manutenzione lievitano ancora
di Roberta De Rossi, la Nuova Venezia
Il Ponte di Calatrava dovrà essere monitorato 24 ore al giorno. Per sempre. Ogni minuto ci dovrà essere un operatore pronto a leggere i dati inviati da una serie di sensori (già posati) che registreranno ogni minimo movimento delle fondamenta. Una squadra tecnica dovrà poi essere pronta ad intervenire seduta stante, in caso di emergenza. Questa la clamorosa novità emersa ieri nel corso dell'audizione del direttore dei lavori Roberto Casarin, alla commissione d'indagine sul quarto ponte.
«Il collaudo è andato bene, il ponte è sicuro», ha detto l'ingegnere ai consiglieri, «ma ci siamo resi conto della necessità di monitorarlo costantemente». Lo scheletro di acciaio è un'opera «viva»: si dilata e restringe con il variare della temperatura e si può spostare lateralmente sotto la pressione della folla. E' poi un arco ribassato che scarica 1500 tonnellate di peso su ogni riva. Da progetto - e non è una novità - è prevista una tolleranza massima di 4 centimetri: di più e l'arco si trasforma in una trave e finisce in Canal Grande. Nel corso del collaudo la struttura si è spostata di un solo centimetro e le rive hanno retto. Tant'è, è stato deciso di «blindarlo» con un monitoraggio costante: del resto, ogni giorno il moto ondoso erode questa o quella riva.
«E' una notizia che ha dell'incredibile», commenta il presidente della commissione, Raffaele Speranzon, «perché il ponte - dopo tutti i rialzi di prezzo, che con l'ultima richiesta di riserva avanzata dalla Cignoni per quasi 5 milioni, saliranno a 20 milioni di euro (compreso l'aumento da 740 mila euro a 1,2 milioni della spesa per l'ovovia) - dovrà avere anche una manutenzione quotidiana, delicata e certamente costosa. Eppoi questo è un ponte "artigianale", che va fatto pezzo per pezzo, tutti pezzi unici, gradino per gradino, balaustra per balaustra: sostituirne uno in caso di rottura, sarà molto caro».
L'ingegnere Casarin (subentrato a Roberto Scibilia nel giugno 2006) non ha fornito una data per l'inaugurazione: «Ogni giorno c'è una sorpresa, che va affrontata nello specifico e concordata con lo studio Calatrava di Zurigo». Ha poi ribadito che, a suo giudizio, «nella fase iniziale c'è stata una grande sottovalutazione delle difficoltà e dei costi di un progetto tanto particolare». Da qui la necessità di continue modifiche, con relativi aumenti di tempo e costi: tutti giustificati, secondo il direttore. L'ultima scoperta è che anche la corsia centrale in trachite che separa i gradini di vetro, affinché la pietra resti allineata con il vetro in caso di assestamenti, va tagliata secondo una sezione sinora mai immaginata. Pezzo per pezzo.
«Come ci ha confermato anche l'ingegner Casarin», conclude Speranzon, «fidandosi della fama del progettista, si è messo a gara un progetto esecutivo che tale non era e si è preso per buono il preventivo - 4,7 milioni di euro - bandendo una gara in economia e facendo vincere l'offerta più bassa, come previsto per le opere sotto i 5 milioni. Non si è evidenziata la categoria prevalente "carpenteria", cosicché ha vinto una ditta specializzata in edilizia, che nulla sapeva di acciaio, tanto che ha dovuto affidare la fusione alla Lorenzon: ma essendo la spesa superiore al 30% dell'appalto, non ha potuto subappaltare l'opera, ma ha dovuto ricorrere ad una fornitura d'opera, sottraendola al controllo del Comune. Ma perché continuare ad errare affidando alla Cignoni anche l'ovovia? E, ancora, in corso d'opera è stato messa e rimessa più volte mano al progetto, per correggerlo nella fase esecutiva: la direzioni lavori avrebbe dovuto essere affidata a Calatrava, che avrebbe dovuto curare le modifiche e che, invece, adesso può dire di aver dato al Comune un progetto perfetto, tanto che ad ottobre ha chiesto al Comune di cambiare impresa. Lo stesso dicesi dei costi, gravemente sottostimati. Per non dire del fatto che ci si era dimenticati delle legge per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Errori e responsabilità sono stati molti». La commissione chiuderà i lavori a fine febbraio.
(18 gennaio 2008)
utente anonimo
#3
11:38, 25 febbraio, 2008
I NUMERI
10,7 è il costo presunto del quarto ponte sul Canal grande, la spesa prevista era di 4,7
3 sono gli anni di ritardo rispetto alla prima inaugurazione annunciata, nel luglio 2004
11 sono gli anni trascorsi da quando il Comune ebbe in regalo lo studio di fattibilità
da http://www.casadellarchitettura.it/dettagli.asp?id=9374
utente anonimo
#2
18:41, 24 febbraio, 2008
Me par chel costi un fià massa schei!
dumbo
utente anonimo
#1
23:44, 23 febbraio, 2008
Se fai un progetto esecutivo, la norma prevede di stabilire un cronoprogramma dei lavori e un computo metrico estimativo delle opere molto preciso. Nello svolgimento dei lavori la contabilizzazione ha irrisori margini di tolleranza e le opere non devono variare a meno di casi imprevedibili.
Nella realtà i tempi si allungano a dismisura, i costi lievitano a non finire, le varianti sono più diffuse delle analisi...
Se leggi la norma questo non è possibile a meno che, si, ma, ad esclusione di, se riccorre la circostanza a+b+c+d, si può fare se, e...
c'è sempre una giustificazione per eludere la legge!
Siamo i più bravi burocrati del mondo!
e, (solo apparentemente, ndr) ci piace pensare di essere bravissimi a metterlo in c... agli altri!!
Rocco Siffredi
utente anonimo
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