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Commenti
21:04, 22 maggio, 2008

Giusto per rincarare la dose consiglio di leggere anche questo libro. Non l'ho ancora finito ma per ora si è rivelato molto interessante.

"Menti morali. Le origini naturali del bene e del male"

di Marc Hauser, edito dal Saggiatore.

buone letture!
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16:33, 22 maggio, 2008

Certo: le ricerche operative sono fondamentali!! e in ogni campo!
so che un singolo aspetto può esser studiato da distinti "punti di osservazione"..
..no, non mi riferivo ai condizionamenti esterni come il contesto familiare, quello socio-urbano (periferie degradate), fattori di ordine micro/macro economico ecc ... perchè della influenza di questi sui comportamenti si occupano i sociologi :-) ma ti assicuro che anche in questo campo non possiamo mai dar nulla per assodato al 100%!

...insomma credo che occorra continuare a studiare in qualsiasi campo... :-)))

brezza

utente anonimo
12:45, 21 maggio, 2008

La questione è complessa è può essere trattata da punti di partenza differenti ma ben distinti.
Da un punto di vista neurologico ritengo fondamentale che l'analisi si basi su ricerche operative.
Il dato è ancora non del tutto chiarito ma quel che pare per adesso è che ciò che noi chiamiamo "scelta" ha parametri molto più stretti di quanto si potrebbe pensare comunemente.
E non stiamo parlando di condizionamenti esterni o di fattori socio-economici, ma di processi biologici.
Le domande che pone Brezza sono del tutto legittime ma credo che le risposte sono ancora di là da venire considerando che l'approccio neurologico alle questioni di ordine etico è piuttosto recente.
Non resta che continuare a studiare.
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11:57, 21 maggio, 2008

Temo che sarò un pò prolissa, non me ne vogliate ma è un argomento sul quale mi “accanisco”, vi spiego perché…

Varde l’ho chiesto ad un neurologo, quello che ci faceva lezione durante il master basandosi su ricerche simili a queste: improntate ad un certo determinismo…”neurologico”.

Asmenos è fondamentale andare alla ricerca delle cause “materiali” (o “concause”) dei cosiddetti “atti volontari” anche (soprattutto?) per un sociologo che debba occuparsi di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) della devianza/criminalità minorile; “quanto” possiamo basarci su queste ricerche? Sapere questo è essenziale: DIPENDE con certezza TUTTO dal cervello? Da una serie di impulsi dei quali siamo “inconsapevoli”? Dall’accendersi o meno di certe “aree cerebrali”?
Furti, rapine, violenze, ecc come pure l’uso di sostanze stupefacenti (queste “scelte” il neurologo in questione le faceva dipendere esclusivamente da alcune “carenze” cerebrali) escludono sempre consapevolezza e responsabilità personali? È comprovato? Ok, benissimo! Trattiamo TUTTI i comportamenti delinquenziali in questo modo e partiamo SERIAMENTE da queste cause nell’investire in programmi di prevenzione… Questo, capite bene, aprirebbe infinite parentesi anche nel PROCESSO PENALE dove la minore/maggiore consapevolezza, la responsabilità personale, il dolo o la colpa, la capacità di intendere e volere ecc, ecc …son realtà/concetti cardine dai quali dipendono anche le sanzioni che vengono applicate! Ecco perché tampinavo il neurologo di domande rispetto a ricerche che mostravano un “determinismo” a parer suo oramai assodato, a mio modesto parer un po’ azzardato..

..ed è per questo (non avendo letto il libro) che ho fatto domande in merito all’ARTICOLO proposto da Asmenos che contiene, come le spiegazioni del prof., frasi esplicative un pò confuse, poco chiare e contraddittorie che, tenendo conto DELL’AMPIA PORTATA DI CONSEGUENZE, ritengo debbano ancora esser “prese con le pinze”…

I dubbi restano in particolare rispetto a:

- 1) I PROCESSI DECISIONALI …durante i quali, prima di agire uno valuta, soppesa, CAMBIA idea. Nel caso dell’articolo, se uno fosse indeciso tra agire secondo giustizia o secondo efficienza è perché gli si… “accendono aree diverse” in alternanza? finchè non se ne stabilizzerà “accesa” una? Dico questo perché anche le azioni devianti sono spesso PROCESSI TEMPORALI/decisionali..
-
- 2) Le DECISIONI CONDIVISE prese dopo un confronto, magari una discussione tra persone che “leggono” una situazione in maniera diversa. Mettiamo che uno propenda per la giustizia (perché “ha accesa un’area” del suo cervello).e uno per l’efficienza…(ne ha “accesa” un’altra?)… Se arrivano ad una nuova decisione condivisa è perché nel loro cervello…sarà accaduto…cosa?
- ,
- 3) nel caso dei comportamenti devianti: COME SPIEGARE LA RECIDIVA in alcuni individui e in altri no sia dopo il carcere che in caso di misure alternative al carcere? Ad alcuni si sarebbe stabilizzata “l’accensione” di “alcune aree”?

