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Commenti
#32
16:04, 24 marzo, 2008
ma si! Facciamogli massacrare la figa a 'ste quattro troie negre! Certo che sei proprio un pezzo di ghiaccio a non permetterlo. Sei solo un porco.
utente anonimo
#31
12:31, 21 marzo, 2008
si, e cosa ottengono? che le donne continuano ad essere sottoposte a pratiche da macellai! la vera soluzione può essere il consolidamento dei movimenti femministi sorti in africa, perché la consapevolezza acquisita progressivamente può portare a dei lenti ma radicali cambiamenti. in ogni caso è molto diverso confrontare la situazione laggiù con quella occidentale e non si tratta di multiculturalismo, ma di tutela della donna. tu parli così perché non l'hai mai vista una vagina cucita e senza clitoride. fai un giretto per i reparti ginecologici delle grandi città, dove arrivano emigranti con le peggiori infezioni immaginabili. poi mi dici se non sarebbe meglio praticare una leggerissima sunna in anestesia locale...
ti ribadisco che non si tratta di multiculturalismo, poiché mutilare un corpo non ha nulla di culturale ed è solo un'aberrazione. si tratta di proteggere queste donne. mi sembri davvero testardo. non è che se sposi un'opinione non puoi cambiare idea. la coerenza non sempre è un buon segnale.
marchesadesade
#30
12:16, 21 marzo, 2008
Già, peccato che i governi della Somalia e del Senegal, tanto per fare un esempio, dimostrano così tanta insensibilità vero le tradizioni culturali da reprimere fortemente il fenomeno dell'infibulazione. Resto dell'opinione che permettere una pratica che mortifica il corpo femminile in quel modo e il solo far passare il messaggio di una sua leggittimità, anche in un ottica di riduzione del danno, sia un segnale di cattivo multiculturalismo.
kendostoe
#29
10:37, 21 marzo, 2008
comunque lo scopo di praticare piccoli interventi rituali in ospedale non è quello di valorizzare la diversità, ma di scegliere un male minore, il che non significa approvare le MGF. tu anteponi princìpi morali a soluzioni concrete e pensi che questo possa aiutare le donne dell'islam di cui parli? io intendo questo per freddezza. la tua è vanità intellettuale e ti assicuro che non è migliore di tanta vanità frivola di cui spesso parli; è
sterile alla stessa maniera.
marchesadesade
#28
17:22, 20 marzo, 2008
penso che sei un pezzo di ghiaccio, alla fine sei freddo, chiuso e secondo me troppo rigido.
marchesadesade
#27
17:06, 20 marzo, 2008
"...sei tutto d'un pezzo, ma un pezzo di che cosa?" Cosa dovrei dire per completare la battuta? Va bene "un pezzo di merda"? Scherzi a parte ribadisco la mia contrarietà totale all'infibulazione anche se fatta in forma simbolica e non dannosa. Soluzioni come quella della sunna anche se non sono dannosa da un punto di vista medico hanno molto il sapore di un certo multiculturalismo ignavo che spesso con la buona fede di valorizzare la diversità di fatto mantengono l'individuo appartenente ad un certo gruppo inchiodandoli, in uno stato di minorità, alla comunità di origine. Mi sembra un po' un giocare i diritti al ribasso ed un venire meno dell'universalità dello stato di diritto.
kendostoe
#26
16:04, 20 marzo, 2008
penso che avvicinare termini quali "mutilazioni genitali femminili" e "comprendere" sia quanto meno azzardato.
ma la comprensione è neccessaria tanto più un fenomeno si presenta assurdo ai nostri occhi; se tu non capisci cosa rappresentano le MGF ti comporti come quegli americani che in Afganistan volevano liberare le donne dal burka!
Purtroppo per rispetto della "cultura" e della "tradizione"
non si tratta di rispetto della tradizione, ma di comprensione, che è una cosa molto diversa.
il Partito Socislista Svizzero con in nome del rispetto delle culture e delle tradizioni "altre" tempo fa parlava se fosse opportuno o meno inserire la pratica dell'infibulazione all'interno degli ospedali elvetici. Davanti a certe degenerazioni secondo me ci vuole opposizione senza se e senza ma. Una cultura che comprende l'infibulazione va contrastata punto e basta.
considerare la possibilità di effettuare un certo tipo di infibulazione ospedalizzata è offrire un'alternativa a chi non concepisce ancora questa pratica come incivile; significa tutelare moltissime donne africane emigranti che si ritrovano dei macellai tra le loro gambe. Quello che è stato proposto è di praticare la sunna, un piccolo intervento simbolico molto meno invasivo della circoncisione abitualmente praticata da molti ebrei. Questo permetterebbe di salvare una ritualità importantissima e di arginare i gravi danni che le MGF comportano (e la sunna è davvero poca cosa rispetto alla clitoridectomia e via dicendo!). la tua sensibilità verso il problema della violenza sulle donne dell'islam sembra davvero in contraddizione con l'essere così intransigente rispetto ad una possibilità che invece potrebbe incominciare a modificare il problema delle MGF.
