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Commenti
12:43, 25 aprile, 2008

« Dove mai ho letto che un condannato a morte, un'ora prima di morire, diceva o pensava che, se gli fosse toccato vivere in qualche luogo altissimo, su uno scoglio, e su uno spiazzo cosí stretto da poterci posare soltanto i due piedi, - avendo intorno a sé dei precipizi, l'oceano, la tenebra eterna, un'eterna solitudine e una eterna tempesta, e rimanersene cosí, in un metro quadrato di spazio, tutta la vita, un migliaio d'anni, l'eternità, - anche allora avrebbe preferito vivere che morir subito? Pur di vivere, vivere, vivere! Vivere in qualunque modo, ma vivere!... Quale verità! Dio, che verità! È un vigliacco l'uomo!... Ed è un vigliacco chi per questo lo chiama vigliacco. »
Fëdor Michajlovič Dostoevskij
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11:53, 25 aprile, 2008

No novelist is dearer to me than Robert Musil. He died one morning while lifting weights. When I lift them myself, I keep anxiously checking my pulse, and I am afraid of dropping dead, for to die with a weight in my hand like my revered author would make me an epigone so unbelievable, frenetic and fanatical as immediately to assure me of ridiculous immortality.
Milan Kundera
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14:39, 23 aprile, 2008

ti si potrebbe chiosare a mottetti arguti, a titoli di saggi, ciò non ci renderebbe saggi a pieno titolo ma per lo meno arguti a motteggiare.

la traduzione come mezzo di trasporto(Vincent Mountains)
la versione, alla fine ognuno ha la sua(Ippolito Pine O'Mounts)
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19:42, 22 aprile, 2008

la mia cavia (pace all'anima sua) si chiamava Aristotele. A mia madre però il nome non piaceva, e lo trasformò in Temistocle.
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15:44, 22 aprile, 2008

Beh, di sicuro nessuno chiamerebbe uno scoiattolo, Hegel...quantomeno se ama gli animali, ecco... ;-)
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14:36, 21 aprile, 2008

Vabbè, io ho Sgarbi assessore, è una bella lotta tra poveri...
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#9  
14:05, 21 aprile, 2008

Oddìo, almeno il mostro di Frankenstein aveva una sua tragica grandezza, questo qui sembra più un'invenzione dei fratelli Vanzina...
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#8  
18:15, 18 aprile, 2008

Ops! :-D
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#7  
14:25, 18 aprile, 2008

non so, io conosco la traduzione dell'odissea di pindemonte. Per l'iliade scelgo monti.
L'affermazione, come dici tu, va presa con le pinze: io ho solo parlato di quanto mi sono sentito avvilire alla notizia. Credo poco all'ipotesi dello scempio. Ma faulkner, purtroppo, è morto vecchio, sicché luce d'agosto è ancora protetto da copyright e non posso verificare per conto mio.
Possibile che nessuno si sia accorto di Cary (lo sguardo di Satana)?
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#6  
12:49, 17 aprile, 2008

Ma poi, che Vittorini abbia fatto uno scempio parmi affermazione a dir poco da comprovare. mi sa più che altro di trovata pubblicitaria per spingere l'acquisto della nuova traduzione (anche se Adelphi è di solito rigorosa), del resto anche la traduzione del pindemonte dell'Iliade oggi è considerata troppo poco letterale e rispettosa del testo...
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#5  
11:07, 10 aprile, 2008

ho provato un senso di pena quando qualcuno mi fece leggere un articolo sul Manifesto che parlava della nuova edizione italiana di Luce d'Agosto di Faulkner:
"Per troppo tempo il lettore italiano ha conosciuto uno dei più grandi romanzi del Ventesimo secolo in una traduzione che, seppure d'autore, non gli rende giustizia. Per errori, omissioni e gratuite invenzioni [minchia!], il vecchio Luce d'agosto tradotto da Elio Vittorini rasenta infatti i confini dello scempio letterario. Finalmente, grazie alla cura di un fine conoscitore come Mario Materassi, questo capolavoro è stato ora restituito al suo originale splendore (Adelphi, pp. 425, euro 23)."
Io conoscevo il libro nella traduzione di Vittorini e lo trovavo magnifico. Quell'articolo, invece, mi suggeriva che non potevo considerare magnifico un romanzo vittima di uno scempio. Che cosa dovevo fare? Sentirmi in colpa per l'errore di valutazione di cui non ero responsabile oppure cercare di aggirare l'ostacolo con un fine stratagemma? Scelsi la seconda via: Luce d'Agosto di Elio Vittorini è un romanzo magnifico.
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#4  
14:41, 07 aprile, 2008

Ah, maledetti poeti inglesi! :-)

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#3  
12:13, 07 aprile, 2008

va bene...la traduzione a me pare corretta e fedele... io,lo sai, mi sto vivendo un momentaccio... e quella cosa li che hai trascritto, anche in inglese, me la sono subito sentita addosso.. Grazie!
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#2  
11:22, 07 aprile, 2008

grazie d'essere passata, netta. Per me è importante anche un semplice punto, così da non sentirmi in abbandono. Ero indeciso se tradurre o meno. Anche conoscendo poco l'inglese, mi pare si capisca senza difficoltà quanto sta scritto. Nella versione originale si conserva l'armonia musicale, le modulazioni costruite sulla spina dorsale melodica
act-action-agent-patient-patience, la struttura contrappuntistica (it is, that is, suffering; suffering, does the, but both) che complica e approfondisce l'accordo a tre voci suffer-neither-suffer-patience, il basso continuo know-do not know; neither-nor; in an-an, con quel fixed che espleta la funzione già specificata nel suo stesso significato, quello cioè di giunzione, cerniera tra gli elementi musicologici e concettuali; questo piccolo e straordinario ricettacolo di bellezza nell'italiano di un traduttore inesperto (e forse nell'italiano in generale) andrebbe disperso.

Tu ignori e sai
che cosa sia l'agire e il subire;
Allo stesso tempo sai e ignori
che azione è sopportazione,
la sofferenza azione.
Non patisce chi agisce
né tantomeno agisce chi subisce;
ma congiunti sono entrambi
in un eterno agire,
un eterno patire [...]


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#1  
09:27, 06 aprile, 2008

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