Non considerando infine le diatribe alle quali assistevamo in merito alle diverse “cause” (tutte comprovate da ricerche) tra: neurologo, psicologo, psichiatra e psicanalista… che ascoltavo con interesse ma che mi rendevano ancora più cauta…

…ecco perché (senza tirar in ballo libero arbitrio e entità astratte) resto con le stesse domande ma vi assicuro che se continuo a pormele/vele è perché questi tipi di studi hanno il mio rispetto: li prendo in considerazione molto ma molto seriamente…


Asmenos non aspettare che io legga il libro che mi hai indicato... mi dici qualcosa anche in merito all'articolo?

brezza :-)

utente anonimo
10:30, 20 maggio, 2008

Libet, da buon fisiologo, non sconfina a caso.
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14:51, 19 maggio, 2008

Ho capito Asmenos. Però mi confermi che Libet non è così cauto? Niente di più facile che sia solo un mio insipiente pregiudizio, ma approfitto dell'occasione per chiedertelo.

Brezza, credo che sia un meccanismo mentale che si manifesta per tutti gli atti volontari (la catologazione in "morali" o "non morali" dipende da sovrastrutture culturali che esulano dall'osservazione scientifica). Per il resto non saprei dirti, non è il mio campo. Dovresti chiedere a un neurologo.
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09:56, 19 maggio, 2008

Il fatto è che io da sempre ritengo poco chiara proprio la spiegazione "materiale", consapevole che sono ricerche da approfondire..


Non trovate un pò mal espresse queste due frasi esplicative?

1) "Altro che cuore o anima, l'ORIGINE della giustizia si cela nel cervello! (...)Che cosa ci RENDE CORRETTI?"

2) "Insomma nel cervello impegnato a DECIDERE su questioni delicate, ragione e sentimento, efficenza e giustizia.... ACCENDONO aree ben diverse".


Per farla breve, possiamo affermare che:
questi studi hanno provato che le nostre DECISIONI (preseSINGOLARMENTE?
poi vi paleso un altro dubbio) morali DIPENDONO dalla "accensione casuale" (è corretto dire così?) di diverse aree cerebrali.

"giusto"?

brezza :)



utente anonimo
00:39, 19 maggio, 2008

Mi spiego meglio. Per quanto mi riguarda mi interessa conoscere le cause "materiali". Che poi il concetto di libero arbitrio, alla luce di queste scoperte, ne risulti molto ridimensionato, direi che mi trovo sostanzialmente d'accordo.
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18:09, 18 maggio, 2008

- Io non ho evocato nessuna entità -
Continua a sfuggirmi quale logica escluda il determinismo dalla faccenda.
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18:00, 18 maggio, 2008

Non conoscere le cause prime non implica che quelle cause possano essere identificate con entità di dubbia reputazione.

Inoltre non è detto che queste cause per forza ci debbano essere.
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14:08, 17 maggio, 2008

Grazie per l'indicazione del libro Asmenos! :-)

..intanto nel frattempo...
a parte la vastissima (xò non volevo aprire una riflessione filosofica!) questione del libero arbitrio, la domanda che mi pongo sempre difronte a questi studi neurologici (come pure difronte agli studi che sostengono che tutto in noi sarebbe frutto di un ...determinismo..chimico; dunque l'innescarsi dei processi chimici come CAUSA dei comportamenti) è forse un pò simile (se ho ben capito) a quello che dice Varde...



..Ti faccio notare come hanno scritto l'articolo:

"Altro che cuore o anima, l'ORIGINE (dunque la CAUSA?) della giustizia si cela nel cervello!"

(...)Che cosa ci RENDE CORRETTI?(di nuovo, parrebbe: alla ricerca della causa, no?) e come ci barcameniamo nelle situazioni difficili?

