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Commenti
16:31, 08 marzo, 2008

Ribadisco. Tutto vero (salvo la faccenda Lumia, che nel frattempo è stato ri-candidato).
Ma rimane il fatto che la mafia fa il tifo per Berlusconi, simpaticamente ricambiata da lui, che fa evidentemente il tifo per lei.
E mica da oggi.
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12:45, 08 marzo, 2008

Non si può negare che Uòlter sia stato di parola, quando annunciava un profondo rinnovamento delle candidature del Pd rispetto alle liste un po' ammuffite dei Ds e della Margherita alle elezioni del 2006. Molti giovani, molte donne, molti volti nuovi (almeno per la politica) negli elenchi stilati l'altroieri, proprio mentre il Cainano, anzi il Cainonno rendeva significativamente visita al Partito dei Pensionati. Ma c'è un ma grosso come una casa, che riguarda il Sud. E soprattutto la Sicilia, la Calabria e la Basilicata, le tre regioni più devastate negli ultimi anni dagli scandali di malapolitica e malasanità. Qui il rinnovamento, a essere generosi, s'è fermato a metà.

In Lucania si ricandidano gli indagati Margiotta e Bubbico.

Ma il peggio accade in Sicilia, dove le liste sono state compilate dal leader del Pd Francantonio Genovese, con la consulenza – pare - di due vecchie volpi come Totò Cardinale (Margherita) e Mirello Crisafulli (Ds).

Crisafulli naturalmente nelle liste c'è, sebbene nel 2001 fosse stato filmato dalle telecamere nascoste dai carabinieri mentre incontrava e baciava in un hotel di Pergusa il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua, già condannato per mafia, reduce dal soggiorno obbligato e in quel momento agli arresti domiciliari, col quale parlava di appalti e assunzioni, dandogli del tu.

In lista c'è anche Genovese, sindaco di Messina, titolare di un discreto conflitto d'interessi riconosciuto anche da Violante ("la nuova legge sul conflitto d'interessi dovrà valere non solo per Berlusconi, ma naturalmente anche per il sindaco di Messina"). Genovese infatti è socio della ditta di traghetti che di fatto ha il monopolio dei trasporti dal porto messinese a quello di Salerno, ditta che ha come socia di maggioranza la famiglia Franza, tant'è che Genovese è stato ribattezzato "Franz-antonio"). E qualche mese fa aveva proposto di imporre un ticket agli automobilisti e ai camionisti di passaggio: ottima scelta ambientalista, se non fosse che il sindaco promotore del ticket e l'esattore delegato a riscuoterlo potrebbero essere la stessa persona: l'ottimo Franz-Antonio, in società - si capisce - coi Franza.

Quanto a Cardinale, essendo un veterano del Parlamento, ha ceduto il passo alla figlia Daniela: per lui il seggio è ereditario.

Nelle liste siciliane del Pd trovano posto anche Nuccio Cusumano, arrestato nel '99 a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa a proposito degli appalti truccati dell'ospedale Garibaldi: poi è stato assolto per la prima accusa, mentre la seconda è caduta in prescrizione.

Uno dirà: niente condanna, dunque candidatura. Ma allora come si spiega la presenza, nelle stesse liste siciliane, del margherito Enzo Carra, condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pool di Milano, praticamente per aver tentato di depistare le indagini sulla maxitangente Enimont?

Non si era detto: niente condannati, nemmeno in primo grado? O si vuole forse sostenere che mentire sotto giuramento alla Giustizia non sia un reato grave? Bill Clinton, per aver mentito sotto giuramento al Gran Giurì sulla sua fedeltà matrimoniale - e non in veste di testimone, ma di indagato - rischiò di giocarsi la presidenza.

Completa il quadro dei sicuri rieletti in Sicilia Luigi Cocilovo (assolto da una mazzetta da 350 milioni di lire solo perché era cambiata la legge e le dichiarazioni del suo accusatore non potevano più essere usate contro di lui, ma solo contro il suo corruttore, regolarmente condannato per averlo corrotto).

Tutte scelte difficili da spiegare, soprattutto se si pensa che non è stato ricandidato Beppe Lumia, vicepresidente dell'Antimafia, che da anni vive sotto scorta per le minacce dei clan. E nemmeno un altro simbolo delle battaglie per la legalità come Nando Dalla Chiesa. Il leader della Confindustria Ivan Lo Bello, in prima linea contro il racket, ha subito protestato. E quando la politica prende lezioni di antimafia dalla Confindustria...

di Marco Travaglio per l'Unità (05/03/2008)
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22:26, 07 marzo, 2008

siamo in una campagna elettorale soft, quello che davvero interpreta quello che penso di veltroni è sul blog:

veltroni.splinder.com

ciao.
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15:59, 07 marzo, 2008

Il fatto che Lumia sia stao messo in discussione, nonostante il suo indiscutibile impegno anti mafia, non è un buon segno, Marco.

Ma gli uomini non sono il sistema; nonostante le scelte discutibili del partito, può essere dato un voto per incoraggiare le persone oneste e veramente impegnate che ivi militano
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12:08, 07 marzo, 2008

Lumia è candidato, di nuovo. Capolista in Sicilia.
La pulizia non è da una parte sola.
Ma la rogna è soprattutto da una parte.
Chi sostiene Dell'Utri e Previti pecca di buon gusto.
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#9  
21:13, 05 marzo, 2008

Dal blog: veltroni.splinder.com un articolo in tema di mafia, che dovrebbe essere umoristico ma essendo vero lo è meno.....

