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#2
19:58, 31 marzo, 2004
HI chiunque mi conosca sa quanto io non sia particolarmente tenero, ma bensì feroce al gran punto giusto su quelle operette poco morali che costituiscono il tristo zibaldone del cinemuccio dell'italietta... Ohhh là! giusto per presentarmi come indefesso rompicoglioni... Non transigo sulla pletora nostrana di falsi (nemmeno) d'autore che fanno gridare i cialtroni addetti ai lavori (diomio ma a quali lavori si riferiscono!) al rinascimento del cinema italiano. Essi spurgano nefandezze e cattiva coscienza da tutti i pori: siano essi genuflessi alle seghe mentali dell'abatino del marxismo (psico)analitico con vene varicose pascoliane che è oggi Bellocchio, oppure adoranti dei borborigmi tardo romantici (puah!) di Bertolucci; sia che starnazzino giulivi al redivivo Oblomov del cinema italiano che è Muccino: come sta bello e comodo ad ardire le sue verità dallo stantìo sofà! dal quale in effetti crede di abbindolare con un vitalismo degno del signor Valdemar, quello resuscitato da Poe, per l'appunto... NO! Sono eternamente convinto, e lucidamente, lasciatemelo dire, che l'unica ETICA applicabile oggi al cinema sia quella dispiegata e praticata dall'OPERA di Andreij Tarkovskij. ovvero SCOLPIRE IL TEMPO non c'è altra via! di Tarkovskij ce n'è uno tutti gli altri son nessuno! Che se il cinema è arte, e lo è, Lo sia, fino in fondo, fino alla feccia! che sia opera luminosa, o barocca, o al nero, che lo sia! Quando ho visto LUMINAL, mi ci è voluto poco per capire che Vecchiato ha i coglioni scolpiti dal tempo. Anche se è giovane. LUMINAL è più vicino ad un'opera tarkovskiana di quanto non si sia disposti ad ammettere... Il controllo, anzitutto. nessuno può creare tanta entropia in un film come il suo se non ha il controllo pressoché assoluto sul caos dell'immagine come andrea ha dimostrato di avere. uno deve ben conoscere il caos che ha dentro per raziocinarlo di pancia come fa lui con i suoi preziosi materiali. Poi lo script. non ho letto il libro della santacroce e dopo aver visto il film, non mi interessa più leggerlo. Il logos si è fatto carne di luce. E la peste dei sensi ha la sua pace infine. il contenuto di LUMINAL: che non è il messaggio che la sporca muta d'accrescimento va inventando quando si trova al cospetto del cinemucolo italiano: meglio sarebbe per lo spettatore leggere le favole di esopo: in meno tempo ed economia di mezzi troverebbero una tonnellata di messaggi morali più degni, perché semplici. LUMINAL prende il senso per la gola, lo mastica a velocità variabili e non urla mai: SONO QUI! MI AVETE COMPRESOOOOO... che è diverso da CAPITO. Il senso è in una bolla di sapone sintetico, resistente allo scoppio, finchè il sapore della bubblegum dura... e comunque poi, compulsivi come siamo, paranoici come siamo, nevrotici e ansiosi come siamo, la grigia plastica non la butti perché non sa più di niente e forse peggio. LUMINAL produce senso nella gestione sincronica dei tempi e produce sensi nella ritmica dello spoglio, glabro ma incandescente avvenimento in se stesso. Tutto è lì... E la forma: sin da subito ho compreso, sono stato compreso: niente più frammenti da frantumare, niente più segni da ricercare, niente più atomi di ARTE (puah!) da splittare col design e grafica pubblicitaria che fa moda e che fa ARTE (puahh!): e basta con la patetica, ridicola stampella della contaminazione (puah!) stop fine basta! LUMINAL ha messo con grazia la pietra tombale sull'estetica del postmoderno in cui ancora ci arrotoliamo come scrofe della modernità. FINITO! Finalmente il FINITO: niente olismo, niente sincretismo: una mazzata da capolavoro sulla testa marcia, sfatta e maleodorante della new age imperante PESCE CRUDO servito al buco glaciale degli Inuit... niente a che vedere col vostro critico sushi del cazzo apparecchiato alla milanese nel beau restaurant da 100 € a capocchia! Un'opera degna anche del grande Carmelo Bene. Sono contento. LUMINAL è mistico, profondamente etico e nel suo incedere ha qualcosa di bressonianamente sacro. Non c'è nulla di meno italiano in quest'opera, e spero e credo che i confini e le frontiere meritino questo film. Complimenti Andrea. Li meriti con affetto mauri.
utente anonimo
#1
09:11, 18 marzo, 2004
vorrei prendere contatti con lei, vecchiato, per info professionali. dove posso scriverle? freelancer
utente anonimo
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