(...) simili questioni non sono risolte solo a livello razionale, avverte lo studioso: dalla ricerca emerge chiaramente il ruolo delle emozioni"

....ed io mi chiedo: come NASCE un'emozione piuttosto che un altra? solo perchè si "accende"
"casualmente" una parte del cervello piuttosto che un altra?


"Guardando il cervello delle cavie umane il team ha scoperto che nei momenti critici si accendono diverse aree cerebrali" ... e quà inizia a sorger il mio dubbio: questa accensione è la causa o l'effetto?

E come concludono l'articolo?

"Insomma nel cervello impegnato a DECIDERE su questioni delicate, ragione e sentimento, efficenza e giustizia.... ACCENDONO aree ben diverse".
ma come accendono???? adesso pare proprio che questa "accensione" sia l'effetto di come uno "VOGLIA" decidere!

Insomma: il "meccanismo della diversa accensione delle aree ci PORTA A DECIDERE (causa) o...
ragione e/o sentimento, giustizia/efficenza... accendono queste aree??? (accensione come conseguenza)...

... e se prima che leggo il libro intanto mi dite che ne pensate? perchè a me, negli anni di studio, questo dubbio (quasi amletico!:D) nessun prof di neurologia dei processi mentali e decisionali e... "chimica delle emozioni" me lo ha mai tolto... ???

scusate se mi esprimo in maniera un pò... rozza: spero solo di esser riuscita a spiegarmi..

:-)

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12:13, 17 maggio, 2008

Premessa: non ho letto il libro di Libet, ma combinazione me ne parlava un caro amico non molto tempo fa.

Non voglio semplificare grossolanamente la questione, e non ho nemmeno i mezzi per addentrarmici con dovuta cognizione di causa, ma sono preventivamente scettico sull'approccio di Libet. Se ho capito bene, il ritardo mentale che intercorre tra l'impulso dell'atto volontario e la consapevolezza cosciente di tale atto volontario (quant'è? 500 millisecondi?) ci porta a pensare che non siamo così liberi nelle nostre azioni, ma che rispondiamo a leggi deterministiche.
Mi sembra plausibile, e poi diamine: gli esperimenti lo confermano. Però non si sposta il problema? Cosa scatena quella serie di impulsi (alcuni rimossi e alcuni espressi) a monte della loro consapevolezza? Si generano casualmente e noi scegliamo quelli più opportuni al contesto? Oppure è il contesto a "ispirarci" ancora prima della loro genesi?
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10:47, 17 maggio, 2008

Sulla questione del libero arbitrio e per rispondere alle tue questioni del tutto legittime ti invito alla lettura di "Mind Time" di Benjamin Libet.
La questione del libero arbitrio è molto più complessa di quanto crediamo.
Blogger: Asmenos Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Asmenos
14:23, 16 maggio, 2008

Ho letto l'interessante (povere cavie: difronte a quali scelte le han poste!) articolo..
Ovviamente con evoluzione del cuore intendevo... del.."cuore"!:)


"Guardando nel cervello delle “cavie umane”, il team ha scoperto che nei momenti critici si accendono diverse aree cerebrali: l’insula (risultata collegata all’equità), il putamen (nel caso dell’efficienza) e il caudato (quando si riesce a integrare giustizia ed efficienza, una volta presa la decisione)"

Questo "accendersi" di differenti aree cerebrali come potrebbe esser preso come "causa" di certe scelte? non è corretto chiedersi da cosa possa dipendere a sua volta? se sia insomma una conseguenza di..?

Altrimenti si potrebbe ipotizzare che se a uno si accende (casualmente? ereditariamente? "morfologicamente"?) una parte del cervello si comporterà in un dato modo e viceversa... più nessuna responsabilità e libertà nella scelta, solo determinismo..."neurologico"?

..ma non penso siano inconciliabili le ricerche neurologiche col "libero arbirtrio"... (no è che sono un pò fissata col capire quanto di responsabilità personale ci possa essere nelle scelte! :-) un prof. di neurologia, durante il master sulla devianza, mi chiamava ironicamente "sig.na libero arbitrio" :D) ...

...questa è solo una tra le tante domande che mi scatenano ricerche come queste...mi fermo quà che è meglio..

brezza:-)




utente anonimo
21:37, 14 maggio, 2008

...allora Asmenos torno con piacere a farti visita :-)
vado a leggere quello che hai segnalato: mi hai fatto incuriosire...