Ma tu non ti accordi di quanto poco sensibile sia il tuo modo di ragionare? pensi davvero di stare dalla parte dei deboli? a me sembri così fiero della tua forte moralità da diventare totalmente indifferente ai problemi degli altri.
sei tutto d'un pezzo, ma un pezzo di che cosa?
marchesadesade
#25
15:56, 20 marzo, 2008
Ho cancellato gli ultimi 6 commenti. Non sono disposto a trasformare questo spazio in una parete di cesso dove si insultano il sottoscritto e altri commentatori in forma anonima.
kendostoe
#24
12:19, 20 marzo, 2008
Insomma, non vorrei fare come il Partito Socislista Svizzero con in nome del rispetto delle culture e delle tradizioni "altre" tempo fa parlava se fosse opportuno o meno inserire la pratica dell'infibulazione all'interno degli ospedali elvetici. Davanti a certe degenerazioni secondo me ci vuole opposizione senza se e senza ma. Una cultura che comprende l'infibulazione va contrastata punto e basta.
kendostoe
#23
12:15, 20 marzo, 2008
X Marchesadesade: ho letto con attenzione le tue osservazioni e penso che avvicinare termini quali "mutilazioni genitali femminili" e "comprendere" sia quanto meno azzardato. Purtroppo per rispetto della "cultura" e della "tradizione" (metti bene in testa queste due parole) da sinistra si diventa lassisti verso fenomeni che meriterebbero attenzione e rispetto, un esempio su tutti: la violenza contro le donne all'interno dell'Islam.
kendostoe
#22
11:50, 20 marzo, 2008
Beppeperditempo: Complimenti per la citazione tratta da un film secondario della saga di Fantozzi. La prossima volta cosa intendi fare? Stupirmi dicendomi "lei è una merdaccia!"? Finalmente una mente superiore!
Leonardinha: se cominciamo a parlare di cosa è comunista e cosa non lo è (come se esistesse un manuale del perfetto comunista caduto dal cielo) non ne usciamo più. Soprattutto se la scelta è tra lo strapotere delle banche e quello di un mercato degli acquisti che ha oramai preso delle dinamiche del tutto virtuali rispetto a quelle che sono le condizioni di vita della classe lavoratrice o quello delle grandi imprese immobiliari. Comunque a Zurigo, tenendo conto delle condizioni salariale, il prezzo delle case non è poi così scandalosamente più alto rispetto ad altre realtà italiane paragonabili, anzi!
kendostoe
#21
11:35, 20 marzo, 2008
@ kendostoe
leggendo il tuo blog mi è parso di capire che tusoffri di un complesso di inferiorità, ma non è cosi!
ho approfondito la lettura ed ho capito che tu sei veramente inferiore, quindi incurabile.
beppeperditempo
#20
10:53, 20 marzo, 2008
A Zurigo c'è soltanto il 16% di case di proprietà perché acquistare un'abitazione è materialmente impossibile, a meno che non si sia milionari.
Gli affitti non sono salutari manco per il cazzo (scusa îl francese): se il diritto ad avere una casa (e io intendo "possedere") è fondamentale, ti sembra giusto che sia una piccola di percentuale di sfruttatori a dominare il mercato immobiliare? Questo non è molto comunista.
leonardinha
#19
10:41, 20 marzo, 2008
Le imprese di costruzione sono come i panifici. Bisogno di case ce ne sarà sempre, avere un tetto è una necessità primaria un po' come il pane. Considera che a Zurigo il 16% della popolazione è proprietario delle casa in cui vive, questo vuol dire che spesso si costruiscono stabili in cui la gente va a vivere in affitto e che rimangono proprietà dell'impresa costruttrice stessa che si assicura una rendita praticamente a vita. La presenza di un mercato degli affitti è salutare per l'economia.
