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Commenti
#3  
01:09, 27 febbraio, 2008

...Come i muri lasciati in piedi per "evocare" la memoria dell'edificio che restò, nei progetti di innesto nelle architetture di pregio tardo '800, inizio '900...
utente anonimo
#2  
13:13, 26 febbraio, 2008

mah!
in nome dei valori evocativi...
vorrei distruggere il 99% degli edifici e mettere al loro posto una bella quinta di cartone ondulato... così, per non dimenticare... e lasciare al tempo il degrado della materia...
Blogger: zeroguerre Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente zeroguerre
#1  
17:27, 25 febbraio, 2008

Caro Marco, che antiquato che sei!
Evidentemente non sei al corrente del nuovo pensiero architettonico-urbanistico che prevede il "sacrificio" estremo del bene storico (o di valore testimoniale, anche se relativamente recente, rispetto al colosseo), in nome di un fantomatico "valore evocativo" di una parte dello stesso o di un nuovo manufatto ad esso "ispirato"... Nasce pertanto un nuovo vocabolario di strumenti ispirati ed evoluti per sostenere il difficile ruolo di un'"architettura della memoria".
giulio.

Vedi progetto PERFOSFATI del compianto Arch. G. U. Polesello)
utente anonimo

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