Veramente volevo lasciare un piccolo commento alla chiarificazione che hai scritta nel tuo ultimo post riferendoti al pluralismo perchè in gran parte condivido... (in GRAN parte? ma prima devo rileggerlo bene :D)

Torno con un pò più calma..
ciao,
un abbraccio! :-))

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10:40, 10 maggio, 2008

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=734&ID_sezione=243&sezione=

Interessante ed in tema.

Asmenos
utente anonimo
19:08, 14 aprile, 2008

firefox non da alcun problema nell'uso di splinder, ma gli strumenti che diceva Lector, non funzionano...
Alkall
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18:35, 14 aprile, 2008

A me Firefox non da' nessun problema.
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18:11, 14 aprile, 2008

Davvero? Ecco qual è il problema.. Io uso Safari da un mesetto. Capito. Grazie mille Alkall.
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17:54, 14 aprile, 2008

E' normale se usi Firefox, splinder edita bene solo in Explorer... sigh...
Alkall
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17:47, 14 aprile, 2008

Scusate, ho bisogno di una consulenza. Volevo rifondare il mio vecchio blog su Splinder, ma mi pare che manchino delle opzioni. Non mi visualizza la barra degli strumenti nei post e non mi permette di caricare immagini. E' normale?
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14:19, 14 aprile, 2008

senti brezza, io sono molto sensibile a queste tematiche e sotto un certo punto di vista me ne faccio anche carico. Sono disponibilissimo a continuare su questi argomenti ovunque tu voglia, anzi, mi interesserebbe avere scambi con te.
grazie

red


ps
memetica e eugenetica Asmenos. Cosi' tanto OT?
utente anonimo
12:26, 14 aprile, 2008

Scusa Asmenos, rispondo alla domanda di Red..

"ci mette al sicuro dal competere con lui". Si ti sei spiegato Red, ho capito e penso che possa accadere molto facilmente, si accade...


Impedire individui "guasti"

Oddio ma chi stabilisce chi è un individuo "guasto" ?? ... scusa ma essendo specializzata in sociologia della devianza e marginalità ho assistito spesso ad un "rovesciamento" di "ruoli", (i "deboli" che divengono i forti e i "forti" che un giono si scoprono "deboli"), ho assistito a... "fioriture UNICHE di terreni" dove le persone mi dicevano: "tanto là nun ce cresce niente!" (il fatto è che forse non crescevano fiori secondo le loro ASPETTATIVE!)

"Eugenetica volto di un cuore evoluto?"
Chissà forse anche quello sarebbe amore ...

Red io posso solo dire quello che ho imparato in periferia: che un volto dell'Amore nella Vita è anche quello che mette in grado ognuno, OGNUNO, (sempre che ci assistiamo gli uni gli altri), di... "dare qualcosa" agli altri; il fatto è che son cose molto molto molto diverse... non "standard" .. che a volte si ha difficoltà a riconoscere e che spesso si fa presto a considerar guaste..dunque inutili.. I ragazzi down che insime a quelli "non guasti" fanno sport quà portano una atmosfera, una atmosfera che... che... insomma "diosanto" non so come dirlo ma la vita e l'amore non sono solo la... "perfezione" della specie... siamo come dei puzzle "complementari: ognuno ha un "vuoto" da colmare ognuno (OGNUNO) "da un pezzetto" ...


Asmenos scusa ancora per l'intromissione, anzi grazie di aver "ospitato" questi miei commenti fuori tema e... molto poco scientifici. Non vi disturbo più.

un abbraccio! :-)))
brezza
utente anonimo
11:11, 14 aprile, 2008

Stiamo andando un po' fuori tema.
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10:38, 14 aprile, 2008

io ho una grande paura cara Brezza:

che necessitiamo di chi ha meno di noi per poterlo amare. In pratica non siamo molto ben disposti ad amare chi ... e' meglio di noi.
Questa e' la mia paura. Ecco che allora chi ha delle tare, delle menomazioni o e' semplicemente brutto, ci mette al sicuro dal competere con lui. E allora cominciamo ad 'amarlo" offrendogli spesso la garanzia certificata della sua inferiorita'. Mi spiego?

Ora ti faccio una domanda: se la scienza avesse la capacita' di impedire che in futuro fossero concepiti individui "guasti" tu lo troveresti ingiusto o carente d'amore? (occhio che sto parlando di impedire il concepimento non l'interruzione di gravidanza).