kendostoe
#18
10:38, 20 marzo, 2008
dosto, io non discuto sul fatto che una casa e il suo relativo mutuo possano o no essere un cattivo investimento, perché questo non lo so. Discuto sul fatto che generalizzi parlando di intere categorie accecate dalla stupidità e proiettate verso traguardi che dovrebbero essere mezzi e non scopi. In questo modo tu riduci il popolo italiano ad uno sterotipo e ripeti un cliché che non corrisponde a nessuna verità. Generalizzi quando sostieni che una bella donna venga incoraggiata da tutti i fronti a monetizzare il proprio aspetto aspirando ad un buon matrimonio; generalizzi quando ti accanisci contro una categoria lavorativa come quella delle forze dell'ordine e non prendi le loro difese perché 'c'è gente che guadagna meno e in condizioni peggiori' (questo è davvero demagogico, come si può pensare che un'intera categoria di lavoratori sia costituita solo da stronzi?); disprezzi coloro che concepiscono un matrimonio tradizionale e non ti soffermi neanche a pensare per un momento quali sono queste persone e cosa rappresenti per loro la possibilità di soddisfare determinate attese. Non discuto il fatto che possa essere una cosa cretina spendere tanti soldi per un matrimonio, ma mi infastidisce il fatto che il tuo giudizio sia così sprezzante; penso che l'intelligenza e la cultura dovrebbero servire per comprendere e non per mettersi su un piedistallo e sparare sentenze giudicando sciocco tutto ciò che è diverso dal proprio modo di pensare. In Sudan il matrimonio è il fondamento stesso della società, riguarda la proprietà delle bestie (principale ricchezza), implica le mutilazioni genitali femminili, prevede una serie di riti allucinanti, determina il controllo delle nascite; la mancata osservazione di certe regole comporta l'esclusione totale dal nucleo sociale di appartenenza e difficilmente le persone si ribellano a questo sistema. Eppure se qualcuno te lo spiegasse meglio di come ho fatto io sono certa che sapresti comprendere questo tipo di matrimonio (che è violenza e ignoranza allo stesso tempo). Questo è solo un esempio per farti capire che a parer mio il giudizio perentorio e sordo non porta a nulla di buono, mentre la comprensione costruisce; gli italiani non sono un popolo di coglioni incollati al televisore, ma da come ne parli tu sembrerebbe invece così. Anche io insegno a mio figlio qualcosa sul mondo, e gli insegno che la bellezza forse non salverà il mondo ma potrebbe salvare lui. Solo che non mi riferisco alla bellezza di cui parli tu, ma a quella di cui parlava Dostoievski
marchesadesade
#17
10:27, 20 marzo, 2008
Dosto, senza i mutui le imprese di costruzione andrebbero in culo nel giro di sei mesi: con il crollo delle imprese di costruzioni si perderebbero decine di migliaia di posti di lavoro, altro che ridistribuzione economica. Già ti sento: «Ah, ma le imprese di costruzione assumono prevalentemente in nero». Tuttavia questa pratica non è diffusa tra le grandi società (e me lo ha confermato una persona che lavora nel settore della sicurezza).
Cmq, per quanto riguarda l'Italia, la classe politica è di certo non all'altezza della situazione. Ma bisogna anche sottolineare che la maggior parte degli italiani non è all'altezza del paese.
leonardinha
#16
10:16, 20 marzo, 2008
Gabriele: C'è una differenza qualitativa tra i due fenomeni. Innanzitutto studiare a Francoforte per un sociologo è come studiare da Vissani per un aspirante cuoco, Francoforte è un'area di eccellenza, sta alla Sociologia come Boston sta alla Cardiochirurgia. Ebbene si, mi sono formato a Francoforte, devo molto a quel determinato tipo di ambiente e allo spirito di corpo che aleggia tra chi è passato dall'istituto di scienze sociali della città tedesca, paragonabile allo spirito di corpo di certe Università americane. Io ci sono passato con un anno di Erasmus prima, con 16 mesi di dottorato poi ed ho un rapporto che va avanti ancora oggi. Ci sono passato anche se di cognome non faccio "Habermas" (i figli di Habermas nella vita fanno tutt'altro). Ho scelto Francoforte per la qualità della preparazione mentre altri sceglievano Madrid "perchè lì ci si ubriaca tutti i giorni". Ho pagato a mie spese la permanenza durante il dottorato lavorando come addetto alle pulizie in un cinema multisala. Siamo su livelli differenti rispetto al professore laureato con 95/110 ma figlio del direttore generale della Cassa di Risparmio di Cesena principale finanziatrice del polo romagnolo o di quel dipartimento di sociologia di quell'Università del Sud dove dalla centralinista al capo dipartimento hanno tutti gli stessi due cognomi.
kendostoe
#15
10:05, 20 marzo, 2008
Caro COniGLIONE,
certo che se la casa la lasci crollare, probabilmente non varrà di più... Sei proprio un genio dell'economia.
