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#2
17:42, 06 marzo, 2008
Beh, io sono fiero et orgoglioso di non avere l'aipod!
la soluzione è rendersi conto dei propri limiti e, nello stesso tempo, rifiutarsi di accettare il fatto di avere un limite.
1) Passaggio logico che porta alla pace interiore:
Non esiste la conoscenza assoluta, si sa. Ma la gente spesso lo dimentica... volendo raggiungere la pace interiore con la conoscenza, si rischia davvero di rimanere isolati: bisognerebbe, in linea teorica, "dimenticarsi" di avere la possibilità di riflettere, di pensare. Perchè è come "ricordare". La differenza è veramente poca: la gente "pensa" perche l'esperienza della loro vita fino a questo punto la porta a ragionare in base, appunto, alle esperienze vissute in passato. Quindi è come ricordare. Ma ricordare, spesso, è un tentativo fallito dell'uomo di voler fermare il tempo... come il libro "peter pan" insegna, tutte le più grandi paure dell'uomo scaturiscono dalla paura che ha del tempo che passa, che trascorre, che cambia, che crea, ma che distrugge pure, che non dà pace. Con i ricordi nel proprio cuore, l'uomo tenta inutilmente di fermare questa infinita creatio et destrutio. Inutilmente perchè, si sa, il tempo scorre in una direzione. Come si fa dunque a trovare la serenita? Non eliminando i ricordi o ignorandoli, ma rendendosi conto dei propri limiti, ovvero del fatto che l'uomo NON può cambiare il proprio passato, non può godere di nuovo dei momenti passati più di quanto abbia fatto già in precedenza... ma neanche di meno, se è per questo. Accettare i propri limiti significa riconoscere il tempo come un'entità impossibile da vincere con la nostra pura forza di volontà. Impossibile da plasmare a nostro piacimento. Significa accettare sempre e comunque ciò che ci riserverà la nostra vita nell'immediato futuro. Significa vivere il presente senza avere rimpianti del passato.
2) Passaggio logico che porta all'espansione del proprio io fino all'infinito (alias vivere la vita nella sua pienezza):
il punto 1 da solo porta all'autoannichilimento di chi non ha uno spirito abbastanza forte. ciò significa che, sostanzialmente. chi vive perennemente nell'insicurezza, chi ha un animo instabile, chi non ha fiducia in sé stesso, spesso si lascia sopraffare da tutto quello che porta il tempo con sé. Applicando alla proprio paradigma della vita il punto n° 1 sopra citato, infatti, nel tentativo di trovare la pace interiore accettando la superiorità del tempo, la gente si rende conto di quanto la propria esistenza sia, in realtà, insignificante rispetto al panta rei, allo "scorrere delle cose". E quindi? Come uscire dal paradosso? Il tempo è quello che è, ma è anche vero che l'uomo ha un proprio spirito e un proprio cervello, cribbio. La gente dovrebbe gridare di fronte al tempo. NON per sfidarlo. Ma per fargli riconoscere il fatto che... la gente ESISTE. Il tempo e i cambiamenti rodono e ledono lo spirito della gente, questo è vero. E' anche vero che l'uomo non può contrastare questo "tumore" che avanza, proprio perchè il tempo è "inimpastabile", "irrecidibile" e "inasportabile". Ma la vita continua. e non si può continuarla trascinandosi dietro questa malattia senza essere tristi... un sorriso è quanto di più prezioso esiste a questo mondo, ed è difficile ottenerlo. Ma non ci vuole assolutamente nulla a darlo. E se tutti ragionassero in questo modo, nessuno avrebbe più problemi, perche il mondo diventerebbe pieno di gente preziosa, e soprattutto felice. Felice perchè la propria malattia c'è, c'è sempre e ci sarà sempre. Il tempo è quello che è. Ma chissenefrega quando hai quanto di più prezioso ci sia a questo mondo!
;-)
El Sisero, che sorride. :-D
utente anonimo
#1
15:58, 27 febbraio, 2008
Che amarezza...
belfagott:/
utente anonimo
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