In questo caso io sto volando l rialzo.

red
utente anonimo
10:24, 14 aprile, 2008

al 60 ero io, brezza.
utente anonimo
10:21, 14 aprile, 2008

Ma scusa: 'istinto materno accoglie, ama, protegge, infonde coraggio e fiducia, ecc ecc insomma sostiene il cammino del figlio proprio perchè nel mondo c'è questa spietata selezione naturale del più debole (sennò che dovrebbe eliminarlo lei come previo atto di amore? oddio mio: questo è un rovesciamento dei termini!!) ... ... che invece, magari grazie a lei, può farcela, vivendo la sua.. "unicità" !

Se io debbo portare un esempio di cosa è "istinto".. o meglio: "senso materno" porto quello di Maggie ... non delle madri che non
riescono (comunque molto umanamente, perchè siamo anche così !) ad amare il... ... proprio "scarrafone"..

Uffa ma perchè bisogna "volare" sempre al ribasso?? Perchè non pensare che l'essere umano può molto anche in fatto di "evoluzione" del "cuore" ?

Beh ammetto che su questi argomenti mi viene il "sangue al cervello" !! sarà che associo "ricchezza" dei "deboli" e "senso materno" come patrimonio (culturale/naturale?) dell'umanità! ...
utente anonimo
08:58, 14 aprile, 2008

Io mi chiedo cara Brezza quanto istinto materno c'e' in una madre che ama il proprio figlio pur sapendo che questi andra' incontro ad un mondo che non lo amera' come lei ha fatto.
Cambiamo il mondo? Potrebbe essere una strada, come l'eugenetica. torna ancora la contrapposizione tra eugenetica ed "eumemetica". Cultura vs natura. Ma la cultura umana fa parte della natura.

L'eugenetica potrebbe far parte di un cuore evoluto...

In attesa che la scienza e l'etica non permettano piu' che possano nascere persone non amate, prendiamoci cura di loro come meglio possiamo.

red

ps
ma ci sono davvero cosi' tante madri oggi disposte ad amare... il proprio scarrafone? Quante Maggy Barankitse esistono al mondo oggi soprattutto qui in occidente considerati i modelli cui siamo indotti ad ispirarci?
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00:40, 14 aprile, 2008

Giungo nel mezzo di una discussione scientifica, tra uomini e pure per ... menti evolute (oddio!) ma quando ho letto “istinto materno”…m’è scattato… :-) …
“L’istinto materno servirebbe a propagare solo i PROPRI geni”?
“L’istinto materno è quello che vorrebbe i propri figli PERFETTI?”

Possibile che negli animali e negli uomini il significato di questo termine possa esser trattato alla stessa stregua? Il termine “istinto” non potrebbe essere suscettibile di un significato più ampio?
E se invece…

..Istinto materno fosse proprio quello che... ”ogni scarrafone è bello a mamma sua!” ???
(Quando una madre sa cogliere la bellezza nell’UNICITA’ di una creatura che può passare nell’indifferenza di tutti gli altri).

..Se Istinto materno fosse quello che va proprio contro “la legge della selezione naturale!” perché cerca di “SALVAGUARDARE (non solo i propri geni) LA VITA” (soprattutto quella dei suoi figli più DEBOLI), prendendosi cura di menomati, ritardati, handicappati, di tutti quelli che una certa selezione eugenetica vorrebbe addirittura eliminare A PRIORI, quindi è quello che ACCOGLIE l’esistenza prendendosi cura di esseri molto, molto, molto…imperfetti???

Forse “istinto materno” potrebbe esser anche quello delle donne che si prendono cura di figli non loro,
bambini in affidamento, di nipoti o bambini che neanche conoscono…

Quello della donna qua sotto forse non sarà propriamente “istinto” materno…forse solo un…grande “senso" materno ???

“Maggi è una donna che durante la guerra civile in Burundi, essendo testimone di un massacro, decise di prendersi cura di venticinque bambini superstiti (indipendentemente dall’etnia) e nel giro di un mese si ritrovò con duecento bambini orfani da accudire. Ai suoi “figli”Maggy Barankitse ha insegnato il perdono, ha insegnato che l’amore va oltre l’etnia e la religione.”

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Io non riesco proprio a pensare che ci possa essere una mente (umana) evoluta senza che questa non abbia anche un…”cuore”…evoluto!!!