Ieri in Piazza Matteotti a Genova abbiamo avuto un incontro amichevole, ma anche di dura contestazione, con gli amici della Casa della Legalità. Si erano arrabbiati perchè ho sbattuto fuori Giuseppe Lumia, integerrimo presidente della Commissione Antimafia

Ripeto a voi quello che ho detto loro: noi abbiamo il coraggio di fare delle scelte e che le scelte che facciamo sono dettate dalle esigenze del Paese.

Che significa... Presidente?

Non lo so: come vedete io parlo, ma anche non dico niente. Un'eredità di Prodi.

Nelle nostre liste non c'è posto per i professionisti dell'Antimafia. Noi stiamo con Falcone, ma anche facciamo gli stessi ragionamenti di Riina.

Cuffaro è un mafioso, perchè condannato per favoreggiamento semplice. Ma anche Vladimiro Crisafulli, che discute di appalti con Bevilacqua, boss mafioso del clan Santapaola, e Maria Grazia Laganà, indagata tra i mandanti dell'omicidio di 'ndrangheta di Fortugno.

Questi ultimi due sono indegni personaggi, ma anche candidati dal PD al posto di Lumia.

Quanto agli amici della Casa della Legalità, li ho fatti allontanare dal mio servizio d'ordine, promettendo un colloquio privato a fine giornata.

Mentre loro aspettavano, io me la sono svignata sul pullmann, passando dalla porta di servizio come i ladri, mentre il nostro dirigente Morabito di Africo, nella Locride, tanto per capirci, provvedeva a zittirli e riempirli di botte.

Giuseppe Lumia è stato condannato a morte dalla Mafia. Noi lo abbiamo lasciato solo. Adesso è fuori dal Parlamento, ma anche un morto che cammina.

Baciate le mani a don Walter!

fonte: Beppe Grillo
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#8  
09:55, 02 marzo, 2008

Che tristezza. Non mi viene altro da dire!
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#7  
23:54, 29 febbraio, 2008

Difficile dire cosa sia peggio, se incapacità o connivenza, sì.

Credo che un elemento decisivo per capire questa carenza di impegno sia di vedere la cosiddetta "borghesia mafiosa" come uno dei poteri forti del paese, economicamente e politicamente. Talmente forte edecisiva negli equilibri sociali ed elettorali che i partiti devono volenti o nolenti voltare la testa.
Su questo problema sto preparando un post, dove chiarirò le mie idee su questo punto.

Spero vorrai dare il tuo contributo con osservazioni e/o critiche :-)
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#6  
22:19, 28 febbraio, 2008

Dunque perchè impera un generale principio di non intervento?
Per incapacità?
Non so cosa sia meglio fra l'incapacità e la connivenza...
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#5  
21:12, 28 febbraio, 2008

Beh, tutti conniventi, Onestobender, non direi...

Anche a livello di partiti le logiche di interesse ed i gradi di collusione o omissione di intervento sono differenti (a parte la particolarità radicale)
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#4  
14:01, 28 febbraio, 2008

@ UnUomoinCammino

Ogni riferimento a dell'Utri è puramente casuale, immagino... ;)


@ Sabry


Il mio orrido sospetto che il modello di rapporto fra mafia-classe dirigente siciliana-stato nazionale italiano, così come descritto già da Franchetti un secolo e mezzo fa sia ancora valido, nel complesso.

http://www.centroimpastato.it/publ/online/dizio_borghesia.php3

Uno nasconde l'altro, mano lava mano; o meglio, sezioni malate dello stato coprono l'organizzazione, che per sopravvivere ricambia il favore
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#3  
13:56, 28 febbraio, 2008

In Italia la classe politico-amministrativa non ha nessuna intenzione di risolvere il problema della mafia, perchè in realtà quest'ultima rappresenta per loro un'opportunità e economica e di potere (ad esempio si può fare compravendita di voti, ma non solo...).
Se questa notizia fosse vera http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/kamikaze-bari/kamikaze-bari/kamikaze-bari.html i ministri competenti ed il presidente del consiglio avrebbero la possibilità di equiparare la mafia al terrorismo (dal punto di vista giudiziario e dell'opinione pubblica), con tutti i benefici del caso.
Il problema è che non lo faranno mai perchè sono tutti, in un modo o nell'altro, conniventi.
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#2  
12:30, 28 febbraio, 2008

Come diceva Giovanni Falcone:"La mafia uccide i servitori dello Stato, che lo Stato non è riucito a proteggere"
Anche i cittadini alla fine sono i servitori dello Stato.
Mi chiedo se lo stato non riesca a protegge o meglio riesca ... a condannare con strategie del terrore,prescrizioni di processi e smistamenti vari.
Chi nasconde chi?
Blogger: sabry65 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sabry65
#1  
11:46, 28 febbraio, 2008

ehehe, Berlusconi e bassotti della sua banda si sono incapperati di brutto perché Di Pietro ha proposto alcune modifiche al sistema delle licenze.

La mafia non è solo in Campania, Calabria e Sicilia. C'è anche ad Arcore. Solo che quella non la caca nessuno.
Blogger: UnUomoInCammino Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente UnUomoInCammino