Però, ecco... non credo che una persona con il cervello a posto lasci andare in malora una casa di proprietà. Però se a te piace vivere nella merda, fai pure.
Lo sai, COniGLIONE, che a Torino le case del XIX secolo valgono più delle case di nuova costruzione perché occupano le posizioni centrali della città?
A proposito di menti luminose, tu sei quello che sul suo blog aveva accusato le madri che allattano di essere esibizioniste perché tiravano fuori le tette... ciao COniGLIONE.
P.S.: non credo avrò bisogno di fare un mutuo, ma ma lo farò proprio per indebitarmi e pagare questo debito con moneta inflazionata.
leonardinha
#14
09:57, 20 marzo, 2008
Eccomi qua. Veniamo nell'ordine.
Non sono un guru dell'alta finanza ma penso di non dire una cosa molto lontana dalla realtà quando ipotizzo che oramai il valore degli immobili presto arriverà ad un "punto di rottura" oltre il quale non sarà possibile più andare, sono in buona compagnia di esimi economisti quando affermo questa cosa. Giorni fa ho visto un appartamento di 85 mq a Terni in vendita a 280.000 euro, non credo veramente che sia possibile venderlo a prezzi più alti. Purtroppo non mi invento nulla nè disprezzo gratuitamente nessuno se dico che l'Italia è oramai un paese dove un buon 80% dei cittadini se ne frega se viene approvata una draconiana legge contro la procreazione assistita (del resto con i mutui da pagare chi si può permettere di avere figli?) e contro il progresso della ricerca scientifica e dove fra poco fotteranno il diritto all'aborto tra il silenzio generale. Del resto la famosa precaria che ha subito la battuta berlusconiana ha detto che voterà Pdl. Fiducia negli italiani? Nessuna.
Cercare nel mio piccolo di sensibilizzare la gente a non creare questo circolo vizioso e perverso di redistribuzione della ricchezza al contrario mi sembra invece prendere proprio le difese della classe lavoratrice, spesso portata alla rovina dal consolidato mito della casa di proprietà, un mito che DEVE decadere. I soldi spesi in mutui sono soldi che non entrano nel circuito della redistribuzione economica e della produzione di beni e servizi e mettono un serio guinzaglio alla crescita economica. Lo hanno capito nel resto dell'Europa dove, al contrario che in Italia, la casa di proprietà è un vezzo da pensionati in cerca del "buen retiro". Oltretutto le case di proprietà bloccano risorse umane non consentendo la mobilità sul territorio e la mobilità professionale. Sullo spiegare le cose agli altri e cercare di educare è un'attività che svolgo quotidianamente con i miei due figli e con i miei studenti.
kendostoe
#13
08:32, 20 marzo, 2008
caro Dosto,
Per quanto riguarda la ricerca in Italia, il familismo nelle Università e le frasi che io credo che veramente ti siano state dette poichè sono state dette anche a me, del resto Berlusconi ha detto che il figlio di un operaio non deve fare l'avvocato, sono d'accordo con te. Però se ci pensi e qui ti faccio una domanda un po' tendenziosa intuendo già la tua risposta, non credi che anche a livello europeo e nel nostro settore appartenere a certe famiglie, tanto per fare nomi tutto ciò che ruota attorno a Francoforte, alla fin fine sia di maggior aiuto rispetto al duro lavoro (spesso una cosa non esclude automaticamente l'altra) o che per lo meno si creino una sorta di canali preferenziali e di spirito di corpo tra chi viene dalle stesse esperienze? Non pensi che questa sia una forma di familismo anche se decisamente più morbido e meno discriminatorio rispetto a quello italiano?
utente anonimo
#12
20:24, 19 marzo, 2008
conny, mi sembra una cosa stupida e maleducata quella che dici, ma soprattutto mi sembra che chi ricorre al sarcasmo come fai tu sia a corto di argomenti...
marchesadesade
#11
20:17, 19 marzo, 2008
viva il mutuo allora, una delle poche certezze della mente femminile. conny.