Da tempo volevo passar dal famoso “francescano” Okkam :-) per ringraziarlo delle spiegazioni su “cosa è una domanda” e del contributo sul pensiero del Budda in merito al suo silenzio, al suo “non prender in considerazione” Dio (mi ha ricordato un poco cosiddette “teologie negative” medievali del silenzio “su Dio” ..molto belle!)
“Quanto può dirsi, si può dir chiaramente; e su ciò di cui non si può parlare, è opportuno tacere…" (Wittgenstein)

con stima!
(se questa vale poichè "proveniente" da una mente ..."poco evoluta":-))))



PS) “CHE COSA È LA VERITÀ” può esser considerata una domanda…vera? (mica scherzo!)

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14:52, 12 aprile, 2008

eh!
Alkall
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07:54, 12 aprile, 2008

dio non voglia.
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22:20, 11 aprile, 2008

La clonazione dev'essere una manìa ossessiva... un incubo! Pure Alkall volete replicare adesso...
Alkall
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18:00, 11 aprile, 2008

Alkall, replicarti sarebbe come sparare sulla croce rossa ....
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17:02, 11 aprile, 2008

Non capisco cosa ci sia di tanto interessante se un animale impara una tecnica o uno stratagemma per la caccia. I topi, scoiattoli, ghiri, lo fanno senza problemi... Gli animali sono intelligenti e furbi, ma questo è ancora normalissimo. Capirei se Dawkin avesse scoperto degli scimpanzè che sanno tracciare il simbolo di infinito sul terreno... Questo si che sarebbe interessante.
Alkall
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16:29, 11 aprile, 2008

# 51 = Scusatemi: "uno stupefacente".
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16:27, 11 aprile, 2008

Oggi ho visto un stupefacente documentario dove degli scimpanzé allo stato selvaggio catturavano termiti utilizzando due strumenti diversi e programmavano la loro azione arrivando presso il termitaio già muniti dei suddetti attrezzi. Credo che Dawkins si riferisca proprio alla trasmissione di questo "traguardo culturale acquisito" all'interno di un gruppo, quando parla dei "memi".
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13:27, 11 aprile, 2008

Ad ogni modo, anche se fosse, mi preoccupa di più la trasmissione di memi stereotipati che di geni stereotipati.


per me e' quasi Vangelo (quasi).
Grazie Herd

red
utente anonimo
11:10, 11 aprile, 2008

Un chiarimento. Se mai si possa parlare di eugenetica, lo si dovrebbe fare a scopo preventivo e non selettivo. Ovvero studiare attentamente le possibili predisposizioni patologiche al fine di prevenire che insorgano. Ma non certo operare una selezione artificiale in nome di una purezza della razza che non solo è infattibile ma anche totalmente estranea allo sviluppo della specie. Primo perchè la razza non è un concetto biologico. E secondo perchè è nella diversità e non nell'uniformità che si esprime la ricchezza genica.



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10:57, 11 aprile, 2008

L'istinto materno non è ne infallibile ne scontato e la donna lo sta perdendo... purtroppo, dico io, (mentre altri esulteranno!). Che poi la donna si butti a pesce su tutto ciò che è novità e meglio ancora "fascino e bellezza" solo un cretino potrebbe negarlo... E' una vulnerabilità sfruttabile? Da chi lavora sulla genetica? Forse si, forse no... il fatto è che una possibilità teorica di accalappiare la parte femminile (per prima), in teoria esiste! E' terribile! Mi angoscia da morire e non vorrei mai vederla realizzata... però...
Alkall
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08:11, 11 aprile, 2008

Herd, era un modo di dire: ovviamente "alto, biondo e con gli occhi azzurri" è solo l'archetipo di tutti gli stereotipi di nefasta memoria ... probabilmente le "mamme d'Italy" vorrebbero che il loro figlio fosse più simil-Costantino o Raul Bova ... ma il concetto è quello.
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22:48, 10 aprile, 2008

Sei tu a sottovalutarlo. L'istinto materno di fatto è un meccanismo forte per propagare i PROPRI geni. Non una loro quota minoritaria. Genitori mediterranei forse vorranno figli intelligenti, sani, alti e robusti, ma non obbligatoriamente biondi e con gli occhi azzurri.
Ad ogni modo, anche se fosse, mi preoccupa di più la trasmissione di memi stereotipati che di geni stereotipati.

A proposito di consigli per la lettura. Non è male 'Moderato sarà lei' di Marco Bascetta e Marco D'Eramo. Vi si parla di memi stereotipati.
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21:32, 10 aprile, 2008

Herd, l'istinto materno sta alla donna come la pulsione sessuale sta all'uomo: non sottovalutarla! :-)
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20:55, 10 aprile, 2008

Io non credo che i genitori siano così stupidi da volere figli tutti uguali. Tra l'altro andrebbe contro il principio di conservazione dei propri geni. Magari i genitori vorranno figli sani e forse intelligenti, ma credo che il mondo possa sopravivere ad un ondata di sani ed intelligenti figli della provetta.
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20:43, 10 aprile, 2008

A volte non tengono conto delle eccezioni, e si sa, Darwin lo conferma, sono le eccezioni ad essere vincenti!
Condivido il timore di Asmenos, perché la forza dell'evoluzione sta nella diversità. Tuttavia temo più le mamme che le dittature. Le donne sono il fattore di selezione della specie: come riuscirebbero a trattenersi dal volere figli tutti alti, biondi e con gli occhi azzurri?
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22:00, 09 aprile, 2008

L'eugenetica è una degenerazione della genetica. Un'eugenetica priva di connotazioni razziste la si trova nelle idee del grande genetista Dobzhansky. Egli sosteneva infatti che sarebbe importante che si radicasse una vera e propria cultura che permettesse al medico di informare le famiglie delle loro predisposizioni genetiche e quindi di consigliarle al meglio per eventuali terapie e simili.

Quanto alla memetica o eumemetica per ora ho poco da dire. L'idea è suggestiva ed è buon modello descrittivo, ma ho sempre paura dei sistemi totalizzanti. A volte non tengono conto delle eccezioni, e si sa, Darwin lo conferma, sono le eccezioni ad essere vincenti!
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12:42, 09 aprile, 2008

ma di memetica e eugenetica? niente niente?

Asmenos, fratello, non prestare il fianco.

Alkall, e dalli...

red
utente anonimo
11:50, 09 aprile, 2008

Bene. L'ironia satirica è la forma con cui si dileggia il potere costituito al fine di far riflettere. La usava già Socrate.

La mia non è sicurezza ma competenza. E comunque non ho mai fatto asserzioni assolutistiche quando ero serio. Ho sempre cercato il confronto tentando di sottolineare quelli che mi sembravano errori di ragionamento o di contenuto, usando come mezzo l'argomentazione e non il ricorso a scritture, rivelazioni, leggende e miti. Quando si è parlato di argomenti che non conoscevo non mi sono pronunciato. Inoltre sono sempre pronto ad ammettere i miei errori. In un vecchio post di diverso tempo fa feci confusione tra Numeri Reali e Numeri Razionali. DMAndrea, più esperto di me in materia mi fece notare la cosa con garbo e competenza (non dicendo, perchè lo dico io!)e puntualmente mi corressi. Anzi sfruttai questo mio errore per scrivere un altro post sul concetto di dimostrazione.

Spero che tu continui a rispondere su questo tono e con queste premesse, altrimenti risparmiati la fatica di scrivere.

Grazie.
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11:21, 09 aprile, 2008

Condivido e sottoscrivo in toto il tuo commento, però al posto di Alkall ci scriverei Asmenos... Ognuno vede i difetti dell'altro ma non i suoi. Pure tu sbandieri una esagerata sicurezza e spesso una ironia (quando non una presa in giro...) fuori luogo nei campi in cui pretenderesti di essere esperto... Non si salva nessuno, nemmeno tu, perciò te l'ho detto da tanto, smettiamola con gli attacchi alla persona, e limitiamoci agli argomenti. Il miglioramento nei rapporti dovrebbe guadagnarci notevolmente.
Red, sono d'accordo...
Alkall
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08:42, 09 aprile, 2008

Io ammetto di essere ignorante su tante cose. Altre le studio. Non significa che le domino totalmente ma che ho una visione più ampia rispetto a chi non lo fa. Tu invece, in ogni campo, ostenti la certezza assoluta dicendo che siccome nella Rivelazione c'è la Verità allora ne consegue che la Rivelazione è il metro di paragone con ogni altra forma di conoscenza. Questo però è vero solo dal tuo punto di vista. Quindi, sii umile per favore, e quando leggi qualcosa che non condividi, sforzati prima di capire e poi muovi le tue critiche entrando nel merito e non tirando fuori cristi e madonne come tuo solito.

GRAZIE.
Blogger: Asmenos