ps, un appartamento di 40 anni non varrà mai di più... bensì il contrario... probabilmente una casa costruita negli anni 80- 90- 00 fra 40 anni sarà crollata... alla faccia dell'investimento
utente anonimo
#10
20:07, 19 marzo, 2008
secondo me sei un comunista intollerante, di quelli che hanno troppo la verità in tasca per ascoltare le ragioni degli altri, di quelli intransigenti che a furia di ancorarsi ai propri principi finiscono per non saper ascoltare, per generalizzare, per disprezzare anche un po' a vanvera. a me sembra che spesso esprimi un disprezzo un po' eccessivo per chi non è esattamente come te. insomma, il mondo descritto da te sembra popolato da donne con lo zoccolo di cammello, donne che spendono, donne bellissime che pensano solo ai soldi e quando va bene invece sono persone più normali ma così stupide e aride da arrancare per un mutuo. ma le persone che tu disprezzi, quelle normali, quelle che forse non hanno la tua cultura e guardano la televisione, sono proprio quelle di cui tu poi paradossalmente sembri prendere le difese. a me tutto questo non sembra molto comunista come comportamento, ma anzi elitario e chiuso. magari mi sbaglio ma chi è colto dovrebbe spiegare le cose agli altri, non far pesare agli altri la propria ignoranza.
marchesadesade
#9
18:47, 19 marzo, 2008
sei il comunista che stimo di più
yoshi.
#8
16:31, 19 marzo, 2008
Eppoi, la casa sarà sua con una differenza di 108 000 euro, ma non dici quanto può valere l'immobile e questa non è certo una variabile da trascurare.
leonardinha
#7
16:26, 19 marzo, 2008
Sì, ma Dosto, c'è una piccola differenza che tu trascuri di menzionare: alla fine, dopo avere pagato il mutuo, l'appartamento sarà suo, con l'affitto no!
leonardinha
#6
14:53, 19 marzo, 2008
ma cosa vuoi che capisca la sinistra,è rimasta a mitizzare il 68 senza accorgersi che sono passati 40 anni...
gli altri sono troppo occupati a vedere la TV...
PhantomLord
#5
14:39, 19 marzo, 2008
Ma vedi: ti faccio l'esempio di mio cugino (senza allusioni a Elio e le Storie Tese). Mio cugino paga all'incirca 850 euro di mutuo ed ha un mutuo trentennale a tasso variabile (e sul tasso variabile andrebbe fatto poi tutto un altro bel discorso) per un appartamento che in affitto sarebbe costato sui 500-550 euro al mese. Alla fine, nel giro di 30 anni, spenderebbe 108.000 euro in meno, senza contare che se dovesse rendersi conto che la sua dolce metà è insopportabile un contratto di affitto lo rescindi in sei mesi al massimo, un mutuo son cazzi...
Sulla Svizzera ti parlo limitatamente alla mia esperienza personale: in Italia mi è stata impedita la carriera accademica perchè "non di buona famiglia"; "non si è mai visto un figlio di un ferroviere diventare docente universitario"; "perchè non del posto"; "perchè la conoscenza del francese e del tedesco è ininfluente ai fini della preparazione sociologica" (quest'ultima è fantastica, le quattro grandi tradizioni sociologiche fanno capo a due francesi e due tedeschi) tanto per dirti delle frasi che mi sono state scritte e rivolte; in Svizzera, pur non conoscendo nessuno e senza alcuna raccomandazione, non mi è stata impedita. Non voglio dire che nel resto d'Europa ci sia la meritocrazia pura ma, ripeto limitatamente alla mia esperienza, ho trovato molte meno chiusure aprioristiche.
kendostoe
#4
12:23, 19 marzo, 2008
Per quanto riguarda i mutui, nessuno dice che i soldi che si restituiscono sono comunque sempre inflazionati rispetto a quelli che si ricevono e che il valore dell'immobile che si acquisisce nel tempo è cambiato. Ergo il mutuo è stato anche un risparmio forzoso.
Il valore degli immobili non è mai sceso storicamente, mentre i soldi spesi in affitto sono persi comunque e per sempre.
Ora dimmi tu se è più furbo uno che paga l'affitto...
P.S.: sei proprio sicuro che in Svizzera essere "figlio/moglie di" dia «molti meno punti dell'ottima conoscenza del francese e del tedesco»?
leonardinha
#3
11:41, 19 marzo, 2008
D'accordo pressochè su tutta la linea.
utente anonimo
#2
11:15, 19 marzo, 2008
Amen!
Luci
utente anonimo
#1
09:15, 19 marzo, 2008
http://fuffa
[..] Ragazzi di oggi [..]
kendostoe
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